
Scontro totale sulla costruzione del Cpr di Castel Volturno deciso dal governo. La Regione Campania affila le armi legali per bloccare l’iter.
Dopo la mobilitazione di oltre diecimila persone di sabato scorso a Castelvolturno, guidata anche dai vescovi campani, l’amministrazione regionale annuncia un’offensiva giudiziaria e amministrativa su due fronti paralleli.
Il presidente Roberto Fico conferma l’intenzione di opporsi alla struttura con ogni strumento a disposizione, puntando innanzitutto sul vincolo ambientale. L’area individuata per il centro rientra infatti in una zona di protezione speciale di ben quattromila ettari.
In secondo luogo, i legali dell’ente impugneranno gli atti e la procedura d’urgenza utilizzata dall’Esecutivo per l’affidamento dei lavori tramite Invitalia, contestando l’accelerazione dei tempi e la mancata intesa con le istituzioni locali.
Proprio a ridosso della grande manifestazione di protesta, la centrale di committenza Invitalia ha ufficialmente aggiudicato l’appalto per la realizzazione del Cpr. La gara d’appalto, che partiva da una base d’asta di 43 milioni di euro, è stata assegnata a una cordata con un ribasso del 25% sull’esecuzione dei lavori. Il costo effettivo per la costruzione scenderà quindi a poco più di 31 milioni di euro. L’appalto è stato vinto da una cordata di imprese campane.
