Napoli, lo storico Palazzo delle Poste compie 90 anni
Antico e moderno insieme, l’edificio di piazza Matteotti festeggia un compleanno importante
Oggi ospita un co-working e diventa ecosostenibile con una dotazione “green” all’avanguardia che riduce l’impatto sull’ambiente
Taglia il traguardo dei 90 anni dalla sua edificazione il palazzo delle Poste di Napoli, uno degli edifici più iconici della città, annoverato tra i capolavori dell’architettura del Novecento sia sotto il profilo estetico che negli arredi, nel design e sotto il profilo tecnologico.
L’edificio, inaugurato nel 1936, si colloca all’interno di un “Centro delle Istituzioni” previsto dal piano di bonifica: Palazzi della Questura, dell’ex Provincia, oggi Città metropolitana, della Guardia di Finanza, dei Mutilati e, appunto, delle Regie Poste.
Già all’epoca della sua costruzione, chiaramente ispirata ai canoni dell’architettura razionalista, il palazzo delle Poste centrali di Napoli, che sarebbe sopravvissuto prima ai bombardamenti delle forze alleate e poi ad un attentato dinamitardo tedesco pochi giorni dopo le Quattro giornate, spiccava per l’elevato contenuto tecnologico delle soluzioni adottate dagli architetti Vaccaro e Franzi: dai materiali utilizzati (accanto a marmo e granito, vetrolux, cemento armato e linoleum) agli impianti, da soluzioni che ancora oggi consentono di non disperdere, durante le stagioni fredde, il calore incamerato agli apparati, fino a servizi postali all’avanguardia come la posta pneumatica e i telegrafi. La sua realizzazione fu fortemente voluta dal ministro delle Comunicazioni del regime, Costanzo Ciano, nel 1928, e i lavori per la sua edificazione durarono dal 1933 al 1936, anno in cui il palazzo fu inaugurato.
Con la sua mole imponente, le forme arrotondate, le facciate prive di fronzoli e ornamenti e le iscrizioni tipiche dell’epoca, dopo quasi un secolo di vita il fabbricato che domina piazza Matteotti resta un simbolo della modernità. Un contenuto di avanguardia che oggi si sostanzia in un impegno sul fronte della sostenibilità ambientale. Negli ultimi anni, infatti, il palazzo più importante di Poste Italiane in città è stato interessato da lavori di efficientamento energetico: illuminazione completamente a led, riduttori di pressione per contenere i consumi di acqua, misuratori elettrici e una nuova centrale termica che sostituisce la vecchia alimentata a gas e i gruppi frigo della precedente generazione compongono una dotazione “green” che assicura un taglio significativo dell’impatto sull’ambiente e sui costi.
Oggi il palazzo è sede degli uffici direzionali di Poste italiane per il Sud Italia e nella grande sala al piano terra è attivo un ufficio postale che serve ogni giorno tanti cittadini italiani e stranieri. In più, nell’ottica di una continua innovazione, Poste Italiane ha deciso di dedicare circa 1000 metri quadri del palazzo al progetto “Spazi per l’Italia”, trasformandoli, nel pieno e rigoroso rispetto del valore architettonico e artistico dell’immobile, in luoghi di lavoro condivisi a disposizione di professionisti ed aziende che possano svolgere qui la loro attività in maniera flessibile.
Il nuovo coworking del palazzo delle Poste di piazza Matteotti, che ad oggi accoglie già circa 50 lavoratori, è la rappresentazione di come un gioiello architettonico del secolo scorso possa evolversi con i tempi. Di come, insomma, la tradizione possa accogliere il futuro.
I palazzi di Poste Italiane spesso sono opere d’autore, e nelle loro più diverse declinazioni artistiche e strutturali hanno rappresentato negli anni la trasformazione che il nostro Paese ha vissuto tra la fine dell’Ottocento e il secondo dopo guerra. Accanto all’importante ruolo sociale che hanno rappresentato per tutte le generazioni e in ogni epoca, hanno contribuito anche dal punto di vista della cultura architettonica a delineare il contorno di una inedita modernità.

