martedì, Aprile 21, 2026
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Terapia del dolore: esperti dicono sì alla cannabis per fibromialgia e neuropatie

Terapia del dolore: esperti dicono sì alla cannabis per fibromialgia e neuropatie

Vanno incentivati gli studi clinici sull’utilizzazione della cannabis nella terapia del dolore specie per la fibromialgia e per le neuropatie periferiche causate dai chemioterapici anche perché già oggi tanti pazienti la utilizzano, in modo surrettizio, con buoni risultati.
Dobbiamo partire da qui per capire il da farsi.

Ne è convinto il professor Daniele Piomelli, docente di Neuroscienze nell’Università della California Irvine, che oggi ha tenuto una lectio magistralis all’incontro ‘S.T.A.R.’-Scienza, Terapia Antalgica e Ricerca, in corso a Napoli nel Centro Congressi dell’Università ‘Federico II’ con la partecipazione di medici e rappresentanti del sistema sanitario (Asl Napoli 2 Nord) e organizzato da Karlaeventi.

Piomelli ha evidenziato il potenziale ampliamento dell’impiego della cannabis per il trattamento di alcune patologie di dolore: “Fino a qualche tempo fa mancavano dati certi essenziali, ma dall’anno scorso uno studio in Germania fatto sulla lombalgia cronica, ha evidenziato un approccio che consente di utilizzare la cannabis in sostituzione di altri farmaci che sono molto più pericolosi per la salute, e non mi riferisco solo gli oppiacei ma anche ai ‘Fans’, gli antinfiammatori non steroidei.

Spesso ci sono conseguenze per l’apparato gastrointestinale e per i reni”.
“Il nostro sistema sanitario nazionale – ha detto Piomelli – ha tutte le potenzialità e la normativa per incentivare l’utilizzazione della cannabis in determinate situazioni. In un contesto nel quale esiste un controllo da parte dello Stato: la gestione della cannabis a fini terapeutici può essere efficace con la standardizzazione e la diffusione sul territorio italiano”.

Pietro Vassetti, responsabile scientifico delle assise, ha sottolineato: “Va ribadito che la terapia del dolore non è più un sintomo ma una malattia. Va trattata come le patologie croniche, come l’ipertensione o il diabete. La terapia va personalizzata e va fatto un intervento per un patologia cronica. Il dolore non va trattato episodicamente. E il servizio sanitario è pronto per affrontare questa sfida. I farmaci oppiacei, ad esempio, possono essere prescritti dal medico di medicina generale grazie alla legge su dolore”. E, dal canto suo, Monica Vanni, direttore generale della Asl Napoli 2 Nord, ha evidenziato che il Servizio Sanitario Nazionale “è fondamentale: c’è un dovere etico, il dolore è stato sempre molto marginalizzato nell’attenzione del Servizio sanitario per problemi culturali. Oggi finalmente abbiamo la possibilità di affrontare questo problema sia su un livello organizzativo sia su quello farmacologico e tecnologico”.