Il “laziale”, il “puzzone” e quel vano tentativo di rendere unica la presentazione di Allegri – GUARDA TUTTA LA CONFERENZA STAMPA

Al teatro San Carlo incontro con il nuovo allenatore del Napoli. Sul palco con lui i De Laurentiis, padre e figlio, il ds Manna e il plenipotenziario Chiavelli

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Quella voglia di stupire, sempre in bilico tra la commedia all’italiana e grottesco. La presentazione alla stampa del nuovo allenatore del Napoli, Massimiliano Allegri, incastonata sul palco del Regio Teatro di San Carlo, è di quelle occasioni in cui si percepisce l’esigenza di Aurelio De Laurentiis di spettacolarizzare ogni cosa. Fin dall’organizzazione degli ingressi, divisi tra vip, amici dei vip, amici degli amici, sponsor e giornalisti, che devono comunque accomodarsi nelle retrovie per lasciar posto ai suddetti. Non manca chi si accomoda in loggione, bramoso di esserci, perché questo è ciò che conta oggi. Il distillato del tifo azzurro racchiuso nella platea del teatro più antico e più bello del mondo. La domanda che ci si fa immediatamente è: “Perché?”. L’autorizzazione a che tutto ciò accadesse è venuta prima dal sindaco Manfredi, accomodato in prima fila e poi dal sovrintendente Macciardi, seduto accanto a lui. Nei confronti dei quali, Nicola Lombardo  e poi Aurelio De Laurentiis, hanno immediatamente rivolto parole di ringraziamento.

ALLEGRI SENZA GUIZZI, ANCHE SUL PALCO

Provare a comprendere di Allegri un pensiero che vada oltre il “vogliamo vincere”, “vogliamo rispettare gli obiettivi”, “a marzo si decidono i campionati” è un’impresa. Si passa per “la difesa è importante quando il centrocampo e l’attacco”, per arrivare a “se aumenta la forbice di differenza tra i gol fatti e quelli subiti è più facile vincere”. La banalità del calcio, l’arroccamento di un allenatore che non ha mai fatto brillare le sue squadre (che hanno comunque vinto), chiamato invece a essere protagonista di una conferenza stampa che si voleva fosse memorabile. E invece non è stata. L’unica aspettativa rispettata è stato il tempo impiegato per questa pratica (gli annunciati 45 minuti), corredata da “da domani conoscerò i giocatori e potrò allenarli, quindi poi potrò giudicarli”, fino all’accostamento della passione per i cavalli e al riferimento al simbolo del centenario. Dimenticavo, tra le affermazioni di maggiore suggestione da segnalare una “cento anni si fanno una sola volta”.

IL LAZIALE E IL PUZZONE

Per il presidente De Laurentiis le conferenze stampa sono sempre occasione per manifestare il suo lucido cinismo, che prova a camuffare con una ironia poco convincete. E così non lesina di rivolgere un sprezzante “Laziale” al collega di Sky che chiede opportunamente del mercato o del “puzzone” all’inviato di radio Kiss Kiss che prova a comprendere cosa pensi Allegri di De Bruyne. Non mancano le suggestioni offerte da un intervento del plenipotenziario Chiavelli e che riguardano l’area ex Q8 su cui sorgerà lo stadio che De Laurentiis ha assicurato che costruirà. E che, evidenzia” comprenderà 70mila posti e 120 SkyBox”.

LA PLATEA VIP

Non accade in alcuna città del mondo che alla presentazione dell’allenatore della squadra locale di calcio si affrettino a partecipare imprenditori, professionisti, banchieri, tutte persone che di martedì mattina dovrebbero avere ben altro da fare. E invece trovano il tempo, la voglia e anche la passione, per stare seduti quasi un’ora ad ascoltare le analoghe chiacchiere che avrebbero potuto sentire, magari, durante la diretta YouTube organizzata dalla società azzurra. Ma Napoli è un mondo a parte, anche per questo, una città meravigliosamente unica, dove il pallone governa le emozioni e chi ha in mano il giocattolo può tutto… o quasi tutto.