Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha parlato nel corso di un’intervista ai microfoni della Rai di qualche giorno fa, resa nota in queste ore. Il presidente del club si è soffermato su vari temi, soprattutto dal suo arrivo in poi, compresi gli obiettivi ancora da raggiungere.
“Sono stato un incosciente, perché ho pensato a un film dove non c’era una sceneggiatura. Siamo partiti da un fallimento e oggi abbiamo un Napoli sul tetto del mondo, con più di 100 milioni di followersde . Per sedici anni siamo stati l’unica squadra sempre presente in Europa. È stata una continua emozione.
Potrei definire il Napoli una costante da scudetto e da Champions. La Champions ci manca. Chissà se Allegri ce la porterà. È sempre un obiettivo e si va sempre per i massimi obiettivi. L’importante è innovare. Siamo sempre riusciti ad autofinanziarci, trovando nuove opportunità e investendo nel club. Il cinema mi ha insegnato a essere imprenditore e non prenditore.
Io non mi pento mal, perché nella vita bisogna sempre guardare avanti. Tutto ciò che fai, anche gli sbagli, sono un insegnamento che ti fa crescere e maturare. Se ci sono stati degli errori, forse è stato quello di essere stato troppo signore nel non applicare, in maniera pedissequa e giuridicamente inoppugnabile, i contratti che avevo.
Delle volte mi sono lasciato trascinare più dal cuore che dalla responsabilità imprenditoriale e, laddove avrei potuto costringere qualcuno a continuare il proprio lavoro, invece ho acconsentito a lasciarlo andare. Poi ne abbiamo pagato le conseguenze, ma anche questo insegna. Magari in futuro avrò una scorza maggiore, una maggiore durezza e una minore condiscendenza. O forse no, perché credo che Aurelio è Aurelio e non lo si cambia”.

