Posillipo, cantieri nautici nelle grotte: sequestri e otto denunce

Blitz della Polizia Metropolitana tra Baia del Cenito e Riva Fiorita: nelle cavità sottoposte a vincolo paesaggistico rimessaggi per imbarcazioni e officine meccaniche. Controlli estesi a Giugliano, sequestrate in tutto cinque attività

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Grotte tufacee trasformate in cantieri nautici, con centinaia di imbarcazioni custodite all’interno e officine meccaniche ricavate nelle cavità. È quanto hanno scoperto gli agenti della Polizia Metropolitana di Napoli nel corso di un’operazione a Posillipo che ha portato al sequestro di due attività e alla denuncia di otto persone.

Il primo intervento è scattato nella Grotta di Baia del Cenito, sottoposta a vincolo paesaggistico. Una cavità che, secondo quanto accertato dagli agenti, era stata trasformata in una vera e propria area di rimessaggio nautico: all’interno sono state trovate centinaia di imbarcazioni e un’autofficina.

Scenario analogo a Riva Fiorita, a pochi passi da Villa Rosebery. Anche qui gli agenti hanno individuato una grotta utilizzata per il rimessaggio delle barche e per attività di officina meccanica. Secondo gli accertamenti della Polizia Metropolitana, le attività erano prive delle necessarie autorizzazioni.

L’operazione, condotta dagli agenti coordinati dalla comandante Lucia Rea, si è poi allargata oltre Posillipo. Le verifiche hanno raggiunto Giugliano in Campania, dove sono state sequestrate altre tre aziende operanti nel settore della cantieristica navale.

Una delle aziende sequestrate a Giugliano risulterebbe inoltre collegata a uno dei due cantieri individuati a Posillipo. Il bilancio complessivo dell’attività investigativa è di cinque aziende sequestrate e otto persone denunciate all’Autorità giudiziaria. Gli accertamenti proseguono per ricostruire nel dettaglio la gestione delle attività e verificarne tutti gli aspetti autorizzativi.