Lineapelle 2026, la SSIP punta su ricerca e innovazione per il futuro della filiera pelle

Dalla tomografia multispettrale all’intelligenza artificiale, fino alla spettroscopia NIR: a Lineapelle la Stazione Sperimentale presenta le nuove tecnologie per il settore conciario. Imperiale: «La vera sfida è ridurre la distanza tra laboratorio e fabbrica». Fiola: «Favorire il raccordo tra ricerca, imprese e territorio»

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Ricerca applicata, trasferimento tecnologico e un rapporto sempre più stretto tra laboratori e imprese. Sono le direttrici lungo le quali si è sviluppata la partecipazione della Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli e delle Materie Concianti (SSIP) a Lineapelle 2026, principale appuntamento internazionale dedicato alla filiera della pelle.

La manifestazione è stata l’occasione per fare il punto sulle nuove frontiere dell’innovazione applicata al comparto conciario e per presentare i risultati delle attività sviluppate dalla Stazione Sperimentale, che ha la propria sede principale nel polo tecnologico “Adriano Olivetti” di Pozzuoli e sedi operative nei distretti industriali di Arzignano, Santa Croce e Solofra.

Al centro dell’attività della SSIP ci sono tecnologie destinate a rendere la produzione sempre più sostenibile, digitale e data-driven. Tra le applicazioni presentate a Lineapelle figura TAN TOM, progetto che utilizza tomografia multispettrale e intelligenza artificiale per consentire un controllo intelligente e non invasivo delle pelli. Spazio anche alla spettroscopia NIR, impiegata per la caratterizzazione dei materiali e il controllo qualitativo.

Uno dei momenti centrali della partecipazione alla manifestazione è stato dedicato alla presentazione del nuovo numero di “CPMC – Cuoio, Pelli e Materie Concianti”, incentrato sul rapporto tra ricerca, impresa e innovazione e sul ruolo che i distretti conciari possono svolgere come ecosistemi della competitività.

All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della SSIP Graziano Balducci, Fulvia Bacchi, direttore UNIC, CEO di Lineapelle e vicepresidente SSIP, e il presidente della Camera di Commercio di Napoli Ciro Fiola. Il nuovo numero della rivista approfondisce inoltre le attività legate al progetto REMICS e le nuove traiettorie di ricerca destinate alla filiera.

“La ricerca applicata deve partire dai fabbisogni delle imprese e trasformarsi rapidamente in innovazione concreta” dichiara Edoardo Imperiale, Direttore Generale della SSIP e Direttore responsabile di CPMC. “La vera sfida è ridurre la distanza tra laboratorio e fabbrica, accelerando il trasferimento di tecnologie, competenze e risultati verso il sistema produttivo. È su questa capacità che si giocherà una parte importante della competitività futura dei nostri distretti”.

Un’impostazione che trova spazio anche nell’editoriale del nuovo numero di CPMC e che pone al centro la necessità di consolidare il confronto tra sistema produttivo, mondo della ricerca e istituzioni. Una collaborazione considerata decisiva soprattutto per consentire alle piccole e medie imprese di accedere più facilmente alle nuove tecnologie e alle competenze sviluppate nei centri di ricerca.

“Le Camere di Commercio hanno il compito di favorire il raccordo tra ricerca, imprese e territorio” sottolinea Ciro Fiola, Presidente della Camera di Commercio di Napoli. “Creare reti stabili tra aziende, università e centri di ricerca significa rendere l’innovazione accessibile anche alle PMI e trasformare conoscenza e competenze in crescita, occupazione qualificata e maggiore competitività”.

La presenza della Stazione Sperimentale nel polo fieristico ha riguardato anche Simac Tanning Tech 2026, dove sono state illustrate tecnologie, servizi avanzati e soluzioni dedicate all’innovazione dei processi produttivi.

La partecipazione alle due manifestazioni ha così offerto alla SSIP una vetrina internazionale per mostrare le applicazioni sviluppate attraverso la ricerca e, soprattutto, per rafforzare il confronto con le aziende della filiera. Un passaggio che pone al centro il trasferimento tecnologico: portare le innovazioni fuori dai laboratori e trasformarle in strumenti concretamente utilizzabili nei distretti conciari e nelle imprese del Made in Italy.