Ho sperato, pregato, desiderato ardentemente di non dover scrivere queste righe, dedicate a un uomo che ha insegnato a tutti noi cosa sia il coraggio. Antonio Coscione non si è arreso all’atroce destino, legato a un male aggressivo, che non gli ha dato tregua negli ultimi tre anni. La morte lo ha strappato alla sua famiglia, ai suoi amici e ai suoi colleghi di lavoro, ma lui non si è mai abbandonato alla disperazione, mai. Ha lottato, con quella sua capacità unica di dissacrare ogni cosa, mettendo noi al cospetto delle nostre fragilità, aiutando lui noi ad andare avanti.
Giornalista per immagini per vocazione, talento e passione, ha fondato con me, Renato Cavallo, Alessandro Jovane e Marco Gargiulo, nel maggio del 2013 la realtà che ci ha consentito di tornare alla vita professionale. E’ stato una colonna, in ogni senso; emotivo, professionale, umano. In qualunque circostanza ha anteposto la voglia di vivere, di rendersi utile e protagonista, a qualunque avversità. Nel periodo terribile del covid è stato sempre in prima linea per raccontare, accanto agli inviati delle tv nazionali, subendo gli insulti del virus che lo ha colpito mente lavorava. Si è ripreso ed è tornato sul campo, sempre, senza alcuna esitazione. Lo straordinario fiuto della notizia, l’abilità con la quale catturava con la sua telecamera i particolari più significativi, il talento nel montaggio digitale, lo rendevano un vero e proprio fuoriclasse dell’informazione. Capace di dare coraggio ai colleghi, indicazioni e preziosi consigli ai più giovani, migliaia di persone oggi lo ricordano sui social network. Antonio Coscione era una persona rara e lascerà in tutti noi un vuoto immenso.
Negli ultimi due anni, in cui la malattia è stata sempre più aggressiva, ci hai aiutati a sopportare la paura di perderlo mentre lottava contro un mostro che non gli ha dato tregua. Fino a costringerlo alla resa. La nostra esistenza è stata attraversata dalla luce che ha saputo donare, dalla forza che ha trasmesso in ogni momento, dalla voglia di vivere che come una beffa è stata soffocata da una morte ingiusta e inaccettabile. Come persone saremo più sole, saremo orfani di un fratello minore, ma non ci rassegneremo al dolore che ora ci stordisce.
L’ultimo saluto ad Antonio oggi pomeriggio alle 16.00 nella chiesa di Sant’Eframo Vecchio a Napoli.

