Coronavirus, le conseguenze del lockdown in Campania

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C’è il serio rischio che al mare, la prossima estate, i napoletani non possano andare.
Siamo alle porte della prossima stagione turistica e balneare e già si parla di flop.

Al momento non è ancora stata decisa né a livello nazionale né regionale una data per la riapertura delle attività ricettive e per gli stabilimenti balneari, né un decalogo di fruizione degli stessi.

Si parlava di barriere di plexiglas da utilizzare per perimetrale i metri di distanza tra bagnanti ma il buonsenso fa capire che si tratta di una decisione poco praticabile viste le temperature dell’estate. Insomma c’è il rischio, se non si adotteranno misure a sostegno della categoria e del comparto turistico di fallimenti di massa da parte di molti imprenditori. Lo sesso vale per bar ristoranti pasticcerie e l’intero settore della ristorazione.

Fino al prossimo 3 maggio fermo e in attesa di capire se si potrà almeno riprendere l’asporto. Il comune spinge per una riapertura così come i verdi, ma il governatore De Luca per ora va dritto per la sua strada. Chiuse ancora le scuole.

Se in Germania il 4 maggio si tornerà tra i banchi in Italia restano chiusi i cancelli, se ne riparlerà il prossimo anno a settembre con la maturità gestita on line. Stesso discorso per il calcio? I club di serie A e B non vogliono sentir parlare di campionato congelato.

De Laurentiis e altri presidenti di A spingono per riprendere allenamenti e chiudere la stagione a porte chiuse magari giocata negli stadi del Sud visto il minor contagio in alcune regioni. La FIGC prende tempo attende il Governo e per il momento il pallone resta fermo così come il mercato economico nazionale.