Uccisero Ciro Maisto, nella villa comunale di Secondigliano, il 6 agosto del 2008. Con questa accusa i carabinieri del nucleo investigativo di Napoli hanno arrestato quattro indagati eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del tribunale partenopea.

Le indagini, durate 12 anni, sono state condotte dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Il rampollo della famiglia Di Lauro, Marco già detenuto è uno dei quattro: con lui Pasquale Spinelli, Nunzio Talotti e Gennaro Vizzaccaro.

Le attività di indagine – fondate su intercettazioni, dichiarazioni di collaboratori di giustizia e riscontri oggettivi – hanno consentito di individuare nei quattro arrestati i mandanti, gli organizzatori ed esecutori materiali dell’omicidio commesso a margine nella cosiddetta “seconda faida” di Scampia ma che in realtà viene ricondotto ad una “epurazione” interna al clan Di Lauro.

Maisto aveva messo in discussione la leadership del clan, in quel momento retto da Marco Di Lauro, latitante ma presente sul territorio. I vertici del sodalizio decisero, pertanto, di ucciderlo pensando che potesse tradirli, aderendo agli “Scissionisti” oppure collaborando con la Giustizia.

Ciro Maisto, elemento di spicco del clan, fu assassinato in prossimità del rione Dei Fiori, noto come “Terzo Mondo”, quartier generale del clan Di Lauro. La vittima venne attirata in un tranello da altri affiliati, che lo uccisero esplodendogli contro vari colpi di pistola.