“Il programma Horizon 2020 permetterà di destinare oltre 77 miliardi di euro per la ricerca e l’innovazione alle imprese e alle start up. L’Italia deve farsi trovare pronta, perché non c’è sviluppo senza ricerca scientifica. Il segreto sarà la qualità del lavoro, il nostro Paese non può certo competere sulla quantità contro nazioni come l’India e il Brasile. Si punti dunque su alta formazione, ricerca e specializzazione, potendo contare anche sulla partecipazione attiva di strutture come gli ordini professionali. Un puzzle complesso in cui ognuno deve fare al meglio la sua parte”. Lo ha detto il vicepresidente della Regione Campania e assessore alla Ricerca scientifica, Guido Trombetti, nel corso del Forum “Horizon 2020, il nuovo programma europeo per la ricerca, l’innovazione e la competitività” promosso dall’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Napoli.

“Nel nuovo programma di investimenti previsto dall’Ue – ha detto Vincenzo Moretta, presidente dell’Odcec Napoli -, i commercialisti avranno un ruolo importante. Oltre a fornire competenze specifiche nella gestione di procedure amministrative e nella rendicontazione dei programmi, infatti, assumeranno il ruolo chiave di mediatori tecnologici per favorire il trasferimento tra centri di ricerca pubblici ed imprese. Vogliamo essere attori principali con le istituzioni ed il mondo accademico, proponendo insieme nuovi programmi di lavoro”.

“L’obiettivo è il miglioramento dell’utilizzo dei fondi europei, al fine di invertire la pericolosa inadeguatezza italiana a partecipare in maniera attiva ai programmi, in particolare quelli “a gestione diretta – spiegano Liliana Speranza ed Emmanuele Carandente, consiglieri Odcec Napoli –. Troppo spesso le imprese non sono infatti a conoscenza delle reali possibilità che arrivano dall’esterno”.

“L’incontro ha permesso di approfondire il tema della corretta gestione delle misure comunitarie – Gianpaolo Varchetta, presidente della Commissione di studi ricerca e programmi comunitari -, con l’auspicio di sanare le lacune informative e professionali in Campania relative a progetti comunitari per la ricerca. In quest’ottica, l’Ordine professionale dimostra di essere un importante centro di supporto”.