Napoli, presentato il film sul centenario. Il regista Pacifico: “Ci saranno camei”, De Giovanni: “Orgoglioso di questo progetto”

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La presentazione del film sul centenario del Napoli (Videoinformazioni.com)

Via alle riprese del nuovo film sul centenario della SSC Napoli prodotto dalla Filmauro, da un’idea di Aurelio De Laurentiis. Soggetto di Mimmo Carratelli e Maurizio De Giovanni, scritto da Maurizio De Giovanni con la collaborazione di Massimiliano Pacifico, diretto da Massimiliano Pacifico.

Si è svolto l’incontro stampa di presentazione delle riprese del film presso il Magnolia con la partecipazione del regista Massimiliano Pacifico, gli attori Gino Rivieccio, Antonio Orefice, Susy Del Giudice, Giovanni Esposito e Maurizio De Giovanni. Il presidente Aurelio De Laurentiis non ha preso parte all’incontro per motivi personali.

Di seguito, le dichiarazioni dei presenti.

Massimiliano Pacifico: “Le riprese sono state interrotte momentaneamente ma abbiamo tanto da fare, io sono fortunato perché sono tifoso del Napoli e questo progetto unisce due mie passioni, ho gli elementi più straordinari con soggetto e sceneggiatura, con quattro attori che con il loro estro aumentano la qualità. Ci saranno camei che hanno impreziosito il film, ringrazio De Laurentiis e con il vice presidente Edoardo che è sempre presente sul campo e sul set. Il progetto può piacere a tifosi e non tifosi, speriamo arrivi ad un pubblico ampio. Nel film c’è il racconto del tifoso napoletano all’estero, c’è anche questa prospettiva. E c’è anche un grande capitolo su Maradona, ovviamente”.

Maurizio De Giovanni: “Per uno che scrive storie, farlo sul Napoli non era ipotizzabile. Ho avuto una linea disegnata da Mimmo Carratelli, un maestro gigantesco del racconto della grande storia del Napoli. Io non ho fatto altro che incorniciarla e renderla fruibile anche all’esterno, non solo su tifosi e agli appassionati di calcio. La passione per il Napoli è diversa da ogni altra, nessuno ha l’identità forte e radicata come noi. Abbiamo avuto la fortuna di avere attori incredibili, che con la loro creatività hanno migliorato la storia. A monte c’è Carratelli, Edo è un presidente esecutivo (ride, ndr) e sono orgoglioso di questo progetto. La storia ha l’intento di proporre tra generazioni di tifosi e tifose, tre tipi di ricordi diversi. Quale filo conduttore c’è per far passare fuori il concetto di passione napoletana? Io credo che Napoli sia l’unica città sudamericana fuori dal Sudamerica, Napoli vive in maniera quasi da fantasmi: quelli del passato coesistono nella città, in ogni cosa, da San Gennaro a Maradona, Troisi. Da noi non si muore ma si sopravvive, anche nella memoria dei ragazzi che sono consapevoli di Maradona e di ciò che ha fatto. Non c’è differenza tra McTominay e Sivori, noi non passiamo la memoria di generazione in generazione. Da scrittore quanto è stato difficile lo sforzo di raccontare la passione totalizzante? Io ho visto il Napoli a Shanghai, a San Pietroburgo e a Buenos Aires, con persone che non avevano mai visto il Napoli, Napoli è un sentimento, ci sono napoletani mai stati a Napoli o napoletani nati qui che non lo sono. Un sentimento significa parlare alla passione della gente, un tifoso di un’altra squadra potrebbe riconoscersi. La contiguità di questa città in rapporto al calcio con l’Argentina non è questione che nasce con Maradona ma anche prima con Sivori e dopo con Lavezzi. Ci sono figure in un pantheon, figure empatiche con i napoletani, unico non nato è Maradona. Come rendere un progetto da docufilm a film? Abbiamo rispettato la linearità, un luogo in cui si confrontano delle persone, non è una storia di 100 anni di eventi ma di un sentimento che nasce di un certo momento e rimane lo stesso nonostante tantissimi cambiamenti. Questa storia è dedicata a tutti quelli che hanno tifato e non hanno visto lo scudetto in 65 anni dalla nascita del Napoli al primo scudetto, e anche a chi vive da lontano, a girare il mondo e trovare tifosi altrove che non possono scendere in strada come noi è eroico”.

Edoardo De Laurentiis: “Mi sono divertito a vedere gli attori come interagivano tra loro, a raccontare questa grande storia del popolo napoletano e del Napoli che vedremo a gennaio. Immagini inedite d’archivio? Sì, soprattutto racconteremo ricordi che avete vissuto e che vi faranno emozionare”.

Gino Rivieccio: “Ho interpretato il film da tifoso e ringrazio Aurelio perché mi ha fatto rivivere cento anni di passione, li abbiamo vissuti insieme: essere tifosi del Napoli non è come essere tifosi di altre squadre, noi la mattina ci svegliamo e vediamo McTominay come sta. È una fede che ci portiamo dentro, papà mi portava a vedere Sivori e Altafini. Quando si parla della partita col Bordeaux, io ero lì. Mi sono immedesimato nel personaggio? Ho rivissuto emozioni, il passato è tornato presente e in certi momenti sono tanto bambino”.

Giovanni Esposito: “Non sono tifoso ma malato! Spesso la passione sportiva è legata a ricordi personali, ti viene in mente qualcosa che crea emozioni, hai ricordi personali che agli altri non importerebbero ma per te sono importantissimi e speri di raccontarli. Un momento personale e umano, il personaggio viene invaso dalla vita del tifoso e noi abbiamo scoperto che in 100 anni abbiamo vissuto una marea di cose, di emozioni e rimpianti”.

Geppy Gleijesis: “Io ero presente a Capri durante una partita a carte quando Aurelio disse a tutti di voler comprare il Napoli, gli dicemmo che era pazzo e invece ci troviamo qui con scudetto e coppe vinte. Io sono scarso a giocare ma ne feci una di beneficenza, contro una selezione del Napoli dove c’erano Giordano e Maradona: la cosa fantastica fu marcare Diego, partì con un pallone alto che toccò il soffitto e cadde sul piede di Maradona. Non ho mai più trovato quel pallone, chissà dove l’aveva nascosto (ride, ndr)”.

Susy Del Giudice: “Mi sentivo un pesce fuor d’acqua in mezzo a tanti tifosi ma mi sto divertendo, e un grande gioco è rappresentare questo personaggio da tifosi e ricordare tutte quelle donne tifose sfegatate che ne sanno molto o più di voi maschietti”.

Antonio Orefice: “Per fare questo film devi essere tifoso, sono la generazione più giovane e mi sento di dire che sto imparando tante cose che non sapevo della storia del Napoli. Sono orgoglioso di fare parte di questo progetto, forza Napoli sempre”.