di Salvatore Lanza

Nel segno della Beata Maria Cristina e della capacità di mediazione la pace tra i Borbone.Uno dei risultati più significativi delle due giornate che hanno accompagnato la beatificazione di Maria Cristina regina delle Due Sicilie a Napoli, oltre alla folla e all’affetto che ha circondato i discendenti della dinastia borbonica e il Principe Carlo di Borbone, è stata la pace siglata tra il ramo napoletano-francese dei Borbone e quello spagnolo dopo diversi anni di incomprensioni e di tensioni. Come capitava nel passato, al centro dell’atteso accordo finalizzato a tutelare il bene e i valori dei Borbone, la “grande mediazione” in questo caso operata da Sua Eccellenza l’Ambasciatore Giuseppe Balboni Acqua, Capo della Segreteria della Casa Reale Borbone Due Sicilie del ramo napoletano. Esperienze diplomatiche internazionali e ai vertici dello Stato italiano, grande saggezza e capacità politiche, le doti che hanno consentito una pacificazione più che mai necessaria. Se Garibaldi non si fosse affacciato da queste parti Balboni Acqua sarebbe considerato un Mazzarino delle Due Sicilie.