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La movida di Napoli non aderisce alla protesta #ioapro

La movida napoletana non aderisce alla protesta #Io apro: sia nel quartiere Vomero che tra i ‘baretti’ della zona Chiaia, infatti, i locali hanno deciso di rispettare le regole anti Covid.

Allo scoccare delle ore 18, i tanti bar presenti in Piazza Vanvitelli e nell’isola pedonale Scarlatti-Giordano, hanno fatto alzare chi si attardava al tavolo e il personale ha iniziato a mettere a posto sedie e tavolini.

Gli esercenti, pur condividendo le ragioni della protesta, hanno preferito rispettare lo stop del servizio al tavolo e proseguire esclusivamente con l’asporto.

“Senza il sostegno delle associazioni di categoria non ha senso protestare – dice Giampiero di Riot – perché saremmo subito sanzionati e visto già il periodo difficile, prendere anche la multa sarebbe una beffa. La verità è che dovrebbero consentirci il servizio al tavolo fino alle ore 20 perché per i bar le due ore dalle 18 alle 20 sono vitali e anche perché noi rispettiamo il protocollo deciso dal Governo”.

Stessa scena anche a Chiaia. I bar dalle 18 hanno ritirato i tavolini, seguendo le norme, e stanno servendo da bere solo da asporto ai giovani che si sono ritrovati lì nell’ora dell’aperitivo in una zona dove nell’epoca precovid decine di migliaia di giovani passavano in strada le loro serate. L’area è presidiata dalle forze dell’ordine che hanno elevato anche diverse multe.

De Luca lancia sfida: “Campania prima regione covid free”

“Il mio obiettivo è quello di fare della Campania la prima regione d’Italia e d’Europa ad uscire dall’epidemia. Voglio che ci impegniamo in una sfida quasi folle”.

Così il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, in diretta Facebook.

De Luca la definisce “una operazione di straordinaria complessità al limite della pazzia ma sono convinto che, se avremo la disponibilità di 8milioni e 400mila vaccini, siamo in grado di raggiungere questi obiettivi entro dicembre del 2021”.

Ai cittadini De Luca chiede l’aiuto massimo, osservando comportamenti responsabili. C’è un “aumento non straordinario ma sensibile di contagi, sarebbe un suicidio per la Campania immaginare che con la zona gialla siamo di fronte ad un rompete le righe e che possiamo consentirci di fare la ricreazione.

Se avremo comportamenti irresponsabili tra due-tre settimane la Campania sarà tutta chiusa”.

Studenti delle scuole superiori in piazza: “Basta dad”

Nell’ultimo anno la scuola l’hanno frequentata solo per un mese o poco più.

Comprensibile la voglia di chiudere i tablet e i computer della didattica a distanza e rientrare in classe per gli studenti napoletani, che questa mattina hanno assediato la sede dell’Ufficio scolastico regionale a Napoli per protestare contro il mancato rientro nella data indicata dal governo, il 7 gennaio.

Vogliamo certezze, rientro in sicurezza, recita lo striscione portato dagli studenti, presenti in delegazioni di diversi licei e istituti di Napoli e provincia. E ancora: un altro cartello conta i giorni di assenza dalle scuole, 312.

Quasi un anno.

I ragazzi ‘promettono’ che non si fermeranno e andranno avanti con altre forme di protesta. Mentre una parte degli studenti manifesta in strada altri hanno deciso di non collegarsi con la didattica a distanza per disertare le lezioni.

Per domani è atteso l’esito della riunione dell’Unità di crisi regionale per valutare il rientro o meno in aula lunedì 18 gennaio delle classi terza, quarta e quinta elementare anche loro in Dad dal 16 ottobre 2020.

Ecobonus 110%: opportunità da non perdere

Il Superbonus è un’agevolazione prevista dal Decreto Rilancio che eleva al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, per specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi antisismici, di installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici.

Se ne è discusso a Napoli a margine del convegno organizzato da Sgai dal titolo “Eco sisma Bonus 110%”.

A illustrare i benefici di questa agevolazione il presidente del Consorzio Sgai Roberto Galloro.

Un incentivo che aiuterà anche i proprietari e gli affittuari che percepiscono il reddito di cittadinanza ma che non riguarderà le aziende come sottolinea Nicola Zuin presidente Unai Veneto.

Covid, a Napoli impennata di contagi dopo Natale. Campania però resta in zona gialla

La Campania resta regione ‘gialla’ con Sardegna, Basilicata, Toscana, Provincia Autonoma di Trento, Molise.

Lo prevede la nuova ordinanza che il ministro Speranza firmerà nelle prossime ore e che andrà in vigore a partire da domenica 17 gennaio.

Ma intanto il contagio Covid aumenta del 18% a Napoli dopo le festivita’ natalizie. È la fotografia che emerge dal report curato dall’Osservatorio epidemiologico, coordinato dall’equipe di Giuseppe Signoriello, docente dell’universita’ Vanvitelli, e dall’assessore alla Salute del Comune, Francesca Menna.

Il report evidenzia che nelle ultime due settimane sono stati notificati 2.588 casi, + 18% rispetto alle due settimane precedenti, quando i nuovi casi erano stati 2.202. Il tasso di mortalità risulta essere quasi il doppio rispetto a quello della Campania (82.6 casi per 100mila abitanti contro 47.2).

Capitale Italiana della Cultura 2022, Procida si presenta con 44 progetti

Si è tenuta in video conferenza la presentazione del dossier di candidatura dell’isola di Procida a Capitale Italiana della Cultura 2022 alla commissione di esperti del Ministero dei Beni ed Attività Culturali.

Nel corso della audizione, durata poco più di un’ora e diffusa in streaming sul canale Youtube del ministero, la delegazione procidana (in collegamento dalla sede comunale) composta tra gli altri dal sindaco Ambrosino, dal direttore della candidatura Riitano, dalla direttrice generale Politiche culturali e Turismo della Regione Campania Rosanna Romano, dal l docente Francesco Izzo direttore del dipartimento di Economia dell’ Università Vanvitelli, ha illustrato i punti salienti della candidatura procidana il cui tema ispiratore è “La cultura non isola”, scelto prima della pandemia ed il cui significato appare oggi ancora più pregnante.

Nel corso dell’incontro sono stati mostrati alla commissione alcuni video tra cui il cortometraggio prodotto dal Festival di Giffoni a sostegno della candidatura isolana e la clip con gli endorsement di personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura.

Agostino Riitano ha raccontato i principi che hanno guidato l’elaborazione di un programma che comprende 44 progetti culturali per 330 giorni complessivi di programmazione tra cui il green deal, l’innovazione sociale ed urbana, il turismo lento e la gestione sostenibile degli eventi.

Il progetto presentato da Procida, unica isola ed unica località della Campania presente nella shortlist delle 10 città finaliste elaborata dal Mibact, è stato definito molto bello e ben costruito dal presidente della commissione ministeriale Stefano Baia Curioni.

Lunedì prossimo la commissione indicherà al ministro Dario Franceschini il nome della località ritenuta più idonea per aggiudicarsi il titolo per il 2022

Policlinico Federico II, badge con foto: pazienti Covid tornano a “vedere” i medici

Tute integrali, cappuccio, mascherine, occhialini e visiere, doppi guanti. Per i professionisti sanitari che lavorano nei reparti COVID è questa la divisa d’ordinanza indispensabile ma anche un ostacolo nella relazione con i pazienti.

Ed è proprio nell’ambito della relazione tra professionisti sanitari e pazienti che si colloca l’iniziativa del reparto COVID di Ginecologia ed Ostetricia della Federico II, guidato da Giuseppe Bifulco, Direttore del Dipartimento Materno Infantile, dove da oggi si utilizzano badge identificativi usa e getta che il personale indossa apponendoli sulle tute monouso e che riportano la fotografia, il nome ed il cognome dell’operatore in modo ben visibile.

“Si tratta – spiega Maurizio Guida, responsabile della Fisiopatologia Ostetrica Ginecologica e promotore dell’iniziativa – di foto autoadesive che permettono ai pazienti di riconoscere i professionisti che prestano loro le cure. I badge sono monouso e vengono gettati insieme al materiale sanitario, si applica quindi una foto nuova ogni volta che avviene la vestizione dell’operatore. L’idea si deve ad un tipografo che ha realizzato una stampa fotografica ad alta definizione e basso costo che ha consentito di stampare migliaia di foto distribuite sulle 40 unità in servizio al reparto COVID di Ginecologia ed Ostetricia”.

Un’iniziativa molto apprezzata dalle ospiti della Ginecologia ed Ostetrica COVID.

“Una preziosa iniziativa che va nella direzione dell’umanizzazione delle cure, portando al centro della nostra attenzione l’importanza della relazione e del rapporto tra professionisti e pazienti, così importante nel processo di cura ancora di più quando si vive una situazione di prolungato isolamento “, sottolinea il Direttore Generale dell’AOU Federico II Anna Iervolino.

 

Pompei, restaurate le colonne della Casa del Fauno

Dopo anni di travagliate vicende, le colonne dell’atrio secondario della Casa del Fauno, bombardate, poi ricostruite nel dopoguerra, ancora fratturate dal terremoto, e puntellate, finalmente tornano integre al termine del recente e complesso intervento di restauro.

La casa del Fauno, una delle più sontuose dimore pompeiane, estesa su un intero isolato per circa 3mila metri quadrati, fu oggetto, come molti edifici di Pompei, del tragico bombardamento della seconda guerra mondiale. Nel settembre del 1943 due bombe precipitarono sulla abitazione, e una di queste piombò sull’atrio tetrastilo (a 4 colonne) che costituiva l’accesso alla zona privata della casa, radendo al suolo tre delle quattro colonne corinzie in tufo, decorate in stucco. Rimaneva integra solo la colonna esposta a Nord.

Le colonne furono immediatamente ricostruite nel 1946 secondo i metodi in uso all’epoca, utilizzando diverse aggrappature in ferro o in lamine zincate e malte cementizie, rivelatesi poi poco idonee ai fini della conservazione. Successivamente anche al terremoto del 1980, le stesse furono sottoposte ad altri interventi conservativi, che tuttavia hanno innescato dei processi di fratturazione e frammentazione importanti.

Prima del recente restauro una delle colonne si presentava presidiata e puntellata con tubi, giunti metallici, e palanche in legno per sostenere e conservarne tutte le parti frammentate, parzialmente sollevate o completamente staccate, mentre le altre presentavano problemi di degrado in stato piuttosto avanzato.

L’intervento attuale è stato particolarmente complesso, allo scopo di intervenire in maniera integrale. In particolare, si è proceduto smontando e   movimentando da cima a terra, mediante argano, i componenti singoli di due delle colonne che presentavano gravi problemi di stabilità e uno stato fortemente frammentario – quella puntellata e quella esposta a sud – per poi condurre il restauro ‘a terra’ dei blocchi. Sono dunque stati rimossi tutti quegli elementi non più idonei e che anzi nel tempo avrebbero causato ulteriori danni alla conservazione (elementi metallici, stuccature cementizie e  malte di restauro non più capaci  di sostenere le varie parti) per sostituirli con nuovi materiali di restauro più stabili e duraturi.

Una volta consolidati e ricostruiti a terra i vari blocchi, li si è ricollocati nel loro alloggiamento originario, seguendo il rilievo tracciato in precedenza.

Su tutte le colonne, infine, per salvaguardare i materiali originali in pietra, stucco ed intonaco (già consumati dal vento e dalle piogge) sono state eseguite operazioni di pulitura, trattamento biocida, stuccatura, consolidamento, protezione.

Si tratta di un importante intervento, atteso da anni – dichiara Massimo Osanna, Direttore Generale ad interim del Parco archeologico – che consente di restituire alla pubblica fruizione un altro ambiente di questa prestigiosa dimora, che reca in sé la testimonianza di un capitolo drammatico di Pompei, quello del bombardamento. Come testimoniato anche dai resti degli ordigni conservati, allo scopo, nell’atrio.

Un intervento complesso di consolidamento, che ha inteso risolvere in maniera radicale il restauro delle colonne per lunghi anni lasciate in condizioni conservative precarie. Ma anche una operazione di riqualificazione e di recupero estetico, realizzata uniformando e integrando i materiali di restauro. “

Auto si ribalta a Napoli durante coprifuoco, coppia ferita

Un grave incidente stradale è avvenuto la scorsa notte a Mergellina, a Napoli, in pieno coprifuoco. Poco dopo la mezzaotte una utilitaria, per cause ancora in corso di accertamento, si è ribaltata finendo la sua corsa non lontano dagli chalet presenti in zona.

All’interno della macchina c’era una coppia: un uomo di 39 anni ed una donna di 34. L’uomo è stato soccorso e portato all’ospedale del Mare: le sue condizioni non destano preoccupazioni. La donna invece è ricoverata al Cardarelli, in codice rosso. Sulla vicenda indagano gli agenti della Unità infortunistica stradale della polizia locale di Napoli.

E’ morta la balena rimasta bloccata nel porto di Sorrento

Non ce l’ha fatta la balena che era entrata ieri pomeriggio nel porto di Marina Piccola, a Sorrento. Le ferite forse provocate dall’impatto con le eliche di una imbarcazione e poi quelle procuratesi da sola dopo aver urtato col ventre più colte sugli scogli della banchina del porto sono state letali.

Il cetaceo p stato ritrovato cadavere sul fondo del porto dal personale della Capitaneria di porto che ore prima l’aveva aiutata a riprendere il largo.
Tutti speravano che fosse riuscita a riprendersi ma ora la carcassa dell’animale giace a venti metri di profondità, in corrispondenza del tratto di mare nel quale era scomparsa.
Si attende la Asl per il recupero dell’animale, che sarà piuttosto laborioso. Sul posto ci sono anche gli uomini della stazione zoologica Anton Dohrn e dell’area marina protetta di Punta Campanella.

Dopo il recupero, sarà sottoposta nei prossimi giorni ad analisi per cercare di capire cosa possa avere determinato il disorientamento dell’animale e quali siano state le cause del decesso.

C’è chi ricorda che a giugno una balena era stata avvistata al largo di Castellammare di Stabia ed ipotizza che possa essere lo stesso animale che ieri è entrato nello scalo marittimo sorrentino. Pochi mesi fa a capri altro cetaceo di più grandi dimensioni era stato recuperato dopo il decesso. In quel caso la morte era sopravvenuta per ingerimento di plastica.