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De Luca minaccia lockdown e a Napoli scatta la guerriglia

La rabbia ha cominciato a montare sui social non appena il presidente della regione Campania,Vincenzo de luca ha cominciato a usare toni d’altri tempi per annunciare l’imminente lockdown.

Neanche il tempo di far abituare all’idea del coprifuoco, con l’obbligo di chiusura di bar e ristoranti alle 23, che il rischio di un nuovo blocco delle attività ha scatenato i peggiori istinti della popolazione scesa in strada subito dopo l’orario stabilito per manifestare il proprio dissenso.

Ma la legittima rabbia è sfociata poi in un clima di guerriglia urbana, con i lacrimogeni della polizia a disperdere la folla e con ingiustificate cariche contro gli stessi agenti della celere da parte di gruppi di manifestanti.

Le immagini dei lanci di bottiglie dei cassonetti incendiati in pochi minuti erano già in giro sull’etere nazionale ad uso e consumo di commentatori che si affannavano a decodificare il perchè di tanta violenza.

Di sicuro in piazza ieri sera non c’erano imprenditori, quelli veri avevano dato vita a una manifestazione pacifica 24 ore prima davanti al palazzo della Regione Campania. Gran parte del corteo scaturito all’orario del copri fuoco era composto per lo più da giovani, poco prima radunati nelle varie piazze della movida.

Gestione sanitaria del Covid, Funzione pubblica Cgil verso la mobilitazione

Minacciano una mobilitazione contro la troppe criticità nella gestione dell’emergenza covid 19 da parte della Regione e dell’Unità di crisi i vertici della Cgil campania.

Questa mattina, davanti all’ospedale Cardarelli di Napoli, i segretari generale e della funzione pubblica di cgil Campania e funzione pubblica, Nicola Ricci e Alfredo Garzi, hanno incontrato la stampa per denunciare le problematiche più serie sia all’interno del nosocomio più grande del mezzogiorno che nella gestione generale dell’emergenza.

L’affidamento ai privati dei tamponi, la poca sicurezza per chi lavora negli ospedali e per i familiari dei degenti, le carenze del personale sanitario i principali errori denunciati

Tavola tavola, chiodo chiodo… successo per l’Eduardo politico al San Ferdinando

Lino Musella è autore e interprete di Tavola tavola, chiodo chiodo… la nuova produzione della Elledieffe diretta da Carolina Rosi e del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale che ha debuttato con successo in prima assoluta al San Ferdinando – il Teatro di Eduardo.
Lo spettacolo nasce, nella forzata pausa imposta dalla pandemia,  dagli studi di Musella, sollecitati in parte da Tommaso De Filippo e dedicati alla figura del grande drammaturgo.
Tavola tavola, chiodo chiodo …  sono le parole con cui termina la dedica che Eduardo riserva a Peppino Mercurio, il suo storico macchinista, e che fa incidere su una lapide tuttora posizionata sul palcoscenico del San Ferdinando. Un omaggio al suo sodale capomastro che tavola su tavola, appunto, aveva ricostruito quello stesso palcoscenico distrutto dai bombardamenti nel ‘43.  Queste parole costituiscono l’evocativa immagine su cui Lino Musella costruisce il suo percorso nei pensieri che stanno dietro le parole di Eduardo, trasportando sulla scena la sua personale passione e l’esperienza di un quarantenne che senza nessun intento storicistico o didascalico si avvicina alla vita del grande Maestro e in particolar modo alla sua visione d’insieme del mondo dello spettacolo. Ne scaturisce un intenso ritratto d’artista dedicato all’Eduardo capocomico e alle sue battaglie civili, condotte instancabilmente tra vittorie e fallimenti.
Un “assolo con musica”, con l’originale commento sonoro che il chitarrista Marco Vidino esegue in scena, in cui Lino Musella  presta voce e corpo alle parole che Eduardo rivolge alle Istituzioni, sia negli scritti che indirizza nel 1959 al Ministro Umberto Tupini, sia quando nel 1982 a Palazzo Madama si rivolge direttamente ai suoi colleghi senatori, ma anche articoli di giornali e note private, come quelle dei carteggi relativi all’impresa estenuante per la ricostruzione e il mantenimento del Teatro San Ferdinando, oppure come i pensieri dedicati ai giovani del Carcere Filangieri. Un grande successo, testimoniato dai molti e ripetuti applausi del pubblico alla “prima”, per questo spettacolo che dopo le repliche a Napoli è in programma al Piccolo Teatro di Milano, al Verdi di Pordenone e al Vascello di Roma.

Coprifuoco, protesta sul lungomare di ristoratori e commercianti

Allo stesso orario che da stasera imporrà loro la chiusura delle rispettive attività, le 23, ristoratori, albergatori, commercianti e titolari di centri sportivi hanno dato vita ieri sera a una protesta davanti al palazzo della Regione Campania.

In 500 hanno sfogato la propria rabbia contro il dispositivo che li obbliga al coprifuoco come misura per arginare il contagio del covid 19.

Un presidio poi sfociato in un blocco stradale, che ha generato tensione con le forze dell’ordine e disagi per la viabilità sul lungomare.

Ce l’hanno con la chiusura anticipata i ristoratori, ma soprattutto contro il clima di paura generato dalle continue ordinanze regionali che hanno già di fatto svuotato da giorni i tavoli dei loro locali

Al presidio si è unito anche un gruppo di imprenditori di Frattamaggiore, comune alle porte di Napoli, dove, denunciano la situazione è ancora più grave che nella city In protesta anche i rappresentanti di palestre e centri sportivi, fermi da giorni e preoccupati per il futuro delle attività

Covid, l’altro racconto dei giornalisti Amendola e Sanci

Ci sono altre teorie sul Covid.

Diverse rispetto a quelle su cui si è basata la narrazione di questi mesi da parte della stampa, della politica e della comunità medico scientifica.

Un altro racconto, scritto a quattro mani dai giornalisti Massimo Amendola e Alberto Francesco Sanci, che con un lavoro di inchiesta certosino hanno messo insieme dati e statistiche presentandolo a Napoli, a palazzo Serra di cassano, nel corso di un incontro aperto al pubblico e a cui ha preso parte anche il noto virologo napoletano, Giulio Tarro

Scoperta maxi evasione, la Finanza arresta l’emiro del Vesuvio

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, coordinati dalla Procura della Repubblica di Nola, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare applicativa degli arresti domiciliari emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Nola nei confronti di un noto imprenditore di San Giorgio a
Cremano operante nel settore della commercializzazione di prodotti energetici.
Contestualmente, i militari hanno proceduto al sequestro preventivo finalizzato alla
confisca di beni del valore di quasi 10 milioni di euro.
Tra i beni sequestrati vi sono anche numerosi veicoli di lusso.
In particolare, le Forze dell’Ordine hanno rinvenute: 4 auto Ferrari (Ferrari FL31
decappotabile anno 2007, Ferrari FL16, anno 1998, Ferrari FL 52 Coupè, anno 2015,
Ferrari FL 100, anno 1987); 2 auto Porsche (Porsche 997 turbo, anno 2009, Porsche 982
CB12, anno 2017), 1 Mercedes classe A, anno 2019, 1 Audi Q8, anno 2020, 1 Fiat 500
“Topolino”, anno 1954, 1 Triumph “Spitfire”, anno 1977, 1 Peugeot 208, anno 2016, 1
Mercedes Classe E, anno 2012, nonché 70 motocicli d’epoca (31 lambrette d’epoca e 39
vespe piaggio e ciclomotori d’epoca).
L’attività investigativa ha consentito di accertare una maxi evasione fiscale posta in essere
dalla PA.GI. Carburanti S.r.l., società operante nel settore del commercio all’ingrosso di
prodotti petroliferi, la quale, per diversi anni di esercizio, ha dichiarato costi fittizi per oltre
44 milioni di euro evadendo in tal modo l’Imposta sul Valore Aggiunto per circa 10 milioni
di euro.
Secondo la ricostruzione operata dagli specialisti del II Gruppo Tutela Entrate del Nucleo
di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli sotto la direzione della Procura della
Repubblica di Nola, la società si sarebbe collocata al centro di un numerosissimo gruppo
di imprese fantasma dislocate sull’intero territorio nazionale, la cui finalità era quella di
consentire, tra l’altro, alla PA.GI. carburanti di evadere sistematicamente, e per diversi
milioni di euro, le imposte derivanti dagli acquisti dei prodotti petroliferi.
Il titolare della Pa.Gi., dominus della frode Iva, data la sua pluriennale esperienza nel
campo del commercio di prodotti petroliferi ha impiegato, sistematicamente, nel corso del
tempo, società diverse facenti capo a soggetti compiacenti per attuare le sue finalità
illecite e frodare il Fisco per somme rilevantissime.
Nella veste di amministratore unico della Pa.Gi. Carburanti S.r.l. ha ricevuto, annotato in
contabilità ed indicato in dichiarazione gli importi relativi alle fatture emesse dalle società
cartiere (circa 50 nell’ultimo quadriennio), concernenti transazioni commerciali fittizie.

Campania, scatta il coprifuoco: De Luca firma l’ordinanza

Campania, scatta il coprifuoco: De Luca firma l’ordinanza. C’è lobbligo di chiusura dal 23 ottobre al 13 novembre, di tutte le attività commerciali, sociali e ricreative dalle ore 23.00 alle ore 5.00 del giorno successivo. E’ quanto disposto dall’ordinanza numero 83 firmata dal governatore della Campania, Vincenzo de Luca. “Gli avventori degli esercizi di svolgimento delle attività indicate al primo periodo sono tenuti a rientrare al proprio domicilio, dimora o residenza entro le ore 23,30 – si legge nell’ordinanza – dalle ore 23,00 alle ore 5.00 sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o d’urgenza ovvero motivi di salute. E’ sempre consentito il rientro al proprio domicilio, dimora o residenza dal luogo di lavoro”.

Whirlpool chiude il 31 ottobre, l’annuncio shock. I sindacati. “Sarà scontro sociale”

La conferma che il 31 di ottobre la produzione della Whirlpool a Napoli cesserà arriva coma una ulteriore doccia gelata in un comparto in profonda crisi. Il vice presidente operazioni industriali Emea di Whirlpool, Luigi La Morgia, lo ha ribadito nel corso di un incontro al ministero dello sviluppo economico. “Dopo 18 mesi, sebbene gli sforzi messi in campo siano stati importanti e unici, il mercato su Napoli non è cambiato – ha detto La Morgia -. Quindi confermo quanto abbiamo già detto un anno fa. Il 31 di ottobre la produzione su Napoli cesserà”.
Alla riunione era presente il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, che ha affermato: “Io personalmente ero convinto che ci fossero le condizioni per continuare, prendiamo atto che così non è. Informerò il governo in consiglio dei ministri questa sera”.
Secondo il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, “La comunicazione di Whirlpool di procedere con la chiusura di Napoli il 31 ottobre è estremamente grave e inaccettabile per il paese”. E ha aggiunto “c’era stato un impegno con il paese nel piano industriale, che ora non viene onorato, e in quel piano industriale il governo o meglio l’Italia (mi viene da dire) aveva riaffermato la strategicità dello stabilimento di Napoli”.

Sul tema è intervenuto il segretario nazinale di Fiom-cgil, Barbara Tipaldi che ha annunciato. “Di fronte alla conferma della chiusura dello stabilimento di Napoli risponderemo con lo scontro sociale. L’azienda ha costruito le condizioni per chiudere Napoli dentro una visione complessiva di depotenziamento della presenza di Whirlpool in Italia che si scaricherà su tutti gli stabilimenti del gruppo”. Tutti gli stabilimenti del gruppo Whirlpool sono fermi oggi per uno sciopero di 8 ore in concomitanza del tavolo in corso con il Mise e l’azienda. La mobilitazione proseguirà già a partire dalle prossime ore.

Esperto di intercettazioni per la Procura e per il clan Puca, arrestato con altri 5 affiliati

Lavorava per una società che per conto della Procura di Napoli effettuava intercettazioni nell’ambito delle inchieste giudiziarie.

Secondo la Direzione distrettuale antimafia, è passato dall’altro lato della barricata eseguendo bonifiche da microspie per conto del clan Puca, egemone nel comune di Sant’Antimo.

Con lui, sono altre 5 le persone destinatarie di un’ordinanza di custodia cautelare per corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio”, “corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio”, “danneggiamento di sistemi informatici o telematici di pubblica utilità”, “favoreggiamento personale”, delitti tutti aggravati dal “metodo e dalle finalità mafiose”.

A eseguire le ordinanze, tre destinatari si trovavano già in carcere, i carabinieri di castel di cisterna. Coinvolto nell’indagine anche un ex appartenente alle forze dell’ordine che faceva da intermediario di volta in volta per il rinvenimento di microspie in abitazioni, uffici ed autovetture ed uffici di proprietaà degli affiliati al clan Puca, aiutandoli cad eludere le investigazioni sull’associazione a camorristica a cui gli stessi appartengono.

De Luca accoglie appello di Aicast per imprese area industriale di Arzano

Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha accolto l’appello di Aicast ed ha confermato, in una nota di chiarimento, che le imprese che operano nell’aria industriale di Arzano potranno restare aperte. Questo pomeriggio, il presidente nazionale di Aicast, Antonino Della Notte, aveva scritto una nota congiunta al presidente De Luca, al prefetto di Napoli, Marco Valentini e all’assessore regionale all’Industria, Antonio Macchiello, con la quale lanciava un appello affinché si scongiurasse la chiusura delle imprese insistenti nell’ara industriale del Comune di Arzano, da oggi zona rossa per l’emergenza Covid-19. Nella lettera, Della Notte, aveva evidenziato che l’Aicast aveva ricevuto “numerose sollecitazioni dagli associati dell’area Industriale di Arzano, zona che è dislocata all’esterno dell’area urbana della stessa oggetto dell’ordinanza quindi dette aziende non impattano sulla specifica situazione sanitaria del Comune poiché tutti i dipendenti di dette Aziende arrivano a lavoro con i propri mezzi e, nella maggior parte dei casi, non circolando neppure nel centro di Arzano sfruttando la viabilità a scorrimento veloce che arriva all’area Industriale. L’incidenza dei dipendenti Arzanesi è talmente minima nelle Aziende che risulta irrilevante ai fini dei contagi. Le suddette Aziende lavorano per la maggior parte per esportazioni estere nonché al nord Italia quindi hanno contatti solo con i vettori che scaricano merce grezza o caricano prodotti finiti”.” Per queste ragioni l’Aicast aveva chiesto una deroga alla zona rossa per il perimetro industriale. Nel pomeriggio la nota di chiarimento della Regione che accoglieva le istanze dell’associazione.