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Libri e abiti dei “Me contro te” contraffatti: fermato 53enne a Napoli

Oltre 5.500 tra libri di fiabe per bambini e capi di abbigliamento contraffatti sono stati sequestrati dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, nel corso di tre interventi tra Napoli, Volla e San Giuseppe Vesuviano.
Durante un controllo su strada, il Gruppo Pronto Impiego ha fermato all’altezza dell’uscita Capodichino della tangenziale di Napoli, un 53enne di Trieste alla guida di un camion carico di 3300 volumi trasportati senza la relativa documentazione fiscale che ne attestasse la provenienza.
I successivi approfondimenti condotti dai Baschi Verdi di Napoli hanno permesso di riscontrare che i libri, erano non soltanto privi di qualsiasi collegamento con la casa produttrice, ma anche assemblati con materiali di scarsa qualità e potenzialmente cancerogeni.
Gli stessi, che avrebbero “fruttato” oltre 50.000 euro di guadagni illeciti, sono stati sottoposti a sequestro e il responsabile è stato denunciato per contraffazione e ricettazione.
Inoltre, gli stessi Baschi Verdi, nel corso di due ulteriori interventi, hanno individuato, in un maxi store di Volla e in un esercizio commerciale di San Giuseppe 2200 capi di abbigliamento con noti marchi contraffatti pronti per essere messi in commercio ingannando i consumatori.
Sugli stessi era stato apposto illecitamente il logo dei noti youtuber “Me contro Te”, particolarmente conosciuti tra i più giovani.
Denunciati i responsabili, un 43enne di Acerra e un 28enne di San Gennaro Vesuviano per contraffazione e ricettazione.

Commercialisti, in Campania il “Centro di ricerca territoriale sulla crisi d’impresa”

“L’Osservatorio internazionale sul debito costituirà in Campania un ‘Centro di ricerca territoriale sulla crisi d’impresa’ in collaborazione con l’ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli Nord”.

Lo ha reso noto la professoressa Stefania Pacchi (professore ordinario di Diritto Commerciale, direttore del Corso di Alta Formazione in Diritto delle crisi d’impresa dell’Università di Siena e titolare di cattedra presso l’Università Carlos III di Madrid) presentando il  primo webinar sul tema “Gli strumenti concorsuali dell’emergenza” che si terrò lunedì 15 giugno 2020 alle ore 17,00.

“L’Osservatorio – ha aggiunto la presidente Pacchi – riunisce studiosi italiani e stranieri sulle tematiche della crisi di impresa con l’obiettivo di mettere in comune le diverse esperienze di accademici, professionisti, operatori e giudici, nell’ambito della crisi di impresa e della relazione tra banca e impresa. Le attività saranno avviate con tre webinar sul tema degli interventi normativi adottati durante la crisi Covid in tema di procedure concorsuali e di finanziamenti alle imprese”.

“Sono molto soddisfatto ed onorato di rappresentare il primo ordine dei commercialisti e degli esperti contabili che è socio onorario della prestigiosissima associazione ‘Osservatorio Internazionale sul Debito’ – sottolinea Antonio Tuccillo, numero uno dell’Odcec Napoli nord – e ringrazio i professori Pacchi e Pisaneschi per l’opportunità che ci è stata concessa ed il collega Francesco Corbello per aver promosso la collaborazione. Per offrire il nostro contributo stiamo organizzando un Comitato scientifico locale, il cui coordinamento è stato affidato Giuseppe Dongiacomo, aversano e magistrato in Cassazione con notevole esperienza nella crisi d’impresa, e ci accingiamo ad ampliare la partecipazione ad altri magistrati e professionisti del circondario. Miriamo a diventare un centro di eccellenza sul territorio nella ricerca in materia di crisi d’impresa”.

“L’attività di ricerca in questo semestre – evidenzia il professor Andrea Pisaneschi (ordinario di Diritto Costituzionale presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Siena dove insegna anche Diritto dei Mercati Internazionali e consigliere dell’Osservatorio – sarà legata all’emergenza coronavirus ed in particolare allo studio dei provvedimenti emanati in Italia in tema economico e in tema di procedure concorsuali.

Si prevede su questo tema l’uscita di una pubblicazione curata dai fondatori dell’Osservatorio, con interventi di accademici e operatori entro luglio. Un secondo libro, curato ancora dall’Osservatorio, analizzerà i principali provvedimenti in tema economico e concorsuale adottati nel mondo in seguito all’emergenza coronavirus e sarà pubblicato entro settembre.

L’Osservatorio intende proporsi come punto di riferimento rispetto alle istituzioni nazionali ed europee, tenendo in conto in particolare le esigenze del mondo professionale e imprenditoriale. Intende relazionarsi con le istituzioni pubbliche italiane ed europee presentando anche proposte e progetti, in accordo con professionisti e operatori del settore”.

“E’ un onore essere associato all’OID e partecipare ad un evento con un parterre di elevatissimo valore scientifico” ha affermato Francesco Corbello (iscritto all’Ordine di Napoli nord ed unico liquidatore italiano presso il Dubai International Financial Centre). “Il coinvolgimento dell’Ordine nasce dal presupposto che i dottori commercialisti costituiscono un punto di vista privilegiato per osservare i fenomeni economici delle imprese; dunque, con l’ausilio dei colleghi, potremo rilevare, elaborare ed offrire in esame all’Osservatorio dati di estrema rilevanza scientifica.

Gli Ordini professionali – ha rimarcato Corbello -, come in questo caso, devono diventare punto di riferimento e vivere in osmosi con imprese ed istituzioni locali: solo così possono guardare al futuro ed acquisire maggiore autorevolezza. Infine sono sicuro che l’Odcec prenderà spunto della prestigiosa collaborazione con OID per mettere in campo una serie di iniziative in tema di formazione in grado di offrire ai Colleghi un’altissima specializzazione in materia che possa, da un lato, aprire agli iscritti non impegnati nella materia della crisi di impresa nuovi sbocchi professionali a supporto del locale Tribunale di Napoli nord e, dall’altro, essere al servizio delle imprese nella fase economica emergenziale che stiamo vivendo”.

All’incontro parteciperanno anche Renato Rordorf (ex magistrato, Presidente del Comitato Scientifico OID e “padre” della Riforma sulla crisi di impresa, nella foto) i docenti Stefano Ambrosin e Lorenzo Mezzasoma, Sandro Pettinato (componenti del Comitato Scientifico OID).

In vico II Alabardieri arriva “Pino Napoli”, da Milano la trattoria contemporanea

Fase 3, le aperture di bar e ristoranti proseguono e, in questa nuova era, c’è chi reinventa gli spazi o scrive nuove pagine di una storia antica.
Ripresentarsi al pubblico con un nuovo concept e un nuovo look è stata l’idea imprenditoriale di Massimo e Carmine Iorio, che, in Vico II Alabardieri 4, hanno riaperto gli spazi dello storico Donna Margherita, a cui hanno dato un nuovo nome: Pino Napoli. Un giardino illuminato da luci lucciole, poltroncine in nabuk, quadri e arredi di design alle pareti e, soprattutto, un grande bar, simbolo di accoglienza. È il gemello napoletano del milanese Pino in Duomo. Un luogo elegante, in cui, nel pieno rispetto delle distanze e di tutte le norme di sicurezza imposte dall’emergenza legata al Covid 19, è possibile cenare in piena tranquillità.

“Con Pino Napoli continua una storia iniziata a Milano 45 anni fa – raccontano Massimo e Carmine Iorio –. Lo storico locale è Pino al Corso Garibaldi di Milano. Più recente è Pino in Duomo, un nostro piccolo successo. Abbiamo pensato che, dopo questo periodo strano, pericoloso, triste e incerto per tutti, le persone, che lentamente tornano alla tanto attesa “normalità”, meritassero un nuovo posto in cui incontrarsi. Pino è l’evoluzione della trattoria napoletana, con un’eleganza e un design molto curati. L’obiettivo non è l’alta ristorazione. I costi restano accessibili come sempre e il menu è stato implementato con la sperimentazione che incrocia le pietanze della tipica trattoria partenopea. Pizze tradizionali accanto a quelle gourmet e chicche di gusto da scoprire. Di Donna Margherita resta la cura dell’ospite, in controtendenza con le catene di ultima generazione, dove l’ospite è solo un numero”.
“Le ultime regolamentazioni ci hanno tolto tanti posti a sedere. Non riusciremmo più ad avere la capienza di prima – continuano i fratelli Iorio –. Nel week end ci sarà attesa e quindi abbiamo creato il bar per renderla meno noiosa. Bar al quale si potrà accedere anche dopo cena. ‘Accoglienza’ è la parola chiave. Le persone, ora, hanno bisogno di stare bene e questo è stato l’obiettivo che ci siamo posti portando Pino qua in città”.

 

De Luca: “Voto a settembre, vergogna istituzionale”. E dal 22 giugno è facoltativo l’uso della mascherina

Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, definisce una “vergogna istituzionale” il fatto che non si sia ancora decisa la data per le elezioni regionali e per quelle comunali”. “Hanno paura di andare a votare”, dice durante la consueta diretta Facebook e sottolinea: “E’ uno scandalo, non ci sono parole sul livello di irresponsabilità e cialtroneria del mondo politico”. “Si aprono le palestre, i campi di calcio, i mercati, le discoteche ma l’unica cosa che si potrebbe fare in piena tranquillità, e cioè l’esercizio del voto, non lo consentono -aggiunge – le forze politiche hanno paura e il governo non dice nulla. M5S vuole menarla per le lunghe, la Lega, e Fdi sono contrari e così andremo a votare a settembre”. “Hanno deciso di calpestare il mondo della scuola, si apre e poi si richiude per le elezioni – conclude – le forze politiche se ne infischiano del mondo della scuola”.

“Credo che da lunedì 22 giugno renderemo facoltativo l’uso della mascherina”. Lo ha annunciato il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, in diretta Facebook. “L’uso della mascherina resterà obbligatorio nei luoghi chiusi, privi di aerazione e dove ci sono assembramenti – ha spiegato – sia chiaro, è sempre bene indossarla, è un motivo di ragionevole prudenza, e va sempre portata dietro nel caso all’esterno si creino situazioni di assembramento”.

 

Napoli, torna l’emergenza rifiuti nel quartiere di Pianura

Finito il lockdown, a poche settimane dall’inizio della campagna elettorale, torna agli onori della cronaca l’emergenza rifiuti a Napoli.

Il primo quartiere a far registrare un preoccupante incremento di ingombranti e sacchetti non raccolti e abbandonati per strada, manco a dirlo è Pianura. Su tutto il territorio della 9 municipalità sono tonnellate i rifiuti non raccolti.

Nelle strade del centro del quartiere questa la situazione, bidoni come sempre vuoti e marciapiedi impraticabili. Mobili, spazzatura, rifiuti indifferenziati frutto di ristrutturazioni marciscono sotto il sole. Spostandosi nelle zone limitrofe del quartiere la situazione non migliora.

Ecco via Pisani la strada che collega Pianura a Quarto.

Lungo la strada metri di spazzatura poi sposandosi tra le campagne ecco sbucare una vera e propria discarica con tanto di cimitero di auto e moto rubate e incendiate, pneumatici, balle di stoffe e elettrodomestici.

I cittadini sono stanchi del ricatto del sacchetto.

Trivellazioni nei Campi Flegrei, l’allarme dei vulcanologi

Non si placano le polemiche attorno al progetto “GeoGrid”, fermato due giorni fa dal comune di Pozzuoli dopo l’ok della regione che aveva autorizzato le trivellazioni nell’area di via Scarfoglio.

Nessuno secondo l’amministrazione flegrea ha calcolato eventuali danni alla salute e alla sicurezza dei cittadini né eventuali scenari sismici che potrebbero generarsi mediante eventuali esplosioni sotterranee.
Il progetto cofinanziato dalla Regione Campania e portato avanti dalla società Graded in accordo con Ingv, Federico II, Parthenope, Università Vanvitelli, e Cnr, dopo lo stop per il Coronavirus si ora fermato quindi per le preoccupazioni della cittadinanza e anche per approfondire le analisi.

Il vulcanologo Giuseppe Mastrolorenzo, in queste ore è intervenuto sulla vicenda affermando che :”Le trivellazioni sono processi irreversibili. Una volta effettuate, il sistema non può ritornare nelle condizioni iniziali. La modificazione della crosta terrestre resta tale. Il rischio non dipende dalla grandezza del progetto, perché semplicemente non sappiamo prevedere le conseguenze di un intervento anche minimo. Tra l’altro queste trivellazioni insistono nell’area più attiva dei Campi Flegrei. Per dire: a qualche centinaio di metri c’è Pisciarelli, il sito più attivo della zona, e lì è interdetto l’accesso a chiunque per i rischi connessi ad esplosioni possibili e ad instabilità. Per il principio di precauzione non si dovrebbe trivellare in zona.Altra preoccupazione è derivata dai gas che da ore stanno fuoriuscendo assieme a polveri e fanghi.

“C’è un getto molto forte, spiega Mastrolorenzo- il geyser raggiunge alcune decine di metri
“Bisognerebbe fare delle analisi chimiche per capire qual è la composizione del vapore che sta fuoriuscendo. In gran parte si tratta di vapore acqueo, ma c’è idrogeno solforato e anidride carbonica che sono comunque gas pericolosi, così come dell’acido solfidrico”. Insomma una situazione a quanto pare seria e da monitorare e di cui qualcuno dovrà rispondere se ci saranno rischi per la popolazione.

Riparte il campionato di calcio, il commento dei tifosi del Napoli

Riparte il campionato di calcio, il commento dei tifosi del Napoli.

Regionali, le grandi manovre politiche in Campania

Al momento non si conosce ancora la data ufficiale per le elezioni regionali in Campania.

Il lockdown per l’epidemia da coronavirus ha fatto slittare da giugno a settembre, salvo sorprese, l’apertura delle urne. Un grande punto interrogativo anche sui candidati che guideranno partiti e coalizioni per sfidare l’uscente Vincenzo de Luca.

Per ora di sicuri, oltre allo stracandidato De Luca, c’è solo Valeria Ciarambino del Movimento Cinque Stelle, designata proprio ieri dal meccanismo ormai rodato del voto sulla piattaforma telematica Rousseau.

Della coalizione di centro destra per ora resta Stefano Caldoro il candidato governatore, un nome che però non ha mai convinto appieno alcuni alleati.

In primis la Lega, alle sue prime elezioni regionali in Campania: Matteo Salvini, nella sua ultima apparizione napoletana, non ha fatto mistero dello scarso gradimento nei confronti di Caldoro.

Forte di un sondaggio che in Campania da la lega al 14%, Salvini punta a stravolgere i piani di Forza Italia che dal primo momento aveva puntato su Caldoro, una minestra riscaldata per alcuni alleati. Sembra tramontata l’ipotesi Catello Maresca, tirato per la giacca fino a poche settimane fa e ora scomparso dai radar del totonomi.

C’è poi l’incognita de Magistris, il cui destino, al netto delle velleità e degli annunci dello stesso sindaco di Napoli, è legato all’approvazione del bilancio di previsione 2020 2021 che dovrà essere approvato entro il 31 luglio.

Uno scoglio che de Magistris dovrà affrontare senza la sua maggioranza, che ha continuato a perdere pezzi anche durante la pausa lockdown. Per potersi candidare, l’ex magistrato dovrebbe decadere o dimettersi da sindaco entro il 27 luglio. Le grandi manovre sono appena cominciate.

Benevento, concorsi truccati per forze dell’ordine: 8 misure cautelari

Commettevano un reato per entrare nelle forze dell’ordine.

Un paradosso in termini che muove l’inchiesta della procura di Benevento sui concorsi truccati per entrare in polizia, nei carabinieri, nella guardia di finanza e nel corpo dei vigili del fuoco.

118 gli indagati, otto le persone destinatarie di misure cautelare emesse dal giudice per le indagini preliminari.

Tra questi anche un vice prefetto. Gli indagati, secondo la procura, hanno percepito da candidati di concorsi pubblici e dai loro genitori e anche da aspiranti candidati di concorsi pubblici non ancora pubblicati, ingenti somme di denaro per determinarne gli esiti e così far accedere i concorrenti nelle forze dell’ordine.

50 gli episodi di corruzione contestati dagli inquirenti. Oltre al vice prefetto, nell’inchiesta sono coinvolti anche tre funzionari (uno in pensione e due attualmente in servizio) del comando provinciale dei vigili del fuoco di Benevento e Venezia, un militare dell’Arma, un militare della Guardia di Finanza e un agente della polizia di Stato, che dovranno rispondere di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, corruzione e rivelazione di segreti d’ufficio.

L’indagine vede anche il sequestro preventivo di 370mila euro ritenuti il “prezzo” dei reati finora accertati.

Boscoreale, istigò il figlio minorenne a uccidere per vendetta: arrestata

I Carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata nei confronti di BASCO Anna, ritenuta responsabile, in concorso con il figlio minore – già detenuto per gli stessi fatti – dell’omicidio di RIVIECCIO Antonio, di anni 30, avvenuto in data 11 marzo 2020 in Boscoreale all’interno del complesso edilizio popolare denominato “Piano Napoli”.

Le indagini, coordinate da questa Procura della Repubblica, hanno consentito di accertare che il figlio della Basco, a seguito di una lite per futili motivi, aveva esploso tre colpi di arma da fuoco contro Rivieccio Antonio, cagionandone il decesso, su istigazione della madre, la quale, successivamente all’omicidio, aveva aiutato il figlio a disfarsi dell’arma, occultandola in luogo sconosciuto.

L’ indagata è stata associata alla Casa Circondariale femminile di Pozzuoli.