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Hydronika, arriva sul mercato discografico l’album “Alberi dai muri”

Un poker rock schierato sul tavolo del mercato discografico che sceglie come singolo lancio di un nuovo disco un pezzo importante della storia “pirata” controversa e rivoluzionaria. Gli Hidronyka sono Mario Fava (chitarra), Umberto Lume (voce), Filippo De Luca (basso) e Vincenzo Provvido (batteria) e il 21 ottobre, alle 21, presenteranno il loro lavoro, “Alberi dai muri”, al Goodfellas di Bacoli, occasione in cui sarà possibile acquistare il disco (come negli altri live in calendario), disponibile in dowload su tutte le piattaforme digitali. Singolo lancio dell’album, “Radio Caroline”.

“Hydronika porta avanti da tempo la riflessione sulle possibilità di diffusione indipendente della musica – racconta il chitarrista, Mario Fava – La band nasce nel 2004 e debutta nel 2006 con l’album omonimo, ma la tappa importante per noi è quella del 2009, quando curiamo la release di “Attraverso”, il nostro primo lavoro in free download, scelta in equilibrio sopra la allora tendenza globale a ridisegnare le possibilità di fruizione musicale, tra internet e la pirateria, la necessità di tutelare il diritto d’autore e le chance dei canali underground. Oggi torniamo con “Alberi dai muri”, sintesi del nostro percorso musicale e di coscienza artistica, un disco sofferto in cui si investe per il futuro, e soprattutto con “Radio Caroline”, che chiude il cerchio della contrapposizione tra business e rivoluzione nel rock”.

Sono otto le tracce che definiscono il concept musicale di “Alberi dai muri”, dalle quali emerge il primo singolo, che lo storico speaker di Radio Caroline, Steve Anthony, ha già passato nella sua trasmissione pomeridiana, definendolo “un eccellente pezzo di musica e un sorprendente omaggio”. Il brano è introdotto da un clip, curato nela regia di Mauro De Rosa, ci racconta di un bambino (Nicolò, figlio del chitarrista della band, Mario Fava) che gioca a pallone in un rione napoletano, mentre una radio trasmette da un seminterrato abbandonato la voce di uno speaker perfetto accento brit e la dizione precisa di un altro tempo. Il montaggio al fulmicotone alterna le immagini del bimbo che cerca il vecchio apparecchio per trasmissioni Larsen a quelle della band che esegue live le sonorità, omaggio preciso e nel contempo originale al metal più classico, le saturazioni calde e i fraseggi ampi e imprevedibili degli Iron Maiden ma pure la macchina perfetta dei Dream Theatre. Come con una lampada d’aladino che funziona alla rovescia, il piccolo si troverà alla fine catapultato nella dimensione tramessa dal piccolo monitor dell’apparecchio, al cospetto di una vecchia regia radio, con tanto di piatto per i vinili ed un vecchio microfono a sospensione.

RADIO CAROLINE
Prendete un impresario musicale irlandese, Ronan O’Rahilly, che già agli inizi degli anni Sessanta intuisce la pervasività della nascente industria musicale e delle major, che decidono chi bisogna ascoltare e chi no. Prendete un vecchio traghetto, la Fredericia, e la consulenza tecnica dei pirati olandesi e scandinavi. Prendete un porto irlandese, Greenore, di proprietà del papà dell’impresario, lo scafo ormeggiato a largo, in acque internazionali, con dentro una radio corsara che trasmette offshore. Infine, prendete questo bizzarro aneddoto e collocatelo nel 1964: è l’anno di nascita di Radio Caroline, emittente-simbolo dell’ascolto indipendente e pietra miliare della storia del rock.

LA TRACKLIST

1. LA CADUTA
2.CONTRO TEMPO
3.CAMPIONE
4.ESSENZA
5.RADIO CAROLINE
6.TI SENTO
7.SPARITO
8.OCCHI CHIUSI
 
LE DATE

OTTOBRE:
 
VENERDI’ 21, GOOD FELLAS (BACOLI) 
VENERDI’ 28, REMAKE (PIEDIMONTE MATESE) 
 
NOVEMBRE:
 
VENERDI’ 4, CAFE RETRO (PIETRAMELARA) 
GIOVEDI’ 10, LUCIGNOLO (ISCHIA) 
VENERDI’ 11, 10HP (MARIGLIANO) 
VENERDI’ 18, SPAZIO VITA (VICO EQUENSE) 
VENERDI’ 25, SANTOPIETRO (TORRE DEL GRECO) 

DICEMBRE:
 
VENERDI’ 2, DRAGONFLY (AVELLINO) 
VENERDI’ 16, BUKO’ (BENEVENTO) 
MARTEDI’ 27, GOOD FELLAS (NAPOLI) 

LINE UP

Umberto Lume, Voce:
Avevo 5 anni ed un giorno, di ritorno dalle vacanze vidi una tastiera nel salotto di casa mia, e mi sembrava enorme. Mio padre la comprò per passare strimpellarci un po’ durante l’estate. Mi fece sedere sulle sue gambe e provai a suonare. Da quel momento è nato il mio amore per la musica, con mio padre nel ruolo di fautore e primo fan. Oltre al pianoforte è nel canto che ho sempre trovato la mia forma di espressione più naturale, studiando con ottimi insegnanti, tra i quali Carlo Lomanto. Ho fatto esperienze un po’ in numerosi generi musicali: dal rock al pop, passando per il soul ed il blues. Negli Hydronika apporto tutto il mio bagaglio di esperienze live come frontman, tastierista e comunicatore, oltre ad una vena pop che sembra fondersi bene con le varie caratteristiche degli altri componenti della band. Ogni traguardo che raggiungerò sarà dedicato a mio padre.

Filippo De Luca, Basso:
Le mie radici musicali affondano nel periodo a cavallo tra le scuole medie e le superiori, giorni in cui il professore di educazione musicale mi seleziona contro la mia volontà come protagonista canoro in una recita scolastica di fine anno. Dopo qualche momento di esitazione acconsento al ruolo affidatomi e libero tutta l’energia vocale che non sapevo di possedere. Nel 1997 inizio a suonare la chitarra, fino al 2000 quando gli “Audience”, che erano alla ricerca di un bassista, mi propongono di entrare a far parte del gruppo, ben consci del fatto che io suonassi la chitarra e non avessi mai poggiato una mano su di un basso elettrico. Dal 2000 in poi sono tanti i gruppi di cui ho fatto parte, impegnandomi sia in cover band che progetti inediti, affrontando vari generi, dal Rock al Blues passando per il Prog, il Funky e la Dance. La mia preparazione e i miei studi li ho compiuti esclusivamente da autodidatta, anche se non ho mai abbandonato l’idea di studiare musica. Negli hYdroniKa sono entrato nel 2011, un amico mi disse che la band cercava un nuovo bassista, così mi presentai per un provino e da allora stiamo lavorando assiduamente per portare avanti il nostro progetto musicale.

Mario Fava, Chitarra:
Mi sono innamorato della chitarra e dell’idea di imparare a suonarla alla fine delle scuole elementari, dopo aver scoperto il film “Ritorno al Futuro” e dopo pochi giorni l’album “Born in The USA” di Bruce Springsteen. Anche prima di allora ascoltavo tantissima musica consumando i 33 giri di mia sorella (Edoardo Bennato, Beatles, Doors, Pino Daniele) ma da quel momento in poi imparare a suonare divenne il mio desiderio primario, così i miei genitori dopo aver recuperato una chitarra classica riuscirono anche a trovare un maestro di musica. Da quel momento in poi non mi sono mai più fermato, con l’adolescenza sono arrivate le prime band fino poi a formare gli hYdroniKa nel 2004, il progetto con il quale ho fatto le più importanti esperienze sul palco, in studio di registrazione, nel nome di una composizione sempre libera che ha nel rock la sua matrice dominante.

Vincenzo Provvido, Batteria:
Ho iniziato a suonare la batteria all’età di cinque anni, imparando tantissimo grazie al maestro Gennaro Barba (drummer degli Osanna), per poi approdare all’età di quattordici anni al conservatorio di San Pietro a Maiella, conseguendo nel 2012 la laurea in Jazz e musica moderna. Nel 2008 sono entrato negli hYdroniKa, alternando concerti dal vivo con il lavoro sui brani che sarebbero poi confluiti nel disco del 2009,”ATTRAVERSO”, album nel quale ho cercato di far confluire tutte le mie influenze ed idee musicali.
Con gli hYdroniKa ho sempre avuto la libertà espressiva che volevo, e i premi ricevuti come miglior batterista ad alcuni festival ai quali abbiamo partecipato, rappresentano per me una immensa soddisfazione. Con “ALBERI DAI MURI” il mio lavoro di ricerca e sperimentazione continua, e senza dubbio le numerose esperienze di questi anni (tour con Bobby Solo, Ramona Badescu, Paolo D’Alessio, Dolcevita Orchestra) hanno ulteriormente arricchito il mio linguaggio musicale.

Welcome Music Fest, band musicali all'aeroporto di Capodichino

All’aeroporto di Capodichino i passeggeri accolti dalla musica.

Welcome Music Fest, band musicali all’aeroporto di Capodichino

All’aeroporto di Capodichino i passeggeri accolti dalla musica.

Davide Bifolco ucciso per errore, ma nessuna attenuante al carabiniere

E’ stato un errore, non un’esecuzione. Sono sedici pagine del gip Ludovica Mancini a fornire le motivazioni della sentenza con la quale il militare che dopo un inseguimento tra le strade del rione traiano, a Napoli, nella notte tra il 4 il 5 settembre del 2014, sparò al 17enne Davide Bifolco, è stato condannato alla pena di 4 anni e 4 mesi di reclusione per omicidio colposo, oltre al risarcimento per i familiari della vittima.
Non voleva sparare in assoluto, scrive il giudice Mancini, il proiettile che colpì Davide partì improvvisamente, sottolinea però il gip, l’esplosione non fu evitata, a causa di una grave imprudenza e imperizia da parte del carabiniere, accompagnata dalla cosiddetta “violazione dell’obbligo di sicura padronanza e adeguata capacità di impiego delle armi”, e cioè il mancato inserimento della sicura alla pistola.
Le cose andarono così: la pattuglia di carabinieri incrociò un motorino con tre persone in sella, convinti che fra i passeggeri ci fosse il ricercato Arturo Equabile, in quel momento latitante per evasione dagli arresti domiciliari, intimarono l’alt e si misero all’inseguimento del motorino. La corsa terminò poco dopo, con l’impatto tra i due veicoli. Sceso dall’auto, il carabineire impugnò l’arma con il colpo in canna. Nella ricostruzione del giudice, la situazione “non era tale da giustificare il caricamento della pistola. Ma né le indagini, né il processo celebrato con rito abbreviato hanno fatto emergere alcuna prova in grado di sostenere l’ipotesi del proiettile esploso intenzionalmente.
Il carabiniere, al contrario, “si è verosimilmente sbilanciato, forse inciampando nel marciapiede, perdendo l’equilibrio e operando una involontaria pressione del grilletto”, scrive il giudice.
Inoltre, nelle motivazioni della sentenza vengono prese le distanze dalle dichiarazioni di altri testimoni, fra i quali alcuni amici della vittima, definite di volta in volta contraddittorie, inattendibili o inverosimili.

Avis presenta la VI edizione del Congresso sulle donazioni

Avis Campania di nuovo in campo per promuovere la qualità e la sicurezza nelle donazioni di sangue. Esperti del settore provenienti da tutto il mondo si confronteranno nell’ambito della VI edizione del Congresso internazionale su Donazioni ed Emocomponenti, che si svolgerà a castel dell’ovo di Napoli il 14 ottobre. Tra i temi oggetto delle tavole rotonde: La qualità degli emocomponenti e del plasma; gruppo sanguigno molecolare e sierologia, nuovi decreti e rapporto Stato-Regioni, implementazioni dei patti di collaborazioni per il reclutamento dei donatori di sangue. L’iniziativa arriva dopo il positivo bilancio dell’iniziativa svolta nei mesi estivi ‘Estate sicura’ con l’autoemoteca autorizzata e accreditata in tour per la raccolta del sangue: 19mila volontari iscritti all’Avis si sono recati presso le Unità associative dislocate nelle diverse province per donare il proprio sangue. Altri dettagli li ha forniti Raffaele Pecora, presidente di Avis Campania.

Airoma, i revisori dei conti svolgono un ruolo dinamico di controllo

VILLA DI BRIANO – “Il ruolo dei revisori dei conti all’interno degli enti locali, esercitato dai professionisti, non si limita più solo al controllo formale di mera legittimità in maniera statica, ma è diventata anche una funzione dinamica propositiva e di supporto alle amministrazioni pubbliche per essere in linea con le norme e con gli interessi dei cittadini”. Lo ha detto Domenco Airoma, procuratore aggiunto presso il Tribunale di Napoli Nord intervenendo al forum sul sistema dei controlli in materia di appalti promosso a Villa di Briano dall’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Napoli Nord, presieduto da Antonio Tuccillo.
“Siamo in prima linea in termini di controlli sia nelle strutture private che in quelle pubbliche dove c’è la gestione del denaro pubblico. Assume particolare importanza – ha osservato Tuccillo –  l’attività formativa realizzata dall’ordine di Napoli Nord a favore di tutti gli iscritti per assicurare l’aggiornamento professionale costante che consente di poter adottare le soluzioni alle problematiche che emergono quotidianamente”.
Secondo Bruno Miele, “i revisori degli enti locali oltre al controllo di legittimità hanno l’obbligo di verificare gli adempimenti anche in relazione al nuovo  codice degli appalti”.
“I revisori dei conti negli enti locali hanno l’obbligo di  vigilare anche sulla corretta applicazione del nuovo codice degli appalti pubblici, approvato con il Dlgs 50/2016  – ha sottolineato Vincenzo Natale, consigliere dell’Odcec di Napoli Nord, con la delega agli enti locali –  seguendo le indicazioni della direttiva Ue e le linee guida fornite dall’Anac”.
“Occorre approfondire in maniera dettagliata i rischi di sovraindebitamento, problemi di natura economico-finanziaria che talvolta portano al collasso l’Ente pubblico. Per questo motivo – ha illustrato Giuseppe Vitagliano consigliere dei commercialisti di Napoli Nord – l’organo di controllo deve essere in possesso di un elevatissimo grado di specializzazione”.
“Rispettando i principi di trasparenza, e di parità di trattamento – ha spiegato Sandro Fontana, presidente del Collegio dei Revisori Odcec Napoli Nord -, le stazioni appaltanti aggiudicano gli appalti sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo, oppure sulla base dell’elemento prezzo o del costo, seguendo un criterio di comparazione costo/efficacia, quale costo del ciclo di vita”.
“Il ruolo dei revisori rappresenta un presidio di legalità così come riconosciuto anche da legislatore – ha detto Ezio Micillo, consigliere con la delega agli enti locali -. Purtroppo, però, c’è una sproporzione tra la responsabilità che assumono i revisori e i compensi previsti. Sono in aumento, infatti, i professionisti che dopo il sorteggio effettuato dalla Prefettura, rinunciano all’incarico”.

Domani a Napoli la presentazione della lista dei commercialisti guidata da Vincenzo Moretta

Si terrà all’Agorà Morelli alle ore 18,00 con i consiglieri nazionale Achille Coppola e Massimo Miani

NAPOLI – Domani alle ore 18.00, nella sala dell’Agorà Morelli (via Domenico Morelli, 61), si terrà la presentazione della lista Sviluppo e Trasparenza, l’unica depositata per le prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Napoli e del Collegio dei Revisori, che si terranno il 3 e 4 novembre prossimi.
Saranno presenti i consiglieri nazionali Massimo Miani, attuale componente del Consiglio nazionale e candidato presidente alle prossime elezioni nazionali del 4 dicembre; Achille Coppola, segretario nazionale dei commercialisti italiani e  i presidenti degli ordini di Caserta  (Pietro Raucci), Napoli Nord (Antonio Tuccillo) ed Avellino (Francesco Tedesco).
“Napoli è l’unico, tra i principali cinque ordini italiani, in cui è stata presentata un’unica lista, a riprova della concreta possibilità di trovare convergenza su un progetto unitario, con l’apporto di candidati, un terzo dei quali donne, che rappresentano diverse realtà professionali”, ha detto con soddisfazione Vincenzo Moretta, presidente  dell’Ordine di Napoli e numero uno della lista “Sviluppo e Trasparenza”.

Maradona chiede di incontrare Renzi, il Napoli avrebbe già pagato per i suoi debiti con il Fisco

Oltre elle eccezioni di diritto ai fini pratici, nel lungo contenzioso tra il capitano degli scudetti e il Fisco, potranno avere un peso specifico più rilevante le novità emerse anche ieri dalle risultanze documentali delle indagini difensive dell’avvocato Angelo Pisani, che ha riaperto un caso dopo anni di polemiche e ingiusti addebiti facendo ristornare Maradona in Italia, destinate forse a riscrivere con un colpo di scena le prossime puntate della telenovela. Dagli archivi del tribunale e faldoni di documenti degli avvocati Pisani è infatti saltato fuori un documento inedito e per certi versi clamoroso. Il presunto debito iniziale che l’erario reclama da Maradona, risulta, per tabulas, esser già stato integralmente pagato poco meno di 13 anni fa: il 21 maggio del 2003, quando la Società Sportiva Calcio Napoli aderì al condono fiscale governativo proposto con una legge del 27 dicembre del 2002 pagando per tutti. Pagò il Napoli, dunque, anche per Maradona. Il club azzurro, quale “sostituto di imposta”, si fece infatti carico (presentando le dovute istanze e versando tutte le relative imposte) dell’estinzione della lite pendente con l’ erario, assolvendo così indirettamente il debito che il fisco reclamava oltre che dalla S.S.C. Napoli (per presunti redditi non dichiarati) anche dai giocatori coinvolti nel giudizio: tra cui Careca, Alemao e in particolare lo stesso Dieguito. Le ulteriori richieste nei suoi confronti, sostengono gli avvocati, genererebbero duplicazione d’ imposta. Careca e Alemao, in effetti, uscirono definitivamente dalla vicenda proprio in quella occasione, nel maggio del 2003. I due brasiliani, che avevano aderito legalmente al condono, non ebbero, anche grazie al pagamento da parte del Napoli, alcun tipo di diatriba col fisco. Maradona, dopo aver litigato con Ferlaino, aveva invece già deciso di lasciare l’Italia e ritornare a casa sua in Argentina dove rimase bloccato anche per motivi di salute. E ciò fu determinante, in quanto, proprio al momento della firma del mandato agli avvocati per depositare anche il suo ricorso, Diego non si rese più disponibile e decorsero i termini giuridici per formalizzare pure la sua difesa nella sede tributaria. Ecco perché per Maradona che non ricevette alcuna notifica dell’accertamento fiscale originario, poi annullato dai giudici, i problemi sono proseguiti e il suo debito con il fisco s’è ingigantito, tra interessi, sanzioni e mora. Ma secondo lo studio legale Pisani la pretesa di pagamento dell’erario nei confronti di Dieguito resta ingiusta e da archiviare. Il Napoli pagò infatti pure per lui come sostituto d’imposta, anche se il fuoriclasse argentino non fu parte di quel primo giudizio del 2003. Maradona avrà dunque un’arma in più da utilizzare nella sua battaglia per la verità (anche se si fa strada e si spera in una pace con il fisco). Intanto, ieri, l’ avvocato Angelo Pisani, legale di Diego, dopo la prima udienza dell’appello del fisco contro Maradona ha annunciato la richiesta di un incontro con il premier Renzi ed il ministro Padoan per la valutazione e soluzione del caso nell’interesse di tutti .

Hera Wedding Style Week, cena d'arte per raccogliere fondi per restaurare "Terrae Motus in quel tempo…” di Mario Merz

Nell’ambito della kermesse Hera Wedding Style Week, ospitata nel Museo di Pietrarsa fino al 16 ottobre, avrà luogo, giovedì 13 ottobre, alle 20.30, Cena d’Arte, una cena di gala per raccogliere fondi da destinare al restauro dell’opera “Terrae Motus in quel tempo….”, una tela di 300×600 realizzata dall’artista Mario Merz in tecnica mista neon su tela, collezione Terrae Motus 1985, e custodita nella Reggia di Caserta.
La Cena d’Arte, ideata e organizzata da Carla Travierso e Francesca Frendo, curatrici di Hera Arte e Design Connected, ha come obiettivo la tutela e la conservazione di un bene del nostro patrimonio culturale. Attraverso questo intervento sarà, infatti, possibile portare in mostra, l’anno prossimo, all’Hermitage di San Pietroburgo, l’intera collezione Terrae Motus.
A Donatella Cagnazzo, trait d’union tra Caserta e Pietrarsa, la cura della pièce teatrale offerta dall’Assessorato alla Cultura di Caserta “Rosso Vanvitelliano” di Patrizio Ranieri, spettacolo itinerante con attori in abiti d’epoca che raccontano la vita alla Reggia di Caserta durante il regno borbonico.
Il direttore della Reggia di Caserta, Mauro Felicori, insieme agli Amici della Reggia supporteranno l’evento con la presenza di una numerosa delegazione. 
Per gli ospiti della Cena d’Arte, oltre al teatro, spazio alla musica d’autore. L’art director Pietro Aiello Cilento D’Altavilla, presenterà The Duke Jazz Band, che proporrà momenti musicali glamour e di grande impatto emotivo, spaziando da celebri standard del jazz alla musica d’autore e al pop internazionale, per poi ripercorrere celebri produzioni musicali degli  anni 70-80 approdando, infine, ai brani più contemporanei.
La cura della cena è affidata a Scarpato Ricevimenti e allo chef stellato Renato Martino.
Diventa così concreto l’obiettivo che Hera si pone sin dal principio: promuovere il patrimonio artistico e culturale della Campania, con un viaggio che inizia, non a caso, dal prestigioso Museo di Pietrarsa, dove porta le eccellenze del Made in Italy nella moda, nell’arte e nel food.
Dopo le collezioni di Michela Elite in collaborazione con Garini, e Vanitas che ha presentato la sua Red Carpet Collection in collaborazione con Damiani, attesi Mattia Pisano (venerdì 14 ottobre, alle 20), Bruno Caruso Priveè (sabato 15 ottobre, alle 20.30), Salvatore Pappacena (domenica 16 ottobre, alle 18) e Maison Signore (domenica 16 ottobre, alle 20).
Un padiglione del Museo di Pietrarsa è dedicato all’arte. In esposizione le opere Quetzal e Chokhor di Fiormario Cilvini; Pulcinella/Argo di Lello Esposito; Girotondo, Occhi ‘ncuoll e Nemesi di Laura Niola; Dress to read e The country of blind di Maya Pacifico;
Fantasy love Kiss, Fantasy love Jump e Cosmic Bullets di Nicola Rivelli.
Per Hera Design, in anteprima assoluta l’architetto Francesca Frendo propone la “casa vivente”, che desta un senso di stupore e meraviglia, attraverso l’utilizzo sapiente della luce che accarezza materiali di pregio quali il marmo, legno, vetro e ottoni offrendo collegamenti visivi tra i vari elementi, i colori, gli arredi e le opere d’arte.
Hera Wedding Style Week ha la sua Vip Lounge vista mare. Tutti i giorni, dalle 14.30, allestita da BarInMovimento, e animata da dj set, la Vip Lounge proporrà gli ospiti della kermesse un corner maison Moët Chandon, dove sarà possibile degustare balloon di Ice Imperial Blanc e Rosè accompagnati da proposte di finger food di Sire Ricevimenti; e un corner Campari con una drink list: Americano, Negroni, Campari Orange, Aperol Spritz.
Il padiglione delle Locomotive diventerà per nove giorni il Salone delle Eccellenze del Wedding. Negli eleganti salottini espositivi i visitatori potranno ammirare le novità di Montblanc, Flover, Il Fregio Luxury Home, Fitting Up Arredamenti, G.M.L. Società Cooperativa, Interior Light, La Bottega Della Ceramica, 5B Design Wood Evolutions, Antica Falegnameria, Pecorella Marmi, Tecnotend, Arsenico e Vecchi Merletti, The Big Apple, Idola Saloon, Ciro Florio, Widiba, Aperitivo, Tenuta San Domenico, Sire Ricevimenti, Scarpato Catering, Galà Eventi, Villa Alma Plena, Villa Tony, La Bulla, Le Arcate, Air Terminal, Le Mete del Cuore – VDM 40, Dario Varsalona, Genny Gessato, Rosolino Fotografo, Obiettivi d’Arte, Sabatino Maisto, Luxury Cars and Yachts, Noleggi di Lusso, Nardelli Gioielli, Medea Sposa, Wedding Solution.
Hera Wedding Style Week è un progetto ideato e organizzato da Marianna Izzo, Maria Dicanio, Carla Travierso, Francesca Frendo, Donatella Cagnazzo, Pasquale Esposito e Raffaella Perruno.

Hera Wedding Style Week, cena d’arte per raccogliere fondi per restaurare “Terrae Motus in quel tempo…” di Mario Merz

Nell’ambito della kermesse Hera Wedding Style Week, ospitata nel Museo di Pietrarsa fino al 16 ottobre, avrà luogo, giovedì 13 ottobre, alle 20.30, Cena d’Arte, una cena di gala per raccogliere fondi da destinare al restauro dell’opera “Terrae Motus in quel tempo….”, una tela di 300×600 realizzata dall’artista Mario Merz in tecnica mista neon su tela, collezione Terrae Motus 1985, e custodita nella Reggia di Caserta.
La Cena d’Arte, ideata e organizzata da Carla Travierso e Francesca Frendo, curatrici di Hera Arte e Design Connected, ha come obiettivo la tutela e la conservazione di un bene del nostro patrimonio culturale. Attraverso questo intervento sarà, infatti, possibile portare in mostra, l’anno prossimo, all’Hermitage di San Pietroburgo, l’intera collezione Terrae Motus.
A Donatella Cagnazzo, trait d’union tra Caserta e Pietrarsa, la cura della pièce teatrale offerta dall’Assessorato alla Cultura di Caserta “Rosso Vanvitelliano” di Patrizio Ranieri, spettacolo itinerante con attori in abiti d’epoca che raccontano la vita alla Reggia di Caserta durante il regno borbonico.
Il direttore della Reggia di Caserta, Mauro Felicori, insieme agli Amici della Reggia supporteranno l’evento con la presenza di una numerosa delegazione. 
Per gli ospiti della Cena d’Arte, oltre al teatro, spazio alla musica d’autore. L’art director Pietro Aiello Cilento D’Altavilla, presenterà The Duke Jazz Band, che proporrà momenti musicali glamour e di grande impatto emotivo, spaziando da celebri standard del jazz alla musica d’autore e al pop internazionale, per poi ripercorrere celebri produzioni musicali degli  anni 70-80 approdando, infine, ai brani più contemporanei.
La cura della cena è affidata a Scarpato Ricevimenti e allo chef stellato Renato Martino.
Diventa così concreto l’obiettivo che Hera si pone sin dal principio: promuovere il patrimonio artistico e culturale della Campania, con un viaggio che inizia, non a caso, dal prestigioso Museo di Pietrarsa, dove porta le eccellenze del Made in Italy nella moda, nell’arte e nel food.
Dopo le collezioni di Michela Elite in collaborazione con Garini, e Vanitas che ha presentato la sua Red Carpet Collection in collaborazione con Damiani, attesi Mattia Pisano (venerdì 14 ottobre, alle 20), Bruno Caruso Priveè (sabato 15 ottobre, alle 20.30), Salvatore Pappacena (domenica 16 ottobre, alle 18) e Maison Signore (domenica 16 ottobre, alle 20).
Un padiglione del Museo di Pietrarsa è dedicato all’arte. In esposizione le opere Quetzal e Chokhor di Fiormario Cilvini; Pulcinella/Argo di Lello Esposito; Girotondo, Occhi ‘ncuoll e Nemesi di Laura Niola; Dress to read e The country of blind di Maya Pacifico;
Fantasy love Kiss, Fantasy love Jump e Cosmic Bullets di Nicola Rivelli.
Per Hera Design, in anteprima assoluta l’architetto Francesca Frendo propone la “casa vivente”, che desta un senso di stupore e meraviglia, attraverso l’utilizzo sapiente della luce che accarezza materiali di pregio quali il marmo, legno, vetro e ottoni offrendo collegamenti visivi tra i vari elementi, i colori, gli arredi e le opere d’arte.
Hera Wedding Style Week ha la sua Vip Lounge vista mare. Tutti i giorni, dalle 14.30, allestita da BarInMovimento, e animata da dj set, la Vip Lounge proporrà gli ospiti della kermesse un corner maison Moët Chandon, dove sarà possibile degustare balloon di Ice Imperial Blanc e Rosè accompagnati da proposte di finger food di Sire Ricevimenti; e un corner Campari con una drink list: Americano, Negroni, Campari Orange, Aperol Spritz.
Il padiglione delle Locomotive diventerà per nove giorni il Salone delle Eccellenze del Wedding. Negli eleganti salottini espositivi i visitatori potranno ammirare le novità di Montblanc, Flover, Il Fregio Luxury Home, Fitting Up Arredamenti, G.M.L. Società Cooperativa, Interior Light, La Bottega Della Ceramica, 5B Design Wood Evolutions, Antica Falegnameria, Pecorella Marmi, Tecnotend, Arsenico e Vecchi Merletti, The Big Apple, Idola Saloon, Ciro Florio, Widiba, Aperitivo, Tenuta San Domenico, Sire Ricevimenti, Scarpato Catering, Galà Eventi, Villa Alma Plena, Villa Tony, La Bulla, Le Arcate, Air Terminal, Le Mete del Cuore – VDM 40, Dario Varsalona, Genny Gessato, Rosolino Fotografo, Obiettivi d’Arte, Sabatino Maisto, Luxury Cars and Yachts, Noleggi di Lusso, Nardelli Gioielli, Medea Sposa, Wedding Solution.
Hera Wedding Style Week è un progetto ideato e organizzato da Marianna Izzo, Maria Dicanio, Carla Travierso, Francesca Frendo, Donatella Cagnazzo, Pasquale Esposito e Raffaella Perruno.