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Mercato invernale del Napoli, ecco il parere dei tifosi

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Mercato invernale del Napoli, ecco il parere dei tifosi

Con l’arrivo quasi certo di Mazzocchi che corona il suo sogno da bambino di Barra di giocare nel Napoli la squadra del cuore si pare il mercato invernale degli azzurri. I partenopei a gennaio come annunciato dal presidente De Laurentiis vogliono cambiare pelle e forse anche modulo, passando dal 433 spallettiano al 3421 più vicino al modo di giocare di Mazzarri.

Il tecnico ha aperto all’arrivo dell’esterno che non sarà nei piano la riserva di Di Lorenzo ma potrebbe addirittura giocarci assieme sulla stessa fascia. Ore calde e frenetiche anche per sbloccare la trattativa col centrocampista dell’Udinese Samardzic.

Ieri incontro tra l’eturage del ragazzo guidato dal padre e la società azzurra. Resta da limare la questione relativa ai diritti di immagine. Il Napoli prova a chiudere la trattativa nelle prossime ore per cercare di avere già a Torino in campo quello che sarà il sostituto di Piotr Zielinski. Il Polacco a quanto pare avrebbe trovato l’accordo con l’Inter e a giugno a parametro zero sarà neroazzurro. Si cerca di portare all’ombra del Vesuvio Dragusin.

Valutazione del genoa 30 milioni che potrebbe calare se nell’affare sarà inserito Zanoli. Mazzarri ha anche chiesto una sua vecchia conoscenza Lukic ex capitano granata del Torino che proprio con Mazzarri ebbe la sua stagione migliore. In uscita si cerca di capire quale sarà il destino di Politano affascinato dall’offerta araba e si monitorano le offerte per Gaetano, Zerbin, Demme e Rahmani, quest’ultimo richiesto in queste ore da Simeone all’Atletico Madrid. Insomma la rivoluzione in casa Napoli è appena iniziata ma cosa ne pensano i tifosi?

Capodanno a Napoli, ancora botti e residui dei fuochi d’artificio per le strade

Capodanno a Napoli, ancora botti e residui dei fuochi d’artificio per le strade

Una torre di botti campeggia su di un marciapiede, quasi orgogliosa del fuoco e del rumore prodotto la notte di San Silvestro. Un’altra pericolosamente è ammonticchiata davanti un distributore di benzina. A quasi 4 giorni dall’ultimo dell’anno, Napoli è ancora sporca di fuochi d’artificio, batterie e petardi. Eppure il Comune di Napoli, quasi orgogliosamente nelle ore successive il Capodanno aveva annunciato che grazie ad una massiccia opera di pulizia la città era stata ripulita dalla spazzatura prodotta dai bagordi di Capodanno.

Ma ripulire piazza del plebiscito e piazza Trieste e Trento non vuol dire ripulire l’intera città. Da Pianura a Soccavo passando per Fuorigrotta, Ponticelli, Scampia e san Pietro a Patierno è un’immensa distesa di finalini e batterie che in alcuni casi sono abbandonati nei pressi dei bidoni della differenziata o ancora peggio al di sotto dei marciapiedi con il pericolo che il calore delle marmitte di auto in sosta possa farle innescare.

La polvere pirica presente nelle batterie è facilmente infiammabile e si rischia di provocare principi di incendio che possono anche far esplodere le autovetture. A Pianura addirittura i fuochi sono stati abbandonati su di una discarica a pochi passi dal comune. Stesse scene a Soccavo dove davanti la sede della Municipalità sullo spartitraffico sono visibili gli scheletri di batterie esplose la notte del 1 gennaio

Intanto in strada di spazzini nemmeno l’ombra. E molti quartieri come la decima municipalità e la nona annaspano nel degrado.

La Befana porta la pioggia in Campania e dopo arriva l’inverno

La Befana porta la pioggia in Campania e dopo arriva l’inverno. L’inizio di questo 2024 ha già “regalato” un Capodanno bagnato, ora annuncia per il 6 gennaio altri nuvoloni carichi di pioggia. Secondo le previsioni del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare, proprio nella calza della vecchina che porta doni, c’è anche l’inverno 2024. L’alta pressione che ancora bacia il Paese, con temperature superiori di 7-8 gradi per il periodo, si accinge dunque a passare la mano.

LA BEFANA PORTA L’INVERNO

Già da venerdì il maltempo diventerà protagonista in Italia e il giorno successivo arriverà al Sud. Le temperature minime resteranno miti, mentre le massime scenderanno sensibilmente. Da domenica 7 gennaio, masse d’aria di lontana origine artica entreranno dalla Porta del Rodano favorendo un ulteriore e più marcato crollo termico su tutta la penisola. L’aria fredda supera l’appennino Tosco-emiliano aggirandolo da Ovest e impattando con le temperature miti del bacino del mediterraneo. Questo comporta neve anche a quote non elevate e diminuzione della temperatura. Di fatto la settimana 8-14 gennaio vedrà, per la prima volta, il vero inverno approdare anche in Campania.

 

Bilancio Polfer 2023, 83 le persone arrestate e 42 operazioni di controllo del territorio

Bilancio Polfer 2023, 83 persone arrestate e 42 operazioni di controllo del territorio

Oltre 550.000 persone controllate, 83 arrestati e 490 indagati: è questo il primo bilancio di fine anno del compartimento Polizia Ferroviaria Campania. E ancora elevate circa 1.000 contravvenzioni: 456 al Codice della Strada e 500 sanzioni relative al regolamento di polizia ferroviaria.

Durante l’anno sono state 12.871 le pattuglie impegnate in stazione e 2.207 quelle a bordo treno. I convogli ferroviari presenziati sono stati complessivamente 3.973. Sono stati inoltre predisposti 1.200 servizi antiborseggio in abiti civili, sia negli scali che sui treni, allo scopo di contrastare in modo specifico furti e truffe ai danni dei viaggiatori.

42 OPERAZIONI

Le attività di prevenzione sono state incentivate anche grazie all’impiego di personale dell’Esercito nell’ambito dell’operazione “Stazioni Sicure” – disposta dal Ministro dell’Interno d’intesa con il Ministro della Difesa. Numerose le giornate straordinarie di controllo del territorio per un totale di 42 operazioni:

  • 15 “Stazioni Sicure”, finalizzate al potenziamento di controlli a persone e bagagli;
  • 13 “Rail Safe Day”, finalizzate a prevenire comportamenti impropri o anomali, spesso causa di investimenti;
  • 12 “Oro Rosso, finalizzate al contrasto dei furti di rame ;
  • 2 “Action Week”, finalizzate al potenziamento dei controlli ai treni trasportanti merci pericolose.

FURTI DI RAME

L’attività di contrasto ai furti di rame, che in ambito ferroviario spesso causano ritardi alla circolazione dei treni e consistenti disagi per i viaggiatori, si è tradotta in circa 500 controlli ai centri di raccolta e recupero metalli, in circa 10.000 servizi di pattugliamento delle linee ferroviarie e circa 200 servizi di controllo su strada a veicoli sospetti.

Lotta alla camorra, sequestrati beni a clan De Micco-De Martino

Lotta alla camorra, sequestrati beni a clan De Micco-De Martino

Beni per circa un milione di euro sono stati sequestrati dal Gico del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli a Ciro Naturale, 47 anni, ritenuto dalla Dda al vertice del clan napoletano dei De Micco-De Martino.

IL SEQUESTRO

Le Fiamme Gialle hanno messo i sigilli a un’abitazione con box auto, a due vetture e a quanto trovato sui conti correnti riconducibili al 47enne.

Secondo gli inquirenti si tratta di beni frutto dello spaccio di droga.

Il sequestro è frutto di indagini delle fiamme gialle scaturite dai provvedimenti di fermo notificati dalla Polizia di Stato lo scorso 14 settembre a Ciro Naturale, al figlio e al cognato, tutti accusati di detenzione e porto illegale di arma da fuoco in luogo pubblico e tentata estorsione, aggravati dal metodo mafioso.

L’AGGUATO

Indagini legate all’agguato di stampa camorristico (maturato nel quartiere Ponticelli nell’ambito di scontri armati tra clan rivali) che l’8 luglio 2023 ha visto vittima proprio Naturale: il 47enne rimase ferito da numerosi colpi d’arma da fuoco all’addome, alla clavicola e all’orecchio sinistro.

Dopo il ricovero in ospedale, Ciro Naturale è tornato in azione con il figlio e il cognato: è lui, secondo gli inquirenti, il responsabile di alcuni raid a colpi d’arma da fuoco ai danni di persone colpevoli di non avere pagato decine di migliaia di euro per partite di droga.

Lotta alle truffe, il contrasto alle auto con targhe estere

Lotta alle truffe, il contrasto alle auto con targhe estere

Negli ultimi anni si sta assistendo, specie nel nord Italia ed ancor più nella regione Campania, ad un aumento esponenziale di automobili circolanti con targhe estere, soprattutto bulgare e polacche.

Il fenomeno è allarmante atteso che tramite la cosiddetta estero-vestizione (si veste un veicolo italiano con targa straniera) vi sono automobilisti resisi assicurati con contratti dubbi rispetto alla data di copertura e alle garanzie per i danneggiati in sinistri stradali, ovvero, circolanti con veicoli non assicurati. Ancora, mediante tale escamotage è possibile non pagare il bollo (o il super bollo per le auto di lusso), evitare di effettuare la revisione, eludere il pagamento delle contravvenzioni al codice della strada.

Il fenomeno così delineato, dunque, rappresenta un danno alla collettività, una potenziale truffa allo Stato ed al contempo può integrare ipotesi di evasione fiscale in piena regola circa la violazione della normativa sull’imposta sulle assicurazioni.

Inoltre, i dati dimostrano che sovente i veicoli con targa straniera risultano coinvolti in sinistri stradali fraudolenti a danno delle imprese assicurative e del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada.

Le nuove norme per circolare in Italia

Eppure, la legge italiana ha cercato a più riprese di ostacolare tali procedure, ma vi è stato un sovrapporsi di novità legislative ed eventi i cui effetti, probabilmente, non sono stati attentamente valutati.
Dopo la stretta del DL 113/2018 (Decreto sicurezza), per adeguarsi alle norme europee, la legge europea 2019 (la n. 238/2021) ha modificato gli articoli 93, 94, 132 e 196 del Codice della strada ed è stato aggiunto l’articolo 93-bis.

Allo stato, tutti gli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi immatricolati all’estero che circolano in Italia devono essere iscritti al Reve (Registro Veicoli Esteri), così da ottenere l’immatricolazione italiana. Un veicolo con targa estera non può circolare oltre l’anno su suolo italiano; inoltre, chi è residente in Italia da più di 90 giorni non può circolare con targa straniera sulle nostre strade.

Se il conducente del veicolo immatricolato all’estero risiede in Italia, ma non è il proprietario del mezzo (perché, ad esempio, lo ha preso a noleggio a lungo termine, o con un contratto di leasing o di comodato), insieme ai documenti di circolazione rilasciati dallo Stato estero, deve portare con sé un documento sottoscritto dall’intestatario del veicolo dal quale risulti per quanto tempo e a che titolo lo sta utilizzando.

In linea di principio, si è passati da un divieto di guidare sul territorio nazionale veicoli con targa estera per chi risieda in Italia da più di 60 giorni a un obbligo di immatricolare con targa italiana (articolo 93-bis) il proprio veicolo entro tre mesi.

Gli escamotage per aggirare la norma

Dopo una prima battuta di arresto, sono tornate a circolare numerose targhe straniere, soprattutto nel capoluogo partenopeo: molti cittadini, infatti, sono riusciti a trovare un ennesimo espediente con cui aggirare i vincoli legislativi.

La chiave di tutto sta nel fatto che, nel nuovo regime, l’immatricolazione in Italia si può evitare se il conducente residente in Italia non coincide col proprietario (residente all’estero): in questo caso, si è in regola se si tiene a bordo un documento con data certa firmato dal proprietario, che indichi a che titolo e per quanto tempo il conducente può utilizzare il veicolo.

Alcune aziende (soprattutto in Campania) hanno creato, dunque, delle società di leasing estere che rottamano l’auto in Italia e, dopo 10 giorni, consegnano targa e libretto provenienti da un altro Paese. Proprio il noleggio di queste auto, prima immatricolate in Italia, poi radiate per esportazione, quindi, reimmatricolate in un paese estero e rientrate in Italia per essere cedute in locazione, consente ai locatari di abbattere notevolmente i costi dell’assicurazione e di sottrarsi al pagamento della tassa di possesso e delle multe per violazioni al codice della strada.

Altro stratagemma, utilizzato da stranieri che hanno ottenuto la residenza in Italia, consiste nell’intestare il veicolo ad un parente che ancora vive nel paese di origine per evitare la disciplina  italiana (fiscale, assicurativa,…).

I danni alla collettività

Il fenomeno della circolazione illegittima delle targhe straniere è una immane truffa che si fa contro gli interessi nazionali dello Stato italiano.
Tuttavia, il danno ed il peso economico di siffatte operazioni, a ben vedere, gravano sulla intera collettività.

La targa estera porta con sé il fatto che la polizza assicurativa sia rilasciata nel Paese di immatricolazione: saltano quindi l’aliquota sui premi RC Auto del 2,5%, in favore della Consap, il contributo al Servizio sanitario nazionale (aliquota del 10%) e l’imposta sulle assicurazioni che a Napoli è pari al 16%. Tali costi sono dovuti sulle polizze Rc auto emesse dalle imprese assicurative in Italia.

Sempre sul fronte assicurativo, si acutizza il problema delle compagnie estere (in particolare di alcuni Paesi dell’Est Europa), che a volte non risarciscono i danni o lo fanno in modo tardivo o incompleto, aggravando il fabbisogno per pagare i sinistri nella singola provincia/area metropolitana.

RISPARMIARE A SPESE DELLA COLLETTIVITA’

Il risultato è che chi circola in Italia con la targa estera in modo non convenzionale risparmia anche sull’assicurazione, a spese della collettività nazionale.

Infatti, i risarcimenti dovrebbero essere garantiti dall’Ufficio Centrale Italiano, che funziona grazie ai contributi pagati sulle polizze emesse in Italia.

In verità, la procedura che coinvolge l’U.C.I. risulta particolarmente complessa e spesso si conclude con un diniego del risarcimento dovuto alla difficoltà di reperire la Compagnia estera di riferimento o al rifiuto di quest’ultima di risarcire il danno provocato, o ancora ai vizi dell’istruttoria che viene affidata ad una società terza nominata dalla Compagnia di assicurazione estera.

Ad una analisi più attenta, si comprende che la procedura di liquidazione del danno, in caso di incidente provocato da veicolo immatricolato all’estero, risulta affetta da molteplici criticità derivanti proprio dal fatto che l’UCI non ha mai istituito una procedura di incarico DI propri LIQUIDATORI E FIDUCIARI, restando la liquidazione del danno, di fatto, affidata a terze società e/o mandatarie della compagnia assicurativa estera.

Tali enti, come dimostra l’evidenza empirica, non hanno né le capacità né gli strumenti per svolgere una adeguata istruttoria del sinistro: infatti, si tratta spesso di società multiservizi che non hanno alcuna specializzazione in materia o, in ogni caso, di società che non hanno alcuna esperienza sul campo e conoscenza del territorio.

Nel caso in cui il veicolo estero non sia assicurato, l’onere del risarcimento grava sul Fondo vittime della strada alla formazione del cui patrimonio contribuiscono tutti i cittadini virtuosi che pagano premi assicurativi.

I sinistri fraudolenti che vedono il coinvolgimento dei veicoli immatricolati all’estero

Altro aspetto preoccupante della circolazione non convenzionale dei veicoli con targa straniera concerne il coinvolgimento di tali mezzi in sinistri fraudolenti QUALI PRESUNTI DANNEGGIATI.

Si pensi che, dai monitoraggi sul fenomeno, condotti dalle compagnie assicurative, è emerso che nel solo anno 2022 sono stati rubricati oltre 4.000 sinistri con ricorrenza di targhe estere da tutta Europa. L’incidenza è maggiore nella regione Campania.

3 SITUZIONI FRAUDOLENTE

L’analisi di tali ricorrenze sinistrose ha consentito di individuare tre principali, ricorrenti, situazioni fraudolente, ovverosia:

– I legali dei danneggiati, le controparti ed i testimoni sarebbero spesso soggetti inesistenti, come risultato dalle verifiche anagrafiche effettuate tramite l’Agenzia delle Entrate.

– Le targhe montate sui mezzi incidentati sarebbero false. In molti casi, infatti, si tratterebbe di targhe abbinate ad un differente veicolo, come emerso in seguito a verifiche di riscontro con i corrispettivi registri di targhe straniere. In altri casi si tratterebbe di targhe assolutamente inesistenti, o, ancora, di targhe abbinate a veicoli rubati (ovvero le targhe estere risulterebbero essere oggetto di furto).

– Per le richieste risarcitorie verrebbe utilizzato sovente un medesimo veicolo sul quale verrebbero montate, però, targhe diverse. Uno stesso danno, in tal modo, viene liquidato più volte. Inoltre, il veicolo, in questo modo, sfugge al database gestito dall’Ivass. Tale tipologia di truffe è stata individuata dalle aree antifrode delle compagnie assicurative procedendo alla identificazione corretta del veicolo mediante rilevamento del numero di telaio, in caso di sinistri con denuncia di danni similari.

OLTRE TALI FATTISPECIE FRAUDOLENTE, negli ultimi tempi si è registrato un aumento delle richieste risarcitorie di veicoli con targhe provvisorie, utilizzate in maniera illegittima.

LE EVIDENZE EMPIRICHE SUI FENOMENI FRAUDOLENTI CHE RIGUARDANO I VEICOLI IMMATRICOLATI ALL’ESTERO, SEMBRA SEMPRE PIU’ PREOCCUPANTI IN RELAZIONE AGLI IMPORTI RISARCITI. QUESTI INEVITABILMENTE AUMENTANO IL FABBISOGNO PER PAGARE I SINISTRI DEL TERRITORIO E POTREBEBRO COMPORTARE SIGNIFICATIVI AUMENTI DEI PREMI.

Possibili soluzioni

La portata del fenomeno ed i danni che ne derivano sembrano all’attualità sottostimati dalle Istituzioni e dalle imprese. Sarebbe pertanto opportuno iniziare, anche se in palese ritardo, a ricercare le evidenze empiriche sulla circolazione dei veicoli con targhe estere, rilevare i relativi dati numerici e conoscere le realtà fattuali sul tema della locazione o sublocazione di veicoli con targa straniera.

L’esperienza maturata sollecita di ricercare soluzioni e sollecitare un ulteriore intervento legislativo che consenta di superare le criticità emerse e i raggiri all’attuale normativa.

DAL PUNTO DI VISTA DELL’ASSICURAZIONE SAREBBE NECESSARIO RENDERE CONCRETO IL PARADIGMA DELL’UBICAZIONE DEL RISCHIO LEGATO ALLA CIRCOLAZIONE DEL VEICOLO CON LA SUA TARIFFAZIONE, AL FINE DI EVITARE FENOMENI ELUSIVI E DI FRAUDOLENTA ASSUNZIONE DEL RISCHIO.

NECESSARIO UN LAVORO SINERGICO

Al contempo è necessario un lavoro sinergico delle compagnie assicurative, delle autorità penali, della amministrazione finanziaria e della guardia di finanza teso ad individuare e debellare il fenomeno delle intestazioni fittizie, delle locazioni in violazione della legge e dei fenomeni fraudolenti legati assunzione di rischi e alla liquidazione dei danni che coinvolgono veicoli con targa estera.

In tal senso, sarebbe quanto mai opportuno effettuare verifiche sul veicolo con targa estera presso il database del Registro Pubblico dei Veicoli Esteri (REVE) la qual cosa consentirebbe di conoscere il reale locatario del mezzo e la effettiva provenienza.
Ancora, analogamente a quanto già avviene in caso di veicoli non assicurati, i Tribunali dovrebbero negare il risarcimento ai danneggiati che pongano in circolazione un veicolo con targa straniera con espedienti contra legem.

Altresì, proprio con riferimento alle richieste risarcitorie aventi ad oggetto sinistri con targa straniera, SAREBBE necessario che le compagnie assicurative svolgessero una istruttoria PIU’ attenta e che, quanto meno in sede di perizia, si provveda per la corretta identificazione del veicolo al rilevamento del numero di telaio. Ciò ad evitare il consumarsi di pericolose truffe e che il medesimo danno sia oggetto di plurime liquidazioni.

Invero, il dato fondamentale per riscostruire la storia di un veicolo e verificare eventuali manomissioni, è rappresentato dal numero di telaio, che, tuttavia, ad oggi è difficile da censire e da estrarre dalle banche dati.

SEDE GIUDIZIALE

In sede giudiziale, inoltre, diventa più che mai necessario verificare la legittimazione attiva del richiedente il risarcimento e di agire mediante azioni preventive ( accertamento conservativo ed accertamento negativo del credito)

Si tratta di arginare un danno alla collettività, che richiede di superare inefficienze di sistema, al fine di ripristinare al più presto possibile la legalità e la tutela degli assicurati con contratti stipulati con imprese italiane.

Fonte: Riccardo Vizzino; Avvocato, Responsabile nazionale di Civicrazia contro le truffe

Epifania de La Battaglia di Andrea, due aiutanti speciali per la consegna delle calze

Epifania de La Battaglia di Andrea, due aiutanti speciali per la consegna delle calze

Anche quest’anno la Befana per i bambini de La Battaglia di Andrea avrà due aiutanti speciali, i coniugi Giuseppe di Palo e Rossella Frattulillo del Gruppo di Palo, i quali doneranno le calze ai bambini seguiti dall’associazione.

“Per il secondo anno consecutivo abbiamo avuto il sostegno del Gruppo di Palo per donare le calze ai bambini – dichiara Asia Maraucci, presidente de La Battaglia di Andrea – le consegneremo tra i quattro comuni dell’ambito, Afragola, Caivano, Cardito e Crispano, ma come da tradizione, la parte di Afragola andrà ai bambini del centro Aias. Ricevere appoggi da imprenditori sul tuo territorio è importante – prosegue – significa che stai seminando bene, significa che chi ha contribuito a sviluppare queste zone apprezza ciò che tu stai facendo per la gente e sceglie di esserne parte integrante. Quest’anno per la distribuzione non ci sarà nessun evento all’Aias come gli anni passati, ma in segno di rispetto della memoria della signora Concetta Russo saranno consegnate direttamente ai piccoli”.

Fissa ormai per l’Epifania de La Battaglia di Andrea, la presenza del Gruppo Di Palo. “Partecipare a questa iniziativa è un onore per me e la mia famiglia – dichiara Rossella Frattulillo del Gruppo di Palo – doniamo dolcezza ma in cambio riceviamo molto di più – prosegue – riceviamo la gioia e la felicità di bambini e familiari, e questo non ha prezzo”.

Autista colto da malore, a Napoli bus va fuori strada. Ferita una passeggera

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Incidente poco prima delle 19 in corso Malta, a Napoli. Un bus dell’Anm e’finito fuori strada, in corrispondenza della rampa della tangenziale, che costeggia la caserma dell’esercito. L’autista ha avuto un malore, perdendo il controllo del veicolo e andando a sbattere. Sbalzata all’esterno del veicolo a causa del forte impatto una donna di 74 anni ha riportato diversi traumi. E’ ora in prognosi riservata all’ospedale Cardarelli.

Il tratto di strada è stato chiuso al traffico e l’autobus sequestrato.

Una volta giunto alla fine della rampa della tangenziale, il bus è uscito dalla carreggiata senza controllo andando a sbattere prima contro il guardrail, poi sul marciapiede.

L’influenza riempie i pronto soccorso, Cardarelli in affanno

209 accessi nella giornata del primo Gennaio. 16 codici rossi, 50 gialli e due deceduti. Sono i numeri che attestano le difficoltà di accoglienza del pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli di Napoli nei giorni a ridosso del Capodanno. A prescindere dalle persone ferite a causa dell’uso improprio di botti illegali, è l’influenza la causa dell’ingolfamento del pronto soccorso dell’ospedale più grande del Mezzogiorno. Peggio dell’attuale variante del covid per quanto riguarda gli effetti sulle persone. Le persone anziane quelle maggiormente a rischio.

I NUMERI

In base a quanto dichiarato all’agenzia Ansa dall’ufficio stampa del nosocomio napoletano, “Ieri, 1 gennaio, nel conto partito dalla mezzanotte del 31 dicembre, sono arrivate 209 persone al pronto soccorso, di cui 16 codici rossi e 50 gialli, oltre a 2 codici neri, cioé persone decedute. Nel pronto soccorso è stata potenziata la presenza di medici ortopedici ed esperti in problemi cardiaci, per occuparsi di eventuali infortuni durante i festeggiamenti e anche di persone anziane o cardiopatici in sofferenza per la forte influenza e l’aumento del covid, ma anche per infartuati arrivati nella notte di Capodanno. Gli accessi per i botti sono stati pochi, ma sono stati ricoverate due persone accoltellati e tre raggiunte da spari.

 

PROBLEMI ANCHE NEI PS DELLE ALTRE GRANDI CITTA’ ITALIANE

“Ospedali sotto assedio ed aumentano in modo preoccupante i tempi di attesa dei pazienti che necessitano di un ricovero – ha detto sempre all’Ansa Fabio De Iaco, presidente della Società italiana di medicina di emergenza urgenza (Simeu

Meret starà fermo almeno un mese, l’infortunio muscolare è serio

Meret starà fermo almeno un mese, l’infortunio muscolare è serio. Al portiere del Napoli è stata diagnosticata una lesione muscolare di secondo grado. Una brutta notizia annunciata dal sito della società attraverso il portale. Per il match di apertura del 2024 contro il Torino, in programma il 7 gennaio, in porta ci sarà quindi Gollini. Il giocatore bolognese  che aveva anche lui subito un infortunio, oggi è tornato in campo alla ripresa degli allenamenti, facendo l’intera seduta in gruppo. Alla seduta di oggi, oltre a Osimhen e Anguissa, partiti per la Coppa d’Africa, è mancato anche Kvaratskhelia che aveva avuto il permesso di passare Capodanno in Georgia e torna oggi sostenendo un allenamento individuale. Out per lunghi infortuni sempre Olivera e Natan.