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Sanità TàTà chiude nel week end “Vedi Napoli a Natale e poi torni”

Organizzata dalla Municipalità III in collaborazione con C’MoN produzioni e la direzione artistica a cura di Massimiliano Jovine e Gianni Simioli, Sanità TàTà La Notte della Musica al Rione Sanità, dopo l’Epifania di Piazza Mercato (che sarà inaugurata domani 3 gennaio, alle 18.00), è l’ultimo evento in programma nell’ambito del progetto “Vedi Napoli a Natale e poi Torni” finanziato e promosso dall’Assessorato al Turismo e alle Attività produttive del Comune di Napoli. Sabato 6 gennaio, dalle 18.00 alle 00.00, il Quartiere Sanità si riempirà di musica, con i quattro punti cardinali di Via Vergini, Via Arena alla Sanità, Piazza Sanità, largo Fontanelle, a cui si aggiungono altre strade animate da associazioni che operano sul territorio per una grande festa.

TERESA ARMATO – ASSESSORE AL TURISMO E ALLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE COMUNE DI NAPOLI

«Saranno almeno 700.000 i turisti che avranno scelto Napoli dal 23 dicembre al weekend della Befana, un numero che conferma come la nostra città sia in testa alle destinazioni prescelte dai turisti. Ciò è dovuto anche a una programmazione di eventi eterogenei e gratuiti che coinvolge tutta la nostra città, promossi sia dall’Assessorato al Turismo che dalla Cultura – dichiara l’assessore al Turismo e alle Attività produttive Teresa Armato –. Centinaia di spettacoli e 78 percorsi per scoprire tanti luoghi insoliti e far conoscere la nostra più profonda identità. Abbiamo aperto l’anno dopo la festa bellissima di piazza plebiscito con l’entusiasmante concerto That’s Napoli Live Show con il coro diretto da Carlo Morelli in piazza Municipio, dove c’erano 1.500 persone, tra cittadini e turisti. Poi, già da domani inizia la seconda edizione della Befana in Piazza Mercato e nel fine settimana arriva Sanità TàTà».

FABIO GRECO – PRESIDENTE MUNICIPALITÀ III

«È la Notte Bianca del nuovo anno, la grande festa del Rione Sanità – dichiara Fabio Greco, presidente Municipalità III –. I cittadini, i commercianti del quartiere, l’intero Rione partecipa con entusiasmo al grande evento. Saranno coinvolti e animati con musica del vivo e dj set diversi punti del quartiere: Piazza Sanità, via Fuori Porta a San Gennaro, Piazzetta Crociferi, via Vergini, via Critallini, via Misericordiella, via Sanità Gradoni, Palazzo De Liguoro, via San Gennaro dei Poveri, via Fontanelle. Inoltre fino a mezzanotte sarà possibile visitare, su prenotazione, le principali attrazioni turistico-culturali del quartiere: museo Jago, acquedotto Romano del Serino, Chiesa della Misericordiella, catacombe San Gennaro».

MASSIMILIANO JOVINE E GIANNI SIMIOLI – DIREZIONE ARTISTICA

«La vera linfa di Sanità-tà-tà, l’iniziativa splendida della “Notte della Musica al Rione Sanità”, sono gli artisti che partecipano sempre con entusiasmo e amore a sostegno di questo quartiere simbolo di Napoli, così ricco di storia e di cultura – dichiarano i direttori artistici Massimiliano Jovine e Gianni Simioli –. Questo evento non si potrebbe fare se non ci fosse il grande sostegno di tutti gli artisti che accettano ormai da sempre di esibirsi senza percepire alcun tipo di compenso. Saranno tantissimi anche in questa edizione e saranno protagonisti di una lunga maratona che animerà il Rione fino a mezzanotte».

GLI ARTISTI SUL PALCO DI SANTÀ TÀTÀ

Il palco di Piazza Sanità sarà particolarmente dinamico, con tantissimi artisti tutti dal sound diverso Sara Penelope Robin, Silvia Uras, Gnut, Sollo, Ciccio Merolla, Plug, Mv Killa, Cecchy, Dipinto, Marsica, Veronica Simioli, Vesuviano, Stè, Annibale, Kamaak, Bimbi di fumo e Simona Boo, Gaié, Rico Femiano, Luciano Caldore, Mixed by Erry, Monica Sarnelli, Napoleone, Gianni Fiorellino, Rayo, Milena Setola, Giuseppe Madonna, Dario Cuomo, Amed sj set, Gigi Soriani dj set.

GLI SPEAKER DI RADIO MARTE 

La presentazione dei live è affidata agli speaker di Radio Marte, media partner dell’evento. Gianni Simioli parteciperà a questa VI edizione di Sanità-tà-tà nella doppia veste di direttore artistico e presentatore. Con lui, Serena Li Calzi, Davide Scafa, Gigio Rosa, Marta Martinez, Ciro Salatino, Gaetano Gaudiero, Timo Suarez, Elisa D’Avino, Rosanna Iannacone.

Omicidio di Capodanno, arrestato il nipote di Concetta Russo

Omicidio di Capodanno, arrestato il nipote di Concetta Russo

È stato il nipote, Gaetano Santaiello. Questa notte a Casoria i carabinieri lo hanno fermato con l’accusa di omicidio colposo e porto abusivo di anni. Il delitto di Capodanno, costato la vita alla 55enne Concetta Russo, ha un colpevole. Classe 1977, l’uomo ha confessato ai carabinieri di essere stato lui a esplodere il colpo di pistola fatale, da un’arma detenuta illegalmente, nella notte tra il 31 dicembre 2023 e il primo gennaio 2024.

IL RACCONTO AI CARABINIERI DOPO LA CONFESSIONE

Stava mostrando ai parenti quella pistola, che aveva comprato illegalmente in provincia di Varese per festeggiare poi in provincia di Napoli il Capodanno, quando è partito in maniera accidentale il proiettile che ha ucciso sua zia Concetta Russo. Lei la prima vittima del 2024.  Tutto è avvenuto durante i festeggiamenti dell’ultimo dell’anno, in un appartamento di Afragola affittato dal 47enne per trascorrere le vacanze con i familiari, che vivono fuori dai confini della Campania. C’erano anche dei minori in casa quando l’uomo ha tirato fuori l’arma, risultata rubata in Lombardia pochi giorni prima di Natale. Mentre la mostrava ai familiari, qualcosa è andato storto. L’autore, indagato ora per omicidio colposo, porto abusivo d’armi e ricettazione, ha infatti raccontato ai carabinieri di averla scaricata prima dell’utilizzo. Dopo lo sparo che ha stroncato la vita di Concetta, Santaiello si è disfatto della pistola. Ha aiutato lui gli inquirenti a ritrovarla. 

I DETTAGLI FORNITI DAL COMANDANTE DEI CARABINIERI DI CASTELLO DI CISTERNA

Come ha raccontato durante un punto stampa il Maggiore Andrea Coratza, comandante del nucleo investigativo del gruppo carabinieri di Castello di Cisterna, nel corso delle indagini è stato inoltre rinvenuto circa 1 chilo e mezzo di ordigni esplosivi artigianali, nascosti all’interno dell’abitazione di via Plebiscito 70, detenuti illegalmente da un 48enne, amico dell’odierno indagato. L’uomo è stato arrestato dai militari della Stazione dei carabinieri di Afragola. Il fermato è stato trasferito in carcere in attesa della convalida mentre l’arrestato è in attesa di giudizio.

Il Vescovo Battaglia: “Fermate le armi, costruite la pace”

“Otto giorni dopo Natale, il Vangelo ci riporta alla grotta di Betlemme, alla visita dei pastori odorosi di latte e di lana, sempre dietro ai loro agnelli, che arrivano di notte guidati da una nuvola di canto. E Maria, carica di stupore, tutto custodiva nel cuore! Scavava spazio in sé per quel bambino, figlio dell’impossibile e del suo grembo; e meditava, cercava il senso di parole ed eventi, di un Dio che sa di stelle e di latte, di infinito e di casa. Non si vive solo di emozioni e di stupori, e lei ha tempo e cuore per pensare in grande, maestra di vita che ha cura dei suoi sogni”. Queste le prime parole dell’omelia dell’Arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, durante la celebrazione della solennità di Maria Santissima Madre di Dio, in cattedrale.

“VOI BENEDIRETE I VOSTRI FRATELLI”

“All’inizio dell’anno nuovo, quando il tempo viene come messaggero di Dio, la prima parola della Bibbia è un augurio, bello come pochi – ha aggiunto Battaglia -: il Signore disse: Voi benedirete i vostri fratelli (Nm 6,22) Voi benedirete… è un ordine, è per tutti. In principio, per prima cosa anche tu benedirai, che lo meritino o no, buoni e meno buoni, prima di ogni altra cosa, come primo atteggiamento tu benedirai i tuoi fratelli. Dio stesso insegna le parole: Ti benedica il Signore, scenda su di te come energia di vita e di nascite. E ti custodisca, sia con te in ogni passo che farai, in ogni strada che prenderai, sia sole e scudo.
Faccia risplendere per te il suo volto. Dio ha un volto di luce, perché ha un cuore di luce. La
benedizione di Dio per l’anno che viene non è né salute, né ricchezza, né fortuna, né lunga vita ma, molto semplicemente, la luce. Luce interiore per vedere in profondità, luce ai tuoi passi per intuire la strada, luce per gustare bellezza e incontri, per non avere paura. Vera benedizione di Dio, attorno a me, sono persone dal volto e dal cuore luminosi, che emanano bontà, generosità, bellezza, pace”.

“IL SIGNORE TI FACCIA GRAZIA”

Il Signore ti faccia grazia: di tutti gli sbagli, di tutti gli abbandoni, in tutte le cadute. Lui non è un dito puntato, ma una mano che rialza. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace. Cosa ci riserverà l’anno che viene? Io non lo so, ma di una cosa sono certo: il Signore si volterà verso di me, i suoi occhi mi cercheranno. E se io cadrò e mi farò male, Dio si piegherà ancora di più su di me. Lui sarà il mio confine di cielo, curvo su di me come una madre, perché non gli deve sfuggire un solo sospiro, non deve andare perduta
una sola lacrima. Qualunque cosa accada, quest’anno Dio sarà chino su di me. Perché Dio è
tenerezza! E ti conceda pace: la pace, miracolo fragile, infranto mille volte, in ogni angolo della terra. Ti conceda Dio quel suo sogno, che sembra dissolversi ad ogni alba, ma di cui Lui stesso non ci concederà di stancarci.

“L’ANNO SI APRE NEL NOME DELLA MADRE DI DIO”

“L’anno si apre nel nome della Madre di Dio. Madre di Dio è il titolo più importante della
Madonna. Dobbiamo essere grati perché in queste parole è racchiusa una verità splendida su Dio e su di noi. E cioè che, da quando il Signore si è incarnato in Maria, da allora e per sempre, porta la nostra umanità attaccata addosso. Non c’è più Dio senza uomo: la carne che Gesù ha preso dalla Madre è sua anche ora e lo sarà per sempre. Dire Madre di Dio ci ricorda questo: Dio è vicino all’umanità come un bimbo alla madre che lo porta in grembo. La parola madre (mater), rimanda anche alla parola materia. Nella sua Madre, il Dio del cielo, il Dio infinito si è fatto piccolo, si è fatto materia, per essere non solo con noi, ma anche come noi. Ecco il miracolo: l’uomo non è più solo; mai più orfano, è per sempre figlio. E noi la proclamiamo così, dicendo: Madre di Dio! È la gioia di sapere che la nostra solitudine è vinta. È la bellezza di saperci figli amati, di sapere che questa nostra
infanzia non ci potrà mai essere tolta. È specchiarci nel Dio fragile e bambino in braccio alla Madre e vedere che l’umanità è cara e sacra al Signore. Perciò, servire la vita umana è servire Dio e ogni vita, da quella nel grembo della madre a quella anziana, sofferente e malata, a quella scomoda e persino ripugnante, e va accolta, amata e aiutata”.

“MARIA CUSTODIVA GIOIE E DOLORI”

“Maria custodiva, prosegue il Vangelo, tutte queste cose, meditandole. Quali erano queste cose? Erano gioie e dolori: da una parte la nascita di Gesù, l’amore di Giuseppe, la visita dei pastori, quella notte di luce. Ma dall’altra: un futuro incerto, la mancanza di una casa, «perché per loro non c’era posto nell’alloggio» (Lc 2,7); la desolazione del rifiuto; la delusione di aver dovuto far nascere Gesù in una stalla. Speranze e angosce, luce e tenebra: tutte queste cose popolavano il cuore di Maria. E lei, che cosa ha fatto? Le ha meditate, cioè le ha passate in rassegna con Dio nel suo cuore. Niente ha tenuto per sé, niente ha rinchiuso nella solitudine o affogato nell’amarezza, tutto ha portato a Dio. Così ha custodito. Affidando si custodisce: non lasciando la vita in preda alla paura, allo sconforto, non chiudendosi o cercando di dimenticare, ma facendo di tutto un dialogo con Dio.
E Dio che ci ha a cuore, viene ad abitare le nostre vite. Ecco i segreti della Madre di Dio: custodire nel silenzio e portare a Dio. Ciò avveniva, conclude il Vangelo, nel suo cuore. Il cuore invita a guardare al centro della persona, degli affetti, della vita”.

“CRISTIANI IN CAMMINO”

“Anche noi, cristiani in cammino, all’inizio dell’anno sentiamo il bisogno di ripartire dal centro, di lasciare alle spalle i fardelli del passato e di ricominciare da ciò che conta. Ecco oggi davanti a noi il punto di partenza: la Madre di Dio. Perché Maria è come Dio ci vuole, come vuole la sua Chiesa: Madre tenera, umile, povera di cose e ricca di amore, libera dal peccato, unita a Gesù, che custodisce Dio nel cuore e il prossimo nella vita. Per ripartire, guardiamo alla Madre. Nel suo cuore batte il cuore della Chiesa. Nostra speranza è oggi la pace. L’anno nuovo comincia con questo impegno. Ma non può essere un rito celebrativo. Se non ci scomoda, se non ci fa stare sulle spine, se non ci induce a salire sulle
barricate, se non ci sollecita a scelte che costano, saranno solo buone emozioni. Gravi situazioni di non pace sono presenti in tutto il mondo. Le logiche della guerra imperversano ancora, e dai campi di battaglia hanno traslocato sui tavoli di un’economia che massacra i poveri. Il commercio delle armi non accenna a fermarsi, la violazione dei diritti umani espressa su popoli interi continua a turbarci e ogni operazione di guerra e ogni violazione della giustizia si tramutano in allucinanti serbatoi di paure cosmiche. Per dire basta alla guerra, è necessaria la forza della pace e per dire pace è necessario dire amore”.

“DIRE AMORE”

“Dire amore è accantonare la morte, l’odio, l’indifferenza. Dire amore è dire vita, fioritura, generatività. Dire vita è non cedere il passo alla morte, alla violenza, all’indifferenza, alla paura. Dire vita è dire cura, è mano che rialza, carezza che riscalda, parola che conforta.
Dire basta non basta. È necessario disarmare. E il disarmo non lo si fa giocando al più forte e abbattendo il più debole. Il disarmo avviene nella cura della relazione autentica, vera, concreta. Il disarmo moltiplica, non divide; avvicina, non allontana. Il disarmo avviene nella forza della verità e dell’amore. Come sempre la prima vittima di ogni guerra è la verità. Le armi non hanno parola, le armi hanno solo il fragore che uccide ogni parola: sono la morte della parola. Perciò gridiamo ancora più forte oggi: tacciano le armi. Stiamo vivendo in uno scenario triste e scoraggiante. Ma non dobbiamo lasciarci sopraffare dal senso d’impotenza e di scoramento. È tempo di imparare a resistere… Quanto stiamo vedendo in Tv e leggendo dai giornali in questo tempo è atroce, ma ancora più atroce è trovarsi nelle situazioni di cui noi stiamo apprendendo a distanza. Atroce è ritrovarsi un figlio morto tra le braccia; atroce è non avere più casa, non avere più pane, non vedere più alcuna speranza di futuro”.

“FRATELLI E SORELLE DI SANGUE”

“Quella gente, quei nostri fratelli e sorelle, stanno perdendo casa, pane, vita. Quei nostri fratelli e sorelle sono diventati fratelli e sorelle di sangue, di lacrime, di dolore. Portano tutti lo stesso strazio nel cuore. Quei nostri fratelli e sorelle sono nostri fratelli e sorelle. C’è una guerra non dichiarata, ancor più pericolosa, ipocrita, subdola nascosta. L’economia dei
grandi monopoli e delle grandi ricchezze non è mai innocente rispetto a tutto quello che sta
avvenendo. La pace senza giustizia non fa che produrre altre guerre.  Ci sono stati troppi che hanno detto e che si sono augurati di essere equidistanti. Ma noi vogliamo essere equivicini. Equi per una soluzione giusta, perché ci sia rispetto dei diritti, della libertà e della dignità per tutti. Vicini al dolore, alla sofferenza, all’angoscia di tutti. Questo è un dovere di umanità e di civiltà. Ma non è possibile assistere impassibili agli altri massacri, alle esecuzioni, alle guerre. Spesso si uccide con una mano, con una parola, con uno sguardo e anche con il non detto, con il non fatto, con il non veduto. La mancanza di mediazione, di trattative, di ascolto, di perdono, di bene, di umanità. Allora, per dire basta, per mettere fine, bisogna prendere con sé. Prendi con te il dolore dell’altro, dell’altra, fallo tuo; afferra ogni grido e ogni sibilo di disperazione, senti il tuo sangue impastarsi delle lacrime di quella gente, delle tue lacrime”.

“OGNI VITA E’ SACRA”

“Ogni vita è sacra. Se in quei prigionieri non riusciremo a scorgere la nostra stessa carne, non potremo mai liberarli. Se quel dolore lo guardiamo soltanto dai nostri tablet o dalle riviste che leggiamo comodamente dalle poltrone di casa nostra, non siamo degni di poter dire: basta. Verrà la pace se sapremo avere pensieri di pace, sogni di pace, parole di pace, gesti di pace; nella quotidianità, in famiglia, con gli amici, nei luoghi del lavoro, sui social. La pace non può venire all’improvviso, viene se, come la goccia scava la roccia, ci saranno piccoli passi quotidiani a costruirla. Verrà la pace se saprò riconoscere in chi ho accanto un fratello, una sorella da accogliere, accarezzare, amare. Verrà la pace se non mi piegherò alla logica del potere e dell’opportunismo, ma starò dalla parte della verità e della giustizia anche quando questo comporta fatica, anche quando questo mi chiede di dover fare un passo indietro. Verrà la pace se io per primo riuscirò a coltivare dentro di me sentimenti di bene, di cura, di custodia della vita. E allora sapremo anche perdonare, perché il perdono è quella fragranza che emanano i fiori dopo essere stati calpestati”.

“IL SIGNORE CI AIUTERA'”

Proviamo a costruire percorsi pace, percorsi di amore, percorsi di rinnovata speranza. Due sono i segni che fanno prevalere la speranza sulla tristezza dei presagi. Il primo è il volto del padre. Il Signore ci aiuterà. Dobbiamo camminare alla luce del suo volto e, riscoperta la tenerezza della sua paternità, impegnarci nell’osservanza della sua legge. Il secondo è il grembo della madre. Tutti i nostri buoni propositi prenderanno carne e sangue se saranno gestiti nel grembo di Maria. È il luogo teologico fondamentale, dove i grandi progetti di salvezza si fanno evento. Il figlio della pace ha trovato dimora in quel grembo. Oggi è in quel grembo che avrà concepimento e gestazione la pace dei figli. Per cui la festa di Maria Madre di Dio, mentre ci ricorda le altezze di gloria a cui la creatura umana è stata chiamata, ci esorta a sentirci teneramente figli di lei, da riscoprire in quell’unico grembo le ragioni ultime del nostro impegno di fratellanza e di pace”.

 

Il Belcanto fa sold-out a Ravello: successo per il concerto di Capodanno

Sold out nella Città della musica per il tradizionale Concerto di Capodanno organizzato dalla Fondazione Ravello che ha salutato l’inizio del nuovo anno. La mattinata uggiosa non ha scoraggiato il pubblico che ha gremito l’Auditorium Oscar Niemeyer. Sul palco l’Orchestra Filarmonica G. Verdi di Salerno guidata da Francesco Ivan Ciampa, direttore da tempo affermatosi presso i teatri più importanti del mondo. Il Maestro ha diretto due delle voci più interessanti e ricercate del panorama lirico internazionale, al loro debutto in Città. Quella del tenore Dmitry Korchak, interprete dal fraseggio accurato e raffinato e del soprano Jessica Pratt.

ARIE D’OPERA E SINFONIE

Il programma scelto per l’occasione ha alternato arie d’opera a sinfonie. Dopo l’inno di Mameli eseguita la Sinfonia dal Guglielmo Tell di Rossini che ha fatto da prologo ad un trittico di pagine verdiane: le arie “È strano…Follie! Follie!… Sempre libera” e “Lunge da lei…De’ miei bollenti spiriti” e il Coro di Zingarelle e Mattadori da La Traviata nel quale il Coro del Teatro Verdi di Salerno diretto da Francesco Aliberti ha dato il meglio di sé. Fuori programma, prima del “Va pensiero”, il coro dal Nabucco “Gli arredi festivi”, denuncia dei conflitti purtroppo in atto. Nelle quasi due ore di concerto, omaggio alla tradizione dei concerti di Capodanno, il Maestro Ciampa, modificando il programma annunciato alla vigilia, ha scelto di eseguire diversi brani tipici del repertorio tra i quali “Sul bel Danubio blu”, la Tritsch-Tratsch Polka e la “La marcia di Radetzky” di Strauss, accompagnata dal pubblico con l’usuale battito di mani. Nella scaletta della Pratt Glitter and Be Gay da Candide di Bernstein, pagina molto impegnativa eseguita meravigliosamente. Korchak, anche lui all’altezza, ha confermato la sua fama in particolare nei passaggi più sentiti.

APPLAUSI PER CIAMPA

Nel ricamare il concerto Ciampa ha bilanciato la presenza di tutte le componenti, coro, orchestra, solisti, creando un intrattenimento piacevole e ricco di imprevisti live nell’interazione degli artisti. Applausi e standing ovation finale per tutti gli artisti.

Napoli, la pioggia non rovina il Capodanno in piazza del Plebiscito

La pioggia non rovina la festa di Capodanno in piazza del Plebiscito. Sul palco è tornato il Peppy Night, con il mattatore Peppe Iodice e la sua banda. Dopo la mezzanotte si stima che in piazza ci fossero circa 40mila persone. Tra i sorrisi, le battute e la solita verve comica di Iodice e la grande musica, con Arisa ed Enzo Avitabile. Dopo essere stati sul palco di RAI 1 i The Kolors hanno infiammato quello di Napoli, con le hit e le canzoni campioni di ascolti. In piazza tanti napoletani ma anche tantissimi turisti che in questi giorni stanno affollando la città. A mezzanotte spettacolo pirotecnico e brindisi augurale con il sindao, Gaetano Manfredi, sul palco. 

GLI AUGURI DI MANFREDI

Dalla mobilità, con l’apertura delle nuove linee della metropolitana, ai nuovi cantieri delle grandi opere “Taverna del Ferro, Scampia, l’Albergo dei Poveri”. Questi i progetti in rampa di lancio nel 2024 enunciati come le priorità del nuovo anno dal sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. Parlando dei progetti in cantiere il sindaco ha aggiunto: “Il rifacimento delle strade, i parchi, abbiamo tantissime opere pubbliche che devono partire, è un’ occasione importantissima per Napoli e non la possiamo perdere”. “L’augurio che faccio alla città – ha detto Manfredi – è di credere in se stessa. Siamo una grandissima città, dobbiamo solamente credere in noi e fare in modo che questa grandissima energia renda Napoli protagonista. Dobbiamo avere fiducia nel futuro. Siamo una grande città – ha ricordato – meritiamo tanto: è il nostro momento e ce lo dobbiamo prendere tutto. Ciò che eviterei – ha concluso Manfredi – è ritornare ai vecchi difetti, l’approssimazione, la superficialità, non ci dobbiamo accontentare ma andare avanti a tutta forza”. 

 

Pisani in collegamento da Napoli per gli auguri ai poliziotti italiani

Pisani in collegamento da Napoli per gli auguri alle questure d’Italia. Nella notte di Capodanno, il Capo della Polizia, era nel capoluogo campano.

Gli auguri di buon anno ma anche la voglia di manifestare riconoscenza per il lavoro svolto. Il saluto del Capo della Polizia, via radio nella notte dell’ultimo giorno dell’anno, è una tradizione. Vittorio Pisani, che a Napoli è stato un brillante Capo della Squadra Mobile, lo ha voluto lanciare dalla sede della questura in via Medina. Il saluto è stato rivolto ai poliziotti impegnati per garantire la sicurezza nelle città, nelle piazze e nelle località turistiche di tutta Italia. Pisani lo ha fatto collegandosi via radio e in video dalla sala operativa della questura di Napoli con tutte le sale operative delle questure italiane. Si è messo in contatto con i compartimenti della polizia stradale e ferroviaria e il centro situazioni del Viminale. Il messaggio è stato ricevuto anche dalla sala operativa della direzione centrale dell’immigrazione e delle frontiere, il Cnaipic e le sale operative degli ispettorati di pubblica sicurezza.

L’ACCOGLIENZA DI AGRICOLA

Ad accogliere il capo della Polizia, con un indirizzo di saluto, è stato il questore di Napoli Maurizio Agricola. Il capo della Polizia ha ringraziato tutti i poliziotti in servizio nella notte di Capodanno, in particolare quelli presenti nelle sale operative che rappresentano il presidio quotidiano per la cittadinanza. “Proprio le sale operative, ha proseguito il capo della Polizia, sono il punto di riferimento costante per il cittadino, dove le parole usate per rispondere alle richieste di aiuto e la tempestività nell’organizzare un intervento, quando il cittadino ha bisogno, sono fondamentali e incidono sulla reputazione di tutta la Polizia di Stato. In quelle occasioni, ha infine sottolineato il direttore generale della pubblica sicurezza, bisogna dare delle risposte efficienti che influiscono sul giudizio che il cittadino ha della Polizia. Tutto questo spesso dipende dalla capacità di risposta delle sale operative”.

Gli esplode un petardo tra le mani, 17enne rischia la vita

Gli esplode un petardo tra le mani, 17enne rischia la vita. Ricoverato all’ospedale di Giugliano, dovrà essere operato.

Ha ferita da ferite da ustione molto gravi al volto e alle mani. Il ragazzo, assieme a un coetaneo, sarebbe  ferito nel tentativo di accendere un grosso petardo a Melito di Napoli, in via don Raffaele Abete. L’ordigno, non si sa se raccolto da terra o di sua proprietà, gli è esploso tra le mani al momento dell’accensione. Il giovane, attualmente ricoverato in prognosi riservata, è stato trasferito all’ospedale di Pozzuoli dove sarà sottoposto a intervento chirurgico. L’amico che era con lui è in attesa di intervento chirurgico alla mano, ma non è in pericolo di vita. Indagini sono in corso da parte dei carabinieri di Melito. E’ l’ennesimo ferimento di un tragico Capodanno a Napoli e provincia.

Agguato nel Casertano, 26 enne colpito alla testa: è grave

Agguato nel Casertano, 26 enne colpito alla testa: è grave.L’episodio in un rione popolare a Santa Maria Capua Vetere.

Il gravissimo episodio è avvenuto la notte di e secondo la Polizia non sarebbe legato ai festeggiamenti. Dunque il proiettile non sarebbe stato esploso accidentalmente. L’ipotesi è che si tratti di un agguato ai danni del 26enne, che è tuttora ricoverato all’ospedale di Caserta in gravissime condizioni; agguato probabilmente legato ai traffici illeciti, in particolare la droga, gestiti al rione Iacp. Sul fronte botti, fanno sapere dall’ufficio stampa del Comando Provinciale dell’Arma, non risultano feriti da esplosione di fuochi d’artificio. Sempre a Santa Maria Capua Vetere, qualche ora prima della mezzanotte, un 17enne è stato ferito lievemente ad una gamba con un coltello durante una lite all’esterno di un locale dove era in corso un brindisi; portato in ospedale, è stato curato e dimesso.

Oltre un milione di ingressi per il Natale del Vulcano Buono di Nola

Il 2023 si è concluso col botto al Vulcano Buono di Nola dove oltre un milione di ingressi sono stati registrati in occasione degli eventi legati al Natale. La mega struttura che abbina l’esperienza dello shopping al divertimento, progettata da Renzo Piano, sta vivendo una concreta rinascita dopo l’ingresso dei partner finanziari Dea Capital e AMCO.

PROSEGUE IL CHRISTMAS DREAMS

L’Arena Spettacoli, trasformata in un grande Luna Park per il “Christmas Dreams”, si è animata di luci e colori, grazie all’installazione della ruota panoramica tra le più imponenti d’Europa. Nessuno vuole perdere l’occasione di ammirare dal punto più alto, a 50 metri da terra, tutto il territorio circostante. Sulla pista di pattinaggio intere famiglie trascorrono ore di pure divertimento, completato da spettacoli itineranti e animazione.

GRANDI NUMERI IN ATTESA DELLA BEFANA

Iniziata il 18 novembre la programmazione andrà avanti fino al 6 gennaio, per aspettare la Befana con spettacoli di magia, artisti di strada, mascotte, parate, trampolieri e l’apprezzato mercatino che abbina il food all’artigianato. Nella galleria che attraversa il Vulcano, tutto è studiato per unire l’esperienza dell’acquisto, negli oltre 100 negozi presenti, con la possibilità di trascorrere qualche ora spensierata in un vero e proprio parco dei divertimenti.

UN PROGRAMMAZIONE RICCA

Prossimo appuntamento, dunque, dal 2 al 4 gennaio con le befane e le mascotte itineranti. Poi la Casa della Befana, dal 5 al 7 gennaio, con ingresso libero e la seguente programmazione: venerdì 5 e sabato 6 dalle 16.30 alle 21.30; domenica 7 gennaio dalle 12.00 alle 14.00 e dalle 15.30 alle 21.30. Nell’Arena Spettacoli, dalle 18.00 alle 22.00,

I VIDEO MAPPING INCANTANO GRANDI E PICCINI

Sulle pareti del centro Commerciale scorrono le immagini tridimensionali dei video mapping, mentre un trenino speciale percorre l’intera arena, promettendo corse entusiasmanti nelle giornate dell’evento. Il carillon vivente, con una ballerina eterea che danza su una piattaforma in movimento, incanta i più piccoli. Sul palco animazione, balli e spettacoli natalizi. Il Carosello porta i bambini in un mondo magico, fatto di musica e fantasia, sui cavalli che dondolano simulando un viaggio fantastico, mentre un trenino totalmente gratuito regala un’esperienza immersiva nella bellezza iconica della struttura.

GLI ORARI

Domenica e festivi: 11.00 – 23.00
Sabato: 15.00 – 24.00
Feriali: 16-22

INGRESSO LIBERO

Animazione, 96 spettacoli e intrattenimento completamente gratuiti. Le attrazioni del Luna Park (Ruota Panoramica, Pista di pattinaggio e Carosello) sono a pagamento.

Napoli, Capodanno di sangue: donna colpita da proiettile a Forcella

Napoli, Capodanno di sangue: donna colpita da proiettile a Forcella. E un bilancio molto grave quello dei feriti in occasione dei festeggiamenti per il primo giorno dell’anno. Sono 36 le persone ferite, ra le quali tre minorei, nell’intera provincia partenopea. Il caso più grave quello della donna del quartiere Forcella colpita da una pallottola vagante mentre, affacciata al balcone: assisteva allo spettacolo dei fuochi pirotecnici. Ricoverata all’ospedale Vecchio Pellegrini, una napoletana di 50 anni, è in prognosi riservata. Il dato fornito dalla Questura di Napoli segna un aumento del fenomeno rispetto allo scorso anno. In quella occasione i feriti a causa dei botti tra Napoli e provincia furono sedici, meno della metà.

UOMO FERITO CON UNA COLTELLATA

Tra i feriti registrati la scorsa notte tra Napoli e provincia anche un algerino di 50 anni. L’uomo è ricoverato in prognosi riservata all’ospedale napoletano Vecchio Pellegrini per ferita da arma da fuoco alla spalla destra. La vittima ha raccontato che era in via Marina, a Napoli, quando da un’ autovettura sarebbe stato esploso un colpo di arma da fuoco al suo indirizzo. Anche in provincia, ad Acerra, due commercianti di 34 e 28 anni hanno fatto ricorso alle cure dei medici dell’ospedale Villa dei Fiori per ferite da arma da fuoco. I due hanno riferito di trovarsi in Corso Meridionale con un banco di fuochi d’artificio quando sarebbero stati avvicinati da due persone in sella a uno scooter che avrebbero chiesto loro del denaro. Successivamente sarebbero stati raggiunti da altre due persone – in sella a un altro scooter – una delle quali avrebbe fatto fuoco al loro indirizzo ferendoli uno alla tibia e l’altro al ginocchio. Entrambi non sono in pericolo di vita. Sui due episodi sono in corso accertamenti da parte della Polizia di Stato.