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Roccarainola, esplode fabbrica di fuochi d’artificio: morto un operaio

Un cratere ancora fumante al posto del casotto che ospitava fino a stamattina, prima della drammatica esplosione, una fabbrica di fuochi d’artificio, la Fireworks, conosciuta in tutto il mondo. La struttura situata sulle colline che sovrastano Roccarainola, in provincia di Napoli, ospitava il laboratorio dove si miscelano le sostanze pirotecniche.

Al suo interno al lavoro c’era Raffaele Miele, l’operaio di 51 anni che ha perso la vita. Completamente sbriciolata la struttura.

L’ESPLOSIONE HA CREATO UN VERO E PROPRIO CRATERE

Le foto dall’alto danno l’idea di uno scenario apocalittico: alberi carbonizzati, la sagoma della struttura che non c’è più, un piccolo cratere nel punto dove verosimilmente c’è stata l’esplosione.

L’AZIENDA E’ LA FIREWORKS CON COMMESSE INTERENAZIONALI

La Fireworks, l’azienda di fuochi pirotecnici interessata dall’incidente, è organizzata su più strutture: un corpo centrale con gli uffici e poi tante piccole strutture disseminate lungo la collina dove materialmente si lavorano i fuochi d’artificio. Una separazione necessaria per evitare che l’esplosione di una danneggi a catena tutte le altre.

LA FABBRICA IN LOCALITA’ ISOLATA NELLA FRAZIONE DI GARGANI

La causa, secondo i primi rilievi dei Vigili del Fuoco è dovuta all’esplosione all’interno di una fabbrica di fuochi di artificio. La fabbrica si trova in un’area isolata, in località Gargani

Sul posto per tutta la mattinata i carabinieri della locale stazione e le squadre specializzate dei Vigili del Fuoco provenienti anche da Avellino e Afragola. Necessario anche l’intervento degli artificieri per mettere in sicurezza l’intera area.

 

Nuovo Procuratore Napoli, Gratteri indicato per il plenum del Csm

La maggioranza della Commissione per gli incarichi direttivi del Csm ha proposto al plenum la nomina di Nicola Gratteri a procuratore di Napoli.

Il procuratore di Catanzaro ha ottenuto quattro voti contro un voto ciascuno andati al procuratore di Bologna Giuseppe Amato e alla procuratrice aggiunta di Napoli Rosa Volpe.

I VOTI IN COMMISSIONE A FAVORE DI GRATTERI

A favore di Gratteri hanno votato i consiglieri Maria Luisa Mazzola (Magistratura Indipendente), il togato indipendente Andrea Mirenda, la laica di FdI Daniela Bianchini ed Ernesto Carbone (Italia Viva).

I VOTI IN COMMISSIONE A FAVORE DI AMATO E VOLPE

Per Amato il togato di Unicost Roberto D’Auria, e per Volpe, il consigliere di Area Antonello Cosentino. Una volta che saranno depositate le motivazione delle tre proposte alternative saranno trasmesse al ministro della Giustizia che deve esprimere un parere sui 3 candidati. Solo dopo questo passaggio si esprimerà il plenum del Csm

Maestro musica orco, atti sessuali con minorenne a scuola

Accade a Torre Annunziata. Un maestro di musica già destinatario di una misura coercitiva di divieto di dimora a Napoli e di avvicinamento alla persona offesa per aver commesso analogo reato ai danni di altra allieva minorenne, è stato destinatario di un’ordinanza cautelare perché gravemente indiziato del reato di atti sessuali con minorenne.

FACEVA LEZIONI DI PIANOFORTE A SCUOLA NON AUTORIZZATE

A seguito delle indagini della polizia di Torre Annunziata e coordinate dalla Procura locale è emergo che il maestro di musica, abusando dei poteri connessi alla sua posizione di insegnante di pianoforte, avrebbe compiuto con un’allieva minorenne atti sessuali. In particolare con baci, toccamenti nelle parti intime e reciproci rapporti orali, nel periodo tra ottobre e dicembre 2022.

Inoltre, al fine di compiere gli abusi, il maestro avrebbe svolto lezioni di pianoforte non autorizzate con la minore. E in orari nei quali la stessa non avrebbe dovuto trovarsi presso l’istituto scolastico. In mancanza, quindi, di previa richiesta dei genitori e in assenza di autorizzazione del dirigente scolastico.

Attualmente è agli arresti domiciliari presso la sua abitazione.

Sbarchi a Lampedusa, due donne partoriscono a bordo

Sono 436 i migranti sbarcati a Lampedusa stanotte.  A partire dalla mezzanotte dieci barchini sui quali viaggiavano sono stati soccorsi dalle motovedette della Guardia costiera e della Guardia di Finanza.

Una donna in travaglio, facente parte del gruppo di 52 giunto alle 00:45, è stata portata al poliambulatorio subito dopo l’arrivo a molo Favarolo.

ENTRAMBE LE DONNE E I BAMBINI STANNO BENE E CURATE SULL’ISOLA

Stessa cosa per un’altra donna che ha partorito sul barchino sul quale era assieme a 40 connazionali giunti a Lampedusa alle 3:16. Tanto la donna quanto il neonato sono stati portati in ospedale per essere sottoposti a controlli.

Le persone giunte durante la notte, tutte partite da Sfax in Tunisia, hanno dichiarato di essere originarie di Mali, Guinea, Costa d’Avorio, Liberia, Gambia, Pakistan, Senegal, Camerun e Sudan. Ieri sull’isola c’erano stati 14 sbarchi in totale con 589 persone.

Vomero, spacciava vicino stazione dei carabinieri: arrestato pusher 63enne

Custodiva circa 40 grammi di hashish e 25 di marijuana il 63enne bloccato al Vomero nei pressi della caserma dei carabinieri di piazza Quattro Giornate. Dovrà rispondere di detenzione e di spaccio il 63enne notato nella zona e nei pressi del liceo Pansini.

L’UOMO SI AGGIRAVA IN PIAZZA QUATTRO GIORNATE AL VOMERO

Si tratta di Massimo Malesi, già noto alle forze dell’ordine. Durante la perquisizione personale e anche presso la sua abitazione, sono state trovate dosi pronte per lo spaccio e anche un bilancino di precisione. Malesi è stato arrestato e trasferito in carcere.

 

 

Attacco hacker ospedale Napoli, a rischio analisi dei pazienti

L’attacco hacker contro l’Azienda ospedaliera universitaria Vanvitelli di Napoli si è concentrato sui software per le analisi di laboratorio, costringendo gli operatori ad un lavoro di tipo manuale con inevitabili rallentamenti e forti disagi sull’utenza. L’ingegner Giuseppe Nunziata, dirigente informatico dell’Azienda, è al lavoro per affrontare la situazione di emergenza.

SOTTO ATTACCO L’AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITARIA VANVITELLI

Non è giunta, per il momento, una esplicita richiesta di riscatto: “Abbiamo ricevuto un indirizzo mail che avremmo dovuto contattare per avviare una trattativa”, spiega. Di concerto con la Polizia postale, cui ieri è stato denunciato l’attacco, e poi anche con gli esperti dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, si è deciso di non dar corso alla richiesta e di moltiplicare gli sforzi tecnici per il ripristino della normalità.

COLPITO IL LABORATORIO DI ANALISI

I primi segni di difficoltà al sistema informatico dell’ospedale sono stati rilevati sabato. Poi i controlli specifici eseguiti lunedì hanno mostrato che non si trattava di un malfunzionamento. Ma di un’incursione di pirati informatici. Molti dati appaiono ora crittografati, come nella tradizione del ransomware, altri sistemi non funzionano.

Per il momento non è possibile, sottolinea Nunziata, escludere violazioni di dati sensibili dell’utenza. Sono diverse le piattaforme informatiche colpite, ma i problemi maggiori si registrano per il laboratorio di analisi, dal quale poi a cascata dipendono molte attività cliniche e soprattutto gli interventi chirurgici. Al momento il blocco delle reti hackerate perdura, mentre le attività di analisi nei laboratori non sono ferme ma procedono lentamente. I tecnici, assicura il dirigente, proseguiranno senza sosta nelle prossime ore il lavoro per superare l’emergenza.

Agguato a Napoli, ucciso a Santa Lucia 44enne in sella allo scooter

Aveva precedenti per spaccio e rapina Pasquale Sesso, il 44 enne ucciso a colpi di pistola intorno alla mezzanotte nella zona di Santa Lucia, in via Solitaria, mentre era in sella a uno scooter.

LA VITTIMA E’ DECEDUTA ALL’OSPEDALE VECCHIO PELLEGRINI DI NAPOLI

Gli investigatori della Squadra Mobile di Napoli, coordinati dal primo dirigente Alfredo Fabbrocini, stanno già seguendo una pista. Gli inquirenti non ritengono che il 44enne, un rapinatore di orologi di lusso, sia collocato in un particolare clan di camorra. Anche se, secondo quanto si è appreso, ultimamente Sesso stava cercando di scalare posizioni nella malavita della zona del cosiddetto Pallonetto.

La vittima è stata trasportata nell’ospedale Vecchio Pellegrini dove è deceduto. Sull’accaduto sono in corso indagini da parte della Squadra Mobile della Questura di Napoli.

Stazione Linea 6 metrò, cambia la viabilità a Chiaia

Cambia la viabilità a Chiaia all’altezza di piazza Santa Maria degli Angeli. A partire dal prossimo 10 luglio e fino al 30 agosto è stato predisposto un dispositivo di circolazione che interessa anche via Gennaro Serra, via Egiziaca a Pizzofalcone e l’adiacente vico Mondragone.

LAVORI DI ULTIMAZIONE DELLA STAZIONE LINEA 6 DELLA METROPOLITANA

La motivazione è l’ultimazione dei lavori della stazione di Chiaia della Linea 6 della Metropolitana. Un cantiere che insiste nella piazza da anni e che crea disagi non solo alla circolazione, ma anche agli abitanti del posto sottoposti a rumori di cantiere, agli scavi e alle mobilità ridotta da troppo tempo.

COSA PREVEDE DI ISTITUIRE L’ORDINANZA DIRIGENZIALE

  1. a) il divieto di transito veicolare nel tratto di piazza S. Maria degli Angeli compreso tra via Montedi Dio a e via Gennaro Serra;
  1. b) il senso unico di circolazione in vico Mondragone, da via Santa Caterina da Siena a via Giovanni Nicotera (con inversione dell’attuale senso di marcia);
  1. c) per i veicoli provenienti da vico Mondragone (tratto da via Santa Caterina da Siena a via Giovanni Nicotera) obbligo di svoltare a sinistra in corrispondenza dell’intersezione con via Giovanni Nicotera;
  1. d) per i veicoli provenienti da vico Mondragone (tratto da via San Carlo alle Mortelle a via Giovanni Nicotera) obbligo di svoltare a destra in corrispondenza dell’intersezione con via Giovanni Nicotera;
  1. e) per i veicoli provenienti da via Giovanni Nicotera (tratto da vico Santa Caterina da Siena a vico Mondragone) obbligo di proseguire dritto in corrispondenza dell’intersezione con vico Mondragone;
  1. f) il divieto di fermata e di sosta con rimozione forzata lungo tutte le seguenti strade interessate dalla viabilità alternativa: via Nardones; via Gradoni di Chiaia; via Santa Caterina da Siena; vico Mondragone; via Giovanni Nicotera; via Monte di Dio (ad esclusione degli stalli moto); via Nunziatella; via Egiziaca a Pizzofalcone; Via Nuova Pizzofalcone, via Gennaro Serra;
  1. g) in deroga a quanto stabilito dalla Ordinanza Sindacale n. 673 del 09/10/1996 di regolamentazione generale della disciplina per le operazioni di carico e scarico delle merci su tutto il territorio cittadino, nelle strade interessate dal presente dispositivo, consentire le operazioni di carico e scarico delle merci esclusivamente nelle fasce orarie: 9:00 – 11:00 e 16:00- 18:00.

Omicidio prof di Melito, condannato il collaboratore scolastico

Fu il primo a essere sospettato e indagato e dopo meno di un anno è arrivata la condanna. Il Tribunale di Napoli Nord dopo rito abbreviato ha inflitto una pena di 14 anni e 8 mesi di reclusione a Giuseppe Porcelli per l’omicidio volontario del docente Marcello Toscano.

IL CADAVERE DELLA VITTMA RITROVATO IL 27 SETTEMBRE SCORSO

I fatti risalgono al 27 settembre del 2022 quando nell’aiuola della scuola dove insegnava, la “Marino Guarano” di Melito, in provincia di Napoli, venne rinvenuto il cadavere dell’insegnante di 64 anni. Subito gli inquirenti puntarono i riflettori su un bidello della scuola, Giuseppe Porcelli, amico della vittima.

Il movente, un prestito di 1.400 euro fatto dal professore al bidello. Due giorni dopo l’uomo venne posto su disposizione della procura in stato di fermo, subito convalidato dal giudice per le indagini preliminari.

A INCASTRARE PORCELLI IL SANGUE RITROVATO SU ALCUNI INDUMENTI

A incastrare il collaboratore scolastico, il sangue trovato su alcuni indumenti e il conseguente esame del Dna che secondo i giudici ne attestò l’appartenenza alla vittima.

Omicidio volontario il reato, secondo il Gup che ha emesso la sentenza nei confronti di Porcelli. Che è stato anche interdetto in perpetuo dagli uffici pubblici e condannato a un risarcimento di 100mila euro alle parti civili.

Archivio di Stato, Napoli in foto dagli anni Settanta ad oggi

C’è il Maradona sociale, quello a bordo campo in pose confidenziali, ma ci sono anche immagini del terremoto in Irpinia di 40 anni fa e il periodo della pandemia covid 19.

Tutti scatti provenienti dagli archivi fotografici storici della città di Napoli. “Dagli anni Settanta del secolo scorso ai nostri giorni: viaggio nel Meridione d’Italia attraverso gli archivi fotogiornalistici” il titolo della mostra inaugurata dall’Archivio di Stato, tappa finale di un progetto che ha vinto il bando Strategia Fotografia 2022 promosso dal Ministero della Cultura. Responsabili del progetto, Linda Iacuzio e Mario Laporta.

TAPPA FINALE DEL PROGETTO VINCITORE DEL BANDO “STRATEGIA FOTOGRAFIA 2022”

Grazie al bando ministeriale dedicato al patrimonio fotografico degli ultimi 50 anni, si è dato inizio inoltre a un percorso che porterà̀ al recupero e allo sviluppo dei fondi e degli archivi fotografici più importanti presenti sul territorio campano.

Quello dell’Ilva di bagnoli e quello di Francesco Ciccillo Jovane, scomparso 21 anni fa e definito il fotoreporter tra i più grandi della Campania dal sovrintendente dei Beni archivistici della Campania, Gabriele Capone, intervenuto alla presentazione della mostra con la direttrice dell’Archivio di Napoli, Candida Carrino.