Home Blog Page 939

Tiziano Ferro al Maradona, corse metrò fino alle 2 di notte

Corse della metro linea 2 fino alle 2 di notte in occasione del concerto di mercoledì 28 giugno allo stadio Maradona di Napoli del cantante Tiziano Ferro.

Trenitalia, in accordo con Regione Campania e Comune di Napoli, farà circolare più treni metropolitani della Linea 2 fino alle 2 di notte, per un totale di oltre 20mila posti aggiuntivi, così da consentire un più agevole deflusso degli spettatori.

PREVISTE 38 CORSE SUPPLEMENTARI

Saranno 38 le corse supplementari in partenza e in arrivo a Napoli Campi Flegrei, 19 in direzione Napoli San Giovanni-Barra e 19 verso Pozzuoli. A bordo sarà ammesso solo chi esibirà regolare biglietto di viaggio al personale ferroviario che, in collaborazione con la Polfer, indirizzerà i passeggeri verso le banchine delle metropolitane in partenza. Data la portata degli eventi è preferibile acquistare in anticipo il biglietto del treno per evitare code o attese prolungate allo sportello.

ANCHE LA BIGLIETTERIA RESTERA’ APERTA FINO ALLE DUE DI NOTTE

Tutti i biglietti metropolitani acquistati su app e self-service, a prescindere dall’orario selezionato, saranno validi anche per le corse straordinarie. Inoltre, la biglietteria di Napoli Campi Flegrei resterà aperta in via eccezionale fino alle 2 di notte, mentre per motivi di sicurezza e ordine pubblico la fermata di Piazza Leopardi sarà chiusa dalle 21.30.

Salvini in città, l’annuncio: “Treno diretto Napoli-Bari a metà luglio”

Ha fatto una “scappata” a Napoli, il vice premier e ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, Matteo Salvini. Ad attenderlo, i rappresentanti del sindacato Ugl riuniti in un albergo del lungomare per il Congresso della Federazione nazionale viabilità e logistica.

L’IMPEGNO DEL GOVERNO PER LE INFRASTRUTTURE DEL SUD

In una giornata piena di impegni istituzionali con un incontro nel pomeriggio in vista dell’imminente entrata in vigore del nuovo codice degli appalti, cosi come lo stesso ministro ha raccontato alla platea, un blitz a Napoli per elencare al sindacato quanto il Governo sta preparando sul fronte infrastrutture per la viabilità.

I progetti su cui Salvini ha puntato tutte le fiches per il sud: Ponte sullo Stretto di Messina e collegamento ferroviario diretto Napoli Bari, con l’obiettivo del primo viaggio entro metà luglio e i disagi della circumvesuviana.

XIII assemblea Asmel, focus su burocrazia e fondi Pnrr

Centinaia tra Sindaci e Amministratori comunali a Napoli per la tredicesima Assemblea Generale dei Comuni Soci ASMEL. Il forum organizzato dall’Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali, seconda Associazione dei Comuni italiani, ha messo al centro tematiche legate alla pubblica amministrazione. “Comuni: risultati oltre la burocrazia”, il titolo del dibattito, aperto da un video messaggio del ministro per gli Affari europei, Raffaele Fitto e le cui conclusioni sono state affidate al presidente della Regione Campania, Vincenzo de Luca.

IL MINISTRO FITTO APRE I LAVORI, DE LUCA LI CHIUDE

E proprio la presenza del Governatore, ha allargato la discussione su abuso d’ufficio, fondi di coesione, qualità della spesa pubblica, lotta alla burocrazia e sulla necessità di sfruttare al meglio i fondi del Pnrr, anche grazie a concorsi in grado di inserire negli organici dei comuni personale qualificato. Ed è nel supporto che Asmel offre ai 4167 comuni associati che si è basato l’intervento di Demetria Setaro e Giovanni Caggiano, consigliera nazionale e presidente di Asmel.

L’AFFONDO DEL SEGRETARIO SULLE “BENEVOLENZE CALATE DALL’ALTO”

Il Segretario Generale Francesco Pinto ha poi sottolineato i connotati dell’Associazione: «ASMEL è oggi la seconda Associazione dei Comuni italiani. Priva di legami con partiti o potentati, si basa sulla reale capacità di rappresentare e tutelare gli interessi dei Comuni. Per ASMEL gli esami non finiscono mai perché la sua forza deriva solo dalla solidità del rapporto con i Soci e non da benevolenze calate dall’alto. Il pluralismo associativo è il sale della democrazia, al contrario il monopolio non rafforza ma indebolisce l’azione di rappresentanza». Aggiunge poi il Segretario: «ASMEL mette in rete i Soci per la gestione associata dei servizi comunali, in contrasto con l’accorpamento, coatto o spontaneo delle funzioni sostenuto da ANCI. Le funzioni sono le potestà e le prerogative in capo ai Comuni. Perché mai gli amministratori dovrebbero candidarsi se devono poi cederli a enti senza elezione diretta?».

Workers buyout, come salvare lavoro e imprese

Workers buyout, un’opportunità per salvare lavoro e imprese

Da oggi saranno i lavoratori a salvare le imprese. La regione Campania con “Workers buyout” lo strumento previsto dalla cosiddetta legge Marcora sancito da una legge nazionale del 1985, permetterà agli operai di aziende in crisi di poter garantire la continuità lavorativa.

L’intento dice la vice presidente del Consiglio regionale della Campania Valeria Ciarambino è di aiutare i dipendenti a diventare i datori di lavoro di loro stessi.

AIUTARE I DIPENDENTI A DIVENTARE DATORI DI LAVORO

Stamane un incontro di lavoro con tutti gli attori in campo, la Regione Campania, i sindacati, il mondo delle cooperative, i commercialisti e le banche per stabilire un iter che accompagni i lavoratori soprattutto nelle prime fasi ad avere competenze tali per organizzarsi in cooperativa aziendale e stabilire le linee guida per salvaguardare i posti di lavoro.

Ai nostri microfoni le parole dell’assessore alle attività produttive Antonio Marchiello, il presidente di confcommercio Campania Jannotti Pecci e della Bcc Napoli Amedeo Manzo.

Policlinico Napoli, al via cantiere per il pronto soccorso

Al via il cantiere per la realizzazione dell’accettazione ambulanze per le urgenze orto-traumatologiche presso l’Azienda ospedaliera universitaria Federico II di Napoli. Il pronto soccorso vedrà la luce in un’area del primo piano del corpo C del Policlinico federiciano, edificio 12. I tempi di realizzazione sono di circa sei mesi. I lavori sono stati resi possibili grazie a un finanziamento dell’università Federico II di 500mila euro.

All’inaugurazione hanno partecipato il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, il rettore della Federico II. Matteo Lorito, la presidente della Scuola di Medicina e chirurgia dell’Ateneo, Maria Triassi, il direttore generale dell’Azienda, Giuseppe Longo.

“E’ un momento importante per la città perché si aggiunge un nuovo servizio – ha detto il rettore Lorito – il Policlinico aumenta la sua capacità di rispondere alle emergenze e si crea anche un nucleo fondamentale per rafforzare la capacità di formazione dei nostri medici che potranno formarsi anche all’interno di una struttura d’emergenza che è tutta altra cosa rispetto ad altre tipologie di medicina. Finalmente siamo riusciti ad ampliare la nostra presenza nelle reti tempo dipendenti e andremo avanti”.

LA STRUTTURA NEI LOCALI ATTUALI DELLA FISIOKINESITERAPIA

L’accettazione si svilupperà su una superficie di 360 metri quadri. I lavori consentiranno di ristrutturare e adeguare gli spazi che attualmente accolgono gli ambulatori del reparto fisiokinesiterapia e prevedono la realizzazione di 4 locali medici, 1 locale infermieri, nuovi servizi igienici, locale attesa con spazio di registrazione pazienti, 2 depositi per attrezzature di igiene ambientale e strumentazione medica. Il progetto prevede altresì la realizzazione di una rampa d’accesso barelle dal piazzale antistante. Il locale attesa deambulanti sarà dotato di doppio accesso: uno per gli utenti e l’altro per le barelle, quest’ultimo accesso sarà dotato di porta automatica. Tutti gli interventi non comportano modifiche alla struttura in cemento armato del complesso ospedaliero e rispondono alle esigenze sanitarie, funzionali, prestazionali e gestionali definite dalla struttura ospedaliera.

“Con l’accettazione ambulanze per le urgenze orto-traumatologiche – ha sottolineato la presidente Triassi – il Policlinico compie un ulteriore passo verso l’ingresso nella rete dell’emergenza-urgenza per rispondere alle esigenze di cura e sanità della cittadinanza e per venire in soccorso delle altre strutture ospedaliere spesso in sofferenza. Un requisito inoltre fondamentale e indispensabile per la formazione dei nostri studenti e specializzandi”.

Il progetto consentirà un’organizzazione dell’attività sanitaria ben strutturata e garantirà la realizzazione di un reparto funzionale attraverso: distribuzione interna rispondente all’organizzazione di lavoro; flessibilità ed espandibilità; miglioramento dei percorsi dei pazienti, personale e utenti; individuazione dei flussi primari e percorsi funzionali distinti; collegamento tra le funzioni, accessi, logistica verticale e orizzontale.

IL DIRETTORE DELL’AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITARIA FEDERICO II

“Con il potenziamento e la riqualificazione della rete tempo dipendente orto-traumatologica, in uno con le reti Ima e Stroke, l’Azienda ospedaliera universitaria Federico II inizia a cambiare volto – ha aggiunto il direttore generale dell’Azienda, Giuseppe Longo – il risultato atteso è una più proficua organizzazione del lavoro e quindi un maggior numero di casi trattati che produrranno un conseguente efficientamento del sistema dell’emergenza urgenza regionale”.

LE AREE PREVISTE

Il risultato sarà un insieme coordinato ed integrato ad alto contenuto tecnologico in grado di rispondere alle esigenze di cura e assistenza del paziente e rispettoso dei requisiti di accreditamento generali e specifici, di sicurezza clinica anche con l’installazione di tecnologie e strumentazione adeguata; elevato grado di umanizzazione degli ambienti; sostenibilità ambientale ed economica. L’accettazione ambulanze sarà inoltre oggetto di successivi interventi che consentiranno la realizzazione della camera calda, la realizzazione di ulteriori ambienti e corridoi di collegamento e la sistemazione dell’area esterna.

L’intervento punta inoltre al contenimento degli oneri di gestione e manutenzione attraverso un progetto oculato, politica di contenimento energetico e piena operatività 365 giorni all’anno.

Scavi, clamorosa scoperta: pizza sulla tavola dei Pompeiani

Una pizza, ma senza pomodoro e mozzarella. E’ l’ultima delle scoperte che arrivano dall’immenso giacimento di Pompei che sta venendo alla luce dallo scavo dell’insula 10 all’interno del Parco archeologico.
Tuttavia, come risulta da una prima analisi iconografica di un affresco con natura morta, emerso in questi giorni ciò che era rappresentato sulla parete di un’antica casa pompeiana potrebbe essere un lontano antenato della pietanza moderna, elevata a patrimonio dell’umanità nel 2017 in quanto “arte tradizionale del pizzaiuolo napoletano”.

UNA FOCACCIA A FORMA PIATTA SU UNA PARETE DI UNA CASA POMPEIANA

Come spiegano gli archeologi del Parco Archeologico di Pompei, si suppone che accanto a un calice di vino, posato su un vassoio di argento, sia raffigurata una focaccia di forma piatta. E  che funge da supporto per frutti vari (individuabili un melograno e forse un dattero). Condita con spezie o forse piuttosto con un tipo di pesto (moretum in latino), indicato da puntini color giallastro e ocra.
Inoltre, presenti sullo stesso vassoio, frutta secca e una ghirlanda di corbezzoli gialli, accanto a datteri e melograni. Tale genere di immagini, noto in antico con il nome xenia, prendeva spunto dai “doni ospitali” che si offrivano agli ospiti secondo una tradizione greca. Risalente al periodo ellenistico (III-I secolo a.C.). Dalle città vesuviane si conoscono circa trecento di queste raffigurazioni. Spesso alludono anche alla sfera sacra, oltre a quella dell’ospitalità, senza che tra le attestazioni rinvenute finora ci sia un confronto puntuale per l’affresco recentemente scoperto. E che colpisce anche per la sua notevole qualità di esecuzione.
Da un passo nell’Eneide di Virgilio (libro VII, v. 128 sgg.), si può dedurre il posizionamento di frutta e altri prodotti dei campi su pani sacrificali che fungono da “mense”: nel momento in cui gli eroi troiani mangiano dopo la frutta, anche i pani usati come contenitori (mense) , si accorgono nell’epos virgiliano, che si è verificata la profezia secondo la quale avrebbero trovato una nuova patria, quando “spinto a lidi sconosciuti, esaurito ogni cibo,” la fame li avrebbe portati a “divorare anche le mense.”

IL MINISTRO SANGIULIANO:”POMPEI NON FINISCE MAI DI STUPIRE”

“Pompei non finisce mai di stupire, è uno scrigno che rivela sempre nuovi tesori. – afferma il Ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano –  Al di là della questione di merito su cui parleranno gli studiosi, va sottolineato il valore globale di questo sito al quale stiamo dedicando le nostre cure, con la chiusura del Grande Progetto Pompei ma anche con l’avvio di nuove iniziative. La tutela e lo sviluppo del patrimonio, in ossequio all’art. 9 della Costituzione, sono una priorità assoluta”.

IL DIRETTORE DEL PARCO ARCHEOLOGICO GABRIEL ZUCHTRIEGEL

“Oltre all’identificazione precisa dei cibi rappresentati – commenta il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel – ritroviamo in questo affresco alcuni temi della tradizione ellenistica, elaborata poi da autori di epoca romana-imperiale come Virgilio, Marziale e Filostrato. Penso al contrasto tra un pasto frugale e semplice, che rimanda a una sfera tra il bucolico e il sacro, da un lato, e il lusso dei vassoi d’argento e la raffinatezza delle rappresentazioni artistiche e letterarie dall’altro. Come non pensare, a tal proposito, alla pizza, anch’essa nata come un piatto ‘povero’ nell’Italia meridionale, che ormai ha conquistato il mondo e viene servito anche in ristoranti stellati.”
L’affresco è stato rinvenuto nell’atrio di una casa dell’Insula 10 della Regio IX in corso di scavo, a cui era annesso un panificio, già esplorato in parte tra il 1888 ed il 1891 e le cui indagini sono state riprese a gennaio scorso. Le strutture scavate nell’800 e parzialmente a vista facevano già supporre la presenza di un ampio atrio con la classica successione degli ambienti sul lato orientale. E, sul lato opposto, l’ingresso al settore produttivo del forno. L’atrio è stato liberato dal materiale di risulta degli scavi ottocenteschi. Rivelando il crollo delle coperture all’interno dello strato di pomici bianche e una porzione residuale degli strati vulcanici da flusso (cineriti) nel settore meridionale. Negli ambienti di lavorazione vicini al forno, nelle settimane passate, sono stati rinvenuti gli scheletri di tre vittime.

GLI SCAVI NELLE INSULE 9 E 10

L’intero cantiere di scavo dell’insula 9 interessa un’area di circa 3.200 mq. Quasi un intero isolato della città antica sepolta nel 79 d.C. dal Vesuvio. E si inserisce in un più ampio approccio, sviluppato durante l’ultimo decennio e teso a rettificare e risolvere i problemi idrogeologici e conservativi dei fronti di scavo.
Quest’ultima ammontante a circa 22 ettari di isolati e case ancora sepolti sotto lapilli e cenere. Ovvero quasi un terzo dell’abitato antico. Il Parco Archeologico di Pompei ha pubblicato un primo inquadramento storico-archeologico dell’affresco sull’E-Journal degli Scavi di Pompei. E consultabile liberamente in rete sul sito www.pompeiisites.org .

Premio Carosone, serata-evento all’Arena Flegrea

Torna il Premio Carosone. Il 1 luglio all’Arena Flegrea Napoli celebrerà Uno dei suoi figli più conosciuti al mondo e lo farà con una grande serata in cui musica e spettacolo si mescoleranno alle note dell’americano di Napoli.

ROBERTO COLELLA E FRANCO RICCIARDI TRA GLI ARTISTI SUL PALCO DELL’ARENA FLEGREA

Sul palcoscenico saranno protagonisti Bungaro, Roberto Colella (La Maschera), Dada’, Eugenio Finardi, Paolo Jannacci, Kalìka, Lucariello, Luchè, Ciccio Merolla, Raiz, Franco Ricciardi, Dario Sansone (Foja), Suonno d’Ajere, Mario Venuti.

Ad accompagnare gli artisti sarà la backing band Afro Blue, ovvero Paolo Sessa (piano), Andrea Palazzo (chitarre), Fabrizio Buongiorno (basso e synth bass), Umberto Muselli (sax e seconda tastiera), Paolo Forlini (batteria), Gerardo Palumbo (percussioni), Helen Tesfazghi (cori) Completa il cast carosoniano, dj Roberto Funaro. L’evento sarà presentato da Maria Elena Fabi, Noemi Gherrero e Gianni Simioli.

PREMIO CAROSONE PRESENTATO A PALAZZO SANTA LUCIA

Ideato e curato nella direzione artistica da Federico Vacalebre, giornalista e biografo ufficiale di Renato Carosone, il Premio Carosone 2023 è finanziato dalla Regione Campania (POC 2014-2020), prodotto e promosso dalla Scabec con Teta Pitteri.

L’evento è stato presentato nella Sala De Sanctis di Palazzo Santa Lucia (sede della Regione Campania). Hanno partecipato Felice Casucci, Assessore alla Semplificazione amministrativa e al Turismo della Regione Campania, Pantaleone Annunziata, Amministratore unico della Scabec, Federico Vacalebre, direttore artistico del Premio Carosone 2023, e parte del cast: Maria Elena Fabi, Roberto Colella (La Maschera), Dada’, dj Funaro, Noemi Gherrero, Kalìka, Lucariello, Ciccio Merolla, Dario Sansone (Foja), Suonno d’Ajere.

CTF2023, suoni spericolati con “Volevo essere un tuffatore”

Il capoverso di una vecchia canzone di Flavio Giurato, “Volevo essere un tuffatore”, dà il titolo al concerto di Musica da Ripostiglio che ha chiuso la sezione “Sportopera” del Campania Teatro Festival.

SPETTACOLO CONCLUSIVO DELLA SEZIONE “SPORTOPERA”

La kermesse diretta da Ruggiero Cappuccio ha concentrato sul palco del Teatro Nuovo questa sezione, che ha convinto il pubblico. In questa occasione, musicisti molto ispirati, con i loro strumenti e il loro swing, hanno utilizzato le opere di cantautori e compositore per narrare le imprese sportive.

OPERE DI CANTAUTORI E COMPOSITORI PER NARRARE LE IMPRESE SPORTIVE

In scena I suoni spericolati di Luca Pirozzi (voce, chitarra e banjo), Luca Giacomelli (voce e chitarra) con Raffaele Toninelli (voce e contrabbasso) ed Emanuele Pellegrini (voce e percussioni).

Il Campania Teatro Festival, parte rilevante della rete Italia Festival e dell’EFA è finanziato dalla Regione Campania e si avvale anche di un contributo annuo del Ministero della Cultura per il suo schema multidisciplinare.

Nuoto acque libere, a Castellabate il Gran Fondo Italia

Un weekend intenso di nuoto in acque libere si prepara nell’incantevole Area Marina Protetta di Santa Maria di Castellabate per festeggiare i 20 anni di competizioni di nuoto di fondo organizzate dal Circolo Nautico Punta Tresino.

Dal 30 giugno al 2 luglio, il mare Bandiera Blu di Castellabate sarà il palcoscenico di emozionanti competizioni, con la partecipazione di nuotatori italiani e stranieri. Le gare sono organizzate dal Circolo Nautico Punta Tresino, nell’ambito del cartellone “Sport e Gastronomia nel Cilento”, con il patrocinio del Comune di Castellabate e della Federazione Italiana Nuoto, in collaborazione con il Centro Sportivo Italiano e di altre associazioni locali come il Circolo Canottieri Agropoli.

TUTTE LE GARE IN PROGRAMMA DAL 30 GIUGNO AL 1 LUGLIO

Mezzofondo sprint (miglio), Mezzofondo (3km) e Fondo (5km) sono le gare FIN in programma venerdì 30 giugno e sabato 1 luglio. Si chiude domenica 2 luglio con la tappa unica del “Gran Fondo Italia” di 15 km che attraverserà tutta la costa di Castellabate, con partenza dalla baia di Ogliastro Marina ed arrivo alla frazione Lago, passando per Punta Licosa, San Marco e Santa Maria di Castellabate.

Primo appuntamento venerdì 30 giugno (ore 17.30) con il mezzofondo “Punta Tresino Nuota” lungo un percorso di gara realizzato nello specchio d’acqua antistante la spiaggia della frazione Lago.

Secondo appuntamento sabato 1 luglio (ore 10.30) con il fondo “Traversata a nuoto del Golfo di Castellabate” che partirà dal porto di San Marco di Castellabate e arriverà alla frazione Lago, presso il lido “La Pagliarella”. Nel pomeriggio (ore 18), diventa protagonista il mezzofondo sprint “Sprint di Castellabate”, con campo di gara allestito sempre nella frazione Lago.

Gran finale domenica 2 luglio con la tappa unica del 2023 del circuito “Gran Fondo Italia” (ore 7) che attraversa tutta l’ Area Marina Protetta di Santa Maria di Castellabate con partenza da Ogliastro Marina ed arrivo alla frazione Lago. La tappa cilentana è organizzata in collaborazione con l’associazione Sintesi SSD.

VENTESIMO ANNIVERSARIO DELL’EVENTO DEL CIRCOLO PUNTA TRESINO

“Siamo lieti di celebrare il ventesimo anniversario delle gare di nuoto di fondo a Castellabate, un evento che ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama sportivo e turistico – commenta Giovanni Pisciottano del Circolo Nautico Punta Tresino – Da due decenni, nuotatori provenienti da tutto il mondo si riuniscono nel mare Bandiera Blu di Castellabate per sfidarsi in emozionanti competizioni in acque libere. La ventesima edizione delle gare di nuoto di fondo è un tributo alla tenacia e alla determinazione di tutti coloro che hanno reso possibile questi eventi straordinari. I nuotatori, gli organizzatori, i volontari e la comunità locale hanno contribuito a trasformare Castellabate in una meta di riferimento per gli amanti del nuoto di fondo”.

L’Avaro Immaginario, Decaro tra De Filippo e Molière

“Tutto è finto, ma niente è falso”… Una massima che al teatro sembra andare a pennello. Il confine tra vero, falso, finto, verosimile, fa parte dell’eredità di giganti come Jean-Baptiste Poquelin, in arte Molière: per lui “il confine tra la rappresentazione teatrale e la vita come teatro, anche vissuto nella realtà quotidiana, è stato davvero sottile” scrive Enzo Decaro nelle note di regia de “L’Avaro Immaginario”.

Tratto da Molière/Luigi De Filippo, il testo viene adattato e messo in scena da Decaro, che lo interpreta con Nunzia Schiano e sei attori della Compagnia Luigi De Filippo; le musiche sono di Nino Rota, tratte da “Le Molière immaginarie”, mentre quelle di scena si ispirano a villanelle e a canzoni popolari del 600 napoletano.

Prodotto da I due della città del sole, “L’Avaro Immaginario” debutta in prima nazionale il 30 giugno nella Villa Floridiana di Napoli, nell’ambito della XVI edizione del Campania Teatro Festival. Dopo la presentazione napoletana il lavoro, tra ottobre e dicembre, girerà nei maggiori teatri italiani.

INDIETRO NEL TEMPO FINO AL SEICENTO

Come se avesse tra le mani una macchina del tempo, Decaro porta il pubblico indietro nei secoli, a quell’era leggendaria che è stato il Seicento. E, se non bastasse, lo incrocia con gli innesti del teatro napoletano di De Filippo. In sette quadri, un prologo e un epilogo lungo un atto unico, l’attore e regista napoletano ci porta in viaggio nel mondo di Molière in primo luogo, ma non soltanto… È anche un percorso in un secolo pieno di guerre, epidemie, grandi tragedie e anche di profonde intuizioni e illuminazioni che non riguardano solo “quel” tempo.

I DEI FILIPPO E IL TEATRO DI MOLIERE

“Il progetto – scrive Decaro – nasce soprattutto da una curiosità ‘artistica’, a sua volta originata dalla constatazione che, a un certo punto della loro carriera, i De Filippo (Peppino e Luigi in particolare) hanno sentito l’esigenza di confrontarsi con il teatro di Molière e il suo genio innovativo, rimasto forse nel suo genere ancor oggi ineguagliato e vivissimo. A riprova, il fatto che, dopo oltre quattro secoli, in occasione della recente ricorrenza del quattrocentenario dalla nascita, si son tenute ovunque celebrazioni, studi e ricerche dedicate al suo teatro e alla sua mai tramontata “comédie humaine”. In particolare, “L’ Avaro” e “Il Malato Immaginario” sono stati i due titoli a cui, una generazione dopo l’altra, i De Filippo, padre e figlio, hanno dedicato seppur con differenti approcci la loro attenzione, sia teatrale che umana”.

IL VIAGGIO DELLA “CARRETTA DEI COMICI”

“L’Avaro immaginario” è soprattutto il viaggio, reale e immaginario, di Oreste Bruno, da Nola, e la sua famiglia, che è poi anche la sua Compagnia viaggiante di teatranti: è la tipica “carretta dei comici” tanto cara sia a Peppino che a Luigi De Filippo. È il tragitto verso Parigi, verso il teatro, verso Molière. Ma anche una fuga: dalla peste, da una terribile epidemia che ha costretto i Nostri a cimentarsi in un avventuroso viaggio verso un sogno, una speranza o solo la salvezza. Lungo il percorso, quando “la Compagnia” arriva nei pressi di un centro abitato, di un mercato o di un assembramento di persone, ecco che il “carretto viaggiante” diventa palcoscenico e “si fa il Teatro”. E col “teatro” si riesce anche a mangiare, quasi sempre. Infatti, grazie agli stratagemmi di tutti i componenti della famiglia teatrale, si rimedia il pasto quotidiano o qualche misera offerta in monete o, più spesso, qualche pezzo di animale già cucinato offerto come compenso della esibizione sul palco-carretto, manco a dirlo, delle opere di Molière (L’Avaro e il Malato Immaginario sono “i cavalli di battaglia” di cui vengono proposti i momenti salienti, opportunamente adattati al luogo e agli astanti).

LE CONNESSIONI TRA NAPOLI E PARIGI

Gli incontri durante il cammino, sorprendenti ma non tutti piacevoli, l’avvicinamento anche fisico a Parigi, al teatro di Molière, la “corrispondenza” che il capocomico invia quotidianamente all’illustre “collega”, la forte connessione tra il mondo culturale e teatrale della Napoli di quel tempo (con Pulcinella che diventa Scaramouche) con quella francese, di Molière ma forse ancor più di Corneille (che si celerebbe sotto mentite spoglie dietro alcune delle sue opere maggiori), la pesante eredità del pensiero di uno zio prete di Oreste Bruno, Filippo detto poi Giordano, scomparso da alcuni decenni ma di cui per fortuna non si ricorda più nessuno, e la morte in scena dello stesso Molière poco prima del loro arrivo a Parigi, renderanno davvero unico il viaggio di tutta la “Compagnia di famiglia” commedianti d’arte ma soprattutto persone “umane”, proprio come la grande commedia del teatro.