Avvisi di garanzia che generano un vero e proprio terremoto in Forza Italia. Ieri sera a conclusione di lunghe indagini condotte dai pm Maurizio De Marco e Henry John Woodcock sono stati consegnati 27 avvisi di conclusione delle indagini preliminari ad altrettanti indagati, tra cui politici e presunti appartenenti alla camorra, nei confronti dei quali vengono ipotizzati, a vario titolo, i reati di voto di scambio e ricettazione aggravati dalla finalità mafiosa.

Tra i destinatari figurano gli ex senatori Salvatore Marano (Fi) e Antonio Milo (Fi, poi Gal) l’attuale capogruppo forzista nel Consiglio comunale di Napoli, Stanislao Lanzotti (commissario del partito per l’area metropolitana partenopea), il consigliere regionale Michele Schiano di Visconti (Fdi).

Gli investigatori, attraverso la polizia giudiziaria, ritengono di avere documentato numerosi episodi durante i quali sono stati promessi denaro, agevolazioni di vario tipo e anche posti di lavoro in cambio di voti e pacchetti di voti per determinati candidati.

L’inchiesta prende spunto da un altro filone di indagini di diversi anni fa: gli inquirenti in quell’occasione misero sotto indagine ben 82 persone, tra esponenti politici, dell’imprenditoria e della criminalità organizzata di Secondigliano, in particolare il clan Di Lauro.