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Movida a Napoli, il consiglio comunale vota contro la giunta: allentati i vincoli per i baretti

A Napoli è una delle discussioni più partecipate e divisive sui social e nei bar, i social di una volta. La questione della movida notturna divide infatti come non mai dopo che il consiglio comunale partenopeo ha stravolto con un voto le sue regole.

Da un lato l’aula consiliaree ha allentato i vincoli per i baretti, dall’altro, di conseguenza, ha mortificato le istanze dei residenti del centro storico e della zona di Chiaia. 

La nuova direttiva prevede il via libera a orari più lunghi per gli esercenti e al divieto di asporto di bevande alcoliche spostato dalle 22 a mezzanotte: due ore in più rispetto alla proposta della giunta Manfredi.

Ma le misure non sono ancora in vigore: si tratta di un indirizzo al sindaco per future ordinanze in zone critiche come centro storico e Chiaia.

La frattura quindi tra consiglio comunale e giunta è netta. Divisiva. Al momento, inconciliabile.

Da un lato l’assessore Antonio De Iesu boccia la deroga: “Può generare rumore, la giunta è contraria”. Contrari anche gli uffici tecnici, che parlano di modifiche “inefficaci” per il contenimento del rumore. E avvertono: “si rischiano possibili conseguenze finanziarie per risarcimenti e spese legali” in caso di ricorsi dei residenti.

Dall’altro l’aula consiliare però è stata compatta ed ha approvato le modifiche sostanziali sulla ‘questione movida’.

Il divieto di utilizzo del suolo viene poi cancellato. Gli orari di chiusura: dall’una dalla domenica al giovedì, alle 2 il venerdì e alle 3 il sabato.

Un allentamento significativo rispetto alle ordinanze vigenti a Chiaia e centro storico. I divieti attualmente fissano le chiusure del weekend massimo alle 2 e l’asporto vietato dalle 22.30, anche per le bevande analcoliche.

Il Consiglio riduce anche la durata delle ordinanze a 30 giorni (oggi sono 4 mesi) ed esclude dai divieti i locali con “nulla osta di impatto acustico” e superficie interna “non inferiore a 20 metri quadrati”.

La movida insomma continua a dividere perché in campo ci sono interessi difficilmente conciliabili.  Mentre infatti l’assessora Teresa Armato dice: “Questo regolamento ci mette al riparo da sentenze”; il consigliere Sergio D’Angelo sostiene che “la città non può chiudere alle 22. Il proibizionismo è fallimentare”.