martedì, Giugno 25, 2024
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Blitz a Scampia, colpo al clan Abbinante: eseguiti 37 arresti

La camorra gestiva i traffici illeciti definendoli "Casa nostra"

Blitz a Scampia, colpo al clan Abbinante: eseguiti 37 arresti.

Si tratta degli ultimi elementi di spicco del sodalizio criminale che agiva nelle “roccaforti” del rione Monterosa, Ises e zona della cd. “33”.
Secondo le indagini i negozianti del rione erano costretti ad acquistare da imprenditori scelti dal clan e questi obbligati a pagare per il privilegio dell’esclusiva. I Carabinieri della Compagnia Napoli Stella, per delega del Procuratore della Repubblica di Napoli, all’alba hanno bussato alle porte delle case dei camorristi. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della DDA. Tra i destinatari ci sono gli ultimi esponenti del clan Abbinante, liberi fino a oggi, che avrebbero speso il nome familiare per terrorizzare il quartiere.

LE IPOTESI DI REATO

Gli indagati sono gravemente indiziati, – si legge in un comunicato dei Carabinieri – dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso. A questo si aggiunge il reato di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi, produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti. Tutti reati aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose.

LO SCENARIO CRIMINALE

Il clan, che come ogni struttura criminale appare verticistico e stabile, aveva definito i ruoli degli afiliati per assicurare la continuità e la sistematicità del traffico di droga. Lo spaccio avveniva senza sosta nelle cosiddette “piazze” ma anche con la cosegna a dimiclio. I camorristi, per imporre la loro forza criminale, definivano i rioni “casa nostra”, dove tutto doveva passare al vaglio del clan per “il rispetto per la famiglia”.  Ricostruite diverse estorsioni commesse ai danni di imprenditori ed esercizi commerciali della zona. Gli appartenenti al clan avrebbero costretto gli esercizi commerciali presenti all’interno del Rione Monte Rosa a rifornirsi di pane, latticini, buste ed altri prodotti di prima necessità esclusivamente dai fornitori individuati dal clan, a loro volta forzati a corrispondere una somma di denaro per l’esclusiva in tal modo conseguita.

I DEPOSITI DELLE ARMI E DELLA DROGA

Sono stati trovati box auto destinati a “magazzino merci” per il clan, ove sono state sequestrate, nel corso delle indagini, numerose armi e ingenti quantitativi di droga.

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