E’ da ieri sera che in 30 hanno deciso di agire per tutelare il loro diritto al lavoro, si sono organizzati in poco tempo ed hanno avuto anche la solidarietà degli altri loro 15 colleghi impegnati sugli altri presidi ospedalieri cittadini.

In questi giorni dopo aver lottato contro il coronavirus in silenzio (garantendo h/24 il servizio di trasporto – ritiro e consegna di biancheria, camici, kit di sala operatoria, materassi e guanciali.) si sono ritrovati senza lavoro e senza stipendio. Infatti la proposta di ricollocazione lavorativa, fatta dalla Hospital Service srl di Chieti che ha rilevato l’appalto, comprende un contratto di apprendistato, quindi si sono sentiti mortificati in quato il più giovane di loro ha appena 20 anni di esperienza del settore. Inoltre a causa del licenziamento si trovano nella sospensione dal servizio non retribuito a causa del Decreto Covid, ed ora la disperazione ha preso il sopravento. Immaginavano un accordo veloce con la Hospital Service, avendo loro un’elevata professionalità riconosciuta dalla Dirigenza Ospedaliera, è dato anche l’anima in questo periodo cosi difficile, delicato e tragico vissuto per il corona virus. Vero è che erano in programma delle riunioni tra le Istituzioni affinchè fosse preso una decisione sulla rivendicazione degli operatori sulla clausola sociale, che la ditta aggiudicataria non vuole applicare (al momento). In queste sedi avrebbero esibito i pareri favorevoli ed autorevolissimi come quello dell’Ispettorato del lavoro che richiamava l’attuazione inequivocabile delle regole della clausola sociale, stesso dicasi per il Difensore Civico dell’Ente Regionale. A chiedere chiarezza sulla vicenda ci sono anche due Consiglieri Regionale Michele Schiano (Fratelli d’Italia) e Gennaro Saiello (M5S), vogliono far luce e chiedono delucidazioni alla Giunta Regionale di quanto accade. La loro iniziativa si estende anche nei confronti della So.Re.Sa. che deve verificare l’andamento dell’aggiudicazione della gara. Rivendicano all’unisono le loro motivazioni e gridano spesso tre parole ” rispetto – lavoro – dignità “, lamentano l’inoperosità delle Istituzionali a partire dal Presidente De Luca che latita a loro parere sin da prima del periodo covid. Precisano inoltre . ” noi non siamo giovani, siamo tutti capo famiglia e monoreddito, alcuni di noi si sono sentiti male per questa vicenda e due di loro sono stati ricoverati al Pronto Soccorso del vicino Cardarelli, ma ci hanno garantito che non appena saranno dimessi torneranno al Presidio al nostro fianco “.