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Napoli, De Bruyne come Modric? Allegri studia il piano

De Bruyne come Modric? Massimiliano Allegri può puntare sul centrocampista belga al Napoli, così come fatto con il croato al Milan un anno fa. La gestione di un grande campione è sempre stato uno dei suoi punti forti, avere KDB in azzurro al suo primo anno rappresenta un plus che non vuole lasciarsi sfuggire. Resterà però da capire se effettivamente De Bruyne resterà al Napoli, se ne discuterà senza dubbio dopo i Mondiali. Lo riferisce Il Mattino nell’edizione di oggi:

“Se sarà confermata la sua presenza, Allegri potrà mettere al centro del suo Napoli anche Kevin De Bruyne, un po’ come fatto un anno fa con Luka Modric. E il risultato – personale, non di squadra – non è stato mica cattivo per le prestazioni del croato. Le nubi sul futuro del belga non aiutano, per ora. Ma si diraderanno a breve, con buona pace del Mondiale che lo sta vedendo protagonista”.

Italia, De Laurentiis e Marotta vogliono Conte come commissario tecnico

Rebus ct. Il presidente della FIGC Giovanni Malagò non ha ancora deciso chi siederà sulla panchina della Nazionale italiana per i prossimi anni. Tra i candidati c’è Roberto Mancini, protagonista della vittoria di Euro 2020 e della mancata qualificazione al Mondiale 2022. Ma c’è anche Antonio Conte, soprattutto dietro la spinta dei presidenti di Napoli e Inter, De Laurentiis e Marotta. Lo riferisce Tuttosport:

“A sponsorizzare il salentino c’è la Serie A. Nello specifico, due dei principali elettori di Malagò: Aurelio De Laurentiis è stato il primo a fare pubblicamente il suo nome, forse anche nella speranza che l’azzurro rappresentasse l’exit strategy del rapporto con Conte, poi risolto con grande serenità reciproca. Beppe Marotta è stato ancora più decisivo: ha tessuto la convergenza “spontanea” che alla fine ha portato l’ex numero uno del Coni al vertice. È un asse insolito, in comune però i presidenti di Inter e Napoli hanno una cosa: hanno avuto Conte e con lui hanno trionfato”.

XIII edizione Premio Lamberti, focus su violenza giovanile a Napoli

XIII edizione Premio Lamberti, focus su violenza giovanile a Napoli

Un giovane di 21 anni ucciso sotto casa a Miano, un sedicenne al centro delle indagini e una Napoli dove a sparare sono sempre più spesso ragazzi poco più che bambini. Per l’omicidio di Lorenzo Spasiano, colpito al torace davanti alla sua abitazione, gli investigatori seguono la pista di una lite nata mesi fa durante una partita di calcetto. L’attenzione, al momento, si concentra su un minorenne. Una vicenda che riporta al centro il tema della violenza tra i giovanissimi.

Un confronto arrivato anche alla tredicesima edizione del Premio Amato Lamberti, appuntamento dedicato alla ricerca su mafie, corruzione e criminalità organizzata. A margine della cerimonia il procuratore generale presso la Corte d’Appello di Napoli Aldo Policastro ha commentato l’ipotesi di intervenire anche nei confronti degli under 14. (Intervista nel video allegato).

Così Nino Daniele, presidente del Premio Nazionale “Amato Lamberti”. (Intervista nel video allegato).

A ricevere il riconoscimento anche Vittorio Ciccarelli, per il suo impegno nel contrasto al racket e all’usura quale segretario nazionale della FAI – Federazione delle Associazioni Antiracket e Antiusura Italiane. (Intervista nel video allegato).

Ostaggio in casa sua, la signora Angela contro il comune di Napoli

Ostaggio in casa sua, la signora Angela contro il comune di Napoli

E’ ostaggio da 10 mesi nella sua abitazione alle scale di Salita Miradoris, perché il comune di Napoli non ha ancora risposto alla richiesta di installazione di una pedana elettrica. E’ la storia di Angela, 44 anni, colpita a febbraio 2025 da una MAV malformazione angiovenosa che l’ha costretta su una sedia a rotelle. Una storia di amore e di sofferenza. Mamma di 3 figli Angela affronta le terapie fisiche e logopedistiche in maniera privata perché come racconta il marito Massimo costretto a lasciare il lavoro di tassista per accudire la moglie h24, spesso non c’è personale per ricevere queste cure in ADI assistenza domiciliare integrata.

Alcune associazioni come ANEF ETS si sono dette disponibili a donare terapie in acqua ma c’è bisogno di chi trasporti Angela presso il centro ospitante. Ogni volta che deve uscire, la donna è costretta ad affrontare le scale sorretta da almeno 4 persone.

Una situazione surreale e di pericolo che ieri le ha impedito di festeggiare addirittura il compleanno La famiglia a realizzato un gofound per raccolta fondi ma serve molto di più.

(Interviste nel video allegato)

Attento Napoli, l’Atalanta s’inserisce per Gila: e l’offerta convince di più

L’Atalanta è molto interessata a Mario Gila. E avrebbe già avanzato un’offerta alla Lazio, che sarebbe più intrigata rispetto a quella proposta dal Napoli. Maurizio Sarri stima molto il difensore spagnolo e lo vorrebbe portare con sé. Al momento, però, l’accordo non è stato trovato. Lo riferisce Repubblica nell’edizione di oggi:

“Il difensore spagnolo piace al Napoli, club con il quale la Lazio ha intavolato anche un discorso legato all’attaccante Lorenzo Lucca, gradito al tecnico Gattuso. I partenopei hanno l’accordo con il giocatore, ma non con la società biancoceleste, che nel frattempo ha ricevuto una proposta anche da Bergamo: Sarri, nuovo allenatore dell’Atalanta, vorrebbe portare Gila con sé nella nuova avventura e il club bergamasco si è detto pronto a offrire 20 milioni più bonus.

A Formello la proposta dell’Atalanta convince di più, ma i dirigenti laziali puntano a chiudere l’operazione per una cifra fra i 25 e i 30 milioni complessivi (circa il 50% andrebbe poi girato al Real Madrid)”.

“I bambini non si toccano!”, a Casalnuovo fiaccolata di solidarietà

“I bambini non si toccano!”, a Casalnuovo fiaccolata di solidarietà

“Giustizia per Vincenzo”, “I bambini non si toccano”. Lo hanno ripetuto come un mantra per oltre un’ora sfilando per le strade del centro di Casalnuovo in provincia di Napoli. Erano mamme papà bambini anziani gente comune oltre 400 persone che ieri sera sono scese in strada per sostenere la battaglia di mamma Maria la mamma di Vincenzo il ragazzino di 12 anni violentato all’interno di un negozio di cartolibreria della sua città. A raccontare l’orrore vissuto dal figlio la madre: (intervista nel video allegato).

Tantissima solidarietà e vicinanza quella raccolta ieri sera da mamma Maria che è decisa ad andare fino in fondo Vincenzo deve avere giustizia perché non si può rubare l’infanzia a un bambino di 12 anni nella maniera più abietta. E sulla possibilità che l’orco che ha violentato il figlio possa chiederle perdono Maria risponde così: (intervista nel video allegato).

Chiusura La Sonrisa, sit-in di protesta dei lavoratori

Chiusura La Sonrisa, sit-in di protesta dei lavoratori

“Ci avete tolto lavoro, sorriso e dignità”: c’è anche Sabatino Polese, fratello del defunto fondatore, il “boss delle cerimonie” Antonio Polese, tra i circa cento lavoratori del Grand Hotel La Sonrisa scesi stamattina in piazza, a Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli, per chiedere tutele davanti ai cancelli chiusi del castello delle cerimonie, così ribattezzato grazie al nome del fortunato programma televisivo.

Durante il sit-in, tenuto sotto stretto controllo dalle forze di polizia, sono stati gridati slogan (“Sant’Antonio Abate è la Sonrisa” e “vogliamo il lavoro”) dai manifestanti “armati” di cappellini, magliette, bandiere.

Già da diverse settimane, ormai, l’imponente struttura ricettiva è priva delle licenze, ritirate dal Comune e confermato dal Consiglio di Stato.
Com’è noto una sentenza del tribunale di Torre Annunziata, risalente al 2016, poi confermata dalla Cassazione nel 2024, ha definitivamente acclarato che La Sonrisa si erge in virtù di una lottizzazione abusiva iniziata nel 1979 e continuata, secondo quanto emerso dagli accertamenti, fino ad alcuni anni fa, producendo un impatto sul territorio.

Adesso gli edifici, parzialmente abusivi, giardini, case, parcheggio ed eliporto sono stati acquisiti dal Comune proprietario di un’area che si estende su ben 44mila metri quadrati. Attualmente risultano sospesi gli sgomberi inerenti i tre appartamenti dove vivono i componenti della famiglia Polese e alcuni locali commerciali,

(Interviste nel video allegato)

Terrore ad Ercolano: nella notte spari nella centralissima piazza Pugliano. I carabinieri a caccia dei responsabili

Spari nel cuore della notte in piazza Pugliano ad Ercolano. La raffica di proiettili ha rotto il silenzio gettando nel panico i residenti dell’intera zona. L’episodio è avvenuto in uno dei luoghi nevralgici della città e ha mobilitato perciò immediatamente le forze dell’ordine, prontamente allertate dalle numerose segnalazioni dei cittadini.

I carabinieri hanno avviato subito le indagini per fare luce sulla dinamica. Dalle prime verifiche è emerso che sono stati esplosi almeno cinque colpi. L’ipotesi più accreditata, al momento, è che i proiettili siano stati sparati in aria e che l’arma utilizzata fosse a salve. Questa circostanza escluderebbe, per ora, un pericolo immediato per l’incolumità pubblica.

Questo elemento sta guidando le indagini dei militari su diverse piste. Tra le ipotesi, quella di una bravata a scopo intimidatorio o dimostrativo, forse opera di giovani in cerca di visibilità. Oppure il gesto potrebbe essere stato compiuto al culmine di una lite tra privati.

Per ricostruire con esattezza i contorni dell’accaduto e risalire agli autori, gli investigatori stanno setacciando in queste ore i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona, sia pubbliche sia private. Gli sviluppi potrebbero arrivare già nelle prossime ore.

Seconda stesa in 24 ore ai Quartieri Spagnoli

Ancora una notte di pallottole ai Quartieri Spagnoli. È il secondo episodio in 24 ore.

La quiete notturna del centro storico di Napoli è stata squarciata nuovamente da una raffica di colpi d’arma da fuoco. Intorno all’una, i residenti di via Laura Mancini Oliva sono stati svegliati da esplosioni che hanno riaperto la paura tra i vicoli. I proiettili non hanno causato vittime.

Sul posto, dopo le numerose segnalazioni giunte al numero di emergenza, sono prontamente intervenuti i carabinieri. I militari hanno setacciato la zona, repertando sei bossoli calibro 7,65 sul manto stradale. Le indagini sono state avviate per fare piena luce sulla dinamica dell’accaduto e risalire alla matrice dell’agguato, così come per identificare i responsabili della nuova sparatoria.

L’episodio si inserisce in un clima di crescente tensione nel quartiere. Quella di stanotte è infatti la seconda consecutiva segnata da spari nei Quartieri Spagnoli. Il copione si era già verificato ieri, quando intorno alle tre in via San Carlo alle Mortelle, i militari avevano rinvenuto altri quattro bossoli, questa volta calibro 9, anche in quel caso per fortuna senza conseguenze per nessuno.

Penisola Sorrentina, dilaga il fenomeno delle truffe agli anziani. Arrestato ieri un 46enne

Sono ormai divenuti i bersagli preferiti di malviventi senza scrupoli gli ultra 75enni italiani. E in Costiera Sorrentina è un fenomeno davvero dilagante quello delle truffe agli anziani. L’ultimo caso ieri.

Un uomo in sella ad uno scooter bianco e con il telefono acceso su google maps è tenuto sotto controllo dai carabinieri. L’uomo era in cerca della prossima vittima a Massa Lubrense. Aveva effettuato cinque tentativi di truffa in meno di una settimana. Un solo unico bersaglio preciso: gli anziani della Penisola Sorrentina. Ma i militari lo hanno arrestato prima di effettuare l’ennesimo colpo.

Si tratta del 46enne originario di Pomigliano d’Arco, Luigi Beneduce.

La prima, e unica truffa riuscita tra le cinque tentate dall’uomo, risale al 18 giugno scorso.

Una 88enne di Sant’Agnello riceve una telefonata: sua sorella e il marito sono stati arrestati. L’anziana consegna 500 euro e gioielli per un valore tra i 12mila e i 15mila euro. Collane, anelli, gemelli e la fede con incisa la data del cinquantesimo anniversario. Tutta una vita, fatta di ricordi e affetti, consegnata a un uomo calvo, barba incolta, che si qualifica come “maresciallo”. Solo ore dopo, la figlia le svela la verità: nessuno era stato arrestato. La truffa era perfettamente riuscita.

Il filo che porta all’arresto parte però proprio da questa truffa del 18 giugno. Le telecamere di un condominio riprendono infatti un uomo calvo e barbuto che entra e riscende con la bustina verde. I militari identificano la targa dello scooter. E’ un’Honda SH intestato a una società di noleggio in provincia di Mantova. Non solo. La foto dell’uomo viene inviata a tutte le caserme. I carabinieri di Marigliano riconoscono Luigi Beneduce, 46enne, già arrestato due mesi fa a Civitanova Marche per lo stesso reato.

A rafforzare i sospetti e le prove degli investigatori su Beneduce c’è però anche il suo quarto tentativo di truffa.

In questo caso una donna risponde al telefono della madre 82enne e finge di essere l’anziana. Registra la conversazione. Il truffatore la intrattiene con domande sulla salute, poi le chiede 7.500 euro per evitare il carcere al genero. La donna simula panico e pianto. Il criminale però gioca proprio su questo e spinge per ottenere l’oro. La registrazione finisce nelle mani dei carabinieri.

Ora si tratta solo di prendere l’uomo sospettato in flagrante.

Ieri viene segnalato in zona lo stesso scooter. I carabinieri di Sorrento fermano prontamente l’uomo. Sono le 11:15. Sul cellulare: google maps aperto sul percorso per Massa Lubrense. Una chat con posizione in tempo reale. E una seconda chat con il contatto del basista che gli indicava dove fermarsi.

L’uomo viene arrestato. Trasferito in carcere, attualmente è a disposizione della procura di Torre Annunziata.

Il meccanismo delle truffe agli anziani è collaudato; una catena di montaggio criminale.

Una centrale operativa, organizzata come un call center, chiama a freddo numeri di telefoni fissi attingendo dai vecchi elenchi. Chi chiama si spaccia per un nipote in difficoltà, poi passa la linea a un complice che interpreta di solito il “comandante dei carabinieri”. Il messaggio è identico: un familiare è in stato di fermo, servono 7.500 euro in contanti o gioielli per evitarne l’arresto. Mentre la vittima è tenuta in linea per impedirle di chiamare soccorso, il “trasfertista”, in questo caso era il 46enne, si muove in scooter verso l’indirizzo indicato per ritirare il bottino.