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Napoli, de Magistris risponde a Manfredi: “No a legge speciale per la città”

Napoli, sarà una bella gatta da pelare per chiunque vincerà le amministrative di ottobre.

Dei quasi 3 miliardi di euro di buco nelle casse di palazzo San Giacomo, se ne scrive e se ne discute da tempo così come delle relative difficoltà a riuscire a garantire i servizi pubblici essenziali.

Chi è già sceso in campo per succedere a Luigi de Magistris ha preferito per ora far finta che il problema non fosse reale, puntando su solite promesse e altri impegni.

Ora però, l’argomento è deflagrato in piena corsa. A rimetterlo al centro del dibattito politico ci ha pensato Gaetano Manfredi, ex rettore della Federico II ed ex ministro dell’Università che ha motivato il suo rifiuto alla candidatura a sindaco, offertagli dalla coalizione di centro sinistra a trazione pd e movimento cinque stelle, dichiarando che senza una legge speciale il prossimo sindaco potrà solo dichiarare il dissesto.

Parole che hanno scosso non poco nelle ultime 24 ore la campagna elettorale e che hanno fatto passare in secondo piano il consolidamento su Napoli dell’alleanza tra partito democratico e 5stelle che, a quanto pare, non è stato ben digerito dalla base grillina e dal presidente della Regione, Vincenzo de Luca.

Tempo per approfondire le divisioni ce ne sarà, l’argomento del giorno è invece la legge speciale per Napoli

La Regione risponde a Aicast: “Si a ospiti di cerimonie nei ristoranti”

L’Aicast (Associazione Industria Commercio Artigianato Servizi e Turismo) ha inviato una richiesta di chiarimenti alla Regione Campania, in relazione all’attività dei ristoranti rispetto all’ospitalità di partecipanti a cerimonie religiose (matrimoni, battesimi, prime comunioni e cresime). La nota interrogava l’Ente rispetto alla possibilità di ospitare negli spazi all’aperto degli esercizi di ristorazione gruppi di persone provenienti da cerimonie religiose, nel rispetto delle norme attualmente vigenti circa l’obbligo di fornire somministrazione di cibi e bevande solo all’aperto e in tavoli composti da massimo 4 persone.
Gli uffici regionali, pur dicendosi “non competenti nel valutare provvedimenti statali”, hanno richiamato l’Ordinanza 18 di approvazione del Protocollo di sicurezza destinato alle attività di wedding e ricevimenti sul territorio ed ha specificato che: “Non appare vietato accogliere nell’esercizio commerciale (ristorante) tavoli di commensali, eventualmente provenienti dalla medesima cerimonia religiosa, a condizione che non venga eluso l’attuale divieto di svolgimento di feste e ricevimenti e pertanto con obbligo di escludere la forma di interazione tra i commensali dei diversi tavoli tipica dei ricevimenti e di osservare la stretta osservanza delle misure di sicurezza e prevenzione previste per le attività di ristorazione”.

Tavolette Wc al posto dei tavolini, a Napoli flash mob ristoratori ancora chiusi

Mentre il Governo si appresta a prolungare alle 23 l’orario di chiusura, a Napoli ci sono ancora ristoratori che attendono risposte alle loro richieste di riapertura.

Non hanno spazi all’aperto dove poter sistemare tavolini e al loro posto hanno scelto le tavolette del wc per un provocatorio flash mob.

In via Santa Chiara, cuore del centro storico di Napoli dove non sono pochi quelli ancora chiusi, un gruppo di colleghi ha risposto all’iniziativa lanciata dalla ristoratrice Nives Monda

Recovery, Consiglio regionale approva legge giunta

Con 31 voti favorevoli, 9 contrari e 5 astensioni il consiglio regionale della Campania ha approvato la proposta di legge della giunta regionale in materia di gestione dei fondi del recovery fund .

La legge, che si compone di due articoli sul contenziosi amministrativo per le opere appaltate grazie al recovery e sulla riforma del reato di abuso di ufficio, è stata cosi commentata dal presidente della giunta, Vincenzo De Luca Contro hanno votato M5s mentre si è astenuto il gruppo di Fratelli di Italia.

Il parere sulla legge del pentastellato Vittorio Ciampi e del consigliere regionale di fratelli d’italia, Michele Schiano di Visconti Il Consiglio regionale della Campania ha inoltre approvato all’unanimità una risoluzione che impegna il Presidente e la Giunta Regionale ad attivare iniziative per il contrasto alla povertà educativa minorile.

Bruna Fiola, presidente della VI Commissione Istruzione e Cultura del consiglio regionale L’Assemblea ha anche approvato la legge che istituisce un’ Agenzia regionale per i pagamenti in agricoltura, l’Ageac. I dettagli forniti dal presidente della commissione Agricoltura Francesco Borelli e dal consigliere della Lega, Gianpiero Zinzi

Covid in Campania, 598 nuovi casi: indice di contagio scende al 4,59%

Questo il bollettino di oggi:
(dati aggiornati alle 23.59 di ieri)
Positivi del giorno: 598 (*)
di cui
Asintomatici: 400 (*)
Sintomatici: 198 (*)
* Positivi, Sintomatici e Asintomatici si riferiscono ai tamponi molecolari
Tamponi molecolari del giorno: 13.029
Tamponi antigenici del giorno: 6.737
Deceduti: 30 (**)
Totale deceduti: 6.874
Guariti: 1.910
Totale guariti: 328.681
** 14 deceduti nelle ultime 48 ore e 16 deceduti in precedenza ma registrati ieri.
Report posti letto su base regionale:
Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656
Posti letto di terapia intensiva occupati: 96
Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (***)
Posti letto di degenza occupati: 1.118
*** Posti letto Covid e Offerta privata.

Covid in Campania, vaccini: ora tocca agli over 45

Corre la campagna vaccinale in Campania.

L’obiettivo è immunizzare tutta la popolazione entro l’estate.

Nuovo Astra day a Caserta dopo l’iniziativa vaccinale di qualche giorno fa. quasi 300 vaccinazioni all’ora all’interno dell’hub della caserma Ferrari Orsi sede della brigata Garibaldi dove tra qualche giorno partirà anche un moderna day.

A prenotarsi soprattutto i giovanissimi, segnale di una volontà diffusa di uscire al più presto dall’incubo covid.

Intanto da oggi è partita anche l’iscrizione alla piattaforma regionale per gli aventi diritto della fascia 40 44 anni. Tantissimi tra i 45 e i 49 anni avevano diritto domenica alla chiamata per l’inoculazione del siero anti virus. Oggi più di 3mila i convocati alla Stazione Marittima e alla Fagianeria di Capodimonte.

 

Il pregiudizio del racconto, una ricerca dell’Università per valutare i media durante la pandemia

La stampa contribuisce ad alimentare un repertorio di immagini e metafore che rappresentano una sorta di “archivio del pregiudizio” nei confronti di alcune zone dell’Italia?È questo l’oggetto di una ricerca che nasce all’interno di un progetto nato da un’idea del SUGC (Sindacato Unitario dei Giornalisti della Campania), in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II, l’Istituto di Media e Giornalismo (IMeG) dell’Università della Svizzera italiana (USI) di Lugano e l’Osservatorio europeo di giornalismo (EJO) dello stesso ateneo. Progetto presentato nel salone delle grida della Camera di Commercio di Napoli che sostiene l’iniziativa attraverso la sua azienda speciale unica, Si Impresa. Gli altri partner sono: Innovaway, Protom, DAC (Distretto Aerospaziale della Campania), Materias, P4M, STRESS (Distretto Tecnologico per le Costruzioni Sostenibili), TECNO, TDS.
Il SUGC e il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II hanno stipulato un accordo per la realizzazione delle attività di ricerca che si propongono di analizzare la copertura giornalistica del Mezzogiorno nel contesto della pandemia da COVID-19, al fine di identificare i temi più dibattuti e la possibile presenza di pregiudizi e atteggiamenti discriminatori presenti all’interno della copertura di un campione di testate giornalistiche nazionali e regionali.
Negli ultimi mesi, l’attenzione mediatica in Italia, come in tutto il mondo, si è concentrata in modo pressoché esclusivo sulla pandemia da Covid-19 e le sue conseguenze. Il nuovo Coronavirus e il periodo di lockdown sono stati occasione di forte rilevanza comparativa sui territori italiani rispetto a diverse dimensioni: Lla paura e le proiezioni sulle condotte dei territori del Mezzogiorno di fronte alla prova pandemica. Comprese le scelte politiche, il modo di alimentare il dibattito locale e nazionale degli amministratori locali (con le Regioni in particolare); il riemergere di un conflitto tra Nord e Sud del paese sul piano dello sviluppo attraverso le capacità dei territori di utilizzare le nuove risorse finanziarie derivanti dalla pandemia: le forme discorsive e retoriche con cui la stampa nazionale e locale spiega, analizza, descrive il confronto tra Nord e Sud del paese.
Su questi ed altri aspetti, la stampa locale e nazionale ha prodotto un altissimo numero di articoli e contenuti, la cui analisi può fungere da strumento di interpretazione delle possibili discriminazioni – nuove o preesistenti – tra territori.
La ricerca cerca di comprendere le rappresentazioni e le narrazioni giornalistiche dominanti del Paese, e il loro legame con la produzione di eventuali stereotipi e discriminazioni Nord-Sud. Si è scelto di indagare la questione focalizzandosi sul periodo relativo al lockdown e sul dibattito innescato dall’impatto del Covid-19 sul paese.
La ricerca è stata presentata nel corso di una conferenza stampa coordinata dalla giornalista Maria Cava a cui hanno preso parte: Ciro Fiola, Presidente della Camera di Commercio di Napoli;  Claudio Silvestri, Segretario del SUGC, Sindacato Unitario dei Giornalisti della Campania;  Stefano Bory, Direttore Funes: atelier dipartimentale di ricerca sulla narrazione e l’immaginario Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II; in videoconferenza da Como, Philip Di Salvo, ricercatore post-doc, Istituto di Media e Giornalismo (IMeG), Università della Svizzera italiana (USI).
Videoinformazioni è media partner insieme con Economi, Denaro e Sudonline

 

 

Sul treno Eav armati di coltelli e bastoni, fermati due minori

Erano armati di coltelli e bastoni sfollagente i due giovani a bordo di un treno dell’Eav diretto a Sorrento denunciati in stato di libertà dai carabinieri del Nucleo Radiomobile di Sorrento per porto illegale di armi bianche. A segnalare i due ragazzi, provenienti da Casoria (Napoli), è stata la telefonata al 112 di un cittadino.

Ottenuta la descrizione sommaria dei due sospetti, un equipaggio del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Sorrento è intervenuto nella stazione ferroviaria, riuscendo a fermare i due segnalati appena scesi dal treno.

A seguito di perquisizione personale i militari hanno trovato addosso ai minori due coltelli con manici rotanti, cosiddetti “butterfly”, e due manganelli sfollagente telescopici. “Volevamo fare una passeggiata a Sorrento e avevamo paura di essere aggrediti” è stata la giustificazione dei due ragazzini una volta fermati dai carabinieri. Le armi rinvenute sono state sottoposte a sequestro, mentre i due giovani sono stati affidati ai rispettivi genitori.

Quarto, calci e pugni alla ex fidanzata e al nuovo compagno: arrestato dai carabinieri

I carabinieri della Tenenza di Quarto Flegreo e della Stazione di Qualiano, nell’ambito di un’indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, hanno arrestato, in esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare, un 52enne di Quarto, ritenuto responsabile di atti persecutori e lesioni personali.

Secondo quanto accertato durante le indagini dei Carabinieri, l’uomo non ha mai accettato la nuova relazione sentimentale della ex compagna. Ha messo in atto da novembre del 2020 una serie di azioni vessatorie nei confronti della coppia. Ha rivolto alla donna minacce di morte sia di persona che per telefono. Voleva costringerla a ritornare con lui.
Ad aprile scorso, l’uomo – insieme ad un complice – ha seguito con l’auto la vittima e il suo nuovo compagno. Li ha bloccati e, dopo le ennesime minacce, li ha aggrediti con calci e pugni. Diverse le fratture alla donna che l’hanno obbligata a ricorrere ad un intervento chirurgico, per il compagno la frattura del setto nasale.

L’arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico.

Fuori dal vortice delle dipendenze, 26 ospiti della Comunità Il Camino ripristineranno i sentieri del Monte Faito

«Da quando è scoppiata la pandemia, e soprattutto nei mesi del “lockdown duro”, abbiamo iniziato a ricevere un numero enorme di richieste di aiuto. Famiglie che all’improvviso si sono accorte di avere in casa il mostro della dipendenza, con figli incapaci di staccarsi dalle sostanze da abuso e impossibilitati a mascherare la propria condizione». È una situazione drammatica quella descritta da Pietro Falco, psicologo della Comunità di recupero “Il Camino”, dalla quale nasce un progetto grazie al quale l’impegno civico sarà parte integrante della riabilitazione.E, soprattutto, dopo le necessarie costrizioni imposte per il contenimento del virus, sarà un’attività a contatto con la natura. Il progetto, inaugurato oggi dal direttore del centro “Il Camino”, Pietro Falco, prevede la riqualificazione degli splendidi sentieri del Monte Faito. Un’iniziativa possibile grazie anche al patrocinio morale del Comune di Vico Equense, che affiancherà i ragazzi. Altamente simbolico il nome scelto per questo progetto: “Alle dipendenze per il bene comune”. «L’idea è stata quella di offrire un cambio di prospettiva, una nuova chiave di lettura e soprattutto una nuova accezione al termine dipendenze», – spiega poi il fondatore della Comunità Fabrizio Pallotta. «Grazie a questo progetto, che non avremmo mai potuto far partire senza il Patrocinio della Città di Vico Equense e lo straordinario lavoro della nostra grande famiglia, i nostri ragazzi, sotto la supervisione della responsabile educativa Carmela Coppola e il controllo dell’operatore Franco Architravo, svolgeranno attività di recupero, manutenzione e abbellimento dei caratteristici sentieri del Monte Faito, che da sempre ospita la nostra Comunità. Il lockdown ha fatto emergere un fenomeno spesso sottovalutato dalle famiglie, le nostre porte sono aperte a chi ha bisogno di aiuto». Giovani, spesso neanche maggiorenni, i ragazzi coinvolti nel progetto sono 21. La maggior parte sono caduti nel vortice della dipendenza tra i 15 e i 16 anni e grazie alla Comunità Il Camino stanno ora riprendendo in mano la propria vita. «Il percorso riabilitativo non è semplice – dice l’assistente sociale della comunità Rita Angelica Iacobucci -, ma tutti i nostri ospiti imparano presto a capire quanto sia importante li lavoro di squadra, quanto siano fondamentali le relazioni. Questo progetto mira a rinsaldare anche un legame con il territorio che ci ospita. Sono certa che riusciremo a trasferire un’accezione positiva ad un termine che per molti può avere solo un’accezione negativa». Alla cerimonia di presentazione del progetto sono intervenuti tra gli altri, l’arcivescovo dell’arcidiocesi di Sorrento – Castellammare di Stabia mons. Francesco Alfano, il consigliere regionale Gennaro Cinque e il sindaco della città di Vico Equense Andrea Bonocore.
Mons. Alfano ha sottolineato che “Nessuno sia lasciato indietro. Non è possibile vivere insieme e dimenticare qualcuno, specie chi ha bisogno. La speranza non deve venire meno perché ci aiuta ad affrontare i problemi e risolverli”. Il sindaco Bonocore ha ribadito l’importanza di questo progetto «nato da un momento sinergico tra Comune e Comunità». Al fianco dei ragazzi ci saranno anche le donne e gli uomini del Comune di Vico Equense. Dall’Ufficio delle Politiche Sociali con la psicologa Carmela Vanacore e Caterina Trombetta assistente sociale, la responsabile dello Sportello Unico Rosaria Savarese. E ancora, il comandante della Polizia Locale Ferdinando De Martino, dell’Ufficio Ecologia e la società di raccolta rifiuti che opera per la Città di Vico Equense che metterà a disposizione mezzi, strumenti e attrezzature necessari al raggiungimento dell’obiettivo. «Assieme alla Comunità il Camino – prosegue il sindaco – puntiamo a rendere questi giovani costretti ai margini, delle vere e proprie risorse per la comunità. Questi ragazzi non sono solo utili, ma indispensabili per la collettività. Il progetto ben si sposa anche con la fortissima vocazione turistica di Vico Equense, visto che i sentieri del Faito potranno essere la meta ideale di turisti e appassionati del trekking nel rispetto di tutte le necessarie norme per il contenimento del contagio. «Il Faito può dare moltissimo, con la funivia riaperta tanta potrà godere della bellezza dei luoghi di un territorio che viene restituito alla comunità”.