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Giugliano, marito violento con divieto di avvicinamento cerca di entrare in casa forzando la finestra

Martedì sera gli agenti del Commissariato di Giugliano-Villaricca, su disposizione della Centrale Operativa, sono intervenuti in via Licola Mare a Giugliano in Campania per la segnalazione di una persona che stava tentando di introdursi in un’abitazione.

I poliziotti, giunti sul posto, sono stati avvicinati da una donna la quale ha raccontato che, poco prima, il marito, destinatario di un divieto di avvicinamento alla casa familiare, aveva forzato una finestra dell’abitazione in cui vi erano altresì i figli minori della coppia già in passato vittime di maltrattamenti da parte dell’uomo.

La donna, inoltre, era riuscita ad allontanare l’uomo che si era nascosto nella vegetazione retrostante la casa dove è stato raggiunto e bloccato dagli operatori.

Un 43enne di Pozzuoli con precedenti di polizia è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia e per inottemperanza all’ordinanza di applicazione della misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare con divieto di avvicinamento alla persona offesa.

Posillipo, interrotte due feste e sanzionate 19 persone

Stanotte gli agenti del Commissariato Posillipo, durante il servizio di controllo del territorio, nel transitare in via Marechiaro hanno udito schiamazzi e musica ad alto volume provenire da un’abitazione e, una volta all’interno, hanno sorpreso 6 giovani, napoletani tra i 22 e i 36 anni, che stavano festeggiando un compleanno e li hanno sanzionati per inottemperanza alle misure anti Covid-19.

Inoltre, poco dopo, nel percorrere via Posillipo hanno notato numerose persone che stavano entrando in un B&B e hanno effettuato un controllo all’interno della struttura dove hanno sorpreso 13 giovani, napoletani tra i 20 e i 35 anni, che stavano festeggiando un onomastico e, con il supporto degli agenti del Commissariato San Ferdinando, li hanno sanzionati per inottemperanza alle misure anti Covid-19.

Whirlpool, marcia di protesta da Napoli a Carinaro

“Centocinquanta lavoratori della Whirlpool di Napoli, in un’azione spontanea di protesta e in accordo con i lavoratori di Caserta, si spostano presso il sito di Carinaro per un sit-in di protesta ai cancelli del polo ricambi della multinazionale, manifestano contro l’ennesimo incontro senza risposte concrete e contro l’azienda che conferma la chiusura di Napoli, nonostante l’aumento dei carichi di lavoro negli altri stabilimenti d’Italia e il record di vendite nel nostro paese”.

E’ quanto afferma Antonio Accurso, segretario generale aggiunto Uilm Campania.

“Il governo – aggiunge Accurso – intervenga per fare rispettare gli accordi e il nostro paese e faccia veramente qualcosa per difendere il Sud. La vertenza Whirlpool è la vertenza simbolo del Sud sempre abbandonato, delle multinazionali che spadroneggiano, della politica che deve dare risposte. L’Europa, il governo e tutte le forze politiche dicono che si deve ripartire dal Sud. Se non ora quando?”

Rapporto Ecomafia 2020 di Legambiente: in dieci anni in Campania oltre 44mila reati contro l’ambiente

C’è un virus da combattere che dura da decenni. Il “virus” dell’ecomafia che non si arresta né conosce crisi. Negli ultimi dieci anni in Campania sono 44.179 i reati contro l’ambiente, con 39.176 persone denunciate e arrestate e 12.580 sequestri effettuati. La maggior parte dei reati sono concentrati nella Provincia di Napoli e Salerno, in particolar modo in questi ultimi dieci anni, il 38% dei reati contro l’ambienti pari 16.739 sono concentrati nell’area metropolitana napoletana mentre il 28% pari 12.261 nella provincia salernitana. In Campania nel 2019 sono stati 5.549 reati accertati di illegalità ambientale + 44% rispetto lo scorso anno. Per trovare un numero così alto di reati dobbiamo ritornare al 2011 quanto i reati furono 5327. In questi anni a spartirsi la torta, insieme ad imprenditori, funzionari e amministratori pubblici collusi, sono stati 90 clan attivi in tutte le filiere analizzate da Legambiente: dal ciclo del cemento a quello dei rifiuti, dai traffici di animali fino allo sfruttamento delle energie rinnovabili e alla distorsione dell’economia circolare. È questa la fotografia della Campania scattata dal Rapporto Ecomafia 2020. Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia, realizzato da Legambiente, che ha analizzato i dati frutto dell’intensa attività svolta da forze dell’ordine, Capitanerie di porto, magistratura, insieme al lavoro del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, nato dalla sinergia tra Ispra e Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, e dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

I numeri e le storie raccolte nel rapporto – dichiara Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania dimostrano inequivocabilmente come il crimine ambientale sia essenzialmente un crimine d’impresa. Se le mafie continuano a essere una minaccia per l’ambiente e gli ecosistemi, una parte rilevante la giocano, come sempre, imprese, imprenditori e professionisti spregiudicati e senza scrupoli e pubblici dipendenti infedeli avvinti dalla corruzione.I nuovi strumenti di repressione garantiti dalla legge 68 del 2015, che siamo riusciti a far approvare dal Parlamento dopo 21 anni di lavoro, stanno mostrando tutta la loro validità sia sul fronte repressivo sia su quello della prevenzione. Non bisogna però abbassare la guardia, perché le ecomafie in questo periodo di pandemia si stanno muovendo e sfruttano proprio la crisi economica e sociale per estendere ancora di più la loro presenza. È urgente affiancare alla risposta giudiziaria, una risposta politica-istituzionale ancora troppo carente. Siamo ancora in attesa che inizi concretamente con tempi e regole certe la bonifica del territorio, di azioni concrete per la chiusura del ciclo integrato dei rifiuti che fermino quei “tour” che da sempre alimentano le ecomafie. Così come siamo in attesa delle ruspe per abbattere il cemento illegale, una delle ferite aperte della nostra regione alimentata da una classe politica che continua a proporre condoni per meri calcoli elettorali o perché, in molti casi, è direttamente coinvolta in questi fenomeni. La lotta all’ ecomafia deve diventare la vera priorità per la Campania.”

L’efficacia degli anticorpi – Oltre alle denunce dei cittadini, alle attività svolte da forze dell’ordine, Capitanerie di porto e magistratura, si conferma la validità di provvedimenti legislativi, spesso faticosamente approvati, come la legge sugli ecoreati (68/2015) e quella contro i trafficanti di rifiuti. Con il primo provvedimento, entrato in vigore a fine maggio del 2015, l’attività svolta dalle Procure, secondo i dati elaborati dal ministero della Giustizia, ha portato in Campania all’avvio di 158 procedimenti penali , con 181 persone denunciate e arrestate,insieme al sequestro di 98 beni per un valore complessivo di 32,7 milioni di euroA metà ottobre 2020 sono arrivate a quota 130 le inchieste chiuse dalle forze dell’ordine contro i trafficanti di rifiuti come disciplinato dall’art.452-quaterdecies del Codice penale e dove sono state denunciate per attività organizzata di traffico illecito di rifiuti 803 persone, con 479 arresti e il coinvolgimento di 207 aziende. Il quantitativo di rifiuti movimentati illegalmente supera i 10 milioni di tonnellate: usando l’immagine simbolica dei Tir necessari per movimentarli ce ne sarebbero voluti piu di 410.905 camion carichi di rifiuti hanno attraversato mezza Italia terminando il loro tragitto nelle campagne del napoletano e nelle discariche abusive del casertano.

C’è un popolo inquinato che non avuto finora cittadinanza nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – e questo non è ammissibile: è ora di dire basta a questi ritardi e di avviare i primi ‘Patti territoriali per la transizione ecologica’ partendo da quelle ferite come la Terra dei Fuochi, ancora aperte nel Paese che tutt’ora continuano a causare danni all’ambiente, alla salute dei cittadini e all’economia sana della Penisola. Il PNRR rappresenta un’occasione importante e preziosa per rendere l’Italia davvero un Paese più sostenibile ma anche libero dall’inquinamento. Nel frattempo serve aumentare ulteriormente il livello di attenzione sui fenomeni di illegalità ambientale e sul ruolo delle organizzazioni mafiose soprattutto alla luce delle ingenti risorse in arrivo dall’Europa attraverso il Next Generation EU. Dobbiamo evitare in ogni modo che anche un solo centesimo degli oltre 240 miliardi di euro possa finire direttamente o indirettamente nella rete degli ecocriminali. Serve far ripartire con urgenza l’economia sana del Paese senza ingrassare le già ricche casse della criminalità ambientale.”

Le piaghe da sanare – Anche nel 2019 il ciclo dei rifiuti resta il settore maggiormente interessato dai fenomeni più gravi di criminalità ambientale: ancora una volta la Campania si piazza in vetta a livello nazionale alla poco lusinghiera classifica con 1.930 reati contestati, più del 20% sul totale nazionale. Completano il mesto quadro regionale le 1.987 persone denunciate, i 19 arresti e i 1.074 sequestri. La Campania continua a bruciare di monnezza. Solo la parentesi del lockdown e riuscita a fermare per un momento la mano dei piromani dei rifiuti. Dal primo censimento avviato da Legambiente nel 2013 a meta ottobre 2020 gli incendi ai vari tipi di impianti di gestione di rifiuti in Campania sono stati 142 (considerando solo quelli in cui si e avuto l’intervento dei Vigili del fuoco). La Campania si conferma capitale del cemento connection con 1645 reati accertati nel 2019 con incremento del 40% rispetto lo scorso anno con 1238 persone denunciate persone arrestate e 332 sequestri effettuati. Una regione dove le demolizione sono al palo: secondo gli ultimi dati di Legambiente più del 97% degli abusi edilizi da abbattere sono ancora ben saldi alle fondamenta, infatti su 16.596 ordinanze di demolizione, sono state eseguite solo il 3% pari a 496 immobili abbattuti. Non solo non si demolisce, ma neppure si acquisisce al patrimonio pubblico come prevedrebbe la legge: nella nostra regione appena il 2% di questi immobili risulta infatti trascritto dai Comuni nei registri immobiliari(pari 310 immobili).

Corruzione ambientale-La corruzione facilita ed esaspera il malaffare in campo ambientale in maniera formidabile, aprendo varchi nella pubblica amministrazione e tra gli enti di controllo, trasformando gli interessi collettivi in miserabili interessi privati, dando così la stura al sistematico saccheggio dei beni comuni. Censendo- denuncia Legambiente– solo le inchieste più significative in cui la corruzione è stata usata come testa d’ariete per commettere reati ambientali in Campania dal gennaio 2010 al 16 ottobre 2020 sono state 93 le inchieste con 724 persone denunciate, 581 arresti e 106 sequestri.

Apre a Napoli “La stanza di Tobia”, la casa per i familiari di giovani malati oncologici ricoverati al Santobono

L’Accademia Nazionale Pizza DOC assieme all’ARLI – Associazione Regionale Leucemie Infantili” ha inaugurato “La stanza di Tobia”, la casa che accoglierà le famiglie di giovani e bambini affetti da patologie oncologiche ricoverati all’ospedale Santobono – Pausillipon di Napoli.

L’abitazione di via Foria è stata messa a disposizione dei familiari dei giovani pazienti ricoverati presso gli ospedali Onco-Ematologici di tutto il Centro Sud Italia.

Un progetto realizzato grazie al contributo di tantissimi docenti dell’Accademia Nazionale Pizza DOC, i quali hanno messo la propria arte a disposizione del progetto benefico.

Diversi sono stati i webinar realizzati in questi mesi, con centinaia di iscritti che hanno donato una quota per realizzare “La stanza di Tobia”.

Salerno, false promesse di lavoro: arrestato truffatore seriale di donne

“Buongiorno, sono il dottor Siniscalco, ho visto la tua inserzione di ricerca lavoro su “omissis”. Ti offro un contratto di lavoro regolare, ben retribuito e con alcuni bonus speciali”.

Con questa frase un 37enne, disoccupato e senza dimora fissa, lombardo di nascita, adescava donne di tutta Italia in precarie condizioni economiche e in cerca di lavoro.

Le vittime, tutte donne, in larga parte madri single speranzose di trovare un impiego, finivano in una rete di artifizi e raggiri che evolvevano in una serie di vere e proprie minacce finalizzate ad estorcere denaro.

Il copione era sempre lo stesso, infatti l’uomo dopo aver carpito le informazioni delle vittime ed essersi guadagnato la loro fiducia, cominciava a fare richieste particolari, come foto o video osé. Le donne, speranzose di concludere il contratto di lavoro e al contempo affascinate dalla falsa identità dell’uomo e dalle finte foto che questi inviava, iniziavano a cedere.

Gli investigatori del Commissariato Sant’Ippolito diretto da Roberto Cioppa, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, allertati da una denuncia sporta da una delle vittime, riuscivano ad identificare l’autore delle estorsioni appurando che lo stesso, già ricercato in tutta Italia per reati della stessa natura, era irreperibile dal 2019.

L’uomo è stato rintracciato e arrestato a Salerno. Sono 15 le donne rimaste vittima del raggiro, ad una di loro, secondo quanto emerso dalle indagini, è arrivato a chiedere 14mila euro.

File per vaccinazioni alla Mostra d’Oltremare di Napoli, le proteste dei pazienti fragili

Lunghe file di pazienti fragili, disabili ed anziani ieri al Centro vaccinale della Asl NA 1 della Mostra d’ Oltremare di Napoli. Proteste dei convocati che hanno inviato una lettera alle redazioni dei giornali.

“Siamo stati convocati alle 14.15.- scrive G.A., professionista residente a Chiaia – in fila, in piedi, c’ erano centinaia di persone già in attesa. Quattro gli sbarramenti da superare. Una fila chilometrica, superata la quale, ne iniziava un altra”.

“Ogni tanto – prosegue la lettera – qualcuno degli anziani , fragili o disabili, non ce la faceva più e gli portavano una sedia”.

“Dopo aver superato cinque file e dopo due ore di fila in piedi – racconta il professionista – sono stato vaccinato alle 16.15, che vergogna!”

143 mila mascherine cinesi false sequestrate in provincia di Napoli

143mila articoli sanitari contraffatti e non sicuri, tra mascherine, visiere, guanti, privi delle certificazioni di sicurezza e di indicazioni per il consumatore sono state sequestrati dalla Guardia di Finanza di Napoli nel corso di ispezioni su tutta l’area metropolitana.

In particolare, a Napoli sono state sequestrate, in due empori cinesi della zona industriale, oltre 100.000 tra mascherine chirurgiche, visiere, termometri e saturimetri non a norma, privi di marchio o con falso marchio di conformità.

In provincia, tra San Giorgio a Cremano ed Ercolano, invece sono stati sequestrati oltre 16.700 tra mascherine e guanti in lattice in negozi di casalinghi gestiti da cittadini cinesi e presso un disegnatore grafico.

A Marigliano, ad Acerra, a Torre del Greco e a Forio sequestrate oltre 5600 mascherine pseudo protettive prive delle indicazioni obbligatorie in quattro negozi di articoli per la casa.

Anche tra Castellammare di Stabia, Pompei, Giugliano in Campania e Villaricca sequestrate, in quattro negozi gestiti da cittadini di origine cinese, più di 12mila tra mascherine e visiere.

Denunciati per ricettazione e commercio di prodotti falsi 7 persone sia italiani che stranieri, e segnalati altri 7 alla Camera di Commercio per violazioni di natura amministrativa.

Sarno, uomo accoltellato in casa: indagati i figli

A Sarno, in via Lanzara, un uomo di origini ucraine è stato trovato morto nella sua abitazione.

Il 75enne, da tempo residente in città con la moglie e i due figli, è stato ritrovato esanime con una profonda ferita da arma da taglio a una spalla.

Sul posto i carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore.

Le indagini si sono concentrate su una lite familiare tra il 75enne ed i due figli.

Covid in Campania, 1.844 nuovi casi. 31 morti

Questo il bollettino di oggi:
(dati aggiornati alle 23.59 di ieri)
Positivi del giorno: 1.844 (*) 
di cui
Asintomatici: 1.347 (*)
Sintomatici: 497 (*)
* Positivi, Sintomatici e Asintomatici si riferiscono ai tamponi molecolari
Tamponi molecolari del giorno: 23.004
Tamponi antigenici del giorno: 8.183
​Deceduti: 31 (**)​
Totale deceduti: 6.336
 
Guariti: 1.689
Totale guariti: 289.769
** 21 deceduti nelle ultime 48 ore, 10 deceduti in precedenza ma registrati ieri.
​Report posti letto su base regionale:
 
Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656
Posti letto di terapia intensiva occupati: 136
Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (***)
Posti letto di degenza occupati: 1.507
 
*** Posti letto Covid e Offerta privata.