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Napoli, bomba ai Colli Aminei: flash mob di solidarietà alla commerciante

Lunedì scorso l’esplosione di un ordigno che ha danneggiato la saracinesca del suo negozio di caldaie ai Colli Aminei a Napoli, questa mattina la solidarietà di cittadini e commercianti per Bianca Pinelli.

Qualcuno ha provato a trasformarla in una passerella politica, visto l’incombere delle elezioni amministrative di Napoli, ma la vicinanza di amici, imprenditori e semplici cittadini è stata reale.

Una catena di persone che indossavano una maglia con la scritta “Siamo tutti bianca” ha dato vita a un flash mob, organizzato dalla cna la confederazione di imprese di cui Bianca Pinelli è vice presidente.

Sul posto ancora i segni evidenti dell’esplosione sulle auto parcheggiate ancora oggi in strada davanti al negozio

 

800766474 il numero verde attivato per aiutare gli inquirenti a individuare i responsabili

Il Palazzo Reale di Napoli riapre al pubblico martedì 27 aprile

Il Palazzo Reale di Napoli riapre al pubblico da martedì 27 aprile.  Con il ritorno della Campania in zona gialla è consentita l’apertura dei siti museali, secondo la nuova ordinanza emanata dal ministro della Salute, Roberto Speranza.

Il passaggio dalla zona arancione alla gialla per la Campania, dopo solo 7 giorni, ha colto di sorpresa e l’organizzazione non consente un’apertura immediata da lunedì 26. Solo per questa settimana, quindi, il Palazzo Reale di Napoli sarà visitabile da martedì, ma anche mercoledì, normale giorno di chiusura del sito, che sarà ripristinato dalla prossima settimana.

Naturalmente all’interno del museo saranno adottate tutte le misure di sicurezza anti-covid con rilevamento della temperatura, uso obbligatorio della mascherina e rispetto della distanza di 1,5 metri.

I visitatori potranno accedere alle sale dell’Appartamento storico dalle ore 9.00 alle ore 20.00 con ultimo ingresso alle 19,00 e acquisto del biglietto intero al costo di 6 euro.

Il sabato e la domenica le sale saranno aperte su prenotazione, come da indicazioni ministeriali e quindi sarà ripristinato il calendario ufficiale di visite in vigore fino al 5 novembre 2020. Nell’ultima riapertura (dal 18 gennaio al 22 febbraio), infatti, i musei di tutta Italia sono rimasti chiusi durante il week end – https://www.coopculture.it/heritage.cfm?id=76

Lunedì 26, però, sarà visitabile il Giardino Romantico e l’installazione dell’artista Ryan Mendoza della casa di Rosa Parks “𝘼𝙡𝙢𝙤𝙨𝙩 𝙃𝙤𝙢𝙚” nel Cortile d’onore, aperti dal 19 aprile scorso (quando la Campania è passata dalla zona rossa a quella arancione) e tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00, con accesso da piazza del Plebiscito, con ultimo ingresso consentito alle ore 18.30 e accesso gratuito.

737 mila euro di debiti, la Deputazione di San Gennaro cita il Comune

La Deputazione del Tesoro di San Gennaro ha citato in giudizio il Comune di Napoli per il mancato versamento, dal 2010 ad oggi, del contributo annuo di 89 mila euro all’ istituzione che amministra la Cappella ed il Tesoro del Santo Patrono di Napoli.

Il debito accumulato dal Comune di Napoli è di circa 737 mila euro. La prima udienza del giudizio, promosso dall’ avvocato Andrea Pisani Massamormile si terrà il 26 luglio.

“Il ripetuto inadempimento del Comune negli ultimi 10 anni – scrive il legale – nonchè il mancato riscontro ai solleciti bonari della Cappella, costringono la Deputazione a promuovere il giudizio al fine di evitare che l’ inerzia dell’ amministrazione pregiudichi le funzioni e la sopravvivenza stessa di una istituzione come la Cappella così intimamente legata alla cultura civile e religiosa, diremmo alla identità stessa della città”.

“Quel pagamento – aggiunge l’ avvocato Pisani Massamormile – non è una graziosa concessione, ma l’ adempimento di un obbligo”.

Nel 1527 i rappresentanti politici della Città di Napoli si impegnarono a versare una somma annuale per mantenere la Cappella, che è una istituzione laica, indipendente dalla Curia Arcivescovile, impegno che è stato sempre osservato nei secoli La Deputazione ha il compito di conservare il Tesoro di San Gennaro, l’ Archivio e di organizzare le cerimonie in occasione delle festività del Santo Patrono di Napoli.

 

Controlli anti-Covid della Guardia di Finanza di Napoli: 88 sanzioni

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha intensificato, anche nella
settimana di “zona arancione” della Campania, il dispositivo dei controlli volti a verificare il rispetto delle misure di contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2.

In totale, da lunedì a venerdì sono state controllate tra il capoluogo e la provincia 1968
persone e 196 attività commerciali: 88 le sanzioni complessive a carico di persone senza
mascherina, in strada senza validi motivi, fuori dal proprio Comune di residenza o
domicilio e titolari di esercizi commerciali; denunce per spaccio di sostanze stupefacenti,
contrabbando sigarette e per contraffazione.
Più in dettaglio, nel capoluogo il 2° Nucleo Operativo Metropolitano ha sequestrato nel
quartiere Ponticelli un locale commerciale in cui erano messi in vendita 800 flaconi
contenenti 2280 litri di detersivi di vari marchi con diciture e simboli ingannevoli per il
consumatore. Il responsabile, risultato anche sconosciuto al Fisco, quindi evasore totale, è
stato denunciato per ricettazione e frode in commercio.

Gli stessi finanzieri, presso un outlet della zona industriale, hanno anche sequestrato 2380
capi di abbigliamento di note aziende di moda contraffatte denunciando un responsabile
per contraffazione.

I “Baschi Verdi” del Gruppo Pronto Impiego, tra i quartieri San Ferdinando e San Lorenzo,
hanno notato un uomo allontanarsi da un palazzo con una busta voluminosa e,
insospettiti, ne hanno controllato il contenuto rinvenendo profumi palesemente falsi.
La successiva ispezione dell’appartamento ha portato al sequestro di oltre 2800 articoli
contraffatti tra cosmetici, capi d’abbigliamento, accessori, etichette e profumi. Denunciato
un 21enne per contraffazione e ricettazione.

A Nola, le Fiamme Gialle, unitamente ai funzionari di quella Agenzia delle Dogane e
Monopoli, hanno sequestrato oltre 8550 pezzi di stoffa e 85 rotoli di tendaggi in poliestere
sui quali era stato apposto un falso “MADE IN ITALY”. Dalla documentazione contabile
acquisita è emerso, infatti, che la merce proveniva dalla Turchia.
Infine, a Marano di Napoli la Compagnia di Pozzuoli ha sequestrato all’interno di un bar
una sala giochi clandestina denunciando un 61enne per gioco d’azzardo e ricettazione; sanzionati per violazioni anticovid 5 soggetti e richiesta alla Prefettura la chiusura
provvisoria dell’esercizio commerciale.

Donna ferita in strada a Barra, fermati 4 affiliati al clan Aprea

Quattro presunti affiliati al clan camorristico Aprea, attivo nel quartiere Barra , a Napoli, sono stati arrestati nella notte dai Carabinieri nell’ambito delle indagini sulla “stesa” che ha portato al ferimento di una ragazza il 17 aprile scorso in una traversa del Corso.

Si tratta di Luigi, Vincenzo, e Giovanni Aprea, di 30, 26, e 25 anni, e di Fabio Falco, 31, tutti pregiudicati.

Le accuse nei loro confronti sono di tentato omicidio omicidio, detenzione e porto illegale di armi comuni da sparo, aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose.

Il provvedimento, su richiesta della DDA di Napoli è stato emesso al al termine delle indagini dei militari del Nucleo Investigativo e dalla Compagnia di Poggioreale.

L’ agguato – secondo quanto emerso dalle indagini – si inserirebbe nell’ambito del conflitto per il controllo delle attività illecite nell’area orientale cittadina da parte del clan Aprea che compone, con i clan De Luca Bossa, Minichini, Schisa, Casella, e Rinaldi- del cartello camorristico dell’ “Alleanza di Secondigliano” guidato dalle famiglie Licciardi, Contini-Bosti e Mallardo.

La “stesa” in pieno giorno, tra la folla e a volto scoperto, appare, sarebbe stata una dimostrazione della forza militare del clan Aprea, che ha la sua base operativa al Corso Sirena di Barra.

Nasce il Laboratorio del paesaggio vesuviano

Un progetto di stretta collaborazione tra i Parchi archeologici di Pompei ed Ercolano, l’Unità Grande Pompei e gli istituti scolastici dell’area vesuviana, finalizzato ad avvicinare le nuove generazioni al patrimonio culturale, con il duplice obiettivo di sviluppare il senso di appartenenza e di identità al territorio e, nel solco della Convenzione di Faro che promuove la cultura come strumento di coinvolgimento e sviluppo locale, costruire una heritage community.

E’ quanto alla base del protocollo d’intesa ”Laboratorio del paesaggio vesuviano – appena sottoscritto tra il Parco archeologico di Pompei, il Parco archeologico di Ercolano, il Grande Progetto Pompei/Unità Grande Pompei e l’Ufficio scolastico regionale della Campania – che prevede una concreta attuazione del più ampio progetto previsto dal Piano strategico per lo sviluppo delle aree comprese nel piano di gestione del sito UNESCO “Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata”, attraverso attività dedicate agli studenti delle scuole del territorio.

Il Laboratorio per il paesaggio Vesuviano consisterà in una serie di progetti didattici e iniziative culturali che gli allievi svolgeranno nel corso dell’anno e che culmineranno in un piccolo “festival” al termine dell’attività scolastica.

Saranno previsti spettacoli, concerti e mostre di archeologia e di arte da svolgersi nel Teatro grande o in altre sedi di Pompei, a Ercolano e negli altri siti archeologici vesuviani.

I progetti saranno realizzati dagli studenti sotto la guida di personaggi di rilievo del mondo dello spettacolo, della musica, dell’archeologia e dell’arte. L’obiettivo è anche quello di ampliare la conoscenza delle diverse professionalità che gravitano intorno al settore culturale e artistico e delle prospettive di sviluppi professionali nel futuro.

Un aspetto centrale del progetto consiste nel fatto che le iniziative – eventi o mostre – entreranno a pieno titolo nella programmazione culturale dei Parchi archeologici di Ercolano e Pompei e saranno dunque realmente fruibili dal pubblico.

I parchi metteranno a disposizione gli spazi necessari alla realizzazione delle manifestazioni culturali, individuando le apposite sedi; l’Ufficio scolastico regionale del Ministero dell’Istruzione collaborerà al coordinamento delle scuole del territorio sulla base di un programma comune. Sono previsti anche accordi con istituzioni universitarie, di ricerca e culturali, enti locali, associazioni di volontariato e del terzo settore, che potranno contribuire alla realizzazione di singole iniziative culturali nell’ambito della programmazione complessiva.

Il messaggio che vogliamo trasmettere a bambini e ragazzi della Buffer Zone è che vivono in un territorio eccezionale grazie al suo patrimonio e alla sua storia e che la cultura, per avere un futuro, ha bisogno di loro. – dichiara Gabriel Zuchtriegel , Direttore del Parco archeologico di Pompei – Si tratta di un’iniziativa in continuità con i progetti promossi sotto la direzione di Massimo Osanna nella Buffer Zone, dove il Grande Progetto Pompei ha previsto sia interventi di restauro, tutela e valorizzazione, sia il coinvolgimento delle scuole con l’obiettivo di una sempre maggiore integrazione tra patrimonio e comunità locali. Vogliamo offrire ai bambini e ai ragazzi della Buffer Zone un’opportunità di essere protagonisti in progetti culturali che a tutti gli effetti rientreranno nella programmazione culturale del Parco archeologico, per farli sentire parte di un comprensorio unico al mondo quale quello del paesaggio vesuviano intorno ai siti sepolti dall’eruzione del 79 d.C. e dal 1997 iscritti alla lista del patrimonio UNESCO.”

Vogliamo che i legami già da tempo avviati con singole realtà scolastiche confluiscano in un’unica linea strategica che permetta di allargare progressivamente la platea delle scuole. Siamo interessati particolarmente alle realtà “periferiche” e agli istituti che per materie di insegnamento curricolari sembrano all’apparenza meno vicini all’archeologia.– così Francesco Sirano, Direttore del Parco Archeologico di Ercolano – Crediamo fortemente nella rete con le scuole, i nostri giovani rappresentano il nostro futuro e va coltivato in loro l’amore per il proprio territorio che deve esprimersi nei modi più liberi e innovativi possibili. Questo Protocollo punta al benessere e allo sviluppo personale dei giovani e delle loro famiglie che saranno coinvolte negli eventi previsti a conclusione dei laboratori. Un metodo basato su apertura e partecipazione per stabilire una rete di connessione con i cittadini dell’area UNESCO”.

Il piano Strategico adottato nel 2018 – evidenzia il Generale CipollettaDirettore del Grande Progetto Pompei –  prevede iniziative volte al riconoscimento ed alla promozione, anche in chiave turistica, dei valori naturali, storici, morali e culturali espressi da questo territorio. Abbiamo quindi auspicato la creazione di un centro studi quale elemento catalizzatore di attività, indagini e ricerche multidisciplinari sul paesaggio che possa divenire un luogo di confronto e di proposizione di iniziative in campo scientifico ed umanistico, in rapporto con scuole ed istituti di ricerca ed universitari.

In tale quadro si inserisce il progetto ora avviato che ci auspichiamo potrà essere prodromico per la creazione di un centro di raccolta (con spazi espositivi e banca dati) del materiale iconografico e letterario generato dal territorio o ad esso ispirato nonché di testimonianze del patrimonio immateriale (usi e costumi, elementi della tradizione orale, etc.).Tutto ciò potrà diffondere nella popolazione residente la portata e la valenza anche economica per il territorio dei suddetti valori del paesaggio.”

Esprimo grande soddisfazione per la firma di questo protocollo di intesa. Ci accingiamo a mettere in campo trasversalità significative per valorizzare territori ricchi di storia e di cultura e competenze formative – dichiara Luisa Franzese, Direttore Generale dell’USR per la Campania –

L’orizzonte ampio di questa iniziativa è l’educazione alla Bellezza e alla Sensibilità. Vogliamo creare un ponte tra il territorio in cui vivono e le famiglie e i ragazzi delle nostre scuole partendo dalla consapevolezza che i Parchi Archeologici non sono del Musei a cielo aperto, siti di una cultura senza più vita, ma Luoghi di umanità. Un luogo è fatto di aria, di luce, di coinvolgimento, “un luogo è una occasione” per essere persone migliori. La nostra metodologia di approccio si caratterizzerà per l’utilizzazione di linguaggi meno erogativi di conoscenze e più partecipati, interconessi, co-costruiti. Per dirla con Dostojevsky , sarà la Bellezza a salvare il mondo”

18enne e il fidanzato uccidono il padre di lei nel sonno: era contrario alla relazione

Un giovane di 23 anni di Cervinara (Avellino) , del quale non è stato fornito il nome, e la fidanzata di 18 anni, sono stati fermati e trasferiti in carcere nella notte con l’ accusa di omicidio nei confronti del geometra Aldo Gioia, 53 anni, dipendente della FCA.

L’ uomo si opponeva alla relazione della figlia con il 23 enne, pregiudicato e noto come assuntore di droga.

L’ omicidio è avvenuto nella tarda serata di ieri, dopo cena , nell’abitazione della vittima in corso Vittorio Emanuele.

La vittima stava dormendo sul divano. Il giovane, aiutato dalla figlia del geometra, ha colpito più volte il 53 enne con un grosso coltello da cacciatore l’uomo, che non ha avuto modo di difendersi.

In casa si trovavano la moglie e la figlia del geometra che dormivano nelle loro stanza. Sono accorse richiamate dai lamenti della vittima e chiamato i soccorsi. Per le gravi ferite, Gioia è morto nella notte in ospedale ad Avellino. I due ragazzi sono stati fermati dagli agenti della Squadra Mobile di Avellino.

I giovani, dopo una notte in stato di fermo, sono stati interrogati dal pm della Procura di Avellino ed entrambi hanno confessato l’omicidio.

I due fidanzati avevano progettato di uccidere anche la madre e la sorella della ragazza. Una strage non portata a termine per ragioni ancora non chiare.

Movida in piena pandemia: i carabinieri disperdono assembramento di oltre 200 persone

Erano più di 200 le persone assembrate nella porzione di Piazza Dante che affaccia su Via Ettore Bellini. Non mancava nulla, dalla musica agli alcolici fino alle danze sfrenate.

Non si parla di una storia di movida estiva pre-pandemia ma di ciò che ieri sera, intorno alle 23.30, accadeva in pieno centro a Napoli.

I carabinieri della compagnia Centro, impegnati in un servizio di controllo del territorio disposto dal Comando Provinciale, hanno sentito chiaramente il frastuono della musica provenire dalla piazza. Grazie ad un impiego massiccio di forze che ha visto coinvolte oltre 10 pattuglie coordinate da un Ufficiale, i militari hanno sciolto l’assembramento e disperso i presenti, gran parte dei quali già in fuga alla vista dei lampeggianti.

25 quelli identificati e sanzionati per violazioni alla normativa anti-contagio, tutti ovviamente senza mascherina. I controlli continueranno anche nei prossimi giorni.

Napoli 5 gol alla Lazio e media Champions: i tifosi ci credono

I cinque gol e la vittoria con la Lazio consentono al Napoli di proseguire la rincorsa alla zona Champions del campionato. La media della squadra di Gattuso è perfettamente in linea con le ambizioni grazie, soprattutto, alla ritrovata condizione dei giocatori più importanti. La doppietta di Insigne, il gol da record di Mertens e la conferma del fiuto del gol di Oshimen, le buone notizie. Le incertezze di Meret sui due gol subito, quelle cattive. Ma i tifosi ancora non si schierano definitivamente con l’allenatore, che comunque a fine stagione lascerà

Campania, Question time in Consiglio regionale

Smart card per i cittadini già vaccinati e sversamento illegale di rifiuti nel Vallo di Diano. Si sono concentrati su questi due argomenti le interrogazioni alla Giunta regionale della Campania, presentato durante il question time in consiglio regionale, da Gennaro Saiello del Movimento 5 stelle e dal capogruppo di Italia Viva, Tommaso Pellegrino