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Sottrassero la casa popolare a una donna, arrestati 7 estorsori dei De Luca Bossa

7 persone, legate al clan camorristico De Luca Bossa, sono state arrestate dagli uomini del Comando Provinciale Carabinieri di Napoli e della Squadra Mobile della Questura di Napoli. Sono indiziati del reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso ed al fine di agevolare l’organizzazione di appartenenza.
I due provvedimenti riguardano, rispettivamente, un’estorsione commessa nell’ambito della gestione delle abitazioni di edilizia popolare e un tentativo di estorsione continuata nei confronti di un imprenditore.
In particolare, il primo decreto di fermo, eseguito dalla Squadra Mobile di Napoli, è stato emesso nei confronti di tre indagati, Umberto De Luca Bossa, attuale reggente dell’omonimo clan, Roberto Boccardi e Mario Sorrentino che hanno richiesto ad una donna la somma di 5000 euro come prezzo per conservare il possesso dell’alloggio popolare nel quartiere Ponticelli in cui viveva con il figlio minore. A seguito delle minacce ricevute, non disponendo della somma di denaro, la vittima è stata costretta ad allontanarsi per evitare ulteriori ritorsioni.
Il secondo provvedimento, eseguito dalla Compagnia dei Carabinieri di Torre del Greco e dalla Tenenza di Cercola, è stato emesso nei confronti di 4 indagati , Eugenio Bonito, Giuseppe De Luca Bossa, esponente dell’omonimo clan, Domenico Amitrano e Carmine Fico. Il fatto riguarda un tentativo di estorsione continuato commesso nei confronti di un imprenditore che dopo aver subito il 9 settembre gravi danni alla propria concessionaria di autovetture, a causa dell’esplosione di un ordigno artigianale, ha ricevuto una richiesta estorsiva di 50 mila euro euro

Rigenerazione articolare, le cellule staminali ultima frontiera

Risultati conseguiti grazie ad un perfetto gioco di squadra da parte di interlocutori che hanno – ognuno per le proprie competenze – investito e fortemente creduto in questa tecnica innovativa associata all’impianto di cellule staminali che porta un miglioramento significativo alla qualità dell’intervento e riduce i tempi di guarigione per il paziente.
Si parla della moderna tecnica chirurgica di rigenerazione articolare applicabile agli infortuni relativi al sistema muscolo scheletrico cartilagineo ma anche alle patologie artrosiche e quindi ai danni cartilaginei.
Chi sono i protagonisti di questo importante sviluppo della chirurgia medica?
Da una parte c’è l’equipe sanitaria composta dal dott. Attilio Sgambato, responsabile Unità Ortopedia della Clinica Athena di Piedimonte Matese (CE) e dal dott. Fabrizio Sergio, collaboratore esterno, entrambi specialisti nelle patologie articolari e nella chirurgia percutanea mininvasiva.  Dall’altra c’è l’impegno economico assunto in prima persona dalla stessa Clinica Athena di Piedimonte Matese (Ce) – visto che questo tipo di intervento non è ancora coperto dal Servizio Sanitario Nazionale – nell’intento di offrire, a chi ne ha bisogno, un servizio all’avanguardia. Infine c’è il sistema messo a punto dalla Fidia Farmaceutici, un brevetto tutto italiano frutto di una ricerca meticolosa, che attraverso piccoli forellini a livello dell’ombelico recupera il tessuto adiposo da cui si estrae la frazione vascolo-stromale (SVF) ricca di cellule con spiccata capacità rigenerativa. Queste cellule, chiamate cellule mesenchimali o periciti (perché adese ai capillari) si attivano in presenza di danni strutturali – e sono in grado di indurre la produzione di cellule e fattori di crescita necessari alla rigenerazione del tessuto muscolo-scheletrico.
La medicina rigenerativa si preoccupa di identificare ed isolare queste cellule o gruppi cellulari e di attivare e promuovere le funzioni rigenerative.
Tale metodologia molto efficace ha permesso ai dottori Sgambato e Sergio di trattare  atleti di altissimo livello: calciatori, pallavolisti, golfisti, podisti, tennisti e ballerini ma anche svariati pazienti sofferenti per una lesione parziale dei legamenti, degenerazioni del tendine e tutte le artrosi di grado medio (ginocchio, anca, spalla).
L’impegno dei due specialisti e i risultati raggiunti dimostrano che l’utilizzo della medicina rigenerativa può prevenire – infatti –  la comparsa di patologie artrosiche gravi che attualmente richiedono l’uso di sostituzioni protesiche con un dispendio maggiore di risorse da parte del Servizio Sanitario Nazionale.

Coppa Italia, il Benevento cade contro l’Empoli (2-4) ed esce

Il Benevento perde in casa contro l’Empoli con il punteggio di 2-4 ed è costretto a dire addio alla Coppa Ityalia. Dopo una prima frazione priva di occasioni, il match si infiamma nel secondo tempo: bastano 2′ ad Olivieri per sbloccare il punteggio sfruttando un contropiede di Bajrami. Il Benevento riesce a trovare il pareggio grazie alla deviazione vincente di Maggio che trasforma in gol un corner conquistato. In sei minuti però l’Empoli accelera grazie all’intuizione di Dionisi dalla panchina: dentro Mancuso che al 15′ della ripresa trova il varco giusto da calcio d’angolo e poi supera Manfredini, dopo il cross ancora di Bajrami. Al 35′ st, la Strega resta in inferiorità numerica: rosso diretto per Schiattarella e rimonta che si complica. A chiudere la sfida è sempre Mancuso: destro a centro area al 40′ della ripresa e tripletta personale che condanna il Benevento. Vano il gol di Moncini in pieno recupero.

Covid, altri 2427 positivi in Campania, ma il 98% è asintomatico: 365 i guariti

Se il 16% dei tamponi processati (15030) è positivo (quota altissima più della media Nazionale) è singolare che oggi in Campania il 98% dei positivi sia asintomatico. Su 2427 persone risultate positive, solo 31 manifestano i sintomi del covid-19. La buona notizia è che in due giorni sono guarite più di 900 persone, oggi sono 365. Sono 17 le persone decedute, in un arco di tempo tra il 24 e il 27 ottobre. Di seguito i dati contenuti nell’ultimo Bollettino:
Positivi del giorno2.427 
di cui:
Asintomatici: 2.396
Sintomatici: 31
Tamponi del giorno: 15.030
Totale positivi: 45.782
Totale tamponi: 901.583
​Deceduti: 17 (*) 
Totale deceduti: 624
Guariti: 365
Totale guariti: 10.272
* Deceduti tra il 24 e il 27 ottobre
​Report posti letto su base regionale:
 
Posti letto di Terapia intensiva complessivi: 564
 
Posti letto Covid:
Posti letto di terapia intensiva attivabili: 227​
Posti letto di terapia intensiva occupati: 143
Posti letto di degenza attivabili: 1.500
Posti letto di degenza occupati: 1.218
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Countdown Whirlpool, lavoratori bloccano autostrada A3

Mancano tre giorni alla chiusura dello stabilimento Whirlpool di via Argine.

La sabbia nella clessidra scorre inesorabile e questa mattina la rabbia dei lavoratori, per i tanti impegni presi e disattesi dalla politica, è sfociata questa mattina in un blocco stradale sull’autostrada, all’altezza dello svincolo della Salerno reggio calabria.

Sul posto agenti della polizia in tenuta antisommossa, tante le auto incolonnate nel traffico generato dalla protesta. Una vertenza quella dei 420 lavoratori della whirlpool, nel frattempo diventati 320 dopo che in 100 hanno deciso di accettare la buonuscita dell’azienda, che si protrae da 18 mesi e che avrà un epilogo il prossimo 31 ottobre

Campania, ancora stop per la scuola elementare in presenza

Prende tempo la Regione Campania per decidere sulla riapertura della scuola elementare: nei prossimi dieci 10 giorni ci sarà una ulteriore verifica sull’andamento epidemiologico prima di decidere se è possibile riprendere in presenza almeno per le prime due classi della primaria.

E’ quanto concordato al termine della riunione dell’Unità di Crisi convocata dal presidente della Giunta regionale, Vincenzo De Luca.

Occorre monitorare se, nei prossimi 10 giorni, si registrerà un raffreddamento del contagio relativo alla scuola primaria così da consentire il rientro in classe.

La Giustizia ai tempi del Coronavirus, tra disagi e rallentamenti

Lo Studio legale Riccardo Vizzino e Associati con un dettagliato esposto alle Autorità competenti ha portato all’attenzione delle Istituzioni e della Cittadinanza la grave situazione che gli avvocati stanno vivendo: per mesi i Legali non hanno potuto esercitare la professione, né incontrando i clienti né partecipando alle udienze innanzi agli Uffici Giudiziari di volta in volta competenti. Le udienze previste nel periodo di chiusura totale hanno subito rinvii e slittamenti anche di un anno e la stessa cosa si è verificata per le prime udienze che sono state fissate in alcuni casi anche con una dilazione di 18 mesi.
Classico esempio di queste problematiche è rappresentato dall’Ufficio del Giudice di Pace di Napoli, composto da 9 Sezioni Civili e circa 60 Giudici, dove si sono registrati i dati più allarmanti e preoccupanti. Infatti, con la predisposizione di circa 20 cause per ciascun Giudice, si è calcolato il rinvio di circa 30.000 cause al mese! Tutto questo rappresenta una gravissima violazione per i cittadini che vedono calpestati ancora una volta i propri diritti e consiste in un nuovo durissimo colpo per il già provato carico della giustizia.
In questo clima è diventato difficile se non impossibile compiere anche le cose più semplici come ad esempio organizzarsi per adempimenti, seguire il corso dei rinvii delle cause nei vari Fori Campani o recarsi in udienza. Gli Avvocati che vogliono accedere agli Uffici Giudiziari devono affrontare file e rallentamenti estenuanti. A ciò si aggiungano le tantissime denunce di disagi e problematiche circa la fruizione dei mezzi pubblici. Molti Colleghi, infatti, spesso non riescono a recarsi in udienza agli orari prestabiliti a causa dell’eccessivo sovraffollamento dei vagoni della metropolitana.
Ad oggi, i Presidenti dei Tribunali attraverso accordi e trattative con le Istituzioni sono riusciti a garantire almeno un minimo svolgimento di udienze che comunque non possono superare le 20-25 cause al giorno fissate ad orari prestabiliti per ciascun Giudice. Sono state dettate determinate disposizioni di sicurezza per la trattazione e la presenza degli Avvocati. In particolare è prescritto il distanziamento fisico tra le varie parti che partecipano al giudizio, l’uso obbligatorio della mascherina e presidi di sicurezza quali vetri di plexiglass posizionati sulle scrivanie dei Giudici per isolarli e distanziarli durante la trattazione orale delle vertenze da parte degli Avvocati. Tutto questo però, alla luce dei numeri dei contagiati, non risulta sufficiente a garantire livelli di sicurezza e prevenzione adeguati. Anche il semplice gesto di passare il fascicolo d’Ufficio al Collega rischia di essere fatale ai fini della trasmissione del virus. In queste condizioni nemmeno indossare i guanti servirebbe a scongiurare il problema. È per questi motivi che si rendono necessarie e urgenti pulizie e sanificazioni costanti di questi ambienti frequentatissimi. Sarebbe pure opportuno istituire la presenza obbligatoria di personale ad hoc, posizionato all’ingresso dei bagni, che provveda a sanificare l’ambiente ogni volta che viene utilizzato.
Alla luce dei disagi e delle problematiche denunciate, è necessario giungere ad una chiusura per almeno 20 giorni di tutti gli Uffici Giudiziari e predisporre un serio programma di sicurezza e sanificazione in grado di garantire il diritto alla salute di tutti i soggetti confluenti nelle strutture. Questa chiusura momentanea dei vari Fori Giudiziari sarebbe propedeutica all’individuazione di tutte le misure di sicurezza e prevenzione da porre in essere.
Con la riapertura degli Uffici si propone l’organizzazione delle udienze con orari cadenzati dalle 9:00 di mattina alle 15:00 del pomeriggio. Solo in questo modo si possono garantire un numero maggiore di cause trattate per ogni udienza con la possibilità per gli Avvocati di organizzare al meglio il proprio lavoro e raggiungere anche più Fori nella stessa giornata.
Ancora, a livello Istituzionale Regionale sarebbe utile istituire un Comitato Permanente, composto da membri
della Società civile, psicologi, psicoterapisti, sociologi e medici per il monitoraggio concreto e ravvicinato di
tutte le problematiche legate al Covid –19 e delle relative misure di sicurezza e prevenzione da attuare.
Al nostro Presidente della Regione, Vincenzo De Luca, chiediamo dunque di agire in tal senso al più presto e di non sottovalutare il problema, anche perché omissioni di questo genere costituiscono gli estremi per il reato di epidemia colposa.
Un altro aspetto da non sottovalutare, strettamente correlato alla diffusione della pandemia, è quello psicologico. Sempre più persone si ritrovano a dover vivere situazioni drammatiche sia dal punto di vista psicologico che economico. Pertanto, l’istituzione di un tale servizio, associato ad un numero verde, servirebbe per offrire supporto morale e vicinanza a tutti coloro che in seguito allo stato di emergenza dovuto al Covid abbiano subito gravi conseguenze e disagi.

Infine, una doverosa digressione è necessaria anche in riferimento all’annosa questione contributiva e previdenziale degli Avvocati. A questo proposito, si chiede all’ente assistenziale degli Avvocati Cassa Forense di accedere ai Fondi previsti dall’Unione Europea e di surrogarsi su questi per il pagamento di tutte le tasse dovute dagli iscritti così da poter davvero configurare un fine assistenziale concreto e offrire un aiuto effettivo a tutti i professionisti in difficoltà.

Fiola torna in Camera di Commercio dopo il Covid: “Subito fondi per le imprese”

E’ tornato in Camera di Commercio il presidente, Ciro Fiola, dopo aver attraversato il calvario del Covid-19 ed essere rimasto 20 giorni nella terapia intensiva dell’Ospedale “Cotugno”. Ha superato la malattia ed è pronto a rimettersi al timone dell’ente di piazza Bovio.
“Ho visto le immagini delle proteste di piazza ed ho avuto paura – racconta Fiola -. Chi ha organizzato le manifestazioni ha consentito infiltrazioni pericolose. Da giovane ho fatto associazionismo e dico che le rivoluzioni non si fanno quando c’è una pandemia. Non bisogna mai abbandonare, invece, il tavolo della politica per spingere chi decide a prendere le decisioni giuste. E questo è un ruolo delle associazioni datoriale, dal quale non devono mai allontanarsi”.
Fiola lancia un appello a Conte: “Bisogna prendere i soldi del MEs e salvare la vita delle imprese italiane. Il nostro Paese è indebitato da 70 anni, non c’è alternativa. Ma oggi è più che mai necessario poter contare sulla liquidità immediata, da girare agli imprenditori. Mi chiedo, poi, a cosa serva la chiusura dei ristoranti alle 18? Meglio l’assembramento per strada dei rider o 4 persone sedute a tavola con distanziamento? E chi lavora solo di sera come fa a sostenere la sua azienda. C’è bisogni di mettere in campo le risorse per dare la possibilità a queste aziende di continuare a vivere,  dandogli anche la possibilità di decidere liberamente di chiudere. Diamogli la Cassa Integrazione, un contributo sui fitti, l’abbattimento delle tasse. Insomma, segnali concreti per andare avanti”.
Al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, rivolge un invito: “Non isoli la Regione rendendola “unica” nelle decisioni. Condivido la sua linea sulla sanità avendo anche visto da vicino la situazione. Ma continuiamo a chiedere maggiori controlli per il rispetto delle regole. Bene la scelta di rivedere la posizione sull’asporto, seguendo le nostre richieste e aprendo fino alle 22,30. Teniamo sotto controllo e pressiamo il governo che ci dia più esercito e polizia perché ci siano maggiori controlli che possano dare una mano anche ai commercianti virtuosi”.

 

Covid, Tassisti: “Non ci faremo prendere in giro dal Governo”

“I tassisti sono esausti. Si fermano”. È questo lo slogan scelto dai tassisti napoletani che stamane si sono radunati in piazza del Plebiscito. A protestare i sindacati Unimpresa, sitan, Atn, Uritaxi, federartaxi, orsa taxi Napoli.

Le auto parcheggiate al centro della Piazza per tutta la giornata hanno creato un colpo d’occhio suggestivo.

La categoria dei Tassisti è in forte sofferenza e con le nuove disposizioni contenute nell’ultimo DPCM, per il contenimento dei contagi da Covid, i danni economici al settore rischiano di diventare irreversibili. Intanto arrivano dal Governo aperture per sostegno a fondo perduto gli autisti di piazza però sono scottati dal mancato conferimento di aiuti dello scorso lockdown.

Covid, a Napoli in migliaia protestano davanti alla sede della Regione

“Reddito di salute per tutti la crisi la paghino i ricchi”. Questo uno degli striscioni esposti ieri in Pazza Plebiscito a Napoli dove si sono radunate migliaia di persone per protestare contro i nuovi provvedimenti anticovid da parte del governo e della Regione Campania. In piazza rappresentanti delle categorie che si sentono danneggiate come i ristoratori, i titolari dei bar, settori dell’indotto del turismo, ma anche studenti, esponenti dei centri sociali, singoli cittadini che stanno perdendo il lavoro.

“A salute e a prima cosa ma senza sorde nun se cantano messe”, un altro degli striscioni. Intorno alla piazza decine di camionette delle forze dell’ordine e agenti in tenuta antisommossa. Dopo un po’ i manifestanti, con il consenso delle forze dell’ordine, si sono diretti verso la sede della Giunta regionale campana nella vicina Via Santa Lucia. Nel corso della protesta un manifestante è stato fermato La protesta si è po conclusa ma i manifestanti hanno annunciato: “Torneremo davanti alla sede della Regione ogni giorno alle 18”.