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Al via contest internazionale per Oscar della pizza napoletana

Forte del successo delle scorse edizioni che hanno sostenuto la candidatura Unesco dell’arte dei pizzaioli napoletani, MySocialRecipe conferma il format del contest internazionale degli anni precedenti e raddoppia, con una serata speciale nel corso della quale verranno attribuiti gli Oscar della Pizza. “Il nostro obiettivo – spiega l’ideatrice della manifestazione Francesca Marino – è puntare i riflettori sul mondo della pizza, in continua e costante crescita”.

A tenere a battesimo l’iniziativa il commissario della Camera di Commerio Girolamo Pettrone e il giornalista Luciano Pignataro.

Traffico di droga, arrestato “Ferro filato”: era latitante da due anni

Un trafficante di droga latitante da due anni, ritenuto legato alla camorra per la quale importava stupefacente dalla Spagna, è stato arrestato dai carabinieri a Napoli, nel corso di un blitz scattato all’alba nel quartiere Barra della città.

Si tratta di Antonio Ruggiero, detto “ferro filato”, 34 anni, ritenuto appartenente al clan “Gallo-Limelli-Vangone” e persona di fiducia del boss Giuseppe Gallo, detto “Peppe ‘o pazzo”.

Il latitante si nascondeva in un appartamento del quartiere Barra, con la compagna e la figlia piccola. I militari di Torre Annunziata sono entrati in azione con un elicottero partito da Pontecagnano e con i colleghi del decimo Reggimento. Ruggiero ha tentato la fuga. Si è nascosto sotto un furgone ma è stato individuato e bloccato.

A casa i militari hanno trovato una patente falsa. Ora è chiuso nel carcere di Secondigliano. Deve scontare una condanna a 12 anni e 4 mesi di reclusione per associazione finalizzata allo spaccio di stupefacenti aggravata dalle finalità mafiose.

Qualiano, uccide la madre, si barrica in casa e minaccia di sparare ai carabinieri

Uccide la madre e poi si barrica in casa: è successo in via Campana, a Qualiano (Napoli). Secondo le prime notizie, Pasquale De Falco, un 37enne con problemi psichici, ha ammazzato la donna e poi si è barricato nell’appartamento al primo piano dello stabile. Sul posto si sono recati i Carabinieri. Secondo quanto si apprende dai Carabinieri, è armato di un fucile da caccia regolarmente detenuto dal padre, che non era in casa al momento della tragedia. Da un punto di osservazione, i carabinieri riescono a vedere il corpo della donna a terra, che si trova in un disimpegno esterno all’abitazione al primo piano.

I Carabinieri hanno avviato una trattativa con Pasquale De Falco. Da un balcone che si trova di fronte all’abitazione dove è avvenuta la tragedia, i militari stanno tenendo sotto controllo l’uomo. Secondo quanto si è appreso l’uomo, in seguito ad una forte delusione amorosa aveva tentato di uccidersi dal balcone dell’abitazione di famiglia. In paese viene descritto come una brava persona, diplomato, appartenente a una famiglia conosciuta a Qualiano. Il padre, pensionato, ha lavorato nel settore dell’edilizia.

I Carabinieri – che indossano giubbotti antiproiettile – hanno fatto allontanare ulteriormente per motivi di sicurezza i cronisti che si erano assiepati. A coordinare le operazioni è il comandante della compagnia di Giugliano in Campania, Antonio De Lise. I militari hanno fatto anche chiudere tutti i negozi che si affacciano sulla strada.

La famiglia De Falco è molto conosciuta in città. Il padre di Pasquale è un appassionato di caccia: di qui il possesso del fucile regolarmente detenuto.

Alla Fondazione De Filippo “l’insieme di follie” di Roberto Capucci

Con un omaggio a Roberto Capucci, la Fondazione Eduardo De Filippo ha inaugurato a Napoli, nello storico Palazzo Scarpetta di Via Vittoria Colonna, la sua nuova sede operativa.

E’ stata infatti presentata in anteprima l’originale mostra di “disegni per il teatro” intitolata “Roberto Capucci. Spettacolo onirico”.

Un’occasione unica perchè Napoli per la prima volta accoglie il grande Maestro rendendo visibile il suo “insieme di follie” che svela un aspetto inedito rispetto al suo primato di couturier d’Alta Moda che lo ha reso famoso nel mondo.

Rispetto alla sua lunga attività dedicata all’universo femminile, infatti, Capucci ha composto, sin dagli anni Novanta, una serie di disegni con un inaspettato repertorio di costumi maschili per il teatro.

Il titolo della mostra, Spettacolo onirico, è suggerito dallo stesso carattere visionario che connota i suoi costumi maschili. Una galleria di oltre cinquanta figure multiformi che sembrano trasfigurare l’avvenenza delle divinità del mito, come spiega Caterina Napoleone, curatrice della mostra.

Alla presentazione della mostra ha preso parte anche Carolina Rosi.

Assenteismo alla Reggia di Caserta: arrestati furbetti del cartellino

Dovevano tenere sotto controllo la Reggia di Caserta. Invece, durante l’orario di lavoro, si assentavano per ore, per mangiare una pizza o per svolgere commissioni personali, rendendo il lavoro dei ladri ancora più semplice.
É stato proprio durante le indagini per il furto dell’incasso alla buvette della Reggia che la Polizia di Stato li ha scoperti.

Due misure cautelari – obbligo di firma prima di entrare in servizio e dopo avere terminato l’orario di lavoro – sono state notificate stamattina dagli agenti della Squadra Mobile di Caserta a due dipendenti del Mibact, addetti ai servizi di vigilanza nella Reggia di Caserta.

Si tratta di Giovanni Maiale e di Raffaele Narciso che, secondo quanto emerso dall’attività investigativa, dopo avere timbrato l’ingresso in servizio, lasciavano il posto di lavoro per svolgere commissioni o andare a mangiare una pizza. In alcune occasioni sono anche tornati direttamente a casa per poi ripresentarsi, a fine turno, solo per vidimare l’uscita.

I reati che la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ipotizza sono truffa aggravata e continuata, e false attestazioni sulla presenza in servizio. Altri quattro dipendenti della Reggia risultano indagati.

Maiale e Narciso sono stati scoperti dalla polizia grazie a pedinamenti e intercettazioni video-ambientali. Gli episodi di assenteismo risalgono ai mesi di settembre, ottobre e novembre 2016. Gli inquirenti, attraverso una nota, sottolineano il danno arrecato al Mibact che non riguarda solo lo stipendio percepito immeritatamente ma, soprattutto, il danno patrimoniale e di immagine derivante dalla mancata vigilanza nella Reggia vanvitelliana, sito Unesco, che finiva per essere più esposta a furti e atti vandalici.
É stato proprio durante le indagini per il furto dell’incasso alla buvette della Reggia che la Polizia di Stato li ha scoperti.

Due misure cautelari – obbligo di firma prima di entrare in servizio e dopo avere terminato l’orario di lavoro – sono state notificate stamattina dagli agenti della Squadra Mobile di Caserta a due dipendenti del Mibact, addetti ai servizi di vigilanza nella Reggia di Caserta.

Si tratta di Giovanni Maiale e di Raffaele Narciso che, secondo quanto emerso dall’attività investigativa, dopo avere timbrato l’ingresso in servizio, lasciavano il posto di lavoro per svolgere commissioni o andare a mangiare una pizza. In alcune occasioni sono anche tornati direttamente a casa per poi ripresentarsi, a fine turno, solo per vidimare l’uscita.

I reati che la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ipotizza sono truffa aggravata e continuata, e false attestazioni sulla presenza in servizio. Altri quattro dipendenti della Reggia risultano indagati.

Maiale e Narciso sono stati scoperti dalla polizia grazie a pedinamenti e intercettazioni video-ambientali. Gli episodi di assenteismo risalgono ai mesi di settembre, ottobre e novembre 2016. Gli inquirenti, attraverso una nota, sottolineano il danno arrecato al Mibact che non riguarda solo lo stipendio percepito immeritatamente ma, soprattutto, il danno patrimoniale e di immagine derivante dalla mancata vigilanza nella Reggia vanvitelliana, sito Unesco, che finiva per essere più esposta a furti e atti vandalici.

Il crepuscolo delle Gallerie di Napoli, da vanto dell’architettura a esempio di degrado

Napoli, città ricca d’arte di ogni forma e colore, dove ogni angolo regala emozioni e frammenti di storia. Una storia spesso dimenticata della quale le uniche parole leggibili sono degrado e sconforto.

Questo è il caso di due dei maggiori esempi architettonici che simboleggiano la città partenopea, la Galleria Umberto I e la Galleria Principe.

Geograficamente distanti, ma architettonicamente analoghe. Sormontate entrambe da maestose coperture in ferro e vetro, celano, oggi, tra le loro decorazioni in stucco tipicamente ottocentesche, decadenza ed abbandono.

Negli ultimi anni, queste sono state al centro di molte questioni che hanno perciò indignato il popolo napoletano.

La Galleria Umberto I, ubicata nel cuore pulsante della via dello shopping, era un tempo considerata il più antico salotto di Napoli e luogo di incontro dei principali uomini illustri; un vero e proprio tempio della mondanità.

Ora, un accumulo di impalcature che ostruisce a cittadini e turisti la vista delle maestose decorazioni presenti al suo interno. Un interno ove l’armonia viene continuamente intaccata dalla mala amministrazione e provocata dai ragazzini che durante la notte fanno dei mosaici pavimentali un campo da calcio.

Poco distante e più nascosta è l’altra, la Galleria Principe, definita da alcuni “sorella minore di quella dedicata al Re Umberto I”.

Ciò nonostante, occupa un posto di grande rilievo nel cosiddetto quadrilatero dell’arte, abbracciato dal Conservatorio di San Pietro a Majella, dall’Accademia di Belle Arti e dal Museo Archeologico.

Fu costruita verso la fine dell’ottocento con l’idea di farne una galleria commerciale ed esaltare la nobiltà del Principe; una nobiltà andata sempre più in frantumi.

Lasciata, infatti, per anni in uno stato di completo abbandono, dove gli intonaci staccati, bassorilievi e statue, lasciati qua e là, facevano da sfondo a quella oramai dimenticata galleria. Un vero e proprio tunnel claudicante, oltraggiato dalla trascuratezza e divenuto un centro di riparo per senzatetto.

Quest’oggi, con un numero discreto di operazioni di restauro al suo seguito, la Galleria Principe sembra essere rinata e molti sono i progetti futuri previsti dal Comune di Napoli per ridare a questo luogo quella dignità rimasta seppellita per anni.

 

 

 

Moretta, da Consiglio nazionale e Cassa di previdenza massima attenzione verso i giovani”

NAPOLI – “Oggi registriamo grande sintonia in materia di politiche giovanili tra la Cassa di previdenza e il Consiglio nazionale dei commercialisti. C’è grande attenzione a venire incontro alle esigenze dei giovani iscritti che si avvicinano alla professione. Viene data ad esempio la possibilità di finanziare gli studi, e trovare lavoro seppure sporadicamente a chi è in difficoltà. E poi a nessuno viene fatta mancare la possibilità di partecipare ai corsi di formazione per aggiornarsi”. Lo ha detto Vincenzo Moretta, presidente dell’Odcec di Napoli, aprendo il convegno “Prospettive e novità in materia di Cassa di previdenza dei dottori commercialisti”.

“Le novità previdenziali più importanti riguardano l’approvazione del bilancio della Cassa, che ha chiuso l’anno con oltre 630 milioni di euro di avanzo”, ha sottolineato Walter Anedda, presidente della Cnpadc. “E il bilancio tecnico evidenzia la sostenibilità dell’ente ben oltre i 50 anni previsti oggi dalla norma”.

Achille Coppola, segretario nazionale dei commercialisti italiani, si è soffermato sul tema del lavoro: “L’azione tra il Consiglio nazionale e le nostre Casse di previdenza è sinergica. Oggi la gestione previdenziale deve anche avere un focus rilevante sull’acquisizione di opportunità per la categoria, perché tutta la professione si sta riqualificando”.

Di welfare ha parlato Salvatore Palma, il consigliere d’amministrazione dell’ente pensionistico: “Stiamo immaginando un nuovo welfare per la categoria, che sia più dinamico ed attivo, presente a 360 gradi nella vita dell’iscritto. E che dunque sostenga anche la crescita professionale, perché questa significa migliore tenuta del sistema previdenziale e migliore adeguatezza delle prestazioni”.

Per Sandro Villani, vicepresidente dell’istituto di previdenza: “Il convegno ha permesso di intensificare il dialogo tra le parti per poter cogliere tutte le opportunità che portino beneficio alla professione”.

Un Fashion Festival di successo a La Reggia Outlet di Marcianise

Grande successo di pubblico per la prima edizione del Fashion Festival, che ha richiamato a La Reggia Designer Outlet 35.000 persone per una giornata di musica, divertimento e shopping.

“Il Fashion Festival è un format importato dall’Europa del Nord – racconta Stefano Vaccaro, Centre Manager La Reggia Designer Outlet -. Per la prima volta è stato fatto qui in Italia, contemporaneamente in tutti i centri McArthurGlen, e l’esperimento può dirsi assolutamente riuscito con 35.000 presenze registrate. Un record assoluto!”.

In una straordinaria atmosfera di gioia, tra carrettini di zucchero filato, palloncini, spinning chairs e dondoli jungle in Piazza Fontana, gli ospiti del Centro McArthurGlen di Marcianise (CE) hanno girato tra i viali alla ricerca del look giusto, godendo di offerte esclusive, studiate e concesse per l’occasione, incontrando l’influencer Mattia Marciano, che ha documentato il Fashion Festival sui suoi social, ascoltando, in vari momenti della giornata, i violini del duo GuerzonCellos, Tiziano e Enrico Guerzoni, e assistendo ai coinvolgenti flashmob lirici dell’associazione Musikè.

 

 

“Non seguite le sirene dei clan”. L’appello del cardinale Sepe ai giovani per la festa del lavoro

Una messa in suffragio di tutti i lavoratori morti nell’adempimento delle proprie funzioni, quella celebrata dal cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo metropolita di Napoli, nella sede Tim del Centro Direzionale, come consuetudine ormai consolidata all’indomani della celebrazione liturgica di San Giuseppe Artigiano, celebrazione cristiana della festa dei lavoratori.
Int. Sepe
Circa l’impegno di Tim nel Mezzogiorno, Filippo Antilici, responsabile risorse umane di Tim per il sud Italia.
Int. Antilici
Alla messa ha preso parte l’assessore al lavoro della Regione Campania, Sonia Palmeri.

Schiacchiato da auto durante lavoro, muore operaio presidente del Real Bellizzi

Un operaio è morto a Pontecagnano, nel Salernitano in un incidente sul lavoro all’alba di questa mattina. L’uomo, Salvatore Sirica, 59 anni, originario di Bellizzi, presidente della locale squadra di calcio Real Bellizzi, è rimasto schiacciato da una vettura nel corso delle operazioni di caricamento di auto su una bisarca.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’uomo non si sarebbe accorto dello spostamento della macchina in quanto aveva le cuffie per coordinare le operazioni con i colleghi. La vettura lo ha centrato in pieno non lasciandogli scampo. “E’ inaccettabile – sottolinea Luigi Vicinanza, sindacalista della Cisal provinciale – che dopo il buonismo sentito in occasione delle celebrazioni del primo maggio ora ci si ritrovi a fare i conti con l’ennesima tragedia legata al mondo del lavoro. La magistratura faccia subito chiarezza sulla morte dell’operaio 59enne di Bellizzi.

Dagli inquirenti pretendiamo celerità nelle indagini nel rispetto della famiglia e dei suoi colleghi”.