domenica, Marzo 1, 2026
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Pioggia di critiche e fischi per Cavani al Boca Juniors: “Ha 40 anni e deve smettere di giocare”

Edinson Cavani deve ritirarsi. È questo il pensiero del mondo Boca Juniors dopo gli ultimi mesi in cui El Matador sta faticando. Viene costantemente fischiato dal pubblico della Bombonera, che non gli perdona le prestazioni sotto livello. Nell’ultima partita contro il Racing Club è stato sostituito e fischiato sonoramente dal pubblico.

In merito a questa situazione, è intervenuto l’ex campione del mondo del 1986 con l’Argentina, Oscar Ruggeri, ai microfoni di ESPN: “È un peccato che questa stella venga insultata in questo modo, vista la sua immensa carriera. Deve smettere di giocare. È dura, a 40 anni, giocare ancora nel nostro campionato oggi. Secondo me, non sta prendendo questa decisione perché vuole continuare a provare a cambiare le cose e andarsene”.

Uil scuola Campania, inaugurata la nuova sede

Uil scuola Campania, inaugurata la nuova sede

Precariato, stipendi tra i più bassi d’Europa e riforme che cambiano ad ogni legislatura. Sono stati i problemi strutturali che attanagliano il mondo dell’istruzione nel paese a tenere banco durante l’inaugurazione della nuova sede della Uil scuola Campania, che si è traferita al porto di Napoli, nello stesso edificio che ospita già la segreteria confederale.

Arrivato per tagliare il nastro il segretario generale Pierpaolo Bombardieri non ha risparmiato critiche al lavoro del governo: (Interviste nel video allegato).

Presenti il segretario della Uil Napoli e Campania Giovanni Sgambati e il segretario generale Uil Scuola, Giuseppe D’Aprile: (Interviste nel video allegato).

Fiori e bigliettini fuori al Monaldi, continuano indagini sulla morte di Domenico Caliendo

Fiori e bigliettini fuori al Monaldi, continuano indagini sulla morte di Domenico Caliendo

Così come all’esterno dell’ospedale Monaldi continua a crescere l’altarino formato da centinaia di fiori, bigliettini e pupazzi portati in maniera spontanea da tanti cittadini che hanno così voluto manifestare il proprio affetto e la vicinanza alla famiglia di Domenico Caliendo, passano i giorni e in parallelo cresce anche il numero dei particolari e dettagli su scelte ed errori che hanno portato alla morte del bimbo di due anni e mezzo a cui il 23 dicembre scorso è stato trapiantato un cuore danneggiato.

Le testimonianze di tre infermiere ricostruiscono le drammatiche fasi dell’intervento sul cuore del piccolo. L’organo prelevato a Bolzano dall’equipe del Monaldi una volta aperto il contenitore in cui era stato trasportato è risultato congelato, secondo il racconto di chi si trovava in sala operatoria e a nulla sono serviti i tentativi di scongelarlo con acqua a diverse temperature, prima fredda poi calda.

Non poteva essere trapiantato ma il chirurgo Oppido, figura apicale dei sette indagati per omicidio colposo dalla procura di Napoli, aveva già espiantato il cuore di Domenico. 14 i minuti in cui il bimbo è rimasto senza cuore.

Capaccio Paestum, blitz antidroga: una persona arrestata dai carabinieri

Capaccio Paestum, blitz antidroga: una persona arrestata dai carabinieri

Blitz antidroga dei Carabinieri il 25 febbraio a Capaccio Paestum. In manette è finito Essagie Achraf, accusato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e detenzione illegale di armi.  L’operazione è stata condotta dal N.O.R.M. – Sezione Operativa della Compagnia di Agropoli. Determinante il supporto delle A.P.I. del Comando Provinciale Carabinieri di Salerno. Impegnati anche il 7° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Pontecagnano Faiano e il Nucleo Cinofili di Sarno. Durante la perquisizione i militari hanno rinvenuto circa 1,8 chilogrammi di cocaina. Sequestrati anche 5,7 chilogrammi di hashish. Trovati inoltre 200 grammi di eroina e 180 grammi di marijuana.

Nell’abitazione erano custoditi anche 5.600 euro in contanti. Il denaro sarebbe ritenuto provento dell’attività di spaccio. L’operazione rientra nell’ambito dei controlli straordinari sul territorio. La droga è stata sottoposta a sequestro. L’arrestato è stato messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Proseguono le indagini per accertare eventuali ulteriori responsabilità.

Internazionalizzazione imprese: accordo quadro tra Spici, Promos Italia e Fabbrica Italiana Innovazione

Internazionalizzazione imprese: accordo quadro tra Spici, Promos Italia e Fabbrica Italiana Innovazione

Mettere a sistema competenze, strumenti e reti per sostenere l’accesso ai mercati esteri delle imprese e, allo stesso tempo, rafforzare l’attrattività della Campania verso capitali e partnership industriali. Con questi obiettivi al polo tecnologico Fabbrica Italiana dell’Innovazione, è stato sottoscritto un accordo quadro tra SPICI srl- società per l’innovazione, la cooperazione e l’internazionalizzazione,  Promos Italia – Agenzia italiana per l’internazionalizzazione, e Fabbrica Italiana dell’Innovazione Società Benefit.

L’INTESA

L’intesa prevede: accesso qualificato ai mercati internazionali, sviluppo di relazioni economiche e istituzionali, promozione di opportunità di investimento sui territori, oltre all’organizzazione di eventi formativi, fiere e missioni commerciali.

Previsti anche percorsi di accompagnamento per imprese, startup e realtà innovative.

Cosi Mariangela Contursi, componente del comitato esecutivo di fabbrica italiana dell’innovazione e Giovanni Rossi, direttore generale promos italia: (Interviste nel video allegato).

Presente anche Vincenzo Lipardi, presidente di spici: (Intervista nel video allegato).

Perseguita e picchia l’ex moglie: arrestato stalker

L’ha seguita, braccata sin nel porto di Bacoli. Poi l’ha colta di sorpresa entrando nell’abitacolo dell’auto, dove lei aveva cercato rifugio, riparo. Un modo per fuggire. Infine, l’ha aggredita mentre, presa dal panico, scappava a piedi. Un’imboscata in pieno giorno, finita in un video che ora non lascia scampo al suo aggressore 43enne, ex marito della donna. I carabinieri della stazione di Bacoli lo hanno infatti arrestato con pesanti accuse: atti persecutori, maltrattamenti in famiglia, rapina impropria, lesioni personali e violenza privata. La vittima è l’ex moglie: per lei 21 giorni di prognosi, firmati dai medici del pronto soccorso.
La vittima ha 44 anni. Separata da circa 2 anni dal padre dei suoi due figli di 18 e 12 anni. La donna – ha raccontato ai militari – non riesce più ad avere una vita libera. L’ex marito non accetta la fine della separazione e la segue costantemente. Sul posto di lavoro, sotto casa, anche mentre guida. La donna è sempre “braccata” dagli occhi ossessivi, molesti dell’ex marito. Non solo appostamenti; ma anche urla, offese e minacce, sono le costanti della sua vita. A nulla sono valse le 4 denunce che la donna ha fatto nei  confronti dell’ex tra fine e inizio di quest’anno.
Ieri l’ultimo pericoloso episodio. La donna è con una sua amica. La sta accompagnando all’ospedale di Pozzuoli per una visita. Avverte di essere seguita; ma non ne è certa. Quegli occhi ormai se li sente sempre addosso. Accompagnata l’amica, la 44enne decide, nell’attesa, di andare al porto di Baia. La 44enne scende dall’auto e si allontana per poi nascondersi dietro un muro e attende. Pochi secondi e arriva una station wagon nera: è l’ex marito. L’uomo parcheggia e scende dall’auto. Si avvicina all’utilitaria della donna e osserva. La vittima attende mentre l’uomo si allontana. Lo smartphone della donna squilla, è l’amica che ha terminato la visita medica. Deve andare a prenderla. La 44enne accelera il passo e entra in auto. Neanche il tempo però di mettere in moto che l’ex entra nell’abitacolo dallo sportello posteriore sinistro. Il 43enne è alle sue spalle, l’afferra e le strappa il cellulare. Vuole solo parlare, le dice. La donna apre però la portiera e fugge Lui la insegue. La raggiunge. L’aggredisce. Nella colluttazione lo smartphone della donna cade a terra. Lei riesce a recuperarlo mentre vede la caserma della capitaneria di porto e chiede aiuto. Il militare fa entrare la donna mentre l’ex marito urla e scalpita dietro la recinzione della struttura militare per poi andare via. La vittima racconta tutto ai carabinieri che acquisiscono le immagini dai sistemi di videosorveglianza e vedono la scena del porto: l’entrata in auto, la colluttazione e la fuga dell’uomo. I militari si mettono subito sulle sue tracce. Lo rintracciano a casa e lo arrestano.

“Affari sporchi” coi Casalesi, sequestrati beni per 2,2 milioni di euro a imprenditore casertano

Gli affari sporchi coi Casalesi costano caro ad un imprenditore della provincia di Caserta. Sequestrati beni per 2,2 milioni di euro in esecuzione di un provvedimento della DDA di Napoli.

All’alba i militari del G.I.C.O. della Guardia di finanza di Napoli hanno dato esecuzione al decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. L’uomo è un imprenditore 51enne originario di San Cipriano d’Aversa che opera nel settore della fornitura di calcestruzzo e dei lavori edili e stradali.

Le indagini hanno evidenziato che, sin dai primi anni duemila, l’uomo sarebbe stato inserito in un ristretto circuito di imprenditori di riferimento del clan dei Casalesi – fazione Schiavone. Il legame col clan avrebbe consentito all’imprenditore di aggiudicarsi appalti pubblici di rilievo e consistenti forniture di calcestruzzo. Parallelamente, gli “Schiavone” avrebbero beneficiato di un flusso costante di risorse economiche attraverso false fatturazioni, prelievi di denaro contante e monetizzazione di titoli di credito, con percentuali commisurate al valore delle commesse o ai quantitativi forniti. Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha disposto il sequestro delle quote e dell’intero compendio aziendale di una società, di 15 immobili tra fabbricati e terreni ubicati nella provincia di Caserta, di 4 autoveicoli, nonché di rapporti bancari e finanziari. Sotto sigilli quindi un patrimonio mobiliare e immobiliare del valore stimato di oltre 2,2 milioni di euro.

L’imprenditore risulta tra l’altro già condannato in via definitiva per riciclaggio aggravato dalla circostanza mafiosa ed è attualmente a giudizio per concorso esterno in associazione di tipo mafioso, trasferimento fraudolento di valori e turbativa d’asta.

Aurelio De Laurentiis e le particolari clausole dei suoi contratti: Osimhen è solo l’ultimo esempio

Sì, ma c’è la clausola da rispettare. È un’espressione che si potrebbe utilizzare in una miriade di casi che hanno accomunato il calciomercato del Napoli da quando Aurelio De Laurentiis ne è diventato il presidente, più di vent’anni fa. “Non sono pazzo, sono un visionario“, è una sua frase diventata virale sui social magari con qualche edit simpatico su TikTok. Sono tante le situazioni per le quali De Laurentiis non è passato inosservato. Ma se c’è un aspetto molto interessante è senza dubbio quella delle clausole nei suoi lunghi e particolari contratti.

“Nell’universo”

Una bel retroscena lo aveva svelato Ghoulam qualche anno fa: “I contratti di De Laurentiis sono validi anche nello spazio“. Proprio il presidente aveva rivelato, in un’intervista da Fabio Fazio, il significato di questa espressione: “La mia famiglia ha sempre avuto una gran cultura per la musica. La società oggi avrà più di 1.500 colonne sonore, nei contratti che facevamo c’era scritto “nell’universo”. Se un astronauta sta andando per aria su Marte, la Nasa gli manda le immagini di una partita o di un film. Un domani potrebbero esserci molte più persone“.

La clausola di riservatezza

Quando un tesserato del Napoli lascia il club non può effettuare alcun tipo di rivelazione. Nei contratti di De Laurentiis, infatti, è presente una clausola di riservatezza. La fotografia di questo è la polemica di Gonzalo Higuain e l’esultanza rabbiosa che, dopo aver segnato al San Paolo nel 2017 con la maglia della Juventus, si è girato indicando De Laurentiis dicendo: “Es tu colpa“, se sono andato via. Quando poi la clausola è scaduta, nel 2020, ha detto: “Tra di noi non c’era più alcun rapporto, il suo modo di pensare era molto diverso dal mio. Non avrei voluto passare un altro minuto con lui“.

La clausola solo per l’estero

Dopo il passaggio di Higuain alla Juventus, De Laurentiis decise di inserire soltanto clausole d’acquisto per l’estero. Nel 2019 il Villarreal pagò quella da 6 milioni di euro per Raul Albiol. E Maurizio Sarri l’anno prima volò in Premier League al Chelsea dopo un lungo braccio di ferro con il Napoli. L’ago della bilancia fu Jorginho, con i Blues che lo soffiarono al Manchester City per circa 58 milioni di euro. Da quel momento i rapporti con i Cityzens si sono rotti.

Ancelotti e i post commerciali sui social

È stato Carlo Ancelotti a sostituire Sarri sulla panchina del Napoli. L’esperienza è durata circa un anno e mezzo dopo. Il Fatto Quotidiano aveva pubblicato delle voci del suo contratto, come per esempio sull’auto: “Obbligo di utilizzarla per tutti gli spostamenti, di non cederla ad altri, di non portarla in officine non autorizzate. La benzina, i lavaggi e i rabbocchi di olio a carico dell’allenatore“. Oppure sui social, con Ancelotti obbligato a fornire le password: “Ma solo per post con fini commerciali“.

La clausola di non concorrenza di Spalletti

Dopo l’addio di Roberto Mancini, la FIGC voleva ingaggiare Luciano Spalletti, da poco vincitore di uno scudetto fantastico con il Napoli. Ma c’era un problema, ovvero la clausola di non concorrenza inserita nel contratto. In sostanza, l’allenatore doveva rimanere fermo per un anno e non andare in club concorrenziali al Napoli. La Nazionale italiana non era un’opzione in quel momento, poi la situazione si è risolta.

Osimhen e la clausola anti Serie A

L’ultimo esempio di questa lunga serie è Victor Osimhen. Dopo un lungo braccio di ferro, il centravanti nigeriano è stato ceduto al Galatasaray a titolo definitivo. Ma l’affare si è portato a termine soltanto con una clausola anti Serie A, che impedisce al club turco di cedere Osimhen in Italia, a meno che non venga versata una penale carissima: 70 milioni il primo anno, 50 milioni il secondo. Il centravanti nigeriano potrebbe essere ceduto in Serie A senza rispettare clausole solo a partire dall’estate 2027. Una bella trovata da parte del presidente De Laurentiis visto l’interessamento forte della Juventus per Osimhen.

Rottura della condotta adduttrice, niente acqua in sette Comuni del Napoletano

Rottura della condotta adduttrice, niente acqua in sette Comuni del Napoletano

Disagi idrici in diversi Comuni dell’area vesuviana a causa della rottura improvvisa della condotta adduttrice San Clemente–Cercola. Lo comunica Gori, spiegando che per consentire l’intervento di riparazione sarà necessario interrompere la fornitura della risorsa idrica. Secondo il calendario diffuso, mancanze d’acqua e cali di pressione sono previsti dalle 15 di oggi fino alle 9 di sabato 28 febbraio nei Comuni di Casalnuovo di Napoli, Pomigliano d’Arco e Sant’Anastasia. Dalle 7 di domani fino alle 9 di sabato 28 febbraio i disagi interesseranno Massa di Somma, Pollena Trocchia, San Sebastiano al Vesuvio e Cercola. La condotta San Clemente–Cercola alimenta il sistema idrico Sarnese-Vesuviano con una portata fino a 1.000 litri al secondo. Per limitare l’impatto sull’utenza, sono state predisposte manovre di regolazione dei flussi.

Da simbolo del malaffare a luogo di cura: inaugurata Casa AIMA Ben Hur

Da simbolo del malaffare a luogo di cura: inaugurata Casa AIMA Ben Hur

Trasformare un simbolo del malaffare in un luogo di cura. Con questo obiettivo è stata inaugurata in Via Ben Hur 62, nel quartiere di Soccavo, Casa AIMA Ben Hur. Il progetto nasce dal recupero di un bene confiscato alla criminalità organizzata, restituito alla collettività per diventare un punto di riferimento non solo per chi soffre di patologie neurodegenerative, ma per l’intero tessuto sociale del territorio.

Una realtà resa possibile dalla collaborazione tra il Comune di Napoli – Servizio Beni Confiscati – e AIMA Napoli Onlus (Associazione Italiana Malattia di Alzheimer – Sezione Campania), con il contributo della Regione Campania e della Fondazione Grimaldi, diretta da Luca Marciani

Casa Aima Ben Hur ospiterà due aree operative principali. Centro Alzheimer, dedicato alla prevenzione della malattia di Alzheimer e delle demenze, attraverso laboratori occupazionali, attività di stimolazione cognitiva e percorsi mirati alla cura e al supporto della persona. E Centro Salute e Benessere, che proporrà laboratori socializzanti di musica, ginnastica, teatro e ballo, rivolti a tutte le età, con l’obiettivo di favorire inclusione, partecipazione attiva e qualità della vita.

Presenti all’inaugurazione anche Antonio De Iesu, Assessore alla Legalità del Comune di Napoli, Nunzia Ragosta, Dirigente del Servizio Beni Confiscatie Andrea Saggiomo, Presidente della IX Municipalità.