Una cascata grigia. Una valanga mortale d’improvviso si staccò dalla montagna. Veloce, assassina. Travolse tutto: abitazioni, colture, animali, cose. Donne, uomini. In pochi secondi morirono 161 persone tra Sarno, Bracigliano, Quindici, Siano.
Era il 5 maggio 1998. Ventotto anni fa.
Quella immane tragedia viene ricordata e commemorata giustamente ogni anno: dalle istituzioni, dalle famiglie colpite dal lutto. Dai cittadini che per sempre ricorderanno quel giorno. Oggi alle 17,00 il comune di Sarno lo farà in modo particolare. Conferirà la cittadinanza onoraria a Nino D’Angelo. L’artista napoletano ricordò dopo qualche settimana da quella tragedia i morti della frana e i soccorritori col brano “A muntagna è caduta”. Poi, in tutti i comuni colpiti da quell’alluvione, ci saranno altre iniziative in memoria dei caduti. Per non dimenticare mai quanto accadde quel pomeriggio del 5 maggio 1998.
“Non è vero, non è vero, non è vero, non è vero Mauri”. Erano le parole di un incredulo Lele Adani al 36° gol di Gonzalo Higuain con la maglia del Napoli nella Serie A 2015/16. L’ultimo che lo portò a siglare il record di gol della storia del campionato, in rovesciata al Frosinone al termine di un anno magico. È stato il miglior anno della carriera del Pipita, che a fine anno è passato alla Juventus trovando quei successi che sono mancato al Napoli e che hanno portato a dei litigi con il presidente Aurelio De Laurentiis. Quando si parla di Higuain è inevitabile pensare agli anni di Napoli, ma anche a quelli in cui giocava nel Real Madrid o alla Juventus, che per motivi diversi lo hanno reso un attaccante straordinario. Probabilmente, dal punto di vista tecnico è stato il migliore degli ultimi quindici anni. Perché era un centravanti con i piedi di un trequartista, capace di mettere la palla con precisione a quaranta metri senza troppe difficoltà. Il senso del gol, poi, con il giusto allenatore è stato ugualmente valorizzato al massimo. Non solo da Maurizio Sarri, ma anche da Manuel Pellegrini e José Mourinho al Real Madrid e da Massimiliano Allegri alla Juventus. Del resto, Higuain non è stato soltanto l’uomo del record, ma è stato un attaccante costante che in certe stagioni ha toccato i 30 gol, vincendo campionati in Spagna e in Italia. Se da una parte è ricordato per i gol e le giocate fantastiche, dall’altra il Pipita ha sempre manifestato un certo limite dal punto di vista psicologico nelle partite più importanti. Lo dimostrano, per esempio, le tre finali perse con l’Argentina in cui ha sbagliato gol clamorosi; le due con il Real Madrid; quella di Cardiff con la Juventus nella finale di Champions League 2017. Per non parlare delle varie coppe e supercoppe perse nel corso della sua carriera. Proprio la sua difficoltà a incidere nei momenti importanti, qualcosa di molto simile all’ansia, lo ha portato a essere considerato un calciatore tanto forte quanto fragile. E a essere aspramente criticato dai suoi tifosi, soprattutto in Argentina. Probabilmente, è proprio la sua incidenza negativa nelle finali che lo fa essere poco considerato rispetto ai grandi centravanti come Luis Suarez e Robert Lewandowski, dei veri e propri eroi in Nazionale e nei club.
Allo stesso tempo, però, questa fragilità rende Higuain dannatamente più umano rispetto ai suoi colleghi del gol. Lo porta in una dimensione diversa, decisamente più vicina a chi nella vita ha conosciuto, conosce e conoscerà la sconfitta. E anche le critiche. Quelle della stampa e dei tifosi, per esempio, Higuain non le ha mai veramente accettate e sopportate. Quando è andato a giocare all’Inter Miami, rilasciò un’intervista a La Nacion in cui fotografava appieno questo suo stato d’animo: “Le persone qui non ti giudicano perché hai sbagliato o segnato un gol, non ti giudicano se ti buttano fuori o no e questo accade anche con la stampa. Quindi, vivo con calma ed è un qualcosa che stavo cercando.Ora vado e mi metto in fila come chiunque altro, sono di nuovo una persona normale. A volte ti sconvolge, ma a volte dico “quanto è bello, perché è quello che volevo vivere”.
Né i media né i tifosi ti giudicano nel calcio, ma se sei grasso, se sei magro, se sei calvo… Mi sono fatta crescere la barba lunga e sono diventato una notizia, ma nessuno si chiede come sarò nel calcio. Ti rasi e sei una notizia… beh, anche questo parla dell’importanza di uno. Prima facevano male le critiche, ora no. E da quando è arrivata mia figlia ho cambiato la mia sensibilità. Chiaramente, che non sarò nel calcio. Ho deciso. Quando ho lasciato la nazionale ho iniziato a prepararmi per il futuro, e sapevo già che quel futuro non sarebbe stato nel calcio. La mia vita andrà da un’altra parte. Sarei un masochista se decidessi di rimanere in questo ambiente! No, no, non corrisponde a quello che penso. Vado da un’altra parte. In primo luogo, mi divertirò davvero con la mia gente, la mia famiglia. E poi qualunque cosa mi piaccia fare, la farò. Ma insisto: sono convinto che non sarò nel calcio. Mi piacerebbe studiare cucina, enologia… il vino mi cattura”.
Higuain si è ritirato nel 2022, a 35 anni, dopo aver segnato 16 gol in 31 partite all’Inter Miami. Poteva tranquillamente continuare a incidere in un campionato tranquillo come la MLS. Ma ha scelto di non farlo per vivere in modo tranquillo, lontano dal calcio. Del resto, ha giocato in top club che gli permetteranno di condurre una vita agiata visti i tanti soldi guadagnati. Però ci sono delle cose che le persone non perdonano, e che danno ancora più valore a quell’intervista a La Nacion realizzata cinque anni fa. È spuntata sul web una foto di Higuain con un tifoso in un negozio sportivo di Miami, vista la grande passione per il padel. Il Pipita era in pantofole, costume e canotta. Poi una barba lunga e i capelli sfatti, dove si vedeva chiaramente la stempiatura. Una foto che poi, secondo i vari portali d’informazione, era stata modificata con l’AI. E poi sarebbe stata diffusa l’originale, quella dove l’abbigliamento era lo stesso, ma semplicemente i capelli di Higuain erano rasati e la barba rasata e più curata. Allarme rientrato, la barba è ok. Per ore e ore non si è parlato d’altro, della brutta fine che avesse fatto quel grande attaccante, che ha ricevuto tantissimi insulti per il suo aspetto fisico. La trasandatezza, la trascuratezza, la poca cura dell’aspetto fisico per un ex calciatore. La pancia e la maglia di un bianco sporco e pieno di sudore. E qualsiasi altro dettaglio irrilevante. La foto di Higuain è stata presa e sbattuta su qualsiasi giornale del mondo, in pasto al mondo social pronto a giudicare la vita, l’aspetto e qualunque altra cosa di Gonzalo Higuain.
Gonzalo Higuain e un tifoso a Miami: la seconda foto
E quindi viene da chiedersi quando ci si è arrivati a questa deriva. Se effettivamente le persone sono sempre state così e quindi i commenti dei social abbiano semplicemente acceso i riflettori sulla cattiveria. Oppure col passare degli anni si è persa l’empatia di immedesimarsi in un ragazzo che a 37 anni ha deciso di vivere la vita come vuole, e che ha passato un brutto periodo per la tragica morte della madre dopo una lunga malattia circa cinque anni fa, un anno prima del ritiro dal calcio. Un legame forte, indissolubile, spiegato dallo stesso Higuain che il calcio lo voleva lasciare già prima: “Stavo per smettere di giocare, ma mia madre mi disse di no, di continuare. Se fosse dipeso da me, avrei smesso. Stavo lasciando il calcio, che è qualcosa che amo, ma amo di più lei… Mi ha detto che non mi avrebbe permesso di lasciare ciò che amo per lei”. Difficile capire se ci sia una risposta assoluta in tutta questa storia. Sta di fatto che quel che resta è la cattiveria gratuita nei confronti di una persona che non rispetta alcuno standard estetico e sociale attuale e che genera indignazione nella mente di chi si trova dietro a uno smartphone. Un’inclinazione sempre più forte nella grandissima e bellissima società contemporanea in cui comanda l’algoritmo. Chissà se a Higuain avranno raccontato cos’ha generato la sua foto, a prescindere dall’eventuale modifica dell’AI. E se lo avranno fatto, probabilmente si è ricordato ancora una volta il motivo per cui è sparito da tutti i social.
Rientra Di Lorenzo. Il capitano del Napoli si è infortunato a fine gennaio contro la Fiorentina al ginocchio, ma ha anche approfittato per risolvere un problema al piede che persisteva da diversi mesi. È tornato in forma, ha recuperato dai problemi fisici ed è a disposizione di Antonio Conte per la partita di lunedì 11 maggio contro il Bologna. Secondo il Corriere dello Sport, Di Lorenzo dovrebbe partire titolare:
“Gli occhi sono puntati su Giovanni Di Lorenzo. Il capitano ha già riassaggiato il clima partita sabato a Como, tornando in panchina dopo oltre tre mesi di stop per l’infortunio rimediato il 31 gennaio contro la Fiorentina e il successivo intervento al piede. Adesso punta al rientro effettivo, con qualche allenamento in più nelle gambe che potrebbe permettergli di candidarsi per una maglia“.
A Como un pareggio che sa di Champions per il Napoli, futuro con incognita Conte
Archiviato il sogno scudetto, conquistato aritmeticamente dall’Inter dopo la vittoria sul Parma, il Napoli prova ora a blindare il secondo posto e l’accesso diretto alla prossima Champions League. E in quest’ottica pesa il punto conquistato sul campo del Como, ma a tenere in apprensione ora i tifosi azzurri è il futuro di mister Conte, tra le voci sulla Nazionale e l’atteso confronto con il presidente De Laurentiis. (Interviste in video allegato).
Venti appuntamenti con il gusto con la curatela scientifica dell’antropologo Marino Niola, sei concerti nelle chiese e un pubblico di 6.000 persone. Sono questi i numeri della quarta edizione della rassegna “Vedi Napoli e poi Mangia”, ideata, sostenuta e promossa dall’Assessorato al Turismo e alle Attività produttive del Comune di Napoli, che, per questa edizione ha avuto una madrina d’eccezione: Marisa Laurito.
Il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e l’assessora al Turismo e alle Attività produttive Teresa Armatohanno partecipato all’evento di chiusura al Circolo Nautico Posillipo, ultima tappa di una geografia del gusto che ha portato sapori, racconti e musica al centro storico, sul Lungomare Caracciolo, a Napoli Ovest e Napoli Est. “Il gattò di patate. Nome francese, anima napoletana”, con storia, aneddoti e curiosità raccontati da Marino Niola e Marisa Laurito, che, a sorpresa, ha chiuso la performance musicale “Partenoplay” con Marina Bruno e il maestro Giuseppe Di Capua. Degustazione a cura dello chef Emanuele Barretta. Presenti tra il pubblico l’assessore alla Transizione Digitale e Smart City Valerio Di Pietro e la consigliera comunale Mariagrazia Vitelli.
“A Napoli il cibo è identità. Questo è il motivo per cui la nostra città è così associata alla bontà delle sue ricette. Credo che Napoli stia crescendo tanto perché oggi il turismo è sempre più esperienza. Chi va in un luogo non vuole solo ammirare un posto ma vuole avere emozioni, sensazioni. Napoli è città del cibo, della musica, dei monumenti. È un luogo dove il turismo esperienziale si realizza nei fatti. E questo è il motivo del suo grande successo. Tra i luoghi di “Vedi Napoli e poi Mangia” di quest’anno ci sono i circoli, perché questo è l’anno in cui comincia l’America’s Cup; l’anno in cui stiamo riconquistando sempre più il nostro mare e credo che questi eventi sul mare siano un modo per riappropriarsi di questo nostro straordinario patrimonio che per troppo tempo è stato negato». Così il Sindaco Manfredi.
TERESA ARMATO
“La grande partecipazione di cittadini e turisti a questa edizione ci dimostra che siamo riusciti a ideare e realizzare una rassegna che non è solo un calendario di eventi ma ogni appuntamento è stato un’esperienza alla scoperta dell’identità e unicità di Napoli. Al centro le pietanze che noi napoletani cuciniamo seguendo ricette tramandate di generazione in generazione con la narrazione e la degustazione. Ma a Napoli, che è città stratificata e porosa, tutto si incrocia con la musica e con il teatro, e così, ogni tappa del gusto si è conclusa con una performance artistica. Marino Niola è uno studioso, divulgatore e narratore straordinario e mi ha resa particolarmente felice la presenza di Marisa Laurito, che ha accettato con entusiasmo il ruolo di madrina, regalandoci anche una meravigliosa interpretazione di “Era de maggio”. Ora siamo a lavoro per le prossime edizioni delle Feste Patronali e di “Vedi Napoli d’estate e poi Torni””. Così l’assessora Armato.
MARINO NIOLA
«In francese gateau, in napoletano gattò. Cambia la parola e cambia anche il piatto. Nella versione francese è semplicissimo, fatto solo con patate e burro e, in qualche caso, formaggio. Il gattò si arricchisce di ingredienti napoletani: la provola, il salame, qualcuno mette anche la mortadella, però la tradizione vuole il salame che è locale e così diventa un piatto completamente diverso. Il gattò entra a Napoli con Maria Carolina di Borbone, che è la sorella di Maria Antonietta ed è convinta che la cucina francese sia un modello di tecnica e porta a Napoli i monsù, cuochi francesi, che lavoravano nelle case nobili e aristocratiche. A Napoli rinascono i piatti nati altrove. Come Maradona, nato a Buenos Aires e rinato a Napoli». Così l’antropologo Marino Niola.
MARISA LAURITO
“Napoli si racconta con la sua grande cultura antica e moderna. In questa città baciata da Dio, c’è grande creatività. A tavola siamo straordinari, abbiamo specialità pazzesche. Non solo a Napoli ma in tutta la Campania. Abbiamo un amore grande per la cucina, per l’accoglienza e questa credo sia la cosa più importante. Da tutte le dominazioni abbiamo raccolto dei gusti e li abbiamo fatti risorgere alla maniera napoletana”. Così Marisa Laurito.
Tenute Ragozzino De Marco, di Pontelatone in provincia di Caserta per la categoria fruttato leggero; Terre di Molinara, della provincia di Benevento per il fruttato medio; Torretta, di Battipaglia in provincia di Salerno per il fruttato intenso: sono i tre vincitori dell’edizione 2026 del Premio Extrabio per gli oli biologici della Campania. Il riconoscimento BIOLABEL per la migliore etichetta è andato all’Oleificio Dell’Orto di Salerno. L’evento, che compie vent’anni, è organizzato dalla Camera di Commercio di Napoli e la Regione Campana è si è tenuto nel salone della grida dell’Ente, in piazza Bovio a Napoli.
L’iniziativa, che ha portato a una notevole partecipazione, oltre che alla pubblicazione del catalogo ufficiale, è coordinata da SI Impresa in collaborazione con la Federazione regionale Coldiretti Campania e l’Associazione Analisti Sensoriali Associati finalizzata alla valorizzazione degli oli extravergini di oliva biologici del territorio regionale.
L’evento, moderato da Maria Luisa Ambrosino, capo panel della Camera di Commercio di Napoli, ha visto la partecipazione dell’assessora all’Agricoltura della Regione Campania, Maria Carmela Serluca, del presidente della Camera di Commercio di Napoli, Ciro Fiola, e del direttore di Coldiretti Campania, Salvatore Loffreda. Sono inoltre intervenuti Flora Della Valle, dirigente del settore Politiche per la Competitività Agroalimentare, che ha sottolineato l’importanza di rafforzare lo storytelling sull’olio campano, Teresa Del Giudice, docente di Economia Agraria dell’Università Federico II, con un intervento su “La costruzione dell’olivicoltura campana di domani: strategie, potenzialità e rischi”, e a Raffaele Sacchi, docente di Scienze e Tecnologie Alimentari dell’Università Federico II, con l’intervento “L’olio extravergine in cucina: non un semplice condimento”.
CIRO FIOLA
“L’Italia – ha spiegato Ciro Fiola – ha una grande vastità di insediamenti di olio, e fare qualità ci distingue da altri produttori come Spagna e Grecia. Nell’ambito del sistema Paese anche la regione Campania va in questa direzione. Tutto ciò deve essere raccontato per sviluppare un consumo informato ed una maggiore consapevolezza anche in riferimento ai costi, che seguono sempre la qualità. La sfida è consentire ai consumatori di acquisire competenze, per riuscire ad effettuare acquisti consapevoli. In questi vent’anni del premio abbiamo riscontrato una grande partecipazione e una voglia da parte delle aziende di farsi analizzare e certificare. Questo significa competizione verso una crescente qualità. Sui cambiamenti climatici, i cui effetti sono imprevedibili, sia la Regione che il Governo hanno messo in campo sostegni in favore delle aziende agricole. Ma se ci fosse un’emergenza, come già accaduto per altri comparti, noi saremmo pronti a fare la nostra parte”.
MARIA CARMELA SERLUCA
“La salvaguardia del territorio e un’agricoltura sempre più sostenibile – ha dichiarato l’Assessora Serluca – sono i principi alla base del lavoro che stiamo portando avanti. La Campania si colloca tra le regioni leader in Italia per la produzione di olio extravergine di oliva di elevata qualità, distinguendosi per un’eccezionale biodiversità. Il patrimonio olivicolo campano rappresenta una risorsa di inestimabile valore, fondamentale sia per l’economia agricola regionale sia per la tutela del paesaggio e della cultura mediterranea. La regione vanta un elevato numero di cultivar autoctone e ben cinque oli DOP, oltre all’IGP Campania. In questa cornice, gli oli biologici rappresentano un ulteriore punto di forza: produzioni di altissimo profilo, capaci di rispondere alle esigenze di un mercato sempre più attento e di interlocutori internazionali qualificati. Il Premio e la pubblicazione del Catalogo, che include tutti gli oli candidati, rappresentano utili strumenti per promuovere e far conoscere queste eccellenze, valorizzandone la qualità e la distintività”.
SALVATORE LOFFREDA
“Stiamo lavorando quest’anno per rilanciare numerose iniziative per gli oli più importanti e più buoni”, ha aggiunto Salvatore Loffreda. “La selezione Extra Bio rappresenta l’eccellenza del nostro comparto che vanta un paniere di oli di altissima qualità. La Regione Campania ha recentemente investito molto sul settore, in particolare con l’intervento SRG07 del CSR Campania che ha stanziato circa 30 milioni per la filiera olivicola regionale. Ci sono dunque la volontà e le progettualità necessari a far crescere l’uliveto campano, puntando all’ammodernamento dei frantoi e alla conservazione delle bellezze dei territori. Laddove non ci sono infezioni sui vecchi oliveti, contiamo inoltre sulla possibilità di mettere a dimora anche nuove piante di ulivo. Questo è un modo sano per salvaguardare il nostro territorio, sottraendolo alle insidie di incendi e altre criticità legate ai cambiamenti climatici”.
Giunto alla sua diciassettesima edizione (la prima edizione risale al 2006), il concorso si conferma anche un’importante occasione di confronto e dibattito tra gli operatori del comparto olivicolo regionale, favorendo la condivisione di esperienze, buone pratiche e modelli produttivi sostenibili. Da quest’anno, l’iniziativa rientra anche tra le attività di comunicazione del Complemento di Sviluppo Rurale 2023–2027 della Campania, con l’obiettivo di rafforzare la visibilità degli interventi orientati alla sostenibilità e al sostegno della filiera olivicola.
È da oggi disponibile online, sul sito www.agricoltura.regione.campania.it, il Catalogo contenente le schede sintetiche di tutti gli oli presentati al Premio EXTRABIO 2026. Il volume si propone di accompagnare i consumatori alla scoperta degli oli bio campani, dai fruttati leggeri ai più intensi, approfondendone le caratteristiche chimiche e sensoriali.
Movida nel centro storico: chiusure anticipate e stop asporto bevande dalle 22:30, presidio dei gestori contro l’ordinanza
È scontro aperto sulla movida nel centro storico di Napoli. Da un lato l’amministrazione, richiamata dalle sentenze del tribunale amministrativo della Campania, sta procedendo finora, a colpi di ordinanze, con l’ultima che per quattro mesi cambia orari e regole del by night; dall’altro commercianti e gestori dei locali sono scesi in piazza San Domenico Maggiore per contestare il provvedimento giudicato troppo penalizzante. Non possiamo vendere nemmeno l’acqua accusano.
L’ordinanza impone chiusure anticipate e stop all’asporto di bevande dalle 22.30 fino al mattino. Una misura calata dall’alto e non condivisa, dice Roberta Valmassoni, avvocato delle attività.
In piazza anche il consigliere di municipalità Pino De Stasio.
Sul fondo resta anche il nodo politico. Il Consiglio comunale era stato infatti chiamato a discutere le linee di indirizzo sulle misure contro gli effetti negativi della movida in piazza Bellini e via Cisterna dell’Olio, ma la delibera è saltata.
In occasione della visita pastorale di Sua Santità Papa Leone XIV, prevista per il giorno 8 maggio 2026, il Comune di Napoli ha emesso l’ordinanza per l’istituzione di un particolare dispositivo di traffico temporaneo volto a garantire la sicurezza e il regolare svolgimento dell’evento. Il Santo Padre giungerà in elicottero alla Rotonda Diaz, per poi recarsi al Duomo per la celebrazione della Santa Messa e successivamente in piazza del Plebiscito per l’incontro con i fedeli. Di seguito i principali provvedimenti adottati: – dalle ore 09 e fino a cessate esigenze, è istituito il divieto di transito lungo i percorsi papali e le relative traverse: Percorso di andata: Rotonda Diaz, via Caracciolo, piazza Vittoria, via Arcoleo, via Chiatamone, via Lucilio, via N.Sauro, via Acton, piazza Municipio, via Depretis, piazza Bovio, corso Umberto I, via Seggio del Popolo, via dei Cimbri, via Duomo. Percorso di ritorno: via Duomo, corso Umberto I, via Depretis, via Vittorio Emanuele III, via San Carlo, piazza Trieste e Trento, piazza del Plebiscito, via Cesario Console, via N. Sauro e rientro verso Rotonda Diaz. Altre strade interessate: via Donnaregina, largo Donnaregina, via Santi Apostoli, via Giardini del Molosiglio, via Riccardo Filangieri di Candida Gonzaga, viale Anton Dohrn. – Per consentire i preparativi e la sicurezza, i divieti di sosta con rimozione coatta (e sospensione dei parcheggi “strisce blu”) saranno attivi come segue: Dalle 8 del 7 maggio: via Nicolò Tommaseo e piazza Vittoria (tratto tra via Partenope e via Arcoleo). Dalle 14 del 7 maggio: su tutte le strade interessate dai percorsi papali (punto A dell’ordinanza) e in viale Anton Dohrn, via Giardini del Molosiglio, via Riccardo Filangieri di Candida Gonzaga. – Le piste ciclabili sono sospese in via Caracciolo (da piazza della Repubblica a piazza Vittoria) dalle 08 del 7 maggio. L’8 maggio la sospensione sarà estesa a tutti i percorsi interessati dalla visita. Taxi: gli stazionamenti nelle strade dei percorsi papali saranno sospesi dalle ore 20 del 7 maggio. Trasporto Pubblico: le aziende di trasporto modificheranno percorsi e fermate delle linee interessate. Pedoni: dalle 09 dell’8 maggio sarà vietato l’attraversamento pedonale lungo i tratti interessati dal passaggio di Sua Santità. – Deroghe per residenti e soccorsi. In alcune strade (come via Solitaria, piazzetta Salazar, via San Nicola da Tolentino e rampe Brancaccio) il transito sarà consentito esclusivamente ai residenti, ai veicoli muniti di contrassegno “H”, alle forze dell’ordine e ai mezzi di soccorso.
E’ stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio e maltrattamenti in famiglia il compagno della donna peruviana di 25 anni, trovata sanguinante con in braccio la figlia di 4 anni dai carabinieri la notte tra sabato e domenica in via Foria, a Napoli. Residente in un edificio alle spalle dell’orto botanico, la donna dopo essere stata picchiata a sangue è fuggita con la figlia girovagando per ore in strada prima di accasciarsi per terra ed essere notata dalle forze dell’ordine mentre era circondata da alcuni passant che cercavano di aiutarla. Tra le mani aveva ancora un cellulare con il quale, secondo il racconto fornitno, il suo compagno l’aveva colpita alla testa poco prima. Prima di essere portata in ospedale dai sanitari del 118 intervenuti, la 25 enne, che aveva una ferita alla testa, ha fornito le generalità dell’aggressore ai carabinieri. L’uomo era già destinatario di una denuncia del 2025 per maltrattamenti in famiglia. E’ stata sottoposto a fermo e trasferito in carcere. I militari dell’Arma dovranno ora verificare la sua versione dei fatti con quella della vittima che al momento, è ricoverata all’ospedale del Mare. La gelosia di lui all’origine della lite, secondo quanto raccontato dal presunto aggressore. I carabinieri hanno ascoltato anche alcuni parenti, che risiedono in zona. L’episodio riaccende il dibattito sulla violenza di genere: secondo l’Osservatorio sui femminicidi in Italia nei primi mesi del 2026 si sono verificati 15 femminicidi. Nella maggior parte dei casi l’omicida è l’ex compagno o il marito.
Aleksandar Kolarov, vice allenatore dell’Inter, ha parlato in conferenza stampa insieme al resto dello staff di Cristian Chivu per celebrare la vittoria dello scudetto. È stata un’occasione per rimarcare anche quanto i nerazzurri hanno fatto la scorsa stagione, mandando anche una frecciata alle altre squadre e ai giornalisti:
“Non penso che c’è stata una partita particolare o qualcosa che ci ha dato una svolta. Noi dall’inizio abbiamo creduto nel nostro lavoro. Poi bisogna anche dire che i ragazzi sono stati bravissimi ad accettare le nostre richieste, ed è stato facile lavorare con loro, perché si sono messi subito a disposizione rialzandosi dopo qualche sconfitta.
Mi permetto di chiudere questa parentesi della sconfitta dell’anno scorso: capitano nel calcio le sconfitte, vuol dire che l’Inter ha lottato per vincere tutto. Come l’avete presentata voi giornalisti sembrava avessimo fatto un disastro totale, ma le altre squadre sono rimaste sul divano a guardare. Poi si può vincere e si può perdere. Io vorrei parlare però da quando siamo arrivati noi, da giugno, la squadra si è messa a disposizione da subito. Abbiamo sfruttato le loro qualità, sia calcistiche che umane. Per giocare nell’Inter la differenza la fanno gli uomini, questa partita è il risultato di una stagione intera“.