venerdì, Maggio 8, 2026
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Rincari, cara Pasqua quanto mi costi

Rincari, cara Pasqua quanto mi costi

Dalla tavola, alle uova, dalla carne alla verdura passando anche per i biglietti treno e aereo.

La Pasqua 2026 sarà all’insegna del vorrei ma non posso. Saranno in tanti a dover limitare la loro spesa a causa degli aumenti che hanno colpito il settore alimentare.

Per la Pasqua che sta per arrivare, si stima una spesa record da parte degli italiani, con cifre che confermano l’attaccamento alla tradizione nonostante i rincari.

Ecco i punti chiave basati sulle rilevazioni Coldiretti/Ixè e Codacons.

La spesa complessiva degli italiani e i napoletani per imbandire le tavole ammonterà a 2,1 miliardi di euro, con una spesa media per famiglia stimata circa 82 euro.

8 italiani su 10 (80%) hanno scelto di pranzare a casa, propria o di parenti/amici, mentre circa l’11% opta per ristoranti o agriturismi.

Aumentano le Uova di cioccolato fino al +10%. Le Colombe in crescita del +3%.

I voli nazionali superano i 400€ a/r e i treni aumentano invece fino al 47% rispetto a marzo, con incrementi dell’80% su alcune tratte. Particolarmente colpite le tratte verso Sud Campania, Calabria e Sicilia. Il commento dei napoletani: (Interviste nel video allegato).

Turismo a Napoli, si annuncia Pasqua con numeri da record

Turismo a Napoli, si annuncia Pasqua con numeri da record

Si annuncia una Pasqua da record per il turismo a Napoli. Le stime, infatti, parlano di 400mila presenze in città e di circa 600mila in tutta la Campania nei prossimi giorni, mentre nel solo mese di aprile il capoluogo campano potrebbe avvicinarsi ai due milioni di presenze, confermando un trend di crescita costante dai tempi del Covid. Sul fronte dell’accoglienza, confesercenti parla, di alberghi occupati per il 75 per cento, mentre B&B, affittacamere e case vacanza viaggiano tra l’80 e l’85 per cento.

E per affrontare il forte afflusso di visitatori, il Comune ha predisposto un piano straordinario con 300 vigili urbani in strada, controlli rafforzati, interventi di pulizia potenziati, più taxi e infopoint aperti ogni giorno anche nei festivi. Nel mentre le strade del centro storico sono già inondate di viaggiatori.

(interviste nel video allegato)

Napoli per la Palestina, dalla piazza appello contro legge Israele su pena di morte

Napoli per la Palestina, dalla piazza appello contro legge Israele su pena morte

La pena di morte introdotta da Israele richiama principi propri della legislazione nazista: ne è convinto l’avvocato Domenico Ciruzzi, ex presidente della Camera penale di Napoli, intervenuto al presidio in piazza del Plebiscito. La mobilitazione, promossa dalla Rete Napoli per la Palestina, dal centro culturale Handala Ali, e da Humanity in Focus, è nata per contestare la misura approvata dalla Knesset, il Parlamento israeliano, che introduce la pena capitale per atti di terrorismo compiuti da palestinesi. (Intervista nel video allegato).

Al presidio hanno preso parte attivisti, giuristi e rappresentanti politici, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione su una norma che i promotori giudicano gravissima e che, rischia di peggiorare ulteriormente la condizione dei prigionieri palestinesi. Nel corso dell’iniziativa è stato chiesto un intervento della comunità internazionale e una presa di posizione dei governi occidentali. Questa la denuncia dell’attivista Giulia: (Intervista nel video allegato).

In piazza anche l’ex primo cittadino Luigi de Magistris: (Intervista nel video allegato).

Lukaku fuori rosa, i tifosi: “Giusta punizione”

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Lukaku fuori rosa, i tifosi: “Giusta punizione”

A poche ore dalla decisiva gara col Milan lunedì sera, tiene ancora banco il caso Lukaku. Un mal di pancia di cui Conte e il Napoli non aveva alcun bisogno e che va gestito da pompiere dal tecnico leccese che dovrà essere bravo a isolare il gruppo dalle polemiche e farlo concentrare su un match che può valere una stagione.

Certo fare a meno di Lukaku, uomo spogliatoio e leader sarà dura, anche numericamente visto che dopo la partenza di Lucca una vera prima punta il Napoli non la ha.

Sulla punizione esemplare data dalla società al belga messo fuori rosa i tifosi la pensano così: (intervista nel video allegato).

Violenza domestica a Villaricca: tenta di uccidere l’ex moglie davanti ai tre figli. Arrestato

Un uomo fuori di sé dà pugni e calci ad una porta di un appartamento nel pieno centro di Villaricca. Dall’appartamento arriva la richiesta di aiuto al 112 da parte di una donna terrorizzata.

I carabinieri conoscono bene quell’indirizzo. Un mese fa c’è stata la prima denuncia per maltrattamenti in famiglia dopo un anno di aggressioni e vessazioni.

La gazzella corre per raggiungere quanto prima quel palazzo. L’uomo è ancora lì. I militari salgono le scale tra le urla che fanno eco nei pianerottoli condominiali. Davanti alla porta di ingresso c’è l’ex marito, un 44enne. “La uccido, é una p****, mi faccio 30 anni”. A terra c’è un estintore con il tubo infilato sotto la porta. I militari bloccano l’uomo, riportano la calma e rassicurano le vittime che erano all’interno della casa. Nell’abitazione c’è l’ex moglie 43enne e i tre figli della coppia. Sono un maschio e 2 ragazze; hanno 19, 17 e 14 anni.

I carabinieri ricostruiscono la vicenda. L’uomo era entrato in casa e stava aggredendo l’ex moglie, quando il figlio 19enne aveva preso le difese della madre. A quel punto il 43enne aveva sferrato un pugno in pieno volto al ragazzo. Gli occhiali si frantumano, l’occhio si gonfia. Madre e i tre figli riescono però ad allontanare il 43enne. La porta viene chiusa; ma lui non è ancora soddisfatto. Pretende di rientrare. Urla, si dimena, vede l’estintore antincendio e lo afferra. Il 43enne inserisce il tubo sotto la porta ed esaurisce tutto il contenuto. In casa il caos, fumo e polvere sono ovunque. La sua speranza è che qualcuno, preso dal panico, apra la porta. Ma fortunatamente i carabinieri arrivano in tempo e arrestano l’uomo. Ora è in carcere. Per il figlio una prognosi di qualche giorno dovuta alle lesioni subite alla “regione orbitale dell’occhio sinistro”.

 

Un drone con droga e tre smartphone precipita. Era diretto nel carcere di Poggioreale

Un drone vola nella notte. Non siamo in Medio Oriente, né in Ucraina. Siamo a Napoli. Il velivolo ha un filo di nylon che pende. Alla sua estremità c’è una busta scura. Il piccolo mezzo telecomandato finisce fuori rotta e precipita in strada. Cade nelle mani dei carabinieri che ne seguivano il volo e non in quelle dei detenuti del carcere di Poggioreale che lo aspettavano. Dentro il pacchetto scuro: tre smartphone, 200 grammi di hashish e circa 4 grammi di crack.

E’ l’ennesimo caso scoperto nell’area che circonda il penitenziario partenopeo, a ridosso del Centro Direzionale di Napoli. Non si tratta di un episodio isolato. I carabinieri lo considerano un indicatore chiaro di un fenomeno ormai strutturato. L’uso dei droni sta diventando consueto, sistematico. Permette alla criminalità di aggirare le misure di sicurezza penitenziaria e mantenere collegamenti illeciti con l’interno degli istituti.
Il dato più serio, secondo gli investigatori, è però quello organizzativo. Insomma, un drone recuperato con droga o telefoni, dimostra l’esistenza di una filiera. Qualcuno programma il volo, predispone il carico, sceglie i punti di decollo e sfrutta le vulnerabilità del contesto carcerario, c’è capacità di modificare i velivoli, aumentare prestazioni.

Diverse inchieste dei carabinieri hanno già documentato un sistema di introduzione di cellulari e stupefacenti nelle carceri attraverso i droni. Velivoli potenziati, capaci di volare più in alto del normale, che partono di notte da terrazzi o da zone vicine. Droni che portano dei carichi – sempre di colore scuro – più pesanti del normale. Tutti elementi funzionali a ridurre visibilità e tracciabilità operativa, ad aggirare le no-fly zone e superare limiti operativi ordinari.

Rilevanti sono anche le figure professionali dei piloti – o “dronisti” di queste spedizioni illecite. Sono professionisti con competenze specifiche, chiamate a governare i voli e a rendere possibile la consegna del carico. Secondo quanto ricostruito nelle inchieste di DDA e carabinieri, si tratta di un ruolo ben remunerato; si parla di compensi tra 700 e 800 euro per operazione, quindi per viaggio. In altri casi si parla di 3mila euro a consegna. In un’intercettazione, un pilota avrebbe vantato guadagni fino a 10mila euro al giorno.

Poggioreale e Secondigliano, in questa prospettiva, raccontano come la camorra stia aggiornando i propri strumenti per superare distanza, muri e controlli – con un salto di qualità che merita attenzione.

UFFICIALE – Dopo Gravina, si dimette anche Buffon: “Atto di responsabilità”

Gianluigi Buffon si è dimesso. Rivoluzione totale, lascia anche l’ex portiere come capo delegazione dopo l’addio di Gravina. Buffon ha rilasciato una lunga nota sul suo profilo Instagram scrivendo:

Rassegnare le mie dimissioni un minuto dopo la fine della gara contro la Bosnia, era un atto impellente, che mi usciva dal profondo. Spontaneo come le lacrime e quel male al cuore che so di condividere con tutti voi.
Mi è stato chiesto di temporeggiare per far fare le giuste riflessioni a tutti.
Ora che il Presidente Gravina ha scelto di fare un passo indietro, mi sento libero di fare quello che sento come atto di responsabilità, perché, pur nella sincera convinzione di aver costruito tanto a livello di spirito e di gruppo con Rino Gattuso e tutti i collaboratori, nel pochissimo tempo a disposizione della Nazionale, l’obiettivo principale era riportare l’Italia al Mondiale.
E non ci siamo riusciti.
È giusto lasciare a chi verrà dopo la libertà di scegliere la figura che riterrà migliore per ricoprire il mio ruolo.
Rappresentare la Nazionale è per me un onore ed una passione che mi divora fin da quando ero un ragazzino.
Ho cercato di interpretare il mio incarico mettendoci tutte le mie energie, guardando a tutti i settori per essere anello di congiunzione, di dialogo e di sinergia tra le varie giovanili, cercando di strutturare, insieme ai vari responsabili, un progetto che partendo dai giovanissimi arrivi fino alla Nazionale U21.
Il tutto per ripensare il modo nel quale si allevano i talenti della futura Nazionale maggiore.
Ho chiesto ed ottenuto l’inserimento di poche, importanti figure di forte esperienza, che insieme con le competenze già presenti, stanno dando vita a questi cambiamenti necessari con visione a medio e lungo termine.
Questo perché credo nella politica della meritocrazia e della specializzazione delle mansioni.
Starà a chi di dovere giudicare la bontà di queste scelte.

Porto nel cuore tutto, con gratitudine per il privilegio e l’insegnamento che, anche nell’epilogo doloroso, questa intensa esperienza mi lascia.

Forza Azzurri sempre“.

UFFICIALE – Gravina si è dimesso: il 22 giugno le elezioni per il nuovo presidente della FIGC

Gabriele Gravina si è dimesso. Non è più il presidente della FIGC. Il 22 giugno ci saranno delle nuove elezioni che vedono tra i candidati, almeno per il momento, Giovanni Malagò, Demetrio Albertini e Giancarlo Abete. Di seguito, uno stralcio del comunicato della Federazione:

Si è svolto oggi presso la sede della FIGC a Roma l’incontro tra il presidente Gabriele Gravina e i presidenti delle componenti federali.

A inizio lavori, Gravina ha informato i massimi rappresentanti della Lega Calcio Serie A Ezio Maria Simonelli, della Lega B Paolo Bedin, della Lega Pro Matteo Marani, della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, dell’Associazione Italiana Calciatori Umberto Calcagno e dell’Associazione Italiana Allenatori di Calcio Renzo Ulivieri, di aver rassegnato le dimissioni dall’incarico affidatogli nel febbraio 2025 e di aver provveduto ad indire l’Assemblea Straordinaria Elettiva della FIGC per il prossimo 22 giugno a Roma.

La data è stata individuata nel pieno rispetto dello Statuto federale e per garantire alla nuova governance l’espletamento della procedura d’iscrizione ai prossimi campionati professionistici“.

 

Presidio fisso polizia in piazza Carolina dopo spari, Mazzone: “Serve altro”

Posto fisso di polizia in piazza Carolina dopo spari, Mazzone: “Serve altro”

La scorsa notte si è tornato a sparare nel centro di Napoli. Questa volta è toccato al quartiere Materdei essere teatro dell’ennesima scena da far west, dove per fortuna non si sono registrati feriti. Si è perso il conto oramai nelle ultime settimane di episodi di criminalità connessi soprattutto alla diffusione di armi. Episodi in aumento, ma resta quanto avvenuto in piazza Carolina la notte precedente alla scorsa, con un ragazzo di 16 anni gambizzato, il caso più eclatante che ha scosso l’opinione pubblica napoletana. E non è la prima volta, a dicembre scorso il precedente con un’inchiesta che ha portato a sette arresti. Spari ad opera di minorenni, a un centinaio di metri dalla sede dell’esercito e soprattutto a pochi passi dalla Prefettura dove quasi quotidianamente si riuniscono le forze dell’ordine per il comitato ordine pubblico e sicurezza. Riunioni che però, a parte il presidio fisso deciso a seguito del 16enne ferito alla gamba, non stanno producendo gli effetti sperati, teme la presidente della I Municipalità, Giovanna Mazzone, che denuncia da tempo al prefetto e non solo episodi di vandalismo e violenza con minorenni protagonisti

Sabato 4 aprile comitati civici in piazza Carolini

La Presidente Mazzone ha annunciato anche che parteciperà alla manifestazione per chiedere alle istituzioni maggior sicurezza organizzata per sabato prossimo proprio in piazza Carolina

Patto per Napoli, il Comune punta a uscire dal predissesto entro il 2029

Patto per Napoli, il Comune punta a uscire dal predissesto entro il 2029

Uscire dal pre dissesto economico entro il 2029, con tre anni di anticipo rispetto alla scadenza fissata: è questo l’impegno assunto dal sindaco Gaetano Manfredi nel corso della presentazione del resoconto del Patto per Napoli. Nel 2022 l’accordo firmato con l’allora presidente del consiglio Mario Draghi per evitare il collasso dei conti del Comune, oggi a palazzo san Giacomo è tempo di bilanci.

Secondo i dati dell’amministrazione, il disavanzo è sceso da oltre 2 miliardi e 200 milioni del 2021 a circa un miliardo e 580 milioni nel 2024, con una stima sotto il miliardo e 400 milioni nel 2025. Si sono ridotti anche i tempi di pagamento, passati da 314 a 22 giorni, mentre nell’organico comunale sono entrate circa 2.200 nuove unità. Sul fronte della riscossione, infine, sono state lavorate un milione e 800mila pratiche, con incassi per 275 milioni di euro. (Intervista in video allegato).

Il nodo adesso, come spiega l’assessore al bilancio Pierpaolo Baretta, riguarda la tenuta di questo percorso, perché dal prossimo anno i trasferimenti statali previsti dal Patto saranno più bassi. (Intervista in video allegato).

A snocciolare i dati l coordinatore dell’Osservatorio economia e Società del Comune di Napoli, Gaetano Vecchione.(Intervista in video allegato).