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UFFICIALE – Nuova partnership tra la SSC Napoli e Q8 per la stagione 2026/27. Bianchini: “Condividiamo visione dello sport”

Il Napoli ha avviato una nuova partnership con Q8 per la stagione 2026/27. A dare l’annuncio dell’accordo è stato lo stesso club azzurro sul proprio sito ufficiale, specificando che l’accordo nasce dalla volontà condivisa di “valorizzare lo sport come strumento di aggregazione, inclusione e vicinanza alle persone, rafforzando il legame con il territorio e con i milioni di tifosi che seguono quotidianamente il Club”.

Questa collaborazione prevede quindi lo sviluppo di iniziative dedicate ai tifosi. Ma è chiaro che il pensiero va anche e soprattutto alla questione dei terreni nell’area est di Napoli per la costruzione del nuovo stadio. Il club, infatti, è interessato a costruire lo stadio di proprietà lasciando il Maradona, candidato a essere uno degli impianti per ospitare Euro 2032 dopo la ristrutturazione del Comune.

Tommaso Bianchini, direttore generale area business del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni: “Siamo molto soddisfatti di accogliere Q8 tra i partner di SSC Napoli. Condividiamo una visione dello sport capace di creare valore, favorire la partecipazione e rafforzare il rapporto con il territorio. La storica presenza di Q8 a Napoli rende questa collaborazione ancora più significativa. Lavoreremo insieme per sviluppare iniziative rivolte ai nostri tifosi e alla comunità”.

Le parole di Fabio Curtacci, direttore retail & marketing di Q8: “Per Q8, essere al fianco di SSC Napoli significa consolidare ulteriormente il legame con una città alla quale siamo storicamente legati e con la quale vogliamo continuare a rafforzare la relazione. In un territorio in cui il calcio rappresenta una parte profondamente radicata dell’identità e della vita quotidiana, siamo orgogliosi di intraprendere questo percorso insieme al Club e di poter contribuire alla comunità napoletana attraverso la straordinaria capacità dello sport di generare senso di appartenenza, connessioni e condivisione”.

Napoli-Como, per la prima in casa lo stadio Maradona verso il sold out

Il Napoli domenica alle 18:30 scenderà in campo contro il Como nella prima partita allo stadio Maradona della sua stagione. I tifosi azzurri stanno rispondendo presente. È infatti previsto il sold out, con poche migliaia di biglietti ancora disponibili sulla piattaforma di TicketOne. Lo riferisce il Corriere dello Sport:

“La prevendita procede spedita e il sold out è sempre più vicino. Con l’inizio della vendita libera su TicketOne sono comparsi anche alcuni biglietti per settori che durante la fase riservata ai possessori della Fidelity Card risultavano già esauriti, comprese le Curve superiori e i Distinti. Restano pochi biglietti nei Distinti inferiori, mentre c’è ancora margine per riempire le due curve inferiori e la Tribuna Posillipo.

La metà dello stadio, intanto, è già occupata dagli abbonati. La campagna ha raccolto una risposta importante e domenica, tra abbonamenti e biglietti venduti, il Maradona è pronto a riempirsi ancora una volta. Ieri sono stati messi in vendita anche i 2.482 biglietti destinati al settore ospiti per i tifosi del Como in possesso della Fidelity Card”.

A rischio ricoveri programmati in cliniche private: sindacati si preparano a mobilitazione

A rischio ricoveri programmati in cliniche private: sindacati si preparano a mobilitazione

Dal 16 settembre i ricoveri programmati nelle cliniche private della Campania rischiano di fermarsi, con ripercussioni su migliaia di pazienti e lavoratori. AIOP, l’associazione che rappresenta le strutture accreditate, ha infatti annunciato la sospensione di alcune prestazioni, tra cui quelle legate alla lungodegenza e alla riabilitazione, con il rischio di mettere sotto pressione anche gli ospedali pubblici, rallentando la disponibilità dei posti letto e i percorsi di cura. Una scelta che ha spinto CGIL e UIL a preparare la mobilitazione.

A preoccupare i sindacati sono soprattutto le possibili conseguenze sul personale, con il rischio di riduzioni dell’orario di lavoro, cassa integrazione, tagli e ritardi negli stipendi per circa tremila lavoratori in tutta la regione, che attendono da otto anni il rinnovo del contratto. All’origine dello scontro ci sono le difficoltà economiche denunciate dalle strutture e i pagamenti che le cliniche attendono ancora dalla Regione.

Secondo CGIL e UIL, però, questi problemi non possono essere scaricati sui dipendenti né tradursi in una riduzione dei servizi per i cittadini. Per questo le due sigle chiedono a palazzo santa lucia di convocare subito un confronto con tutte le parti coinvolte e avvertono che, senza risposte, è pronta la proclamazione dello stato di agitazione, con una mobilitazione che potrebbe arrivare fino allo sciopero dell’intero comparto. Così Alfredo garzi segretario generale della fp cgil Napoli e Campania: Intervista nel video allegato.

Santa Patrizia, si rinnova il miracolo: sciolto il sangue nella teca

Napoli rinnova uno dei suoi più antichi appuntamenti di fede. Nella mattinata di oggi, martedì 25 agosto, nella chiesa di San Gregorio Armeno si è verificata la liquefazione del sangue di Santa Patrizia, compatrona della città.

Il fenomeno, al centro di una devozione che attraversa i secoli, si è compiuto durante le celebrazioni dedicate alla Santa, alla presenza delle religiose e di una folla di fedeli raccolta in preghiera.

Già dalle prime ore della giornata il centro storico è stato interessato dall’arrivo di numerosi devoti. Centinaia di persone hanno raggiunto San Gregorio Armeno e atteso il proprio turno per entrare nella chiesa che custodisce le reliquie di Santa Patrizia. Molti sono arrivati per assistere alle celebrazioni, altri per sostare davanti alla reliquia e affidare alla compatrona una preghiera o una richiesta personale.

La liquefazione del sangue rappresenta il momento più atteso di una tradizione profondamente legata alla storia religiosa e popolare della città. Un rito che, anno dopo anno, continua a richiamare napoletani e pellegrini e che testimonia quanto il culto di Santa Patrizia sia ancora vivo nel tessuto cittadino.

Anche quest’anno, dunque, il 25 agosto ha riportato nel cuore di Napoli immagini ormai familiari: la chiesa gremita, la lunga attesa dei fedeli e la devozione intorno alla reliquia della compatrona. Un appuntamento nel quale fede, storia e tradizione popolare tornano a incontrarsi nel cuore del centro antico.

Calciomercato Napoli, Noa Lang è l’unico che può portare un tesoretto: certa la permanenza di Lucca

Il Napoli deve fare un investimento in attacco, ma prima deve cedere qualcuno. È ormai certa la permanenza di Lorenzo Lucca, che è entrato bene contro il Genoa e con Rasmus Hojlund si dividerà l’attacco. Discorso diverso per Noa Lang. Delle richieste sono arrivate, ma soltanto in prestito con diritto di riscatto e il Napoli vorrebbe cederlo soltanto a titolo definitivo. Ecco quanto riferito dal Corriere dello Sport:

“Per continuare a nutrire l’affascinante idea di rinforzare il reparto offensivo con Gabriel Jesus, in uscita dall’Arsenal e acquistabile con un investimento che si aggira tra i 15 e i 20 milioni, il Napoli dovrebbe realizzare un incasso importante e l’unico calciatore potenzialmente in grado di assicurare certe cifre è Noa Lang. Il fatto, però, è che Allegri lo terrebbe anche volentieri e soprattutto, in ottica mercato, per il momento sono arrivate soltanto richieste in prestito: dal Galatasaray all’Atalanta.

Niente da fare: il club azzurro ha rifiutato e non ha alcuna intenzione di svalutare un calciatore di qualità, già nei meccanismi e nella mentalità della nuova squadra e acquistato un’estate fa con un investimento da quasi 30 milioni tra base fissa e bonus. Più passano i giorni, più Lang si avvicina alla permanenza. Cosa che invece sembra già certa per Lorenzo Lucca: non si muoverà e insieme con Hojlund costruirà la coppia di centravanti puri”.

Calciomercato Napoli, su Mazzocchi ci sono 5 club: previsto l’addio, ma lui vuole restare

Pasquale Mazzocchi potrebbe lasciare il Napoli in questa ultima settimana di mercato. Il club azzurro ha acquistato Costantino Favasuli nel suo ruolo e c’è sempre meno spazio per il terzino napoletano, sul quale ci sono 5 club. Tuttavia, la sua intenzione sarebbe quella di proseguire con il Napoli. Una situazione delicata, come spiegato dal Corriere dello Sport:

“Si prepara a salutare il Napoli. A malincuore, anzi con il cuore spezzato, ma i percorsi professionali non vanno sempre di pari passo con i sogni e a volte la realtà può cambiare all’improvviso. Si parlava di rinnovo e di un futuro da bandiera, e invece mercato aperto. A lui, figlio della città con la pelle più azzurra della maglia che ha indossato 54 volte in tutte le competizioni da gennaio 2024 conquistando lo scudetto e la Supercoppa italiana, l’idea non piace per niente. Non è convinto, non vorrebbe. Ma l’arrivo di Favasuli ha indotto le parti a una serie di riflessioni che, unite anche alla data di scadenza del contratto (2027), hanno orientato la separazione. Sulle sue tracce, in questa fase, ci sono già un bel po’ di club: Cagliari, Sassuolo, Lecce, Frosinone, Verona”.

Paestum, sfiduciato il sindaco Paolino: si dimettono nove consiglieri

Capaccio Paestum volta pagina. Dopo appena quindici mesi arriva al capolinea l’amministrazione guidata dal sindaco Gaetano Paolino.

A determinare la fine anticipata della consiliatura nel comune della piana del Sele, in provincia di Salerno, sono state le dimissioni contestuali di nove consiglieri comunali, formalizzate davanti a un notaio ad Agropoli e successivamente trasmesse agli uffici comunali

Una decisione che chiude una lunga fase di tensioni all’interno dell’amministrazione. Nel corso dei mesi, infatti, il rapporto tra il sindaco e una parte della sua stessa maggioranza si era progressivamente deteriorato, fino alla rottura definitiva. Tra i passaggi che hanno accelerato la crisi c’è la vicenda del Piano urbanistico comunale, approvato e poi revocato nell’arco di 45 giorni. Ma i contrasti erano emersi già nelle prime fasi del mandato, anche in seguito alla scelta del primo cittadino di affidarsi a una giunta composta da tecnici.

Tra i nove firmatari anche la consigliera Adele Renna, che ha definito la decisione sofferta ma inevitabile, denunciando una gestione troppo accentrata dell’ente e una crescente distanza dell’amministrazione dai problemi del territorio. Paolino, avvocato e terzo della sua famiglia a ricoprire il ruolo di primo cittadino, era stato aletto al primo turno a maggio del 2025, ottenendo il 57,63% dei voti e 10 consiglieri. Un anno prima i cittadini erano andati alle urne eleggendo a furor di popolo Franco Alfieri, poi arrestato perché coinvolto in un’inchiesta giudiziaria legata ad appalti e rapporti con esponenti criminali.

Con la fine anticipata del mandato di Paolino, per Capaccio Paestum si apre adesso una nuova fase amministrativa, in attesa del commissariamento e del successivo ritorno alle urne.

Rissa a Capri, il Prefetto aumenta misure di controllo: la vergogna sul web

CAPRI – Hanno fatto il giro del mondo attraverso la rete le vergognose immagini della rissa scoppiata a Capri tra commercianti e turisti, a pochi passi dal Porto. Un episodio che ha suscitato unanime condanna e che ha gettato discredito sull’immagine di un isola nota per la sua bellezza e per le sue frequentazioni.

L’AUMENTO DEI CONTROLLI

Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, dal canto suo ha espresso ferma condanna per l’episodio ed ha disposto un ulteriore rafforzamento dei servizi di vigilanza e controllo del territorio sull’isola. Particolare attenzione sarà riservata alle aree maggiormente interessate dalla presenza di visitatori come gli imbarchi e gli approdi, oltre alle misure già previste nella riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, svoltasi lo scorso 14 agosto proprio a Capri.
“L’episodio, che condanniamo fermamente – ha detto il Prefetto -, non deve tuttavia oscurare il quadro complessivo di una situazione che, sul piano degli indici di delittuosità, registra un andamento positivo. Per questo motivo continueremo a garantire la massima attenzione e un costante presidio del territorio, attraverso un’azione coordinata e incisiva delle forze dell’ordine e delle Polizie municipali, affinché ogni forma di illegalità venga tempestivamente contrastata”.

LA RISSA DI CAPRI

La rissa è scoppiata tra un gruppo di turisti e i titolari di un negozio di souvenir. Il video, come ormai accade per quasi tuti gli episodi di questo tipo, è stato pubblicato sui canali sociale del deputato di Avs, Francesco Emilio Borrelli. Che ha commentato: “Sono urgenti più controlli e più sicurezza, la notte c’è una sola pattuglia a presidiare l’intera isola. Così non va bene”. Parole a cui ha replicato il sindaco di Capri, Paolo Falco, che ricorda come “nell’ultima riunione che si è svolta con tutte le forze dell’ordine e i due sindaci dell’isola è stato proprio il prefetto di Napoli, Michele di Bari, a sottolineare la riduzione di episodi negativi. La polizia municipale e le forze dell’ordine – prosegue – presidiano il territorio che è anche sorvegliato da circa 80 telecamere ad alta risoluzione”.

Appello Fiavet al ministro: “Il Vesuvio non può diventare inavvicinabile”

Il Vesuvio non può diventare una meta inavvicinabile. È l’allarme lanciato dalla FIAVET Campania Basilicata, che si rivolge direttamente al ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin chiedendo un intervento sulla gestione degli accessi al Gran Cono. Al centro della protesta c’è soprattutto il sistema di vendita dei biglietti. Secondo gli operatori turistici, i ticket disponibili online verrebbero spesso esauriti in pochi minuti, rendendo difficile programmare visite ed escursioni con largo anticipo. Una situazione che, denuncia FIAVET, favorirebbe anche fenomeni di bagarinaggio e offerte online anomale.

Il problema pesa in particolare sul turismo organizzato e sul settore crocieristico. Le escursioni, infatti, vengono programmate anche un anno prima, ma agenzie e tour operator non hanno la certezza di poter disporre dei biglietti necessari. Il risultato è che, in alcuni casi, il Vesuvio viene escluso dai programmi e sostituito con altre destinazioni. Gli operatori chiedono quindi regole più chiare: la possibilità di programmare gli acquisti, procedure definite per cancellazioni e rimborsi e informazioni tempestive in caso di chiusura o riapertura dei sentieri.

Ma la questione, sottolinea la FIAVET, va oltre la biglietteria. Il Vesuvio rappresenta una delle principali attrazioni della Campania e potrebbe contribuire a distribuire i flussi turistici anche nei comuni dell’area vesuviana, valorizzando un territorio più ampio. “Non chiediamo privilegi, ma equità, trasparenza e regole certe”, è il messaggio degli operatori, che chiedono l’apertura di un confronto con l’Ente Parco.
Un tema destinato a diventare ancora più importante in vista degli appuntamenti internazionali che attendono Napoli e la Campania nel 2027, a cominciare dall’America’s Cup. L’appello al ministro sarà affisso nelle agenzie di viaggio associate alla FIAVET Campania Basilicata. L’obiettivo, spiegano gli operatori, è conciliare due esigenze: proteggere il Vesuvio e, allo stesso tempo, renderlo accessibile e pienamente valorizzabile.

 

 

Sud e sviluppo dell’economia, l’ultima frontiera è quella dei data center

La geografia energetica italiana sta cambiando e il Mezzogiorno prova a trasformare un vantaggio costruito sulle rinnovabili in una nuova occasione industriale. Dopo eolico e fotovoltaico, la frontiera è quella dei data center, infrastrutture diventate essenziali per sostenere l’espansione dell’intelligenza artificiale e la crescita esponenziale della domanda di dati.

Il baricentro italiano del settore resta saldamente al Nord. Milano e la Lombardia conservano un vantaggio difficilmente colmabile nel breve periodo, sia per numero di iniziative sia per infrastrutture già operative. Ma la novità è che la mappa degli investimenti comincia lentamente ad allargarsi.

A segnalarlo sono soprattutto le richieste di connessione alla rete elettrica nazionale. Nel corso del 2026 anche Puglia, Sicilia, Campania e Basilicata hanno iniziato a comparire con maggiore frequenza nelle domande presentate a Terna. Non significa che tutti i progetti diventeranno impianti: tra la manifestazione d’interesse, l’autorizzazione e l’apertura di un cantiere esiste ancora una distanza considerevole. Il cambio di scenario, tuttavia, è evidente.

Il punto è che il Sud possiede caratteristiche che fino a qualche anno fa pesavano relativamente poco e che oggi, invece, possono diventare decisive. Innanzitutto l’energia: la forte produzione da fonti rinnovabili rappresenta un elemento di attrazione per strutture caratterizzate da consumi elettrici molto elevati. A questo si aggiungono aree industriali dismesse o da riconvertire, disponibilità di spazi e una rete in fibra che negli ultimi anni si è progressivamente estesa.

C’è poi un fattore destinato ad assumere un peso crescente: la posizione nel Mediterraneo. È qui che la partita del Mezzogiorno assume una dimensione non soltanto tecnologica ma anche geopolitica. I grandi cavi sottomarini che collegano Europa, Africa e Asia trasformano infatti il Sud in una potenziale porta d’ingresso dei flussi internazionali di dati.

La Puglia parte in posizione privilegiata. Bari e il Salento si trovano lungo alcune delle principali direttrici delle telecomunicazioni sottomarine e possono diventare punti di raccordo tra le reti globali e il mercato europeo. Una condizione che, sommata alla disponibilità energetica, spiega il crescente interesse verso la regione.

La prospettiva indicata dal Mimit è proprio quella di superare l’attuale concentrazione territoriale dei data center. Distribuire maggiormente gli impianti significherebbe aumentare la resilienza delle infrastrutture digitali e, contemporaneamente, creare nuove opportunità industriali nelle regioni meridionali.

La corsa, però, è appena cominciata. Molte richieste restano sulla carta e pochissime hanno raggiunto le fasi immediatamente precedenti alla realizzazione. È questo il vero banco di prova: trasformare le domande di connessione in investimenti effettivi.

Per il Mezzogiorno si apre così una partita diversa da quelle del passato. Non soltanto produrre l’energia necessaria al Paese, ma utilizzarne una quota per attirare le infrastrutture sulle quali viaggerà l’economia digitale dei prossimi decenni.