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Napoli, incidenti stradali: tassisti, “Serve piano traffico”

Napoli, incidenti stradali: tassisti, “Serve piano traffico”

Un piano traffico che riduca in modo significativo la presenza delle auto private nelle aree più congestionate del centro storico di Napoli, insieme al potenziamento del trasporto pubblico e a interventi per la sicurezza stradale. È quanto chiede il Comitato Tassisti di Base al Comune dopo l’incidente avvenuto in via Foria, dove una signora è stata travolta da un motorino mentre attraversava sulle strisce pedonali.  Secondo l’associazione, la riduzione del traffico privato consentirebbe di “intervenire concretamente sulla qualità dell’aria, diminuire lo smog, migliorare la sicurezza stradale e rendere il trasporto pubblico più veloce ed efficiente”. I tassisti ricordano inoltre che lo scorso anno il sindaco Gaetano Manfredi, in un’intervista, aveva indicato il 2026 come l’anno di un intervento deciso sul traffico cittadino. “Ad oggi , sostengono,  non rileviamo risultati concreti e strutturali capaci di affrontare questa criticità”.

Resta, aggiungono i tassisti, la preoccupazione per una politica dei trasporti “troppo concentrata sulle grandi infrastrutture e poco attenta alla quotidianità della mobilità urbana, alla sicurezza stradale, alla qualità dell’aria e alla tutela della salute dei cittadini”.

Da qui la richiesta a palazzo San giacomo. “Assumere decisioni concrete, immediate e verificabili”, mettendo al centro dell’agenda la riduzione del traffico privato, il rafforzamento del trasporto pubblico e una nuova organizzazione della mobilità nel centro cittadino. “Il tempo delle dichiarazioni, conclude il Comitato, deve lasciare spazio a quello delle decisioni”.

Napoli, il comune lancia campagna contro abbandono animali

L’Amministrazione comunale di Napoli lancia la nuova campagna istituzionale di comunicazione sociale “Abbandono, intolleranza e violenza: la convivenza è una responsabilità di tutti”. L’iniziativa nasce per richiamare la cittadinanza al rispetto degli animali, contrastare la piaga dell’abbandono, fenomeno che interessa in primo luogo i cani, specie nel periodo estivo, e promuovere il valore della convivenza responsabile all’interno dell’ecosistema urbano.
L’abbandono rappresenta un gesto di profonda inciviltà che interrompe un rapporto di fiducia e lascia animali abituati al contesto domestico in una condizione di estrema vulnerabilità. Un comportamento inaccettabile, specie di fronte alla presenza sul territorio di una rete di solidarietà composta da associazioni, volontari e cittadini pronti a sostenere le famiglie in difficoltà. Prima di giungere all’abbandono esistono infatti richieste di aiuto, stalli temporanei, adozioni consapevoli e canali di supporto a cui potersi rivolgere.
Se il fenomeno dell’abbandono riguarda in larga parte i cani, la campagna intende accendere i riflettori anche su una realtà spesso sottovalutata: l’abbandono e l’intolleranza verso i gatti. Un gatto di casa abbandonato in strada non è in grado di cavarsela da solo, ma va incontro a disorientamento e pericoli mortali. L’Amministrazione ribadisce inoltre la piena tutela normativa delle colonie feline.
Accanto all’abbandono, il piano di comunicazione intende porre un argine fermo contro ogni episodio di violenza e maltrattamento, promuovendo adozioni consapevoli con verifiche nel tempo per garantire il benessere di ogni animale.
«Ringrazio il Comune di Napoli per aver dato spazio e priorità a temi fondamentali come il contrasto all’abbandono e alla violenza, la tutela degli animali e delle colonie feline. Rispettare gli animali non è soltanto una questione di sensibilità, ma una responsabilità collettiva e un dovere morale, perché persone, animali e ambiente fanno parte dello stesso ecosistema. Prima di abbandonare, chiedete aiuto; prima di allontanare, cercate di comprendere; davanti alla violenza, non voltatevi dall’altra parte». Ha dichiarato Francesca Rusciano, il Garante per la Tutela degli Animali del Comune di Napoli

Ferragosto, a Napoli e in altre 3 città l’anguriata per i senza dimora

Una fetta di anguria per combattere il caldo, l’indigenza e l’emarginazione sociale. Sono i senza fissa dimora e le persone ai margini della società i beneficiari dell’Anguriata di ferragosto organizzata dal Progetto Arcam, Fondazione che opera nel volontariato in tutt’italia. Milano, Roma, Bari e Napoli le quattro città in cui si è svolta l’iniziativa nel giorno più caldo dell’anno. Nel capoluogo campano, la cucina mobile del progetto Arca si è fermata in piazza Garibaldi per distribuire, oltre alla fetta di cocomero, anche ghiaccioli, acqua e kit igienici. A gestire il food truck, i rappresentanti napoletani della Fondazione, nata a Milano nel 1994 e oggi una delle realtà principali del terzo settore in Italia. In 32 anni di attività: 522.000 beneficiari raggiunti in Italia e nel mondo; 118.494 persone accolte nelle strutture e negli appartamenti; oltre 32 milioni di pasti distribuiti (interviste in video allegato Marcello Ciuccia, responsabile Progetto Arca Campania e Angela Mazzola, presidente associazione Cades)

Calciomercato Napoli, tutto pronto per Gabriel Jesus: ma serve completare un aspetto

Il Napoli vuole acquistare Gabriel Jesus dall’Arsenal e completare il reparto offensivo. Dopo l’uscita di Romelu Lukaku, però, servirà un’altra cessione. Probabilmente uno tra Noa Lang o Lorenzo Lucca dovrà lasciare la maglia azzurra, con l’olandese che ha più mercato. Il brasiliano, inoltre, ha un ingaggio molto alto, oltre gli 8 milioni di euro a stagione, cifra che il club partenopeo non può pagare. La situazione spiegata dall’esperto di mercato Fabrizio Romano:

“Il Napoli non ha ancora chiuso l’operazione per Gabriel Jesus nonostante sia tutto pronto. Il Napoli conosce alla perfezione le condizioni e i costi dell’operazione, è già stato informato dall’Arsenal. Però prima di tutto bisogna completare altre uscite, perché quella di Lukaku non basterà a prendere Gabriel Jesus. Inoltre c’è la questione dell’ingaggio: Gabriel Jesus guadagna veramente tanto, ha uno stipendio da superstar che ad oggi il Napoli non può pagare. Probabilmente nessuno glielo può pagare in Europa. Quindi il discorso di Gabriel Jesus al Napoli è legato soprattutto all’ingaggio: o il giocatore fa dei passi indietro, oppure sarà complicato per il Napoli competere con offerte che posano pareggiare l’attuale ingaggio percepito all’Arsenal”.

Napoli, David Neres salta il Genoa ma sta accelerando il rientro: la situazione

Il Napoli dovrebbe fare a meno di David Neres per la prima partita di campionato. L’esterno offensivo brasiliano, infatti, salterà il Genoa. Non ha giocato nelle amichevoli, ma sta accelerando il rientro con una terapia rigenerativa. La situazione spiegata dal Corriere dello Sport:

“Neres sta accelerando dopo una terapia rigenerativa al ginocchio sinistro e non ha mai giocato in amichevole nel corso dell’estate: lo staff medico continuerà a valutarne con attenzione le condizioni finché non riterrà la sua risposta stabile e adeguata anche nell’ottica di una corretta tolleranza dei carichi e dunque potrebbe saltare soltanto il Genoa”.

Calciomercato Napoli, fumata bianca per Badiashile: cifre e dettagli

Il Napoli ha concluso l’acquisto di Benoit Badiashile dal Chelsea. Il difensore francese sarà il rinforzo del reparto arretrato che ha perso Alessandro Buongiorno e Luca Marianucci e che vede Sam Beukema avere problemi fisici. I dettagli spiegati dalla Gazzetta dello Sport:

“Aurelio De Laurentiis ha accettato le condizioni del Chelsea e adesso può iniziare a preparare il tweet di benvenuto. Benoit Badiashile è virtualmente un giocatore del Napoli (secondo arrivo dopo Favasuli), che ha voluto con forza e anche questo alla fine ha inciso. Affare da 30 milioni complessivi se tra dodici mesi il Napoli deciderà di riscattarlo. Sì, perché alla fine ha vinto la linea del ds Giovanni Manna, che non voleva vincolare il club a un obbligo di riscatto. Ma per ottenere il “diritto”, il Napoli ha visto lievitare di qualche milione il prezzo finale. Al Chelsea andranno subito tre milioni, più uno ulteriore di bonus in caso di scudetto. E il Napoli, tra un anno, avrà l’opzione di acquisto già fissata a 27 milioni”.

Donna affetta da Sla chiede al giudice il suicidio medicalmente assistito: il tribunale di Torre Annunziata ha dato il via libera

Il tribunale di Torre Annunziata ha dato il via libera: una donna affetta da Sla (Sclerosi Laterale Amiotrofica) potrà accedere al suicidio medicalmente assistito. Ora scatta il conto alla rovescia necessario alla procedura.

Il giudice ha ordinato all’Usl Toscana Nord Ovest di fornire, entro sette giorni lavorativi a partire dal 29 agosto, un sistema per l’autosomministrazione già utilizzato in un caso analogo in quella regione e destinarlo all’Asl Napoli 3 Sud.

L’azienda sanitaria napoletana dovrà occuparsi della sua ricezione, del trasporto e di testare il dispositivo, oltre a individuare il personale sanitario e tecnico necessario per installarlo.

Entro tre giorni lavorativi dalla verifica del funzionamento, la paziente dovrà ricevere una relazione con farmaco, protocollo e piano operativo. I costi saranno sostenuti dall’asl napoletana.

Il ricorso in Toscana aveva messo in evidenza le lacune organizzative dell’Asl Napoli 3 Sud. Quest’ultima ha però rivendicato dinanzi al giudice di aver agito senza ritardi imputabili all’azienda, attivando la Commissione Tecnica Multiprofessionale Permanente per verificare condizioni cliniche e requisiti fissati dalla Corte costituzionale. Il Comitato Etico Territoriale Campania 2 aveva espresso parere favorevole all’unanimità. La fase conclusiva si era però complicata per la necessità di un sistema capace di consentire alla paziente di azionare la pompa infusionale attraverso il movimento degli occhi.

Dopo due ricerche di mercato senza esito, l’Asl ha coinvolto il Cnr, senza trovare una soluzione. Da qui la richiesta alla Toscana Nord Ovest di utilizzare temporaneamente il dispositivo sviluppato a suo tempo proprio dal Cnr.

L’azienda toscana ha dato disponibilità al suo utilizzo, chiedendo però ulteriori verifiche tecniche e adempimenti amministrativi. Il tribunale ha respinto la richiesta di una penale per eventuali ritardi, riconoscendo la collaborazione delle amministrazioni.

L’ordinanza del tribunale di Torre Annunziata serve quindi solo a coordinare tempi e operazioni, senza attribuire responsabilità all’Asl Napoli 3 Sud. La paziente, indicata dal tribunale come Irene per tutelarne la privacy, aveva confermato la propria volontà in videoudienza usando un puntatore oculare.

Viaggi fantasma, truffa a Pozzuoli: agenzia di ‘Arco Felice’ incassa e chiude. E la vacanza sparisce…

Doveva essere la vacanza dei sogni, oppure il premio dopo mesi di sacrifici. O ancora e meglio – a Napoli si dice, “con questi chieri di luna” – un tempo per distaccarsi da questi mesi di bradisismo, di scosse. Di Paura. E dal 31 luglio di terrore. Per oltre 30 famiglie di Pozzuoli invece l’agognata vacanza si è trasformata in un incubo.

L’agenzia “Viaggiare con Averno” di Arco Felice è infatti accusata di aver incassato migliaia di euro per soggiorni mai prenotati. Le vittime hanno già presentato denuncia ai carabinieri della stazione di Arco Felice, che dovranno ricostruire l’intera vicenda.

Decine di clienti, attraverso social e gruppi WhatsApp, hanno scoperto una dinamica identica: viaggi confermati e pagati, documentazione consegnata, poi la doccia fredda poco prima della partenza. Voli e hotel cancellati o mai realmente prenotati.

Le cifre versate variano da 2.500 a oltre 8.500 euro per singola prenotazione. Le destinazioni: Santo Domingo, Maldive, crociere nel Mediterraneo, Grecia, Turchia e villaggi turistici in Italia.

Per molte famiglie, le ferie dovevano rappresentare una tregua dal bradisismo e dalle scosse dei Campi Flegrei. Ieri, numerosi clienti si sono radunati davanti alla sede dell’agenzia a Pozzuoli, trovandola chiusa.

Le indagini sono in corso per quantificare il numero delle persone coinvolte e l’entità complessiva del danno. Le autorità invitano eventuali altri clienti a rivolgersi alle forze dell’ordine.

Ponte Morandi, oggi l’ottavo anniversario del crollo

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Pioveva a dirotto anche a Napoli, quel maledetto 14 agosto del 2018. La notizia del crollo del ponte Morandi a Genova iniziò a diffondersi verso mezzogiorno, una mezz’ora circa dopo il fatto avvenuto. E’ la mattina successiva però, che in città si viene a sapere che tra le auto precipitate nel vuoto c’erano quelle con sei cittadini campani, di cui quattro della provincia di Napoli. Quattro ragazzi di Torre del Greco che solo poche ore prima erano diretti a sud, prima di decidere di invertire la rotta per le loro vacanze e dirigersi a nord per valicare i confini e raggiungere la Spagna. Giovanni Battiloro, Matteo Bertonati, Gerardo Esposito e Antonio Stanzione. Oggi ricorre l’ottavo anniversario del crollo. Anniversario che arriva a meno di un mese dalla sentenza di primo grado. Dopo otto anni di indagini e di procedimento giudiziario, dei cinquantasette imputati ne sono stati condannati trentadue mentre venticinque sono stati assolti o prescritti. La pena più pesante, dodici anni, all’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci. Iniziative per ricordare le 43 vittime di Genova si stanno svolgendo nel capoluogo ligure e nelle altre città di origine delle persone decedute nel crollo. A Torre del Greco, ogni anno si svolge un raduno di familiari e amici sul belvedere dove è stata installata una targa in ricordo di Giovanni Battiloro, Matteo Bertonati, Gerardo Esposito e Antonio Stanzione. (Video)

 

Molo Beverello, è un disastro quotidiano. Caldo nelle sale, code infinite, bagni irraggiungibili

Proseguono i disagi per i passeggeri in transito al Molo Beverello a Napoli. Il terminal marittimo, messo a dura prova dall’intensa ondata di calore estivo e dai massicci flussi turistici verso le isole e la peniola sorrentina, è continuamente in emergenza.

Gli utenti denunciano una serie di criticità strutturali e funzionali che penalizzano pesantemente la sua operatività quotidiana. In questo periodo di grande affluenza turistica, si registrano regolarmente code prolungate sotto il sole per l’assenza o il divieto di coperture adeguate, affollamento nelle aree di attesa e criticità nei servizi igienici e di mobilità circostante.

Sono queste infatti le lamentele più frequenti dei viaggiatori. I sistemi di climatizzazione sono del tutto inadeguati a fronteggiare le alte temperature, uniti a una gestione infelice degli spazi, che, ricordiamo insieme all’intera area, sono stati appena riveduti, riprogettati e ristrutturati.

Le sale interne e l’area esterna, sottoposte a queste criticità relative alla stagione estiva, risentono delle limitazioni imposte dalla tutela dei reperti archeologici in fase progettuale. Mentre all’esterno, la viabilità pedonale risulta compromessa da varchi non regolamentati e aree esterne poco fruibili. Particolarmente disagevole appare la localizzazione dei servizi igienici, la cui disposizione obbliga i viaggiatori appena sbarcati a percorrere l’intero perimetro dell’edificio per poter accedere ai bagni pubblici.

Insomma un disastro per lo scalo del Beverello le cui criticità occorrerà, nei limiti delle tutele di legge, mettere riparo in vista della Coppa America del prossimo anno.