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Pic nic di protesta nel Tribunale di Napoli, lavoratori per il diritto alla mensa

Un pic nic in piena regola. Solo che al posto di un bel prato, si son seduti sul freddo pavimento della piazza coperta del Nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli. Protestano per veder rispettato il diritto a una pausa pranzo dignitosa i 942 lavoratori del tribunale. Da una settimana hanno deciso di informare l’opinione pubblica circa il disagio in cui sono costretti a lavorare quotidianamente.

I PARTICOLARI DELLA MOBILITAZIONE

Hanno proclamato lo stato di agitazione minacciando lo sciopero, hanno incontrato il prefetto che si è offerto di mediare con il Governo per risolvere un muro contro muro di due anni con i vertici del “Palazzo” e ora per protesta, non avendola ottenuta, la mensa, se la sono creata. Facendo emergere la loro vertenza, le Rappresentanze sindacali unitarie dei lavoratori hanno portato all’attenzione anche un altro aspetto da non sottovalutare. La tipologia di struttura, composta da tre torri da piu di 20 piani, versa in condizioni fatiscenti. Arrivano dal centro direzionale immagini di piramidi di faldoni nei corridoi, ascensori sempre guasti, bagni inagibili, pesanti infiltrazioni d’acqua tra i blocchi di cemento armato e incuria generale che non fanno presagire nulla di buono per la Giustizia napoletana.

I LAVORATORI HANNO CHIESTO LA MEDIAZIONE DEL PREFETTO

Uno sciopero dei lavoratori significherebbe la paralisi di tutto ciò che è cartaceo nell’amministrazione del tribunale. Prima di decidere per il pic nic di protesta, le rsu avevano incontrato il prefetto che si è impegnato ad avvertire della questione i ministeri competenti.

Falastin Hurra, a Napoli il fumetto si schiera per la Palestina libera

Falastin Hurra, a Napoli mostra di fumetti da Altan e Zero Calcare

Dopo le proteste, le occupazioni di scuole e università, i presidi e le varie manifestazioni di solidarietà a favore della popolazione palestinese, Napoli continua a essere una delle città più attive sul fronte delle iniziative per tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica su ciò che sta avvenendo a Gaza. Da Zero Calcare ad Altan, anche il mondo del fumetto ha voluto fare la sua parte con la mostra organizzata negli spazi del complesso monumentale di San Domenico maggiore nel centro storico di Napoli.

Falastin Hurra, mostra di fumetti per la Palestina libera è il titolo dell’esposizione, autoprodotta da alcuni operatori culturali della città e senza finanziamenti pubblici, organizzata solo per denunciare lo sterminio in atto da parte dello stato di Israele nei confronti della popolazione araba che vive nella striscia di Gaza.

IL PROGETTO “KUFIA, MATITE ITALIANE PER LA PALESTINA”

Spina dorsale della mostra il progetto “Kufia, matite italiane per la Palestina”, realizzato proprio a Napoli 35 anni fa. Progetto al cui centro c’erano le tavole di fumettisti del calibro di Crepax, Andrea Pazienza e Milo Manara. Tra gli autori di rilievo nell’esposizione di San Domenico Maggiore Zero Calcare e Natangelo. La mostra, realizzata in collaborazione con il Comune, resterà aperta al pubblico nella sale del refettorio fino alla fine del mese di Gennaio

Neonato positivo alla cocaina a Salerno, è grave

E’ ricoverato in gravi condizioni un bimbo di tre mesi trovato positivo alla cocaina dai medici del reparto di pediatria dell’ospedale Ruggi di Salerno. Arrivato in gravi condizioni, i medici lo hanno stabilizzato e poi trasferito a bordo di un elicottero al Santobono di Napoli. Da quanto si apprende dall’agenzia Ansa, la positività alla sostanza stupefacente emersa dalle analisi delle urine. La madre è una tossico dipendente e l’ipotesi è che la trasmissione sia avvenuta tramite allattamento. Il caso è stato segnalato agli agenti della Polizia di Stato che sono al lavoro per ricostruire quanto accaduto. Il neonato era ricoverato per una meningite e durante i controlli sanitari, dall’esame delle urine è emersa la positività alla cocaina

 

 

Sicurezza stradale, la X edizione di “Sii Saggio, Guida Sicuro”

Sicurezza stradale, la X edizione di “Sii Saggio, Guida Sicuro”

Presentata nel foyer del Centro di produzione Rai Napoli la X Edizione del progetto sulla sicurezza stradale “Sii Saggio, Guida Sicuro”.

Promosso dalla Regione Campania e attuato dall’ANCI Campania in collaborazione con l’Associazione Meridiani, l’iniziativa si avvale della collaborazione e del patrocinio del Ministro dell’Istruzione e del Merito – USR Campania, dell’Università Federico II, delle Forze dell’Ordine e di Fondazioni e Associazioni di categoria. Roberto Fasanelli, segretario della Commissione Scientifica di #siisaggioguidasicuro:

“Il  progetto ha un ruolo fondamentale. Quello di adottare un modello educativo-formativo che ribalta il paradigma dominante che vuole che bisogna spaventare le persone per poter ottenere da loro dei comportamenti corretti riguardo alla salute, rischi e pericoli”.

L’idea è sempre la stessa quella di coinvolgere gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado del territorio campano e degli atenei della regione Campania. A supportare l’iniziativa la regione Campania come spiegano l’assessore Mario Morcone:

“La regione sente questo impegno come un impegno davvero importante, che qualifica anche l’azione di governo del territorio e soprattutto serve a salvare vite”.

Il consigliere Franco Picarone ha aggiunto: “Abbiamo tantissime vittime della strada e la necessità di tornare al rispetto delle regole, ma all’educazione soprattutto dei giovani che sono la categoria più colpita”.

PRESENTE ANCHE DON TONINO PALMESE

La formazione dei giovani è un investimento per il futuro del Paese cosi Don Tonino Palmese della Fondazione Polis: “Essere vittima perché qualcuno sulla strada ti toglie la vita o perché qualcuno sulla strada si toglie la vita in malo modo… Allora abbiamo bisogno senza altro di interagire. Noi ci siamo anche con la presenza dei familiari delle vittime di altri motivi.”

Nell’ultimo anno la città di Napoli ha visto un incremento delle vittime della strada pari al 30%. Come migliorare la sicurezza lo spiega l’assessore Antonio De Jesu:

“La sicurezza stradale è una priorità. Insieme all’assessore Cosenza siamo cercando sulla base dei dati statistici, cercando di elaborare una strategia che miri a migliorare anche con l’ipotesi di autovelox, stiamo valutando anche gli autovelox, i dossi per mitigare il rischio di incidentalità.

Spaccio di droga a Castel Volturno, arrestate 13 persone

Spaccio di droga a Castel Volturno, arrestate 13 persone

Continua senza soste il contrasto al traffico e alla vendita di stupefacenti. Stamane alle prime ore dell’alba operazione nelle province di Caserta, Salerno e Teramo dei Carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere, coadiuvati dai Reparti territorialmente competenti e da corpi speciali dell’Arma.

I militari hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), su richiesta di questa Procura della Repubblica, nei confronti di 13 persone, dodici custodie cautelari in carcere e uno agli arresti domiciliari, ritenute responsabili di spaccio di sostanze stupefacenti.

ATTIVITA’ INVESTIGATIVA

L’operazione di questa mattina arriva dopo una articolata attività investigativa diretta dalla procura samaritana e condotta dalla Stazione Carabinieri di Grazzanise tra il mese di novembre 2020 e il mese di novembre 2021 che, anche attraverso attività tecniche, ha consentito di accertare le responsabilità, a vario titolo dei fermati che vanno, dallo spaccio di sostanze stupefacenti a quasi 400 episodi di cessioni di droga, prevalentemente eroina e cocaina.

In particolare è stata riscontrata la cessione nel territorio del Comune di Castel Volturno di stupefacenti da parte di soggetti africani nei confronti di acquirenti tossicodipendenti o di soggetti che acquistavano lo stupefacente per poi rivenderlo nelle province di Salerno, Teramo e Perugia, nonché nel Comune di San Felice a Circeo.

L’OPERAZIONE

A parlare dell’operazione il Colonnello Manuel scarso dell’arma dei Carabinieri:

“La cellula più importante delle persone arrestate in questa operazione è fatta da extracomunitari che avevano costituito in Castelvolturno una piazza di spaccio che forniva, oltre allo stupefacente, anche la possibilità di consumare il loco lo stupefacente”.

Il il procuratore Pierpaolo Bruni:

“Sicuramente Castelvolturno è una piazza di spaccio molto importante, molto rilevante e merita tutte le attenzioni che questo ufficio gli dedica”

Ed infine il sostituto procuratore Carmine Renzulli:
“Da decenni, frange della popolazione che vengono da paesi dell’Africa, Nord Africa o Centra Africa, sono dedite allo spazio. È una lotta continua che fanno le forze di polizia che spesso riescono a conseguire, come in questo caso, risultati positivi”.

 

Bimba precipita da balcone a Caivano, era sola in casa

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Era da sola in casa la bimba di cinque anni precipitata questa mattina dal secondo piano di un’abitazione di Caivano: da primi accertamenti si tratterebbe, quindi, di un incidente. La bimba, nata in Italia, è figlia di cittadini stranieri regolari originari del Burkina Fasu. Su quanto accaduto indagano i carabinieri. Ai nostri microfoni, il responsabile del pronto soccorso dell’ospedale Santobono di Napoli, Vincenzo Tipo ha spiegato che la bimba, ora in prognosi riservata, è arrivata vigile ma non è ancora possibile fornire un quadro più sicuro sulle sue condizioni di salute. Le sue condizioni restano gravi al momento

SALVATA DAI FILI DEL BUCATO

La caduta è stata attutita da fili per stendere il bucato nell’appartamento al piano di sotto. Secondo le testimonianze raccolte sul posto, la bimba era sola in casa con il fratellino di tre anni, perchè la mamma si era recata in farmacia.

L’INTERVENTO DELLA PROCURA

La procura di Napoli nord ha aperto un fascicolo su quanto accaduto: l’obiettivo è quello di stabilire l’esatta dinamica degli eventi e valutare la posizione dei genitori.

Vertenza lavoratori del Tribunale di Napoli, prefetto scrive al Governo

Minaccia sciopero lavoratori Tribunale, mediazione del Prefetto

Si allontana, almeno per il momento, il rischio di sciopero per gli oltre 900 lavoratori del tribunale di Napoli, che pochi giorni fa avevano proclamato lo stato di agitazione in segno di protesta nei confronti dei vertici del Palazzo di Giustizia per veder riconosciuto il loro diritto a uno spazio per il pranzo all’interno della struttura.

Ai lavoratori infatti, non era riconosciuto il diritto a una pausa pranzo in assenza di uno spazio adeguato nel tribunale. Per scongiurare una paralisi dal punto di vista funzionale della Giustizia napoletana, certa in caso gli amministrativi avessero incrociato le braccia, le Rappresentanze sindacali hanno chiesto la mediazione del Prefetto di Napoli, che ieri ha convocato un incontro con gli interessati per trovare una soluzione.

Il rappresentante del Governo si è impegnato ad attivare quella che il freddo linguaggio della burocrazia definisce una “procedura di raffreddamento” e, in assenza di una conciliazione tra lavoratori, sindacati e presidenza e vertici amministrativi del Tribunale, ha deciso di coinvolgere i ministeri competenti.

CONDIZIONI DEL PALZZO DI GIUSTIZIA

La pausa pranzo è un obbligo, così come uno spazio dignitoso. E il Nuovo Palazzo di Giustizia non sembra esserlo. La mobilitazione dei mille lavoratori ha infatti fatto emergere le condizioni fatiscenti in cui versa l’edificio.

Fascicoli giudiziari ammassati nei corridoi per assenza di spazi adeguati, infiltrazioni continue d’acqua negli spazi comuni, servizi igienici carenti, ascensori spesso guasti nelle tre torri giudiziarie che superano i 20 piani. In principio era il diritto al pranzo, presto potrebbe diventare una mobilitazione per il diritto alla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Riciclavano denaro sporco, 25 misure cautelari: c’è anche Salvatore D’Amelio

Riciclavano denaro sporco, 25 misure cautelari e sequestri da 8,4 milioni

Aveva base a Napoli l’organizzazione dedita al riciclaggio di denaro sporco sgominata da carabinieri e guardia di finanza, nell’ambito di un’inchiesta della direzione distrettuale antimafia. 25 misure cautelari eseguite in altre 7 province, oltre a quella partenopea, e un sequestro superiore agli otto milioni di euro. Associazione per delinquere, ricettazione, detenzione e porto illegale di arma da fuoco, tentata estorsione e tentato omicidio, i resati contestati. Tutto aggravato dal metodo mafioso.

Tra i destinatari delle misure cautelari anche personaggi legati agli ambienti della criminalità organizzata, ma ancora non si conosce la loro identità ne il clan di appartenenza. Secondo le risultanze investigative l’organizzazione aveva investito il denaro sporco derivante dalle frodi fiscali e dalla contraffazione di abiti griffati anche in una clinica per la cura dell’autismo.

Il denaro riciclato è stato impiegato anche per investire in ristorazione, vendita di orologi contraffatti e anche in altri settori dell’economia. Tre dei destinatari delle misure cautelari si trovano già in carcere, mentre nove sono finiti agli arresti domiciliari. Per altri tredici l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Ai domiciliari Salvatore D’Amelio, titolare di vari brand internazionali di abbigliamento giovanile (tra cui “Minimal” e “Drop list”).

Dagli accertamenti è anche emerso che alcuni dei destinatari dei provvedimenti trasportavano armi clandestine con matricole abrase (sia armi comuni da sparo che armi da guerra). Alcuni indagati inoltre avrebbero preso parte anche ad altre vicende criminali, come la detenzione e il porto illegale di armi, la tentata estorsione e il tentato omicidio, aggravati dal metodo mafioso, ai danni di una persona in debito per un affare non andato a buon fine.

Omicidio Ugo Russo, c’è il perito per l’esperimento giudiziale

Bisognerà stabilire la distanza che separava il 15enne Ugo Russo dal carabiniere al momento in cui è stato esploso il colpo fatale. Questo, in sostanza, l’obiettivo dell’esperimento giudiziale sull’omicidio avvenuto a Napoli la notte del 29 febbraio del 2020 nel Borgo Santa Lucia. Per stabilire questi importanti dettagli nell’ambito del processo in atto, è stato nominato il perito Emanuele Paniz.

I RISULTATI ENTRO 90 GIORNI

Gli accertamenti sono stati delegati al perito dalla Corte di Assise di Napoli, prima sezione, presidente Annunziata. Il dato è ritenuto fondamentale per comprendere se Ugo Russo sia stato colpito quando era nelle immediate vicinanze del carabiniere oppure quando era a circa 9-10 metri, quindi già in fuga. E’ accertato che la vittima avesse con sé una pistola a salve e che i colpi non sono stati esplosi in sequenza ma in due tempi diversi. Paniz dovrà consegnare le risultanze degli esperimenti, che mirano a ricreare le stesse condizioni presenti quella tragica notte, entro 90 giorni. Nella veste di testimoni, sono stati anche ascoltati i carabinieri che si sono occupati dei primi accertamenti. L’imputato, accusato di omicidio volontario aggravato dalla Procura di Napoli, è difeso dagli avvocati Roberto Guida e Mattia Floccher. La famiglia Russo invece è rappresentata nel giudizio dagli avvocati Domenico Di Donato, Giovanni Fusco e Antonio Mormile.

ACCUSA E DIFESA

Secondo il collegio di difesa ad uccidere il quindicenne fu un’ogiva di rimbalzo che aveva impattato contro uno stipite presente in strada. Secondo gli avvocati della vittima, invece, il colpo fatale sarebbe stato quello esploso dal militare quando ormai Ugo era in fuga e quindi non più una minaccia.

Taxi, sindacati contro nuova turnazione voluta da Comune Napoli

Taxi, sindacati contro nuova turnazione voluta da Comune Napoli

C’è un po’ di maretta nel settore taxi a Napoli. C’è tensione tra la categoria e il comune e tra i sindacati di rappresentanza degli stessi tassisti. Il motivo, un provvedimento di nuova turnazione varato da palazzo San Giacomo per aumentare il numero dei veicoli in strada, con la città piena di turisti nel periodo festivo, che però non sembra aver prodotto i risultati sperati.

Gli effetti della rottura si sono visti questa mattina a Napoli davanti alla sede del comune, in piazza Municipio, dove era previsto un presidio di protesta organizzato dal sindacato Orsa e a cui non ha preso parte nessun lavoratore. Se non il segretario nazionale dell’Orsa, Rosario Gallucci. Sulla questione ci ha tenuto a intervenire anche Cosimo La Malfa del sindacato Usb.