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Restauro Villa comunale e Parco Virgiliano, a marzo l’inizio dei lavori

Restauro Villa comunale e Parco Virgiliano, a marzo l’inizio dei lavori

2024-2025. Dureranno un anno e mezzo si spera, i lavori di restauro dei due più grandi parchi cittadini, la villa Comunale e il Parco Virgiliano.

Il progetto di recupero dei due polmoni verdi della città di Napoli è stato presentato a Palazzo San Giacomo dall’Assessore alla salute e al Verde Vincenzo Santagada:

“Quanto alla Villa Comunale, innanzitutto diciamo il restauro parte da Piazza della Repubblica e sarà completato fino alla Cassa Armonica. Il recupero e il restauro di tutte le opere d’arte all’interno della Villa Comunale. Un riassetto delle tre aree giochi che ne diventerà una sola e sarà posizionata al centro della Villa. Sarà rieffettuata la pavimentazione con tuffo inerte stabilizzato con materiale naturale.

Sarà recuperato in modo completo, in modo totale il Parco Virgiliano. Sia per quanto alla parte botanica, sia per quanto riguarda il riassetto dell’ingresso e del portale. saranno recuperate le quattro anfore che sovrastano le quattro colonne, saranno restaurate alcune percorsi così come le aree giochi, ci sarà anche un’aula didattica esterna”.

I lavori in totale 8milioni di euro suddivisi al 50% tra i due interventi sono anche frutto di finanziamenti derivanti dal PNRR Secondo il cronoprogramma, il restyling dovrebbe terminare prima della dead line del 2026, quando tutte le opere dovranno essere «consegnate.

 INIZIO DEI LAVORI

Giorno più giorno meno, dopo anni di attesa, quel che più conta è che ora si cominci davvero a restituire la Villa comunale e il Virgiliano alla città in tutto il loro splendore.

Il sindaco Gaetano Manfredi ha commentato così: “C’è stata una lunga negoziazione, discussione con la sovrintendenza per fare in modo che i progetti fossero ovviamente compatibili sia dal punto di vista strutturale che dal punto di vista botanico con quelli che sono i requisiti storici di questi due parchi. L’iter si è praticamente concluso quindi noi oggi presentiamo i progetti e poi i lavori cominceranno. Noi ci auguriamo nel mese di marzo… Le imprese già sono state identificate e  si stanno contrattualizzando quindi nel mese di marzo dovrebbero cominciare i lavori”.

Vittime di reato, Piantedosi a Napoli: “Presto un tavolo”

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Forcella blindata questa mattina a Napoli per l’arrivo del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, invitato dalla Fondazione Polis a partecipare a un seminario su ‘Diritti e bisogni delle vittime di reato’ che si è svolto negli spazi della biblioteca inaugurata proprio nel nome di una vittima innocente della criminalità. Annalisa Durante, uccisa a dodici anni durante un conflitto a fuoco proprio a due passi da dove il rappresentante del Governo stava ascoltando gli interventi delle autorità presenti in sala

LA RICHIESTA DI UN DECRETO DI EQUIPARAZIONE PER VITTIME REATO

Durante il suo intervento, il presidente della Fondazione Polis, don Tonino Palmese ha ricordato a Piantedosi la necessità di superare la distizione tra vittime innocenti di camorra e di reati comuni

UN TAVOLO A ROMA CON LE REALTA’ DEL TERRITORIO

Dal canto suo, Matteo Piantedosi ha ricordato l’impegno finanziario del Governo a favore dei familiari delle vittime di reato, garantendo inoltre l’apertura di un tavolo sulla problematica sollevata da don Tonino Palmese

Inquinamento delle falde acquifere, sequestrata azienda di Pompei

Inquinamento delle falde acquifere, sequestrata azienda di Pompei

Smaltiva abusivamente vernici e altro genere di rifiuti. Sequestrata la ditta di produzione, lavorazione e verniciatura di materie plastiche “SUPERPLASTIK srl”, con sede a  Pompei, ritenuta responsabile di grave inquinamento di suolo e e falde acquifere. Questo è quanto hanno scoperto dai carabinieri del NOE, il nucleo di tutela ambientale dell’Arma, che hanno effettuato il sequestro in base a una un decreto emesso dal gip su richiesta della procura di Torre Annunziata.

Dalle indagini sulla qualità delle acque reflue, effettuate dall’ARPA, emergerebbe la presenza di elevate concentrazioni di idrocarburi pesanti. I quali, presentando scarsa solubilità in acqua, provocherebbero l’accumulo di tali sostanze nel territorio con gravi effetti tossici.

Questa operazione si inserisce nella più ampia attività di controllo del territorio ad opera dal gruppo dei carabinieri del comando tutela ambientale e sicurezza energetica, in collaborazione con l’Arpac e sotto il coordinamento della Procura di Torre Annunziata. Scopo di questa attività di supervisione del territorio: accertare e rimuovere la cause di inquinamento del fiume Sarno.

25 anni dalla scomparsa di De André, in piazza a Napoli la Cantata Anarchica

25 anni dalla scomparsa di De André, in piazza a Napoli la Cantata Anarchica

Chitarre, sorrisi e le indimenticabili note di Fabrizio De André che risuonavano in piazza del Plebiscito. La quarta edizione della “Cantata Anarchica” per ricordare il cantautore di Genova ha offerto tutto ciò.

A PIAZZA DEL PLEBISCITO IL REPERTORIO PIU CELEBRE DI DE ANDRE’

In piazza alcune delle canzoni più famose del repertorio di De André: da “La guerra di Piero” al “Suonatore Jones”, i fan non si sono risparmiati e hanno continuato a cantare fino a tarda serata. Un’iniziativa che si è svolta in diverse città italiane contemporaneamente come spiega Carmen Nuzzo, organizzatrice dell’edizione napoletana:

Siamo partiti proprio nel 1989 a Milano e a Roma e poi quattro anni fa ci è venuto in mente di allargarla sempre più piazze e questa è la cosa bella, c’è sempre più piazze, sempre più persone e quindi questo vuol dire che De Andrè è vivo, non è morto, insieme anche ai sui valori“.

Incidenti stradali, Napoli maglia nera con 23 morti e 3.051 feriti

Incidenti stradali, Napoli maglia nera con 23 morti e 3.051 feriti

Il 72 enne falciato e ucciso sulle strisce pedonali al Corso Umberto è solo l’ultima vittima della strada che nell’ultimo anno è stata registrata in città. Tra il 2022 e il 2023, secondo i dati ACI-Istat  Napoli ha fatto registrare un incremento del 30% dei sinistri stradali con nel solo 2022, 2.337 incidenti, 23 morti e 3.051 feriti.

Ma il trend negativo alla guida si registra in tutta la regione. Lo scorso anno, in Campania, sono stati registrati 9.821 sinistri in cui 228 persone hanno perso la vita ed altre 14.002 hanno riportato lesioni più o meno gravi.

FENOMENO IN AUMENTO

Il fenomeno risulta in aumento relativamente sia agli incidenti (+9%) che alle loro conseguenze (+6,5% decessi e + 9,1% feriti). A peggiorare il quadro della (in)sicurezza stradale regionale è il confronto con il 2019  da cui emerge una contrazione dei sinistri (-2,4%) e dei feriti (-7,1%), ma non dei morti il cui andamento risulta addirittura in controtendenza (+2,2%) anche rispetto al dato nazionale (-0,4%).

Per quanto riguarda la cosiddetta mobilità dolce: 70 sono stati i velocipedi coinvolti lo scorso anno in incidenti stradali (con 66 feriti). 4 le biciclette elettriche (4 feriti) e 4 i monopattini elettrici (4 feriti). Alla guida distratta, spesso dovuta all’uso dello smartphone durante la marcia, è imputabile il 25% degli incidenti stradali. Mentre il 42% di quelli mortali è dovuto all’alta velocità. La domenica, con 6 morti, è il giorno più nefasto. La fascia oraria maggiormente pericolosa è quella mattutina compresa tra le 10 e le 13 (8 decessi).

L’ANNUNCIO DELL’ASSESSORE DE JESU

Il comune nell’ultimo anno è corso ai ripari installando in strade a veloce percorrenza dei dossi e rifacendo la segnaletica orizzontale. All’assessore De Jesu abbiamo chiesto se a breve sarà anche il corso Umberto dotato di attraversamenti rialzati: “Questo è un tema prioritario in questo momento, alla luce di quello che è successo è una cosa grave. Corso Umberto, che è una strada a scorrimento veloce di un chilometro e sei, ha bisogno di migliorare sia la segnaletica orizzontale. Faremo delle valutazioni anche per valutare eventualmente  dossi in punti strategici di quella strada”.

Caso Tiziana Cantone chiuso, non fu omicidio

Suicidio Tizia Cantone, non ci sono le prove: nessun colpevole

A 8 anni dalla dalla morte della ragazza, il caso Tiziana Cantone, si chiude senza responsabili. Infatti la Procura di Napoli Nord ha chiesto ed ottenuto l’archiviazione anche dell’accusa di omicidio volontario.

Così, secondo i magistrati, anche l’ultima accusa non viene corroborata da prove che permettano di individuare responsabilità. Quella di istigazione al suicidio era già stata archiviata. Che Tiziana si sia uccisa nel tentativo di disperato di evitare l’ulteriore diffusione del materiale video privato che stava circolando, le carte lo riconoscono, ma non ci sono elementi per dire che la Cantone sia stata ammazzata.

Notizia accolta con amarezza dalla famiglia, per la quale l’inchiesta presentava delle lacune. Già il ritrovamento del corpo della ragazza, che si era impiccata con la propria pashmina alla panchetta usata per gli esercizi ginnici, non convinceva. Tra le cose che non tornavano ai parenti della giovane, proprio il fatto che la panchetta non fosse ancorata a terra, ad esempio da dei bulloni.  Si arrivò alla riesumazione del cadavere nel 2021, cinque anni dopo la morte della ragazza, per svolgere l’autopsia, che ancora non fu eseguita dopo il decesso.

Le analisi e gli ulteriori accertamenti però non hanno fatto emergere nuove prove o elementi utili. Quindi il drammatico caso Tiziana Cantone si chiude senza colpevoli.

Fu proprio la vicenda della ragazza di Mugnano che in Italia si modificò la legge sulla diffusione di immagini intime. Da allora infatti è stato introdotto l’artico 612 che punisce il fenomeno del “Revenge Porn”

Rubato dall’archivio di stato, ritorna a casa il diario di bordo dei Borbone

Rubato dall’archivio di stato, ritorna a casa il diario di bordo dei Borbone

Un manifesto del 1811 di Giaocchino Napoleone, sovrano delle due Sicilie, la lettera manoscritta di Maria Amalia di Borbone indirizzata Ferdinando II ed un giornale del soggiorno madrileno del 1829 dei Reali di Napoli sono solo alcuni dei trecento documenti storici restituiti all’archivio di Stato di Napoli.

Si tratta di materiale rubato dall’archivio di stato, databile tra il XVI ed il XIX secolo e riconducibile quindi al periodo borbonico napoletano.

A rendere possibile il recupero, le serrate indagini coordinate dalle procure di Parma, Napoli Nord, Salerno e Santa Maria Capua Vetere, che attraverso il monitoraggio delle piattaforme di e-commerce per la vendita di materiale storico, hanno individuato e sequestrato i reperti.

A rimettere a loro posto gli scritti, la direttrice dell’archivio di Stato, la Dottoressa Candida Carrino: “La grossa novità degli ultimi anni è questa fortissima sinergia con la
Sovraintendenza archivistica e bibliografica della Campania e con il nucleo tutela dei carabinieri”.

Ad effettuare la consegna il Comandante del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale, il Capitano Massimiliano Croce, che ha spiegato: “Sono stati recuperati attraverso il monitoraggio che facciamo del Web. Si tratta di bene che hanno natura demaniale. In questo caso sono tutti conducibili all’archivio di Stato di Napoli e molti di questi al fondo borbonico”.

Presente anche il dottor Gabriele Capone, Sopraintendente Archivistico per la Campania, che ha commentato: “Il lavoro che si fa congiuntamente con il Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale dei carabinieri, è un lavoro quotidiano che consente di recuperare dal mercato parallelo i documenti rubati”.

Pic nic di protesta nel Tribunale di Napoli, lavoratori per il diritto alla mensa

Un pic nic in piena regola. Solo che al posto di un bel prato, si son seduti sul freddo pavimento della piazza coperta del Nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli. Protestano per veder rispettato il diritto a una pausa pranzo dignitosa i 942 lavoratori del tribunale. Da una settimana hanno deciso di informare l’opinione pubblica circa il disagio in cui sono costretti a lavorare quotidianamente.

I PARTICOLARI DELLA MOBILITAZIONE

Hanno proclamato lo stato di agitazione minacciando lo sciopero, hanno incontrato il prefetto che si è offerto di mediare con il Governo per risolvere un muro contro muro di due anni con i vertici del “Palazzo” e ora per protesta, non avendola ottenuta, la mensa, se la sono creata. Facendo emergere la loro vertenza, le Rappresentanze sindacali unitarie dei lavoratori hanno portato all’attenzione anche un altro aspetto da non sottovalutare. La tipologia di struttura, composta da tre torri da piu di 20 piani, versa in condizioni fatiscenti. Arrivano dal centro direzionale immagini di piramidi di faldoni nei corridoi, ascensori sempre guasti, bagni inagibili, pesanti infiltrazioni d’acqua tra i blocchi di cemento armato e incuria generale che non fanno presagire nulla di buono per la Giustizia napoletana.

I LAVORATORI HANNO CHIESTO LA MEDIAZIONE DEL PREFETTO

Uno sciopero dei lavoratori significherebbe la paralisi di tutto ciò che è cartaceo nell’amministrazione del tribunale. Prima di decidere per il pic nic di protesta, le rsu avevano incontrato il prefetto che si è impegnato ad avvertire della questione i ministeri competenti.

Falastin Hurra, a Napoli il fumetto si schiera per la Palestina libera

Falastin Hurra, a Napoli mostra di fumetti da Altan e Zero Calcare

Dopo le proteste, le occupazioni di scuole e università, i presidi e le varie manifestazioni di solidarietà a favore della popolazione palestinese, Napoli continua a essere una delle città più attive sul fronte delle iniziative per tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica su ciò che sta avvenendo a Gaza. Da Zero Calcare ad Altan, anche il mondo del fumetto ha voluto fare la sua parte con la mostra organizzata negli spazi del complesso monumentale di San Domenico maggiore nel centro storico di Napoli.

Falastin Hurra, mostra di fumetti per la Palestina libera è il titolo dell’esposizione, autoprodotta da alcuni operatori culturali della città e senza finanziamenti pubblici, organizzata solo per denunciare lo sterminio in atto da parte dello stato di Israele nei confronti della popolazione araba che vive nella striscia di Gaza.

IL PROGETTO “KUFIA, MATITE ITALIANE PER LA PALESTINA”

Spina dorsale della mostra il progetto “Kufia, matite italiane per la Palestina”, realizzato proprio a Napoli 35 anni fa. Progetto al cui centro c’erano le tavole di fumettisti del calibro di Crepax, Andrea Pazienza e Milo Manara. Tra gli autori di rilievo nell’esposizione di San Domenico Maggiore Zero Calcare e Natangelo. La mostra, realizzata in collaborazione con il Comune, resterà aperta al pubblico nella sale del refettorio fino alla fine del mese di Gennaio

Neonato positivo alla cocaina a Salerno, è grave

E’ ricoverato in gravi condizioni un bimbo di tre mesi trovato positivo alla cocaina dai medici del reparto di pediatria dell’ospedale Ruggi di Salerno. Arrivato in gravi condizioni, i medici lo hanno stabilizzato e poi trasferito a bordo di un elicottero al Santobono di Napoli. Da quanto si apprende dall’agenzia Ansa, la positività alla sostanza stupefacente emersa dalle analisi delle urine. La madre è una tossico dipendente e l’ipotesi è che la trasmissione sia avvenuta tramite allattamento. Il caso è stato segnalato agli agenti della Polizia di Stato che sono al lavoro per ricostruire quanto accaduto. Il neonato era ricoverato per una meningite e durante i controlli sanitari, dall’esame delle urine è emersa la positività alla cocaina