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Diffusione armi, arriva la stretta del Prefetto

Diffusione armi, arriva la stretta del Prefetto Michele Di Bari

La donna di 55 anni uccisa nella notte di capodanno ad Afragola da un colpo esploso da una pistola detenuta illegalmente, un’altra colpita mentre guardava i fuochi dal balcone di casa sua nel quartiere di Forcella a Napoli.

VIDEO VIRALI SUI SOCIAL

Le ultime tragedie dei festeggiamenti di capodanno a cui si aggiungono i video diventati virali sui social, che mostrano persone di ogni genere ed età sparare con pistole, hanno spinto il prefetto di Napoli, Michele di Bari, a convocare un tavolo in prefettura per affrontare la diffusione di armi nell’area metropolitana del capoluogo campano.

EMERGENZA DIFFUSIONE ARMI NEL NAPOLETANO

I dati forniti dalle forze dell’ordine sull’uso delle armi da fuoco sono la nuova emergenza allo studio del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. Oltre al mercato illegale, la pistola di Afragola era stata acquistata illegalmente in provincia di Varese. Sotto i riflettori anche il mercato delle armi on Line.

La direzione intrapresa in prefettura di Napoli è quella di una stretta sul rilascio delle nuove autorizzazioni e sul rinnovo dei permessi.

Terzo mandato De Luca, sarà Salvini a spianare la strada

Terzo mandato De Luca, sarà Salvini a spianare la strada

Alla fine sarà la Lega di Salvini a spianare la strada di Vincenzo de Luca verso il terzo mandato. Non Elly Schlein e i colleghi del partito democratico, dove milita anche il figlio Piero. La stampella per proseguire nel suo incarico di presidente della Regione Campania oltre i limiti dei dieci anni gliel’ha offerta il leader della Lega, ministro dei Trasporti e vice presidente del Consiglio, Matteo Salvini, dichiarandosi favorevole durante un suo intervento.

Da tempo il dibattito politico in Campania è fermo al terzo mandato del Governatore e alle fratture che via via si sono allargate tra il Governatore e i vertici del partito. Fratture diventate vere voragini dopo l‘uscita del libro “Nonostante il Pd”, in cui De luca non ha risparmiato frecciate velenose contro chi non gli ha riconosciuto nella nostra regione il ruolo di alfiere in grado di arginare l’avanzata della destra.

LE MOTIVAZIONI DI SALVINI

E così, dopo i no continui da parte della leader Schlein e dei pezzi da 90 del gruppo parlamentare dei democratici, degli amici a fasi alterne dei cinque stelle, la mano a De Luca l’ha tesa l’avversario Salvini. Non certo per improvvisa solidarietà politica. Non è una novità infatti che il segretario della Lega teme che la sua leadership nel partito venga insediata dal Governatore del Veneto, Luca Zaia.

Favorire l’iter parlamentare per il terzo mandato significherebbe tenere Zaia sulla sua poltrona, favorendo indirettamente Vincenzo De Luca.

IL QUADRO DELLE CANDIDATURE

A questo punto, nonostante manchino ancora due anni e mezzo per l’apertura delle urne per le elezioni regionali, il quadro delle candidature in Campania sarebbe quasi completo.

De Luca per il centro sinistra, il ministro Gennaro Sangiuliano per il centro destra. Con Gaetano Manfredi, terzo incomodo. Non è un segreto infatti, che l’attuale sindaco di Napoli possa decidere di contendere la poltrona di palazzo Santa Lucia all’oramai ex amico, Vincenzo De Luca.

Lotta alla contraffazione, sequestrati 75.000 giocattoli

Lotta alla contraffazione, sequestrati 75.000 giocattoli

Se venduti sul mercato parallelo avrebbero fruttato guadagni illeciti pari a circa 350 milioni di euro ma anche seri rischi alla salute dei bambini che ne sarebbero venuti in possesso. I baschi verdi della guardai di Finanza di Napoli hanno sequestrato in un capannone nella zona est oltre 75mila giocattoli privi dei marchi comunitari.

Il materiale destinato con molta probabilità a negozi e mercatini rionali, era stipato all’interno di un container occultato in un parcheggio. I finanzierei hanno riscontrato sulle scatole e gli involucri i marchi falsi di case produttrici internazionali e di serie cult animate.

DENUNCIATA UNA CITTADINA DI ORIGINE CINESE

La merce al momento del sequestro era pronta per essere confezionata e inserita nei circuiti di vendita. Nel corso dell’operazione è stata denunciata una cittadina di origine cinese, già nota alle forze dell’ordine per analoghi precedenti penali. La merce sequestrata sarà distrutta.

Bimba morta all’ospedale di Nocera, indagati cinque medici

Bimba morta ospedale Nocera, indagati cinque medici

È stata aperta un’inchiesta nella quale sono indagati cinque medici per la morte di una neonata all’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore. Quattro sono medici in servizio nel reparto, il quinto è il ginecologo che ha assistito la coppia durante tutta la gravidanza.

La piccola era figlia di una giovane coppia residente a Pagani ed è morta nelle prime ore del mattino del 7 gennaio. Per domani il magistrato ha disposto l’autopsia affidando la perizia a un pool di esperti. Da chiarire cosa può essere accaduto ed eventualmente quali negligenze e colpe mediche siano riscontrabili, sia prima che dopo il parto.

I familiari si sono spinti a sporgere denuncia perché convinti che qualcosa sia andato storto proprio a ridosso del parto cesareo d’urgenza, avvenuto dopo un ricovero e un successivo esame invasivo che avrebbe provocato il susseguirsi dei tragici eventi.

Il papà e la mamma della piccola si sono affidati all’avvocato Giovanni Pentangelo che sta compiendo tutti gli atti a tutela dei suoi assistiti. Anche i medici indagati si sono affidati a legali di fiducia per difendersi dalle accuse. Secondo il racconto contenuto nella denuncia, durante tutte le fasi della gravidanza i controlli e gli esami non avevano evidenziato anomalie o criticità.

Tuttavia la giovane mamma, aveva dovuto sottoporsi a una cura di antibiotici ed integratori per un diabete di tipo II e la contrazione di un batterio. Ma i medici l’avevano rassicurata. Fino al tragico epilogo del 4 gennaio quando si era dovuta recare per tre volte in ospedale a causa dei forti dolori, quindi il parto d’urgenza e il decesso della bambina.

Domiciliari al sindaco di Palma Campania, sospeso dall’incarico

Domiciliari al sindaco di Palma Campania, il Prefetto lo sospende

A poche ore dalla notizia degli arresti domiciliari per il sindaco di Palma Campania, Aniello Donnarumma, per corruzione e svolgimento illecito di procedure di gara, arriva la reazione del prefetto di Napoli, Michele di Bari. La prefettura ha reso noto, attraverso comunicato, la sospensione del primo cittadino.

La nota

“In data odierna – comincia la nota – il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, a seguito di ordinanza di custodia cautelare emessa dall’Autorità Giudiziaria nei confronti, tra l’altro, del Sindaco del Comune di Palma Campania, ha accertato la sussistenza a carico del primo cittadino, della causa di sospensione di diritto dalla carica. Pertanto, ai sensi della vigente normativa sugli Enti locali, il Sindaco è sostituito in tutte le sue funzioni dal Vice Sindaco” conclude la nota.

Gli indagati e le accuse

7 gli indagati insieme a Donnarumma: due dipendenti comunali e cinque imprenditori.  Le accuse sono quelle di corruzione, turbata libertà degli incanti, falso in atto pubblico, depistaggio e subappalto non autorizzato.

Nel mirino degli inquirenti sono finiti gli appalti di lavori, servizi e forniture, come ad esempio la manutenzione stradale o la ristrutturazione di plessi scolastici, concessi, secondo i carabinieri e la procura, in cambio di denaro o altre utilità.

 

Lavoratori Tribunale Napoli minacciano sciopero, Prefetto tenta mediazione

Venti di sciopero soffiano nel Nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli. O sarebbe meglio dire, “vecchio” Palazzo di Giustizia, considerato lo stato di fatiscenza in cui versa la struttura del centro direzionale.

I LAVORATORI HANNO CHIESTO LA MEDIAZIONE DEL PREFETTO

Domani, una delegazione rappresentanti sindacali unitari di quasi mille lavoratori infatti, incontrerà il prefetto nel tentativo di trovare una mediazione con i vertici del Tribunale al fine di far rientrare lo stato di agitazione, proclamato dopo un muro contro muro sulla possibilità di aprire uno spazio per la mensa, allontanando cosi il rischio di uno sciopero che comprometterebbe le attività della già ingolfata Giustizia napoletana…spiega Diego Tufarelli della Rsu (intervista in video allegato)

IL “VECCHIO” PALAZZO DI GIUSTIZIA

La causa scatenante della vertenza, ribadisce Stefania Palermo (intervista in video allegato), è l’assenza nell’edificio di una mensa dove, nella pausa, mille lavoratori potessero trovare uno spazio dove mangiare. Con il tempo, è diventata anche una battaglia per garantire agli stessi lavoratori spazi adeguati e sicuri dove lavorare nel quotidiano. Tra ascensori sempre guasti, infiltrazioni d’acqua e bagni non praticabili.

Le voci dal bronx di Napoli: “Maradona? Meglio le case”

Il 2 febbraio aprirà il cantiere per l’abbattimento del (cosiddetto) Bronx, a Napoli. Nell’attesa, l’11 gennaio si svolgerà un’assemblea pubblica all’interno del consiglio di municipalità a San Giovanni a Teduccio organizzata dal comitato di lotta ex Taverna del Ferro. Nonostante le rassicurazioni sulle nuove case ricevute ieri dall’amministrazione comunale, dopo l’occupazione della stanza del sindaco infatti, i rappresentanti del comitato pretendono ulteriori rassicurazioni sul futuro. Non è il mantenimento del murale di Maradona quello che preme le 360 famiglie che vivono nelle case fatiscenti del cosiddetto Bronx, ma appartamenti dignitosi in cui vivere

CHE GUEVARA E MARADONA, IDOLI DA ABBATTERE

Il progetto del comune, finanzia con 106 mln di euro del Pnrr, prevede l’abbattimento dei due edifici dove su una delle facciate, oltre a quello di Maradona, c’è anche uno dei più grandi al mondo che raffigura Che Guevara.

LA QUESTIONE ABUSIVI SULLO SFONDO

L’assemblea pubblica che si svolgerà tra due giorni nel quartiere periferico, i membri del comitato chiederanno garanzie sul diritto alla casa in edifici dove negli anni si sono insediati anche occupanti abusivi, non legittimi assegnatari.

Nuova sede per nido delle polemiche, riapre il “Rocco Jemma”

Nuova sede per nido delle polemiche, riapre il “Rocco Jemma”

Si conclude, in chiaroscuro, con il trasferimento in una nuova struttura, il caso del nido delle polemiche Rocco Jemma, a Materdei.

Una vicenda iniziata tre anni fa quando il vecchio plesso di via Appulo era stato dichiarato inagibile ed inserito nel piano di abbattimento e ricostruzione, vincolato ai fondi del PNRR. Questo aveva dato origine alla mobilitazione delle famiglie del rione, che ignare, avevano già iscritto i figli e rischiavano di trovarsi senza un nido.

Adesso Palazzo San Giacomo consegna un nuovo plesso. Peccato che evidentemente, forse per la fretta di avere una sede, non ci si è accordi delle pessime condizioni del cortile.
Nonostante gli interventi di bonifica, dal valore di oltre 18 mila euro, basta affacciarsi dietro il pannello colorato all’ingresso per scoprire una piccola discarica: qui rifiuti e sporcizia, con il connesso rischio igienico, si trovano a pochi metri dai bimbi.

Una querelle divenuta talmente centrale per le famiglie del quartiere che all’inaugurazione di questa mattina, hanno partecipato anche alcuni genitori dei bimbi ormai iscritti alle elementari, critiche nei confronti delle istituzioni: (Intervista in video allegato)

Sollecitata sul tema l’assessore all’istruzione Maura Striano ha dato rassicurazioni, garantendo ulteriori interventi, prima di commentare :(Intervista in video allegato)

Presente per il taglio del nastro il sindaco Gaetano Manfredi che ha spiegato: (Intervista in video allegato)

Borrelli analizza il folle tifo degli anni ’80 in un libro molto divertente

Borrelli analizza il folle tifo degli anni ’80 in un libro molto divertente

Se il tifo deli anni 80 fosse folle o meno è difficile stabilirlo, ma che avesse un fascino che prescindeva dall’evento sportivo è innegabile. Lo analizza, partendo dall’esperienza personale, Gianni Borrelli, docente, giornalista e scrittore che ha dato alle stampe “Da pasta & Patate a Stoccarda… e ritorno – Un viaggio nel folle tifo degli anni ’80”.

Edito da Alcheringa, il volume sta avendo un discreto successo sia in libreria che sulle piattaforme online. Tutti i diritti sono devoluti ad una onlus che opera in favore di bambini figli di persone implicate in processi di mafia.

Save me, uno short film in bianco e nero per il nuovo singolo di Ice Teddy

Ice Teddy, nome d’arte di Salvatore Grande, classe 2003, nato e cresciuto a Scampia, presenta il suo nuovo singolo “Save me”, una ballad sad, che prima di arrivare sulle piattaforme digitali, si propone sul suo canale YouTube con uno short film in bianco e nero, curato nella regia, nelle riprese e nel montaggio da RS Production (Riccardo Santovito) e anticipato con pillole video su TikTok. La produzione del brano è di Mario Nasti che alle programmazioni ha unito pianoforte e archi, dando profondità emotiva a una poesia in dialetto napoletano. Venerdì 26 gennaio, “Save me” sarà su Spotify.

SAVE ME

https://www.youtube.com/watch?v=fuYJC38Gb_E

In una stanzetta disordinata, Ice Teddy, urla la sua sofferenza e la sua solitudine. Un loop da cui nessuno riesce a tirarlo fuori. Nelle sue parole ci sono la tristezza, le delusioni, la paura di non farcela. «Ho scritto questa canzone in un momento di disperazione – racconta Ice Teddy -. Andava tutto storto: la mia ragazza mi aveva lasciato, in famiglia solo litigi, qualunque cosa si trasformava in un problema che non si poteva risolvere, mi sentivo fuori posto ovunque. Vedevo tutto nero, “darkness dint a me”. Ogni volta che ascolto questa traccia, la risento come se fosse la prima volta».

L’ANIMA ARTISTICA DI ICE TEDDY

Ice Teddy è cresciuto ascoltando hip hop e reggaeton ma anche pop e il rock sad degli Evanescence, tra le band che ama particolarmente, insieme agli artisti XXX Tentacion, Bad Bunny, Nicky Jam, Chris Brown, Tory Lanez, Justin Bieber, Bruno Mars. Ice Teddy è anche ballerino e questo lo spinge a esplorare la scena musicale latina.

«Non riuscirei a comporre e scrivere in una dimensione diversa da quella che mi porta in apnea e non so se conoscerò mai la vera felicità – continua Ice Teddy –. Per ora non so neanche che forma abbia davvero la felicità. Sono introverso e non mi piace tanto parlare. Preferisco scrivere, comporre poesie e cantarle… è la mia terapia per la sopravvivenza».