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Covid, preoccupa aumento dei ricoveri per polmoniti

Covid, preoccupa aumento dei ricoveri per polmoniti

Il Covid torna a spaventare l’Italia e Napoli, dove si è registrata un’impennata dei contagi, come ha spiegato il professor Gennaro d’Amato pneumologo ed ex primario del Cardarelli:

“Noi stiamo osservando parecchie persone con la febbre e questa febbre può essere da ripresa del Covid soprattutto in soggetti che non si sono vaccinati oppure da influenza o altri virus respiratori”.

Una situazione che sommata al picco di influenze e polmoniti che sta colpendo il territorio, genera non poche preoccupazioni, soprattutto sul versante dei posti disponibili nelle strutture ospedaliere, a rischio sovraffollamento.

AL COTUGNO RADDOPPIATI I POSTI LETTO COVID

Caso esemplare quello dell’ospedale Cotugno, dove nelle ultime due settimane sono raddoppiati i posti letto occupati per Covid, passati da 10 a 20 Altro elemento allarmante è quello della campagna vaccinale, che procede a rilento. Sono meno di 5000, infatti, le dosi di vaccino somministrate. Dato che appare ancora più significativo se confrontato con quello delle vaccinazioni antiinfluenzali, che a Napoli hanno interessato circa 100mila persone. È sempre Gennaro d’Amato a sottolineare l’importanza dei vaccini, non solo quelli per il Covid, soprattutto in pazienti fragili:

“Le persone non sono propense a vaccinarsi e questo è un errore. Noi sappiamo che la vaccinazione anti-influenziale protegge bene. Attenzione, quest’anno abbiamo avuto molti focolai di broncopolmonite da batteri in soggetti che hanno avuto influenza e che non erano vaccinati. Il vaccino anti-influenziale funziona, ripeto, bene e protegge verso un numero notevole di ceppi, per cui io consiglio, chiaramente possono farli anche tutti. Poi sta andando anche peggio purtroppo la vaccinazione anti covid e quella perché alcune persone dice ma io ho già l’ha avuto il covid, ripeto dopo quattro mesi da un’infezione o da una vaccinazione precedente non c’è più immunità, gli anticorpi non ci sono più”.

Progetto Acqua Flash, investimento da 15 milioni e 400 posti di lavoro

Progetto Acqua Flash, investimento da 15 milioni e 400 posti di lavoro

15 milioni di euro di investimento complessivo dall’acquisto dell’area fino al completamento degli ultimi lavori previsti per il 2026. 200 posti di lavoro per la prima fase del progetto che raddoppieranno con la messa a regime del parco. Investimenti per eco parco fattoria didattica, hospitality, parco acquatico e piscine e adeguamento strutturale e tecnologico.

VORZILLO PATRON DI EDENLANDIA E ACQUA FLASH

Sono questi i dati presentati in conferenza stampa da Gianluca Vorzillo patron di Edenlandia e da oggi anche del rinato Acquaflash. Già ex Magic World e Pareo Park, il parco tematico di Licola risorgerà dalle ceneri dal fallimento e nel prossimo mese di maggio riaprirà i cancelli. Un progetto ambizioso che si svilupperà non solo nel periodo estivo ma per 12 mesi. Una sinergia completa tra la nuova proprietà e i sindaci del territorio come spiega il sindaco di Giugliano, Nicola Pirozzi:

” Inaugureremo a gennaio 2024, quindi tra un mese, Villa Zagaria tolta la camorra, ridata alla città. Il parco archeologico di Liternum lasciato all’incuria ritornata ai cittadini… la stessa cosa si inserirà ad acqua fresca.”

IL PROGETTO

Acqua flash per bocca del suo patron Gianluca Vorzillo si propone all’attenzione mediatica come una destinazione imperdibile nel panorama italiano del divertimento ma non solo puntando anche su risorse naturali, paesaggistiche e dell’hospitality:

“L’investimento complessivo è di circa 15 milioni di euro per tutto il progetto. È chiaro che nella prima fase sarà organizzata la prima parte del parco acquatico dove sono investiti 2 milioni e mezzo, una parte è già stata investita per l’acquisto dell’intera struttura all’asta. Il 30 giugno successivamente saranno fatti investimenti a step ma più o meno diciamo la cifra è quella. In questa prima fase saranno impiegate 200 unità, chiaro come indotto parliamo di indotto diretto e indiretto che alcune attività saranno date in gestione e a regime quindi sull’intero progetto circa 400 posti di lavoro.”

Inaugurata “Capodimonte Art and Technology Casa Colletta” (CAT)

Inaugurata oggi “Capodimonte Art and Technology Casa Colletta” (CAT)
La Digital Academy di Capodimonte è la prima scuola di formazione, digitalizzazione ed innovazione in Italia che coniuga arte e tecnologia.

Inaugurata dal Direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Sylvain
Bellenger, dal Magnifico Rettore del Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II Matteo Lorito, e dal Direttore Scientifico dell’Apple Developer Academy Giorgio Ventre. Alla presenza del Vice Sindaco del Comune di Napoli Laura Lieto, dell’Assessore all’Innovazione della Regione Campania Valeria Fascione e del Direttore Generale dei Musei del MIC Massimo Osanna.  Si tratta della prima scuola di formazione in Italia per la digitalizzazione di beni culturali, che attraverso metodi e laboratori di didattica innovativi, formerà nuove professionalità basate sull’innovazione al servizio dell’arte e sullo sviluppo di tecnologie digitali legate al patrimonio artistico, architettonico e ambientale.

COS’E’ IL CAT?

Proprio a Napoli, grazie alla presenza di un eco-sistema dell’innovazione in pieno sviluppo e al contributo delle altissime competenze dell’Università di Napoli Federico II e della Sua Digital Academy, si realizza “Capodimonte Art and Technology Casa Colletta” (CAT) che dà vita ad un modello nuovo di Museo concepito come luogo d’arte aperto all’innovazione, alla ricerca, all’ideazione e alla proposta.  L’innovativo progetto nasce grazie ad un accordo quadro stipulato con l’Università di Napoli Federico II nel 2019, finalizzato allo svolgimento di attività di ricerca, di collaborazione tecnico-scientifica, di iniziative di carattere formativo e culturale e di progetti di ricerca in settori di reciproco interesse. Il primo nucleo di collaborazione tra l’Università Federico II ed il Museo di Capodimonte sul tema del Digitale per l’Arte nasce con la visionaria e coraggiosa apertura delle sale del Museo agli hackathon che la Regione Campania in collaborazione con la Apple Developer Academy della Federico II, ha organizzato a partire dal 2017, lanciando quella che è stata definita una best practice internazionale.

IL VIA AL PROGETTO 6 ANNI FA

Proprio nel 2017, su iniziativa del Direttore del Museo Sylvain Bellenger e dell’allora Rettore Gaetano Manfredi, fu istituito un Gruppo di lavoro dell’Università di Napoli Federico II, composto dai Professori dell’ateneo federiciano, che ha elaborato un dossier preliminare finalizzato a sviluppare le ipotesi di lavoro relative al Grande Progetto Capodimonte Campus Culturale e un programma per la stesura e la stipula dell’ Accordo Quadro di collaborazione tra Museo e Real Bosco di Capodimonte e l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Grazie ad un successivo accordo operativo, è stata prevista la localizzazione del Capodimonte Art and Technology Hub (CAT), un polo per attività di formazione, di studio e di innovazione sulle tecnologie digitali nell’ambito dei temi della protezione, fruizione, e restauro di patrimoni culturali e ambientali, all’interno degli spazi dell’edificio Casa Colletta, oggetto di un importante intervento di restauro e riqualificazione degli spazi per essere sede dell’importante scuola di digitalizzazione.

CASA COLLETTA SEDE DELLA SCUOLA DI DIGITALIZZAZIONE

Casa Colletta è uno dei 17 edifici presenti nel Real Bosco di Capodimonte e sarà la sede di
“Capodimonte Art and Technology” – prima scuola in Italia di alta formazione per la digitalizzazione del patrimonio artistico -. Casa Colletta permetterà di condividere ed ospitare iniziative formative comuni sui temi della digitalizzazione e delle nuove competenze che la transizione digitale e quella ecologica impongono. In particolare all’interno della collaborazione potranno essere ospitate iniziative di rilievo internazionale finalizzate alla realizzazione di uno spazio nuovo di interazione tra ricerca scientifica, attività̀ formative innovative e valorizzazione dei beni culturali. I programmi di mobilità
internazionale della Federico II potranno offrire un laboratorio di alta specializzazione alla
sperimentazione didattica innovativa di secondo e terzo livello; potranno essere ospitati e congiunte iniziative, workshop e seminari.

LE PRINCIPALI INIZIATIVE DAL 2017 A OGGI

Hacknight at the Museum, realizzato dalla Regione Campania in collaborazione con la Apple
Developer Academy della Federico II, è stato un progetto che ha coinvolto imprese ed enti
pubblici, con challenge su temi che andavano dai trasporti all’energia, dall’ambiente alla sicurezza, dalla sanità all’agritech. Tanti i giovani partecipanti da tutto il mondo che per un intero weekend hanno vissuto all’interno del Museo per sviluppare i propri prototipi, che poi sono diventati veri e propri servizi ed applicazioni che le aziende e gli enti proponenti hanno sviluppato coinvolgendo gli innovatori vincitori del contest. A valle di questa esperienza di successo è nata una collaborazione ancora più profonda, con l’attivazione sempre negli spazi del Museo di uno dei programmi Foundation che Apple e la Federico II hanno attivato sul nostro territorio per coinvolgere una platea di talenti con competenze provenienti da culture non tecnologiche. Si è attivato Il Foundation Program: un percorso
formativo orientato a introdurre i ragazzi all’ideazione e alla progettazione di applicazioni digitali che nel caso di Capodimonte sono incentrati sui temi del patrimonio culturale e ambientale con l’obiettivo di fornire competenze digitali per la progettazione e l’implementazione di servizi innovativi per Musei e per l’Industria Culturale e Creativa. All’interno di un corso intensivo della durata di cinque settimane, studenti provenienti dall’Accademia di Belle Arti, dalle scuole del territorio, dall’Accademia
Aeronautica e dalla stessa Università di Napoli Federico II si sono impegnati nelle varie edizioni in progetti sul design dell’interfaccia di un’app e sullo sviluppo di applicazioni con il linguaggio Swift. Tutto questo attraverso lo stesso innovativo metodo didattico, il Challenge Based Learning, che è adottato nel corso di nove mesi tenuto presso la Apple Developer Academy nel Campus di San Giovanni a Teduccio.

SYLVAIN BELLENGER

“Il Digitale è la più grande rivoluzione tecnica ma anche la più grande rivoluzione intellettuale del nostro tempo. Cambiare un linguaggio vuol dire cambiare la memoria, cambiare la comunicazione e la storia. Aprire una scuola di formazione digitale è far entrare Capodimonte e Napoli nella memoria del nostro secolo”.

MATTEO LORITO

“Il più grande Parco Urbano d’Europa e la più antica Università laica fondata dallo Stato in Occidente si incontrano fisicamente sui temi innovativi dell’uso delle tecnologie digitali per la tutela e la promozione del nostro patrimonio, attivando un percorso di formazione innovativo residente nel complesso di Capodimonte. Questa iniziativa trova una collocazione strutturale nella Casa Colletta, un edificio storico appena ristrutturato e di particolare pregio architettonico. Qui si insegneranno nuovi lavori e si svilupperanno
tecnologie e visioni avanzate per guardare al futuro sulle spalle di una storia pluricentenaria e una funzione di grande valenza sociale condivisa tra L Ateneo Federiciano e il Parco di Capodimonte.”

Calcio Napoli, gli azzurri passano agli ottavi di Champions: i tifosi esultano

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Calcio Napoli, gli azzurri passano agli ottavi di Champions

Nella tempesta che si è abbattuta sul campionato, la Champions diventa uno spiraglio di luce per i ragazzi di Mazzarri. La vittoria sul Braga e il passaggio agli Ottavi iniziano a donare un po’ di tranquillità. A decidere la qualificazione un autogol del Braga al 9′ e poi il raddoppio al 33′ di Victor Osimhen, che festeggia la nomina del pallone d’oro Africano con una rete.

NAPOLI IN RIPRESA

Un Napoli in ripresa insomma che non si lascia sfuggire il primo obiettivo stagionale. Walter Mazzarri l’ha sempre dichiarato, anche 10 anni fa: Per vedere la prestazione di una squadra e iniziare a vedere il loro modo di giocare bisogna aspettare 4 partite.

Ed è quello che si è visto ieri sera, una squadra che nonostante abbia ancora delle incertezze difensive ha saputo dimostrare che sa ancora fare il suo gioco.

Ma cosa ne pensano i tifosi???

No luci, No Party!, Napoli a Natale si riscopre la città del Grinch

No luci, No Party! Napoli senza luci a Natale si riscopre la città del Grinch. I più delusi sono i turisti che dopo il ponte dei morti e dell’Immacolata hanno premiato Napoli con presenze che per i giorni delle feste arriveranno quasi a 2 milioni con tutto esaurito in Hotel e bed & Breakfast.

IL COMUNE DI NAPOLI NON HA MESSO LE LUCI NATALIZIE

Eppure il Comune di Napoli ha deciso di non addobbare nessuna delle strade principali. Nessun albero di Natale in Piazza del Plebiscito e in Piazza Trieste e Trento. Via Roma, via Chiaia sono al buio. Solo gli addobbi dei negozi e quelli dei cittadini ai balconi ricordano a tutti che siamo a Natale. A Piazza dante l’aria natalizia si respira grazie alle bancarelle della fiera di natale ma per il resto la zona che porta fino ai decumani è desolante.

DELUSI I TURISTI

Unica strada illuminata, si fa per dire con luci che non hanno nulla di natalizio è il corso Umberto dove i commercianti in maniera autonoma hanno deciso di autotassarsi per accendere le luci sulla via dello shopping. Anche al Vomero non sembra Natale. Con via Luca Giordano e via scarlatti tristemente non addobbate. Un colpo in pieno stomaco per i visitatori, i turisti e chi aveva scelto Napoli come meta per le vacanze. Tra i turisti delusione e smarrimento…

Villa degli Spiriti a Posillipo, si “complica” il restauro

Villa degli Spiriti a Posillipo, si “complica” il restauro

Stavolta gli ingredienti sembravano esserci tutti per recuperare uno degli edifici più antichi di Napoli, una villa di età augustea, splendida icona della costa di Posillipo: un motivato imprenditore come proprietario, uno studio tecnico tra i più accreditati nel campo del restauro e soprattutto la ferma volontà di salvare e portare nel circuito di visita un monumento di inestimabile valore Storico ed Archeologico.

LA STORIA DELLA VILLA DEGLI SPIRITI

Il Palazzo degli Spiriti a Marechiaro è uno dei luoghi più misteriosi ed affascinanti di Napoli, inserito nello splendido scenario del parco archeologico del Pausilypon e dell’area marina protetta della Gaiola. In estate il suo grande arco, sospeso nel vuoto, fa da trampolino agli scugnizzi napoletani che si divertono a scalarlo e a tuffarsi da lì, rischiando la vita e facendosi beffa di fantasmi e vecchie storie. Secondo la leggenda popolare, la villa è abitata dagli spiriti come testimoniato dai vecchi pescatori e marinai di Marechiaro che giurano di aver udito di notte, nello specchio di mare davanti la villa, suoni di arcaici strumenti musicali e poesie declamate in latino.

Un palazzo, fatto costruire sotto l’impero di Augusto, nel I secolo avanti Cristo, tramandato fino ad oggi proprio grazie ad un ‘uso continuo’ e sempre diverso. L’ultima sua funzione quella di “taverna” viene registrata nella cartografia storica del Duca di Noja del 1775. Da oltre cento anni l’abbandono ed il bradisismo Flegreo hanno trasformato la villa in un rudere, inabissatasi in parte nel mare e sottoposta al reale rischio di crollo.

PROGETTO DI RESTAURO

E così nel Luglio 2022 viene presentato dalla proprietà alla Soprintendenza di Napoli, un progetto organico di restauro, consolidamento e valorizzazione, firmato studio NOEMA, una proposta di intervento che insedia nella villa degli Spiriti un museo che si candida ad esporre parte del patrimonio archeologico stipato nei depositi e ‘pescato’ proprio in quel tratto di mare, ‘porta’ di accesso, comoda perché raggiungibile in auto, sia per la vicina Gaiola che per il Parco del Pausilypon, oltre che punto di partenza per visite subacquee da dove, con maschera e pinne, accompagnati da guide esperte, ci si potrà spingere a perlustrare la parte sommersa della villa ed il vicino parco naturale sommerso.

Per far questo occorre però prima salvare dal crollo la villa, ed ecco previste tecniche di consolidamento e restauro basate sull’integrazione muraria con il tufo giallo napoletano oltre all’utilizzo di tessuti in fibre di nuova generazione, inseriti nelle nuove pavimentazioni di‘ cocciopesto’. Funzionalmente viene ripristinato l’accesso posteriore in asse alla villa dove vi sarà la biglietteria del museo, una piccola bouvette, un agrumeto, gli impianti di illuminazione, la videosorveglianza ed uno spazio servizi con un evoluto sistema di fitodepurazione.

LA SOPRINTENDENZA SUL PROFGETTO

La storia di questi giorni ha però un epilogo diverso e dai risvolti surreali. La Soprintendenza territoriale di Napoli si esprime, sulla villa romana in pericolo di crollo, dopo 460 giorni dalla presentazione del progetto (il termine massimo è di 120gg) con un parere favorevole con prescrizioni. Un atto amministrativo dove in sei lunghe pagine si rimanda a successive autorizzazioni ogni intervento rendendo possibile, nei fatti, solo una costosa puntellatura, di quelle destinate a rimanere per sempre come parte integrante del paesaggio e del monumento stesso.

Una brutta giornata per villa degli Spiriti – a parlare è Marco Esposito, portavoce dello studio di progettazione Noema, che si è occupato del progetto di restauro e valorizzazione del palazzo degli Spiriti, oltre che Presidente della neonata Associazione Culturale “Mare Felix”: al progetto hanno lavorato architetti, urbanisti esperti di paesaggio, ingegneri, impiantisti, botanici ed archeologi ed il lavoro fatto, presentato in più tavoli tecnici e scientifici, ha ricevuto consensi ed apprezzamenti. Poi aggiunge: dispiace osservare che da parte della Soprintendenza non sia stata percepita l’opportunità unica e forse irripetibile di salvare dal crollo una villa con oltre duemila anni di storia e con un restauro a totale carico del privato proprietario.

APPELLO AL MINISTRO DELLA CULTURA

L’Associazione e gli interessati promettono di non arrendersi e chiedono che ad occuparsene sia direttamente il Ministro della Cultura dottor Gennaro Sangiuliano che ha conoscenza diretta dei luoghi ed ha già dimostrato grande attenzione per la sua Città, proponendogli l’istituzione di un tavolo tecnico-scientifico che ponga al centro la costa Posillipo-Flegrea, dove portatori di interessi pubblici e privati necessitano di una regia istituzionale seria e competente.

Bisogna agire ed in brevissimo tempo -aggiunge l’ingegnere Marco Esposito- le strutture sono vicine al collasso ed è necessario che a valutare questo ed altri interventi, con lo stesso grado di complessità, siano istituite dal Ministero commissioni di valutazione specifiche, con competenze multidisciplinari anche nel campo del consolidamento e del riuso compatibile, temi ormai imprescindibili per il restauro e la gestione del patrimonio vincolato.

Una situazione infuocata che sicuramente tornerà a far parlare di sé nei prossimi giorni e che si auspica trovi un epilogo felice, nel superiore fine della conservazione e della valorizzazione del nostro patrimonio monumentale.

 

Calcio, il Napoli perde la sua bandiera: è morto Antonio Juliano

Calcio, il Napoli perde la sua bandiera: è morto Antonio Juliano

È scomparso oggi ad 80 anni Antonio Juliano, l’ ex capitano centrocampista del Napoli.
Da tempo stava combattendo una malattia ed era ricoverato.
Indossò la maglia azzurra dal 1961 al 1978, e per 12 stagioni la fascia da capitano.
E registrando 18 presenze in Nazionale e fu dirigente del Napoli, portando nella squadra azzurra Krol e Maradona.

IL CORDOGLIO DELLA CITTA’

Il sindaco Gaetano Manfredi e l’Amministrazione comunale esprimono il cordoglio della città di Napoli per la scomparsa di Antonio Iuliano.
“Iuliano ha rappresentato il simbolo di una lunga stagione calcistica ancora viva nel ricordo dei napoletani, contrassegnata dai suoi successi in campo, da capitano, e dalle formidabili intuizioni che ebbe poi da dirigente, artefice tra l’altro della trattativa che portò Maradona a
Napoli. Ha mantenuto, con i tifosi e con la sua città, un legame indissolubile anche dopo aver smesso di giocare ed essere dirigente del Napoli. Merita di essere ricordato dalla città nella maniera migliore”.

UN MINUTO DI SILENZIO SU TUTI I CAMPI

La Figc e il presidente Gabriele Gravina si uniscono al cordoglio per la scomparsa di Antonio Juliano- L’ex calciatore è stato anche tra i protagonisti del titolo Europeo della Nazionale nel 1968. ‘Totonno’ Juliano fu schierato titolare dal Ct Ferruccio Valcareggi nella prima delle due finali contro la Jugoslavia, quella dell’8 giugno 1968 che finì in parità e portò alla ripetizione della partita, due giorni dopo; due anni dopo sarebbe stato tra i convocati per il Mondiale del 1970, chiuso dall’Italia al secondo posto dopo la sconfitta in finale contro il Brasile, in cui Juliano entrò a 15′ dalla fine. Fece poi parte della spedizione anche per il Mondiale del 1974, senza però mai scendere in campo.
“Se ne va uno dei protagonisti di una delle pagine più gloriose del calcio italiano – le parole del presidente federale Gabriele Gravina -. Campione d’Europa, vicecampione del mondo, giocatore di qualità e fantasia al servizio del suo club e della Nazionale, a Napoli ha rappresentato un’istituzione prima da calciatore poi da dirigente”.
Per ricordare Juliano, su tutti i campi prima delle gare del weekend (compresi i posticipi di lunedì) sarà osservato un minuto di raccoglimento.

 

“Piedigrotta” all’alba, residenti centro di Napoli svegliati da botti illegali

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Si è svegliata sotto i “bombardamenti” Napoli questa mattina. Come si vede nel video girato da un residente della zona, prima delle 6, dalla zona di Santa Lucia ignoti hanno fatto esplodere una batteria di fuochi artificiali, una sequenza che si è protratta per un’abbondante mezz’ora disturbando il sonno di gran parte dei napoletani residenti nei quartieri del centro. Probabile fossero i festeggiamenti per l’arrivo di qualche carico di sostanze stupefacenti, metodo tanto caro ai clan cittadini così come evidenziato da diverse inchieste contro la camorra del passato recente.

Mazzarri a Sky: “Felice per la vittoria ma il cammino è lungo”

L’allenatore del Napoli ha commentato così la vittoria interna e il passaggio del turno agli ottavi di Champions contro il Braga:

“Al di là del passare il turno mi interessava non prendere gol, ultimamente eravamo lunghi, prendevamo gol e non riuscivamo a sentirci solidi. Alcune cose sono riuscite, altre meno, poi abbiamo anche fatto riposare qualcuno. È stata una giornata positiva. Rivedere il Napoli dello scorso anno? Il mio obiettivo è far capire ai ragazzi la difficoltà di essere campioni d’Italia. Sono contento di aver visto cose già viste lo scorso anno. Ma il cammino è ancora lungo.

Qualche occasione l’abbiamo concessa ma siamo già migliorati, come nella marcatura in area sui cross. Questo processo di miglioramento sta andando avanti. Sono abbastanza fiducioso, vedo i ragazzi che mi seguono.

In realtà il 433 è il mio modulo preferito, ma ho sempre detto che ci vogliono giocatori giusti, e questo Napoli li ha. Voglio continuare così, se riesco a fare quello che mi sono prefissato è il mio sistema preferito”.

 

Omicidio Rosa Alfieri, appello conferma l’ergastolo per Elpidio D’ambra

Omicidio Rosa Alfieri, appello conferma l’ergastolo per Elpidio D’ambra

Confermato in appello l’ergastolo, inflitto lo scorso 12 aprile, ad Elpidio D’Ambra, il 31enne già condannato in primo grado per l’omicidio di Rosa Alfieri, uccisa per aver reagito ai tentativi di violenza sessuali del vicino di casa.

L’uomo, come ha confessato agli inquirenti, aveva adescato, con la scusa di essere aiutato a leggere le bollette delle utenze, la vittima nella sua abitazione a Grumo Nevano. Qui Rosa è stata strangolata.

Il 31enne era poi stato fermato il giorno successivo nell’ospedale San Paolo: identificato anche grazie alle numerose sue fotografie che i familiari avevano diffuso sui social.

“Non stavo bene – ha detto D’Ambra – ero sotto l’effetto di sostanze stupefacenti: crack e cocaina. Dopo l’omicidio sono scappato perché nel condominio dove abitavo c’erano anche tanti familiari della povera Rosa e temevo che mi uccidessero. Ho avuto paura”.

“Ero in preda all’ansia, ho bevuto due cocktail e poi ho comprato un ‘gratta e vinci’ per fare soldi da usare per scappare – ha continuato l’imputato, che dopo la requisitoria dell’avvocato della famiglia di lei, ha rilasciato dichiarazioni spontanee per chiedere nuovamente perdono – Mi sono cambiato d’abito perché avevo addosso i vestiti sporchi da lavoro e i graffi sul viso me li sono fatti lavorando, non è stata Rosa. Non volevo violentarla”.

Parole che non sono servite ad ammorbidire la condanna inflitta dalla Corte d’Assise d’Appello di Napoli  che ha comunque inflitto la pena massima.

Secondo l’accusa infatti, l’uomo era perfettamente conscio della gravità del suo gesto. D’Ambra  ha prima tentato di occultare il cadavere e poi si è dato alla fuga. Presente in aula anche il padre della vittima, che ritrovò il corpo.

L’uomo è stato difeso dall’avvocato Luigi Cuomo che ha sostenuto l’insussistenza dell’aggravante dei futili motivi.

90 giorni per conoscere le motivazioni della sentenza.