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 Sant’Egidio del Monte Albino, 60enne trovato morto: fermata la moglie

 Sant’Egidio del Monte Albino, 60enne trovato morto: fermata la moglie

E’ stata fermata la moglie per la morte di Francesco Vitolo, l’imprenditore 60enne trovato senza vita la notte di sabato scorso nella sua abitazione di Sant’Egidio del Monte Albino, in provincia di Salerno. Era stata proprio la moglie a chiedere l’intervento dell’ambulanza del 118 per un presunto malore accusato dal marito. 54 anni, la donna è stata trasferita nel carcere di Salerno ed è indagata per omicidio.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il 1 marzo ha aggredito il marito colpendolo con un’arma da taglio e poi provato a confondere le forze dell’ordine segnalando il malore. I sanitari al loro arrivo nella villa di Viale degli Aranci avevano subito notato però la presenza di sangue e di un taglio all’altezza del costato. La ferita, stando a quanto emerso dall’esame esterno effettuato dal medico legale, non risultava particolarmente profonda. La svolta nelle indagini è arrivata nel pomeriggio di ieri. La villa è stata posta sotto sequestro.

A eseguire le indagini i Carabinieri di Nocera Inferiore, che hanno effettuato rilievi all’interno dell’abitazione ascoltando le persone più vicine alla vittima per ricostruire i movimenti e gli ultimi contatti dell’uomo.

Rapine, spari e accoltellamenti: l’escalation di violenza tiene in scacco la periferia nord

L’onda criminale che da mesi si è abbattuta su Secondigliano sembra inarrestabile. Non bastano gli arresti continui del commissariato di zona, non bastano controlli, posti di blocco. Il quartiere dell’area a nord di Napoli è ostaggio quotidiano della criminalità organizzata e di quella comune.

L’ultima notte di follia è avvenuta ieri sera in via Napoli a Capodimonte, all’altezza del quadrivio di Secondigliano; ma è soltanto l’ennesimo capitolo di una battaglia che tiene sempre più chiusi in casa i residenti, le persone perbene del quartiere. Identico il copione: blocchi stradali, armi pesanti e violenza gratuita. L’ennesimo agguato è diretto questa volta nei confronti di un automobilista che viene bloccato nel traffico da un gruppo di malviventi a bordo di diversi motoveicoli. In pochi secondi, l’uomo viene circondato. Sotto la minaccia di pistole e mitragliette, i rapinatori gli strappano orologio e preziosi per un valore di circa 30 mila euro. Poi si dileguano indisturbati esplodendo colpi in aria a scopo intimidatorio.

Una tecnica precisa, già vista. Una messinscena collaudata. La stessa feroce strategia utilizzata solo due settimane fa ai danni del proprietario del noto negozio Mirko Sport su Corso Secondigliano. Anche in quel caso, un blocco improvviso, armi spianate e la fuga con il bottino. Ed ancora, stessa tecnica con un altro autista, rapinato in via Regina Margherita. E le stesse modalità, sempre su Corso Secondigliano, con un tentativo di assalto ai danni della Pizzeria La Nuova Italia dei Fratelli Barretta. Ed ancora, colpi di arma da fuoco esplosi contro la palestra Cosenza Boxe, situata nel rione Bussola, a San Pietro a Patierno. In questo caso un avvertimento chiaro, una intimidazione che non lascia spazio ad interpretazioni. E ancora, l’aggressione ad un quattordicenne, accoltellato nel Rione Berlingieri e finito in ospedale la scorsa settimana.

Insomma l’onda criminale continua a salire. E la paura dei residenti, ormai, è pressante. Quotidiana. Di fronte a questa escalation, le associazioni e i comitati cittadini hanno lanciato numerosi appelli. Chiedono un maggior controllo del territorio, ma l’ufficio di polizia di zona è costretto a fare i conti con una realtà drammatica: l’organico è sempre più esiguo per pattugliare un’area vasta e complessa come quella del quartiere dell’area a nord di Napoli.

 

Notti violente ad Arzano, raid con pistola in un bar

Un pestaggio feroce in un bar in piena notte. Una pistola puntata alla tempia e un’arma ritrovata nascosta poco più tardi nel divano dove un ragazzo stava dormendo. Sembrano spunti di un romanzo, di un giallo criminale. Invece è tutto vero, il fatto si è consumato ad Arzano. Un caso che i carabinieri della stazione di Grumo Nevano hanno risolto in poche ore; ma che lascia comunque aperti molti interrogativi.
Andiamo con ordine. Tutto inizia la scorsa notte. I militari sono in zona per l’operazione “Alto impatto” quando scatta l’allarme: una rissa in un bar. Quando arrivano sul posto i militari, però, lo trovano deserto e silenzioso. Gli avventori sono già tutti scappati lasciando dietro di sé solo paura. Ma i Carabinieri non si fermano alle apparenze, l’allarme che avevano ricevuto era credibile. Iniziano a guardare i filmati delle telecamere di sorveglianza e la scena che appare racconta una storia precisa. Due ragazzi stanno giocando alle slot machine. All’improvviso, tre coetanei entrano nel locale a volto scoperto. È un raid. Il primo degli aggressori afferra uno dei due giocatori e gli punta una pistola dritta al volto. Il secondo, senza esitare, colpisce l’altro alla testa. Una violenza selvaggia. Fulminea. Poi, i tre fuggono. I militari rintracciano subito le vittime. Ma qui il caso s’infittisce: i due ragazzi infatti non parlano, non collaborano. Hanno paura. Uno di loro – 20 anni – fornisce addirittura un nome falso agli inquirenti. Un tentativo di depistaggio che gli costa una denuncia per false dichiarazioni.

I carabinieri però non demordono. Anche senza l’aiuto testimoniale, si rimettono all’opera. Danno fondo a tutte le loro conoscenze del territorio e, guardando bene i volti dei tre aggressori nei video, li riconoscono. Scatta così una caccia all’uomo che durerà tutta la notte. Vengono rintracciati uno dopo l’altro: un 23enne e un 19enne, entrambi incensurati, e un 22enne con piccoli precedenti. I primi due vengono arrestati e i loro vestiti sequestrati. Quando invece arrivano a casa del 22enne, i militari lo trovano mentre dorme sul divano. Sotto di lui, nascosta nella fodera, c’è una pistola semiautomatica calibro 7.65 col colpo in canna. E’ pronta a sparare e il caricatore contiene 7 proiettili. L’arma è illegalmente detenuta. Ma non risulta rubata. È qui che la storia si arricchisce di un nuovo capitolo. La pistola, priva di matricola punzonata, apparteneva a un 40enne di Arzano, titolare di porto d’armi e legittimo proprietario dell’arma. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo, in difficoltà economiche, l’avrebbe venduta a terzi, senza però comunicare la cessione come imporrebbe la legge. Per questo motivo viene immediatamente denunciato. Il 20enne aggredito, che invece aveva tentato di depistare le indagini fornendo un nome falso, è risultato essere fuori dal suo comune di residenza, violando così l’obbligo di dimora a cui era sottoposto. Per lui è scattata la denuncia. I tre ragazzi arrestati invece sono ora rinchiusi in carcere, accusati a vario titolo di rissa, lesioni, minaccia aggravata, ricettazione e detenzione abusiva di armi.

Camorra, maxioperazione a Napoli: oltre 70 arresti. C’è anche il presunto killer di Emanuele Durante

Napoli svegliata dal rumore degli elicotteri delle forze dell’ordine che hanno sorvolato prima dell’alba di questa mattina sul centro cittadino: 71 le persone arrestate per associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, estorsioni, riciclaggio e anche utilizzo di cripto valute su effetto delle 4 ordinanze di custodia cautelare emesse nell’ambito di indagini coordinate dalla procura partenopea. Tra gli arrestati spicca anche l’esecutore materiale dell’omicidio di Emanuele Durante, ucciso il 15 marzo 2025 in via Santa Teresa degli scalzi. Nel mirino della procura, le famiglie “storiche” della camorra appartenenti all’alleanza di Secondigliano e ai Mazzarella che, con i boss detenuti in regime di alta sicurezza, oggi sono in mano alle nuove generazioni. Un’operazione che dimostra ancora una volta come la camorra napoletana riesca a stare al passo con i tempi: ulteriori particolari li hanno forniti il procuratore Nicola Gratteri, il procuratore aggiunto, Sergio Amato, il nuovo capo della mobile mario Grassia e il comandante del reparto operativo dei carabinieri di Napoli, Antonio Bagarolo, durante un incontro con la stampa

Domenico Caliendo, domani l’autopsia del bimbo. Premier Meloni forse ai funerali

Domenico Caliendo, domani l’autopsia del bimbo. Premier Meloni forse ai funerali

Entra nel vivo la vicenda legale legata alla morte del piccolo Domenico, il bambino trapiantato al Monaldi con un cure bruciato dal ghiaccio secco.

Domani, infatti, saranno in programma l’incidente probatorio e l’autopsia sul corpo del bambino. A renderlo noto l’avvocato della famiglia Francesco Petruzzi che annuncia anche che è stata accolta l’istanza di ricusazione del professor Mauro Rinaldi, uno dei tre periti nominati nel collegio incaricato di procedere con l’incidente probatorio. Al suo posto è stato nominato il professor Ugolini Livi di Udine.

La speranza per la famiglia di Domenico è che la salma venga liberata il prima possibile per garantire finalmente i funerali del bambino che potrebbero celebrarsi a partire da mercoledì e ai quali, a quanto pare potrebbe partecipare anche il premier Giorgia Meloni. L’incognita è dettata purtroppo dallo scenario di guerra che in queste ore sta interessando il Golfo Persico.

(Intervista nel video allegato)

Vulcano Buono, successo per “SI.CU.RA”, il week-end con l’Esercito Italiano

NOLA – Oltre 100mila ingressi complessivi al Vulcano Buono di Nola durante il week-end (27 febbraio – 1 marzo) caratterizzato dall’evento “SI.CU.RA” organizzato in collaborazione con l’Esercito Italiano. Un fine settimana da record, che ha sancito il successo dell’iniziativa, che per tre giorni ha consentito ai visitatori di conoscere da vicino l’attività della nostra Forza Armata, di visitare una mostra di mezzi impegnati in scenari di guerra e di partecipare al circuito “Garibaldi Military Fitness”. L’iniziativa ha suscitato particolare entusiasmo tra i giovanissimi; sono stati oltre 1400 gli studenti provenienti dagli istituti superiori della regione Campania, ad entrare in contatto gli istruttori militari.

Nella giornata finale il presidente del Consiglio Regionale della Campania, Massimiliano Manfredi, ha visitato la struttura ed ha incontrato l’Amministratore Delegato, Francesco Furino. Con loro il Generale di Brigata, Valentino de Simone, Vice Comandante Brigata Bersaglieri “Garibaldi” di Caserta, il Tenente Colonnello Domenico Di Palo, Capo sezione CIMIC della Brigata Bersaglieri “Garibaldi” di Caserta e il Garante per i diritti dell’Infanzia della Regione Campania, Giovanni Galano.

INAUGURATO “PICCOLO SUPERMERCATI”

Il week-end appena concluso è stato caratterizzato anche dall’apertura di “Piccolo Supermercati”, che è andato a occupare la piastra alimentare che completa l’offerta complessiva del Vulcano Buono. Punto di forza è il pluripremiato settore del pane prodotto rigorosamente con lievito madre, contraddistinto da una vasta scelta, tra pane bianco, pane misto, integrale, e cereali di ogni tipo. Ma anche la pasticceria con i dolci della tradizione campana e non solo. La nuova offerta commerciale prevede anche un bar e un’area bistrot e laboratori a vista, a garanzia di qualità e trasparenza della produzione. Accanto al patron, Michele Piccolo, il cantante Al Bano ha tenuto a battesimo l’area animata da ben 115 addetti.

Il Vulcano Buono si conferma polo di riferimento per le attività commerciali ma anche per quelle legate alla socialità, alla legalità e alla formazione. Una smart city che oggi rappresenta un modello a livello nazionale, volano di un contesto produttivo sempre più ampio e dalle caratteristiche innovative.

Agguato poco prima uscita bimbi da scuola, un morto a Napoli est

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Un agguato mortale a pochi metri da una scuola dell’infanzia, poco prima dell’orario di uscita dei bambini. E’ stato ucciso in pieno giorno Salvatore de Marco, pregiudicato di 34 anni, in via Sorrento, nel quartiere napoletano di San Giovanni a Teduccio. La vittima si trovava in sosta a bordo della sua auto, in attesa della moglie che stava effettuando delle compere in un negozio quando i killer, giunti con un’altra macchina, hanno fatto fuoco. Otto i proiettili esplosi, uno quello fatale. Trasportato con la sua stessa auto al pronto soccorso dell’ospedale del mare, Di marco è arrivato già in fin di vita rendendo inutile l’intervento dei sanitari. La scuola Vittorino da Feltre, che si trova a pochi metri di distanza dal luogo dell’agguato, era già stato scenario di un altro omicidio sette anni fa. In quell’occasione a cadere sotto i colpi di un commando di camorra, era stato un 57enne vicino al clan Rinaldi, egemone nella periferia orientale di Napoli, che stava accompagnando il nipote a scuola. L’immagine dello zainetto con il disegno dell’uomo ragno rimasto per terra vicino al cadavere dell’uomo fece il giro del mondo. Gli inquirenti stanno visionando le immagini delle telecamere presente in zona per far luce sulla morte di De Marco, che aveva precedenti per associazione semplice e reati contro il patrimonio. All’arrivo degli agenti del commissariato di polizia di Ponticelli e degli uomini della Scientifica si sono registrati alcuni momenti di tensione

Napoli-Torino, Anguissa verso la convocazione: McTominay in dubbio

Il Napoli ritrova pezzi. Frank Anguissa viaggia verso il recupero per la sfida contro il Torino. Antonio Conte sta preparando al meglio il match di venerdì, che potrebbe vedere tra i convocati anche Kevin De Bruyne che ha ripreso ad allenarsi in gruppo. Mentre Anguissa poteva essere dei convocati già sabato per Verona, ma il tecnico ha scelto la via della prudenza.

Ora le cose si stanno risolvendo ancor di più. Stando a quanto riferito da Sky Sport, proprio col Toro dovrebbe rientrare Anguissa. Per Scott McTominay, invece, le cose stanno diversamente. Ha saltato le ultime quattro partite e sente ancora dolore al tendine e si procederà con la massima cautela.

Napoli, De Bruyne si allena in gruppo: possibile convocazione col Torino

Kevin De Bruyne si allena in gruppo. La notizia, riferita da Sky Sport, fa felici i tifosi del Napoli che aspettano con trepidazione il rientro in campo del trequartista belga. Dopo l’infortunio subito nel match tra Napoli e Inter dello scorso 25 ottobre, le cose stanno procedendo per il verso giusto.

Venerdì ci sarà Napoli-Torino al Maradona e il rientro di De Bruyne tra i convocati appare sempre più probabile. Resta da capire come sarà l’approccio di Antonio Conte, nelle ultime settimane molto più conservativo: tant’è vero che Anguissa non è stato convocato per la partita contro il Verona.

Agguato a San Giovanni a Teduccio: ucciso un uomo in via Sorrento

Agguato a San Giovanni a Teduccio: ucciso un uomo in via Sorrento

Agguato a Napoli, uomo ucciso in pieno centro. La vittima, Salvatore De Marco, classe 1992 già nota alle forze dell’ordine, è morta durante il trasporto in ospedale. E’ accaduto a San Giovanni a Teduccio, in via Sorrento poco distante dalla scuola dell’infanzia Vittorino da Feltre.

De Marco stava aspettando la moglie in auto quando è stato raggiunto dai killer arrivati a bordo di un’ altra auto.