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Ercolano, rapina all’ufficio postale: bottino di 40mila euro

Ammonta a 40mila euro circa il bottino della rapina all’ufficio postale di Ercolano, in provincia di Napoli, effettuata da quattro persone stamattina verso le 9. Secondo una prima ricostruzione i quattro sono entrati nell’edificio minacciando i presenti e il personale, facendosi consegnare il denaro custodito nel caveau dell’ufficio postale.

Sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato di Portici-Ercolano.

 

Domenica ore 8: sbarco a Salerno della Ong da Lampedusa

Sarà una domenica speciale domani a Salerno per lo sbarco dei 172 migranti salvati al largo di Lampedusa nei giorni scorsi. A bordo della nave  Aita Mari della Ong “Salvamento Maritimo Humaniario ci sono 81 uomini, 15 donne, 55 minori non accompagnati, 4 bambini tra i tre e i dieci anni accompagnati e due neonati sempre accompagnati.

TUTTI IN BUONA SALUTE I MIGRANTI SALVATI E NEGATIVI AL COVID

Tutti in buona salute e negativi al Covid, i naufraghi, provenienti dall’area subsahariana, verranno comunque visitati nuovamente una volta sbarcati. La macchina organizzativa coordinata dalla Prefettura di Salerno è già al lavoro per assicurare la giusta accoglienza a queste persone provate dal viaggio e da storie personali difficili e delicate. Gli adulti verranno collocati in strutture della provincia, individuate dalla Prefettura. Intanto, il Comune di Salerno ha già individuato una soluzione di accoglienza per 27 minori, mentre per gli altri verrà allestita, in via emergenziale, un’altra struttura comunale.

A COORDINARE LE OPERAZIONI DI ARRIVO IL PREFETTO DI SALERNO

Lo scalo salernitano è stato assegnato come “porto sicuro” alla nave di soccorso della Ong Salvamento Marítimo Humanitario. Quest’ultima che ha partecipato al salvataggio di 294 persone a Sud-Ovest di Lampedusa. Nel corso di un’operazione congiunta con la nave di monitoraggio Nadir e la Guardia Costiera italiana. A coordinare le operazioni d’arrivo della nave, il prefetto di Salerno, Francesco Russo.

Capri riapre via Krupp, Sangiuliano:”Regalo al mondo”

Nove anni di attesa, affacciati dalla passeggiata di Capri che dalla celebre piazzetta arriva ai Giardini d Augusto per ammirare le curve più belle del mondo. Un piccolo cancello impediva l’accesso alle rampe che portano fin giù alla Marina Piccola causa lavori in corso.

LA DISCESA CON CURVE MOZZAFIATO DAI GIARDINI DI AUGUSTO A MARINA PICCOLA

“Via Krupp è un simbolo di Capri, è una vera e propria opera d’arte da custodire e promuovere. Oggi torna a vivere per offrire ai visitatori e ai cittadini dell’Isola Azzurra uno spettacolo naturalistico senza paragoni, una vista unica che deve essere riportata agli occhi di tutti in nome della bellezza. La sua riapertura è un regalo al mondo”. Così nelle parole del ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano a Capri per la riapertura della via.

Nove anni, appunto, per conclude l’intervento di manutenzione del sentiero scolpito nella roccia e a picco sul mare. Un chilometro e poco più di emozioni nella discesa a mare, tra le più suggestive al mondo. E la riapertura, a sentire il ministro Sangiuliano “è un regalo al mondo”.

 

Liquidazione degli Statali, cosa ha deciso la Corte Costituzionale

I dipendenti pubblici hanno pienamente ragione nel contestare il ritardo nel pagamento della loro liquidazione, conosciuto come Tfs (trattamento di fine servizio), poiché questa pratica contrasta con i principi fondamentali sanciti dalla Costituzione.

La Corte Costituzionale italiana, nella pronuncia n. 130 del 2023 ha stabilito che il principio della “giusta retribuzione” non si limita solo a pagamenti “adeguati”, ma implica anche che siano effettuati in maniera “tempestiva”.

LA SENTENZA DELLA CORTE DI COSTITUZIONALE

Questa sentenza è stata resa nota quasi un mese e mezzo dopo l’udienza pubblica nella quale si era discussa la questione di legittimità sollevata dal Tar del Lazio su ricorso di un poliziotto e dal tribunale di Velletri su richiesta di un dipendente del Ministero dell ‘Economia e Finanze e del sindacato Confsal-Unsa.

Tuttavia, nonostante il pieno riconoscimento dei diritti dei dipendenti pubblici, la Corte Costituzionale ha dichiarato “inammissibili” i ricorsi e ha rimandato la decisione al Parlamento, invitandolo in modo “pressante” a riscrivere le norme sul pagamento della liquidazione.

I CONTI PUBBLICI E LA NECESSITA’ DI TROVARE FONDI PER I PAGAMENTI ARRETRATI

La questione riguardante i conti pubblici è di particolare importanza. Secondo l’INPS, l’istituto nazionale di previdenza sociale, lo Stato dovrebbe erogare immediatamente una somma di 14 miliardi di euro per coprire i pagamenti delle liquidazioni ai dipendenti pubblici. Spetta quindi al Parlamento e al governo trovare una soluzione, nonostante il presidente uscente dell’INPS, Pasquale Tridico, avesse considerato l’importo “sostenibile” per il bilancio dell’INPS, che si è chiuso con un avanzo di 7 miliardi di euro e un patrimonio attivo di 23 miliardi di euro.

LA PROPOSTA DI GRADUALITA’ PER I PAGAMENTI DELLE LIQUIDAZIONI

La Corte Costituzionale suggerisce al governo e al Parlamento di adottare misure che prevedano una “gradualità” nell’erogazione delle liquidazioni. Non tutti i 14 miliardi di euro dovrebbero essere pagati immediatamente, ma potrebbe essere possibile procedere per fasi, ad esempio iniziando dai dipendenti pubblici con redditi più bassi. La Consulta ha deciso di non mettere sotto pressione il governo richiedendo un pagamento immediato che potrebbe compromettere la prossima manovra di bilancio, già prevista come complicata. Tuttavia, ha avvertito che il governo e il Parlamento non dovrebbero ritardare ulteriormente la questione e che essa dovrebbe essere risolta rapidamente. I giudici affermano che un’eccessiva inerzia legislativa non sarebbe “tollerabile”.

Ciliegie troppo care? Non ditelo a Bracigliano

Ma chi lo ha detto che il 2023 è l’anno nero per le ciliegie? La smentita arriva da Bracigliano, in provincia di Salerno. Qui si celebra, da 17 anni, la festa nazionale della ciliegia. Dolci, prelibatissime e con il riconoscimento IGP ottenuto in collaborazione con l’associazione nazionale Città delle Ciliegie. Il prezioso frutto di Bracigliano – anche troppo se pensiamo al portafoglio necessario per acquistare un chilo delle rosse nel 2023 – è iscritto nel registro europeo delle denominazioni DOC e IGP.

LA SODDISFAZIONE DEL PRIMO CITTADINO GIOVANNI IULIANO

“Una soddisfazione per noi – le parole del primo cittadino di Bracigliano, Giovanni Iuliano – perché quest’anno possiamo utilizzare il nostro marchio IGP ufficialmente riconosciuto dall’Unione Europea il 7 dicembre scorso. La manifestazione – proseguire – sarà anche l’occasione per riprendere la degustazione di prodotti enogastronomici del territorio all’intero di un percorso iniziato lo scorso 15 aprile, che ha celebrato la fioritura dei ciliegi, che proseguirà il 22 e 23 giugno con la conferenza di presentazione dell’evento, la premiazione del contest fotografico ‘Bracigliano in fiore’, ed i percorsi degustativi, per culminare, la mattina del 24, con la premiazione della XXIV ed.del Concorso Nazionale ‘Ciliegie d’Italia’ dove sarà all’opera di una commissione di esperti assaggiatori l’individuazione del miglior prodotto cerasicolo nazionale”.

Nei giorni della manifestazione sarà possibile passeggiare alla scoperta del borgo, assaporare le deliziose rosse e condividere la festa con i produttori e la comunità che allestirà stand eno-gastronomici con tante prelibatezze.

OPPORTUNITA’ PER RILANCIARE L’ECONOMIA E I PRODOTTI TIPICI

“Non solo ciliegie – sottolinea Patrizia Botta, assessore agli Eventi e Manifestazioni del comune salernitano – ma anche il pane, il mascuotto, l’olio, il miele ed i salumi sono cooprotagonisti in questa festa. La festa della ciliegia di Bracigliano deve essere un “opportunità per rilanciare l’economia del paese e promuovere le nostre eccellenze gastronomiche. L’impegno preso dall’amministrazione Iuliano è stato e sarà incoraggiare e rivalutare l’economia locale, salvaguardare i prodotti tipici per garantirne l’unicità”.

Le stiliste sivigliane Rocío e Mila Montero a Napoli

Da Siviglia a Napoli, la moda spagnola arriva nella città partenopea per una serie di sfilate e incontri organizzati dall’Instituto Cervantes di Napoli e dall’Accademia di Belle Arti, dal 26 al 29 giugno 2023.

Protagoniste dell’evento, realizzato in collaborazione con la Fondazione FOQUS e l’Archivio di Stato, sono le stiliste sivigliane Rocío e Mila Montero, rispettivamente direttore creativo ed esecutivo della prestigiosa maison spagnola Lina 1960. Si tratta della casa più influente e iconica nel settore della moda flamenca, che realizza da oltre mezzo secolo abiti per il cinema, il teatro e grandi personalità come la Regina SofíaGrace Kelly e Jacqueline Kennedy.

L’iniziativa – che gode del patrocinio della Regione Campania, del Comune di Napoli e del Comune di Siviglia – rientra nel progetto Artigianato e Design e ha l’obiettivo di promuovere gli antichi saperi della tradizione artigiana mediterranea, integrandoli nella contemporaneità e evidenziando il legame che unisce l’Italia e la Spagna.

Una serie di appuntamenti, tra moda e flamenco, che culminerà il 29 giugno con una doppia sfilata all’Archivio di Stato di Napoli (Piazzetta del Grande Archivio, 5) con le creazioni delle sorelle Montero, insieme agli abiti realizzati dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, a cura di Maddalena Marciano.

LINA l KREATIVA © Óscar Romero

Con oltre 60 anni d’esperienza, la maison Lina 1960 riflette appieno lo spirito del progetto “Moda e flamenco. Tradizioni e riflessi Mediterranei tra Spagna e Napoli”: la valorizzazione e l’inserimento dell’artigianato nel design contemporaneo. Grazie al lavoro delle sorelle Montero, infatti, gli abiti e gli accessori da flamenca dell’azienda spagnola uniscono la tradizione con le creazioni più attuali. Ricercando una nuova definizione di prodotto che va oltre le frontiere del design, trasformandosi in produzioni uniche e sostenibili.

IL PROGRAMMA DI APPUNTAMENTI
“Moda e flamenco” si svolgerà nell’arco di tre giornate, con tre appuntamenti differenti.

  • Il 26 giugno alle ore 11.30 si terrà la conferenza stampa di presentazione, presso la Fondazione FOQUS, in via Portacarrese a Montecalvario 69, con le istituzioni italiane e spagnole coinvolte nel progetto. Interverranno anche le stiliste Rocío e Mila Montero.
  • Il 27 giugno dalle 18:30 si potrà assistere a una sfilata urbana con abiti flamenchi arrivati per l’occasione dalla Spagna grazie alla partecipazione di Lina 1960, azienda spagnola che da oltre mezzo secolo veste tutte le più grandi artiste e ‘bailaoras’ di flamenco. La sfilata partirà dalla sede della Fondazione FOQUS, nei Quartieri Spagnoli, attraverserà via Toledo e Piazza del Plebiscito per poi tornare da FOQUS, dove ci sarà un brindisi di saluto.
  • Il 29 giugno dalle 18.30 alle 21.30, presso l’Archivio di Stato, si svolgerà la giornata conclusiva con la sfilata principale degli abiti da flamenca di Lina Sevilla (ingresso libero fino ad esaurimento posti). La sfilata vedrà la partecipazione delle sorelle Mila e Rocío Montero e sarà accompagnata dalla musica della compositrice Adriana Moragues e dalle coreografie di Triana Ramos, artista castigliana e coreografa della star Rosalía.

ABITI IN PASSARELLA
Insieme alle creazioni di Lina Sevilla nel corso della serata sfileranno anche gli abiti realizzati dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti che, dopo un anno di lavoro sul tema “La Spagna e la sua influenza sulla moda”, mostreranno alcune creazioni di raffinata manifattura realizzati grazie ai tessuti donati dalla storica sartoria Ugo Scolamiero. Le sfilate, a cura di Maddalena Marciano e Angelina Terzo, vedranno la partecipazione degli allievi dei corsi di Moda e Design dell’accessorio e di Fashion Design.

FOOD & MODA
In programma anche un percorso gastronomico realizzato dallo chef Eduardo Estatico – “Influenza spagnola a Napoli dalle tapas ai murzilli saporiti” – e degustazione di vini e prodotti tipici spagnoli e campani, a cura dall’enologa Monica Salvatore. La degustazione comprenderà jamón iberico de Bellota consorcio de Jabugo e Cava de Almendralejo (Badajoz) che l’assessorato al Turismo del Comune di Almendralejo ha inviato per l’evento.

IMMAGINE DI COPERTINA: LINA l KREATIVA © Óscar Romero

Pizzo per girare Gomorra, assolto manager Cattleya

La quarta sezione della Corte di Appello di Napoli ha emesso una sentenza di assoluzione a favore di Gennaro Aquino, location manager della Cattleya durante le riprese della prima serie della celebre fiction Gomorra. Aquino era stato accusato di favoreggiamento nell’ambito di un’indagine su presunta estorsione ai danni della casa di produzione cinematografica. La Corte ha accolto la tesi difensiva, affermando che “il fatto non sussiste”.

“IL FATTO NON SUSSISTE” PER IL LOCATION MANAGER

La vicenda risale al febbraio 2018.  Quando Aquino era stato condannato in primo grado dal tribunale di Torre Annunziata a sei mesi di reclusione, pena sospesa. Gli inquirenti avevano contestato al location manager di aver negato di aver subito minacce. E di aver pagato una somma di denaro a titolo di estorsione alla famiglia malavitosa Gallo. Tuttavia, la Corte di Appello di Napoli ha ritenuto che le accuse fossero infondate.

L’AVVOCATO CIRUZZI: ” RESTITUITA LA DIGNITA’ AD UN UOMO”

Domenico Ciruzzi, che ha rappresentato il noto location manager, ha espresso soddisfazione per questa sentenza attesa da anni. “Sono molto contento e soddisfatto poiché la Corte di Appello ha fatto giustizia e ha restituito la dignità e l’onore a un uomo che, per quasi nove anni, ha sopportato accuse ingiuste ed infondate”, ha dichiarato Ciruzzi.

 

Prenotazioni online, Polizia e Airbnb per vacanze antitruffa

Attenti alle truffe quando prenotate le vacanze online. È già tempo di vacanza ma per le prenotazioni bisogna stare attenti soprattutto a quelle on line “con annunci che possono essere molto allettanti, con prezzi lontani da quelli di mercato”.

A dirlo è la dirigente del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale e delle Comunicazioni Campania, Basilicata e Molise di Napoli, Maria Rosaria Romano. Lo scorso anno nella sola Campania sono state decine le denunce presentate alle forze dell’ordine di persone che fidandosi di annunci comparsi sulla rete si sono presentati nei luoghi di villeggiatura e non hanno trovato la casa prenotata, con il relativo versamento della caparra.

Per evitare brutte sorprese basta seguire poche regole, ma che sono indispensabili. La prima è quella di esaminare i dati dell’annuncio, con tutte le informazioni di contatto. Le foto delle case vanno ricercate sui comuni motori di ricerca per scoprire se sono false. Infine è consigliabile stare molto attenti anche alle forme di pagamento.

LE INDICAZIONI DA PARTE DI AIRBNB ITALIA

“I tentativi di truffa su Airbnb sono estremamente rari grazie anche alla nostra scelta di trattenere i pagamenti per l’host fino a check-in avvenuto. Inoltre, comunicando solamente attraverso la piattaforma gli ospiti sono tutelati lungo tutto il percorso. La collaborazione con la Polizia Postale è un’ulteriore iniziativa pensata per i meno esperti che si misurano per la prima volta con l’acquisto online: bastano davvero pochi accorgimenti per prenotare le proprie vacanze in tutta sicurezza”, ha spiegato Giacomo Trovato, Country Manager di Airbnb Italia.

DIECI CONSIGLI PER LE VACANZE IN SICUREZZA

  1. Proprietario all’estero: secondo questo schema, il finto proprietario si è appena trasferito all’estero e perciò non può accogliere di persona l’affittuario. La trattativa viene condotta a distanza ed è il preludio di una richiesta di bonifico internazionale. Il malintenzionato, durante la trattativa, comincerà subito a chiedere documenti (che utilizzerà poi per costruire la sua prossima falsa identità), a condividere non meno di 2-3 bozze di contratto, in un crescendo di zelo che culminerà nella necessità di concludere l’affare entro 24 ore. Il tutto seguito da una finta pagina di prenotazione, una finta fattura e… una vera scomparsa dopo aver ricevuto una caparra importante.
  1. Il problema informatico: L’host ha creato un annuncio su un sito di seconda mano o immobiliare, ma appena gli vengono chieste ulteriori informazioni, anche tramite l’app ufficiale, propone di continuare la conversazione per posta elettronica o messaggistica. Nelle successive immediate interlocuzioni, invierà una mail nella quale informerà che, per un problema con l’aggiornamento del calendario, l’annuncio non è in quel momento visibile nella ricerca (in realtà lo ha rimosso) e fornirà per comodità il link diretto all’annuncio sul portale, che in realtà non è altro che un sito clone.
  1. L’amico: In questo caso l’host ha creato (da poco, troppo poco) un annuncio, sprovvisto di recensioni. La proposta è allettante, e si passa alla prenotazione. Il truffatore è amichevole, gentilissimo e lieto che sia stata scelta la sua abitazione, e proporrà addirittura un bello sconto. Come? annullando la prenotazione e passando a trattare privatamente, così da risparmiare entrambi la commissione del portale. Una volta incassato il bonifico, l’amichevole complicità lascerà il posto ad un assordante silenzio: l’”amicone” è già a caccia di un’altra vittima.

4. Occhio a link condivisi via email o da altri siti. Bisogna diffidare da chi propone affitti sui social, su siti di annunci di seconda mano o portali immobiliari e poi chiede di trasferire la trattativa su un altro portale come Airbnb. C’è il rischio, infatti, che venga condiviso un link ad un sito fasullo. Occhio anche alle email con il logo della piattaforma: non è detto che siano autentiche, ed è sempre bene non aprire i link allegati, ma accedere al servizio richiesto digitando direttamente la url nella barra degli indirizzi del browser. Infine, le prenotazioni si concludono solamente dal sito o dall’app: se l’email include la richiesta di un bonifico bancario, si tratta di una truffa.

5. Occhio ai siti-clone. Per prenotare dal telefonino è consigliato usare l’applicazione, scaricandola dallo store ufficiale, e non la navigazione internet. Dal computer, bisogna assicurarsi che le pagine consultate non abbiano un indirizzo sospetto e prestando attenzione che sia presente l’icona del lucchetto accanto all’indirizzo della pagina web.

6. Nessuna trattativa fuori dal sito. Se le comunicazioni avvengono via email oppure WhatsApp, qualcosa non torna. Bisogna diffidare da chi propone di lasciare il portale per accordarsi privatamente con la promessa di uno sconto: è il preludio ad una richiesta di bonifico. Inoltre, uscendo dalla piattaforma ufficiale, l’utente non sarà tutelato dalle garanzie della stessa. In ogni caso, restando nella chat dell’applicazione, segnalare sempre i comportamenti sospetti al servizio clienti.

7. Attenzione alla lettura dell’annuncio. Un annuncio ben curato è di solito indice di un host e di una casa altrettanto in ordine. Dovrebbero invece mettere in allarme: un prezzo troppo competitivo per la settimana di Ferragosto, descrizioni particolarmente vaghe, la totale mancanza di recensioni o un profilo utente creato da pochi giorni.

8. Airbnb non è un’agenzia immobiliare. Bisogna diffidare di chi dice di aver dato incarico al sito per mostrare la casa. Il sito infatti è solamente un portale di intermediazione, equidistante da host e guest. Non esiste “personale Airbnb con le chiavi”, come se si trattasse di agenti immobiliari.

9. Nessun bonifico per pagare. Se viene proposto di inviare una caparra, non bisogna fidarsi: è contrario ai termini del servizio della piattaforma. I pagamenti devono avvenire esclusivamente attraverso carta di credito sul sito, e in nessun altro modo. Airbnb trattiene l’intera somma dalla carta e la inoltra all’host solamente 24 ore dopo l’avvenuto check-in, dando il tempo di arrivare a destinazione e verificare che la casa sia esattamente come pubblicizzata.

10. Attenzione agli alloggi ‘esca’. Arrivato a destinazione, viene chiesto all’utente un cambio di sistemazione, ovviamente non all’altezza di quella prenotata, usando come scusa un problema improvviso sorto nell’appartamento originario, che lo ha reso momentaneamente inagibile. La cosa migliore è documentare tutto e contattare subito la piattaforma per avere un rimborso totale.

Allarme Galleria Principe di Napoli, piovono calcinacci sui turisti

Ancora un crollo del frontone lato via Pessina della Galleria Principe di Napoli. Dopo l’ultimo episodio risalente allo scorso 30 maggio, ancora un crollo improvviso di una parte della struttura posta sopra l’ingresso. E ancora una volta si tratta di una tragedia sfiorata.

TRANSENNATO PARTE DEL MARCIAPIEDE DI VIA PESSINA ALL’ALTEZZA DELL’INGRESSO IN GALLERIA

Transennata immediatamente l’area con ancora i calcinacci per strada. Ma l’escalation di degrado è davvero sopra ogni limite. Siamo in uno dei siti architettonici più importanti di Napoli dove da anni si fa a gara ad annunciare il rilancio e la valorizzazione. Siamo a pochi metri dal Museo Nazionale.

DEGRADO E PERICOLO PER CHI VIVE L’AREA A FORTE VOCAZIONE TURISTICA

La Galleria, oltre ad occupare numerosi uffici comunali è anche il riparo diurno e notturno di senza tetto. I portici che guardano al Museo sono perennemente occupati da clochard. Mentre gli ingressi da via Foria e via Pessina, sono spesso chiusi per “caduta calcinacci”.

 

Falsi permessi retribuiti, Velardi rinviato a giudizio

Falso ideologico e materiale finalizzato alla truffa aggravata ai danni del Comune di Marcianise. Con queste imputazioni il gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Giovanni Mercone, ha rinviato a giudizio l’ex sindaco di Marcianise, Antonello Velardi.

Inizialmente Velardi era stato imputato insieme all’ex segretario comunale di Marcianise, Onofrio Tartaglione. Tuttavia, durante una precedente udienza preliminare davanti al giudice Alessia Stadio nell’ottobre 2022, la posizione di Tartaglione era stata stralciata dal processo in quanto si era scoperto che l’avviso di conclusione delle indagini non era stato notificato correttamente al difensore di Velardi.

IMPUTATO INSIEME ALL’EX SEGRETARIO COMUNALE ONOFRIO TARTAGLIONE

Questo imprevisto ha portato alla necessità di notificare un nuovo avviso di chiusura dell’inchiesta da parte della Procura di Santa Maria Capua Vetere, che ha successivamente fissato una seconda udienza preliminare solo per Velardi. Tartaglione, invece, era stato rinviato a giudizio nei mesi precedenti.

IL LICENZIAMENTO DAL QUOTIDIANO IL MATTINO PER GIUSTA CAUSA

L’ex sindaco di Marcianise, che ha ricoperto la carica per due mandati, dal 2016 al 2019 e poi dal 2020 al 2022, dovrà comparire davanti al giudice monocratico Eugenio Polcari il 15 novembre prossimo. I fatti oggetto dell’accusa si evidenziano al primo mandato da sindaco di Velardi, quando ha ricevuto permessi retribuiti per un ammontare di circa 15 mila euro dal Comune, giustificando le assenze dovute al suo ruolo di caporedattore centrale del quotidiano Il Mattino. Tuttavia, Velardi è stato successivamente licenziato per giusta causa dal giornale napoletano nel novembre 2020.

GLI ATTI TRASFERITI ANCHE ALLA CORTE DEI CONTI

Secondo il sostituto procuratore Gerardina Cozzolino, i permessi di cui Velardi avrebbero usufruito sono basati su informazioni non veritiere. In quanto il sindaco sarebbe stato presente alle riunioni della giunta comunale e non poteva contemporaneamente trovarsi in redazione al quotidiano. L’accusa sostiene inoltre che le delibere successive alle riunioni di giunta, che attestavano la presenza del sindaco, potrebbe dichiarare falsificate dal segretario comunale Onofrio Tartaglione.

Durante l’udienza preliminare, il Comune di Marcianise si è costituito come parte civile nel processo. Il pubblico ministero di Santa Maria Capua Vetere, Gerardina Cozzolino, ha trasmesso il decreto di rinvio a giudizio alla Procura presso la Corte dei Conti.