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Sanità in Campania, oltre il 50% dei lavoratori ignora gli screening oncologici gratuiti

Quest'anno progetto esteso anche a studenti di Napoli e provincia. Formati 350 “Ambasciatori della Salute”

Più della metà dei lavoratori dipendenti che sono presenti sul territorio delle Asl di Salerno e Benevento non conosce, o conosce solo vagamente, gli screening oncologici e i vaccini per adulti offerti gratuitamente dall’Asl di appertenenza.

La percentuale si attesta esattamente al 53%; e oltre il 50% dei rispondenti richiede l’invio di promemoria per i controlli oncologici.

La carenza di informazioni emerge chiaramente dai dati della seconda edizione del progetto regionale “Ponte”, nato dall’alleanza tra Cittadinanzattiva e LinkHealth, presentati presso l’auditorium della Regione al Centro Direzionale di Napoli.

I dati sono stati stimati su un campione di circa 300 lavoratori ed evidenziano un forte bisogno di comunicazione. Il 53% dichiara infatti di avere poche informazioni sui rischi legati a patologie prevenibili (come dolore cronico da Herpes Zoster o polmonite da Pneumococco).

Circa i 2/3 dei rispondenti richiede invece maggiori dettagli sui vaccini raccomandati per adulti in base alle condizioni di salute, desiderando più notizie su benefici e sicurezza.

Il progetto quest’anno è stato esteso anche agli studenti delle scuole superiori di Napoli e provincia. Da febbraio a maggio in 45 incontri gli operatori di ASL Napoli 1 centro, Asl Napoli 3 Sud e Cittadinanzattiva hanno formato 350 “Ambasciatori della Salute”. Le aree di competenza spaziavano da salute, prevenzione, stili di vita sani, promozione di relazioni sociali positive.

I giovani hanno utilizzato la propria creatività per produrre video spot su vaccinazione anti-HPV e screening. Ma anche presentazioni, la collana “Simbiosi” sulla diversità di genere, un logo contro la violenza impresso su magliette e borse e un abito dedicato ai disturbi alimentari.

L’obiettivo dichiarato del progetto è potenziare e consolidare in Campania la cultura della prevenzione per recuperare i ritardi storici che hanno frenato per anni la valutazione nazionale sui livelli essenziali di assistenza (Lea).