Gli studi universitari, come riscatto. Una laurea per aumentare le proprie possibilità di reinserimento nella società, una volta finito di scontare la pena.

Questo ha animato i detenuti nel carcere di Secondigliano a Napoli, che nel 2018 hanno deciso di iscriversi al Polo universitario penitenziario della Campania e partecipare ai corsi di laurea con i docenti dell’Università Federico II.

Due anni fa tagliò il nastro l’allora rettore, Gaetano Manfredi, che oggi ritorna a Secondigliano come esponente del governo per dare il via al terzo anno accademico Con il ministro dell’Università Manfredi, il sottosegretario alla Giustizia, Andrea de Giorgis

All’incontro hanno partecipato tre studenti detenuti, ciascuno con le rispettive esperienze formative, oggetto del dibattito con il ministro. Con il garante dei detenuti della Regione Campania, Samuele Ciambriello, abbiamo parlato dei temi relativi allo sviluppo del progetto, su cui si è avviato il confronto con il governo