Straordinario debutto al Teatro Sannazaro di Napoli, venerdì 3 maggio 2019, per la prima assoluta di Interiors, nuovo allestimento del pluripremiato spettacolo ideato e diretto dal regista britannico Matthew Lenton.

Una creazione originale di Vanishing Point di Glasgow – la compagnia teatrale di cui Lenton è fondatore e direttore artistico – che, a dieci anni esatti dalla “prima” vista al Napoli Teatro Festival, torna in scena prodotta, in esclusiva per il nostro Paese, da Tradizione e Turismo – Centro di Produzione Teatrale ed Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro con un nuovo cast, tutto italiano.

“E’ uno spettacolo diverso – precisa il regista Matthew Lenton in conferenza stampa – che, pur mantenendo intatta la suggestione e l’idea di base, cambia parecchio rispetto alla precedente edizione. Sicuramente in alcuni elementi della scenografia e, soprattutto, nelle dinamiche instaurate dagli attori che formano il nuovo cast”.

Otto in scena e di più generazioni (sono Clara Bocchino, Giuseppe Brunetti, Ivan Castiglione, Sergio Di Paola, Rebecca Furfaro, Lucienne Perreca, Giorgio Pinto, Ingrid Sansone) scelti dal regista nel corso delle audizioni tenute nello scorso marzo al Sannazaro di Napoli tra le circa 800 candidature pervenute alla produzione e che ora sono chiamati a rinnovare il successo di uno spettacolo amato e applaudito nelle principali città del Regno Unito e d’Italia nonché nelle capitali di Cile, Argentina, Russia, Belgio, Francia.

“Alla luce di una immersione nella cultura italiana e in particolare nella ricchissima tradizione teatrale della città di Napoli – sottolinea Lara Sansone per il Teatro Sannazaro – Interiors rappresenta oggi una nuova e avvincente sfida sia artistica che produttiva”.

Ispirato dall’intimo desiderio di osservare con curiosità ed interesse le vite degli altri, “Interiors – continua Matthew Lenton – mette in scena un ritratto di interni, invitando il pubblico a guardare cosa avviene dentro l’accogliente casa in cui un gruppo di amici decide di riunirsi per vivere insieme la notte più lunga dell’inverno. È il momento in cui ognuno ha più fortemente bisogno degli altri per rischiarare con il calore umano il buio della notte nordica”.

Nel corso dell’allegra serata una figura misteriosa osserva i festosi movimenti dei commensali, separati sulla scena da una imponente finestra-schermo che li posiziona in un silenzioso altrove. “Comincia così un racconto parallelo – conclude Lenton – che immagina e forse prefigura vite e destini dei presenti. Cosa stanno vivendo ora, cosa hanno vissuto, cosa vivranno?”.

Un racconto a due canali, visivo e sonoro, interroga la relazione con l’altro, in un misto di immaginazione e intuizione, in una dimensione in cui bellezza e magia si mescolano con la realtà. Le musiche originali sono di Alasdair Macrae, i costumi di Luisa Gorgi Marchese, lo spazio scenico di Francesca Mercurio, assistente alla regia è Davide Pini Carenzi.