La psoriasi rappresenta una delle più comuni patologie infiammatorie cutanee croniche colpendo almeno 125 milioni di persone in tutto il mondo di cui oltre 2 milioni e mezzo nella sola Italia. “È una malattia complessa che se non viene adeguatamente trattata può incidere sia sulla salute generale che sulla qualità della vita – dichiara la prof.ssa Gabriella Fabbrocini, Direttore della Clinica Dermatologica dell’Università di Napoli Federico II – In Italia si stima che la psoriasi abbia una prevalenza del 3%, quindi circa 175.000 persone in Campania sono affette da tale patologia. Circa il 30% di questi pazienti è affetto da una forma moderata-grave di psoriasi. Nonostante i numerosi farmaci biotecnologici a disposizione, ancora un numero non trascurabile di pazienti non raggiunge tuttora gli obiettivi terapeutici, oppure osserva una perdita della risposta al trattamento nel corso del tempo”.

La Commissione Europea ha recentemente approvato un nuovo trattamento per la psoriasi a placche da moderata a grave nei pazienti adulti candidati alla terapia sistemica. Una nuova terapia biologica mirata a bloccare una molecola infiammatoria che sostiene lo sviluppo della malattia, promettendo così di liberare i malati dalle placche psoriasiche attraverso un’unica iniezione ogni 3 mesi. Si chiama Skyrizi (risankizumab) – un inibitore dell’interleuchina-23 – e il suo arrivo in Italia e in Campania è atteso nei prossimi mesi.

“Il parere favorevole della Commissione Europea – afferma la prof.ssa Gabriella Fabbrocini, Direttrice del Programma di Dermatologia Interventistica e Dermatopatie Immunomediate e degli Annessi Cutanei, Università di Napoli Federico II – farà sì che il Risankizumab sarà disponibile anche per i nostri pazienti con psoriasi a placche da moderata a grave rappresentando così un’ulteriore opzione terapeutica di alta efficacia. Le evidenze dei trials clinici riportano, difatti, miglioramenti significativi nella gravità dei sintomi e nella qualità di vita ed elevati tassi di clearance cutanea rispetto agli attuali standard di cura”.

Sono numerose le realtà italiane in cui si è deciso di creare ambulatori dedicati ai pazienti affetti da psoriasi per affrontare al meglio la patologia in tutti i suoi aspetti.

“I pazienti con psoriasi moderata-grave necessitano di una rete di assistenza che possa essere accolto dal dermatologo territoriale e, ove necessario, essere poi indirizzato a centri di riferimento per la psoriasi, come l’ambulatorio per la psoriasi della Università di Napoli Federico II. Tali centri possono così garantire alta specialità, competenza e continuità assistenziale e rappresentano gli unici centri dermatologici autorizzati alla prescrizione di terapie avanzate e mirate per la psoriasi come quelle biotecnologiche – aggiunge la prof.ssa Gabriella Fabbrocini. Presso il nostro ambulatorio che è attivo ogni giorno, dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle 14,00, abbiamo in cura oltre 1.200 pazienti con psoriasi moderata-grave l’anno, effettuando una media di circa 20-25 prestazioni al giorno esclusivamente dedicate ai pazienti con forme moderate-gravi della malattia. In particolare, il nostro ambulatorio si occupa a 360 gradi della gestione del paziente con psoriasi moderata-grave, mirando non solo alla risoluzione delle manifestazioni cutanee ma anche alla prevenzione, diagnosi precoce e terapia mirata delle comorbilità che spaziano dall’artrite psoriasica, alle patologie cardio-metaboliche a quelle infiammatorie croniche intestinali. Proprio a tale scopo, una volta alla settimana viene effettuato un ambulatorio condiviso con gli specialisti reumatologi e gastroenterologi per la gestione multidisciplinare dei casi più complessi – conclude la prof.ssa Gabriella Fabbrocini”.

Una diagnosi precoce e terapie moderne significano un efficace controllo della psoriasi nella quasi totalità dei casi e una riduzione dell’impatto sulla sfera emotiva e sociale.