Ravello Festival, successo per l’edizione 2026: pubblico da 94 paesi, crescita di incassi e nuove partnership

Dal Maggio Musicale con Daniele Gatti a Simon Rattle, passando per Jordi Savall, Kent Nagano, John Eliot Gardiner e Philippe Jordan oltre alla grande mostra di opere di William Kentridge sono risultati di una progettualità a lungo termine Inaugurazione 2027 con il Fidelio di Beethoven nel bicentenario della morte

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RAVELLO – Più di ottomila biglietti venduti, incassi per 378mila euro e spettatori arrivati da 94 Paesi. Il Ravello Festival chiude la sua 74ª edizione con numeri in crescita e guarda già al 2027: l’appuntamento inaugurale sarà il 4 luglio con il “Fidelio” di Beethoven diretto da Pablo Heras-Casado. A chiudere l’edizione 2026, sabato 5 settembre, è stato il concerto sold out della Freiburger Barockorchester diretta da Simon Rattle, con Isabelle Faust solista nel Concerto per violino di Schumann. L’ultimo tutto esaurito di una stagione che ha portato a Villa Rufolo alcuni dei maggiori protagonisti della musica internazionale.

CRESCONO PUBBLICO E INCASSI

Il bilancio parla di 8.028 biglietti emessi e 378.166 euro di incasso. A questi si aggiungono circa mille spettatori degli appuntamenti gratuiti, tra concerti e presentazioni. Il confronto con gli ultimi anni restituisce la dimensione della crescita. Nel 2025 erano stati emessi 7.533 biglietti, con 362.421 euro di incassi; nel 2024 i biglietti erano stati 6.062 e gli incassi 244.985 euro. A pesare è soprattutto la dimensione internazionale conquistata dalla manifestazione. Oltre la metà del pubblico arriva dall’estero, con presenze complessive da 94 Paesi. Gli statunitensi rappresentano il 21,1% degli spettatori stranieri, seguiti da britannici (8,9%), tedeschi (6,9%), francesi (5,6%) e brasiliani (4,5%). Numeri che accompagnano un cartellone costruito intorno a direttori, solisti e orchestre di primo piano. A Ravello sono arrivati, tra gli altri, Daniele Gatti e John Eliot Gardiner, mentre Jordi Savall, Kent Nagano e Simon Rattle hanno partecipato in esclusiva italiana. La presenza di grandi nomi ha richiamato anche la stampa nazionale e internazionale, con inviati delle principali testate italiane e riviste specializzate.

IL FESTIVAL GUARDA GIA’ AL 2027

Il presidente della Fondazione Ravello, Alessio Vlad, traccia il bilancio della stagione e soprattutto indica la strada per il futuro. Gran parte dell’edizione 2027, spiega, è infatti già definita.
“Chiudiamo questa 74ª edizione – sottolinea il presidente Vlad – con soddisfazione e con la consapevolezza della responsabilità che deriva dalla storia del Ravello Festival. Questo luogo possiede un’identità che non può essere costruita artificialmente: nasce da Villa Rufolo, dal rapporto con Wagner, dal paesaggio e da oltre settant’anni di grande musica. Il programma del 2026 ha messo insieme grandi orchestre e interpreti internazionali, ricerca, repertorio, musica contemporanea, jazz e realtà musicali del territorio. La risposta del pubblico e l’attenzione della stampa italiana e internazionale rappresentano per noi un risultato importante. Desidero ringraziare innanzitutto la Regione Campania per un sostegno che resta fondamentale per la vita e la qualità del Festival. Ringrazio il Ministero della Cultura, la Provincia di Salerno e il Comune di Ravello, i nuovi partner privati che hanno scelto di accompagnarci, le strutture alberghiere e tutte le realtà che hanno collaborato con la Fondazione. Un ringraziamento particolare va al direttore generale Maurizio Pietrantonio, al direttore artistico Lucio Gregoretti, a tutto il personale della Fondazione Ravello e ai collaboratori. La qualità di un Festival nasce certamente dalle idee e dagli artisti, ma anche dal lavoro quotidiano di molte persone. Il nostro obiettivo deve restare quello di fare di Ravello un luogo riconosciuto dagli artisti e dal pubblico per l’autorevolezza delle sue scelte, capace di custodire la propria memoria e, proprio grazie a quella memoria, continuare a guardare avanti. Per tale motivo, proseguiamo con le nostre attività progettuali, perché un festival internazionale come questo non viene costruito quando termina l’edizione precedente: per poter lavorare con gli interpreti più richiesti è indispensabile muoversi su orizzonti almeno biennali e spesso triennali. Per questo è già largamente definito il Ravello Festival 2027, un anno nel quale il bicentenario della morte di Beethoven sarà al centro della programmazione di molte istituzioni musicali nel mondo. Parteciperemo anche noi a questa ricorrenza, senza dimenticare la vocazione wagneriana della nostra manifestazione, inaugurando il Festival domenica 4 luglio 2027 con Fidelio, l’unica opera di Beethoven, che verrà eseguita in forma di concerto e diretta da Pablo Heras-Casado”. L’annuncio del “Fidelio” anticipa così uno dei punti centrali della prossima edizione, nell’anno del bicentenario della morte di Beethoven, senza abbandonare il tradizionale legame di Ravello con Wagner.

GREGORETTI: “NON SOLO TURISTI IN VACANZA”

Sulla qualità e sulla composizione del pubblico insiste il direttore artistico Lucio Gregoretti, che anticipa anche il prossimo appuntamento: la programmazione per le festività natalizie.
“I risultati di questa estate – dichiara il direttore artistico Lucio Gregoretti – ci danno grande soddisfazione, per la risposta del pubblico e per l’attenzione con cui sono stati seguiti programmi, a testimonianza della qualità anche degli spettatori: non solo turisti in vacanza sulla Costiera, ma appassionati attenti alla programmazione e mossi da una scelta consapevole di partecipazione, sia agli appuntamenti più classici che alle proposte legate alla contemporaneità o al jazz. Sono già definite le iniziative per le festività natalizie, altro momento importante per il territorio, nelle quali vorremmo far convivere interpreti di fama internazionale del repertorio classico e operistico, la grande tradizione della canzone napoletana d’arte e complessi musicali del territorio”.

PIU’ SPONSOR PRIVATI E LEGAME CON IL TERRITORIO

L’edizione 2026 segna anche una maggiore presenza delle imprese. Accanto al sostegno della Regione Campania e del Ministero della Cultura, la Fondazione ha costruito una nuova rete di partnership private: NLG come Endless Partner, Veolia come Earth Legacy Partner, De Luca Industria Cartaria come Legends Partner, Coop Sole come Mediterranean Supplier e Caffè Barbera come Sunrise Partner. Parallelamente è cresciuto il rapporto con Ravello e con il territorio campano. Quasi tutti i concerti sono stati accompagnati dagli incontri introduttivi all’ascolto nel giardino di Villa Rufolo, affidati a giornalisti, critici e studiosi. Uno degli appuntamenti più significativi è stato “Fresco” di Luca Francesconi, con cinque bande campane protagoniste in Piazza Duomo. Al progetto complessivo hanno partecipato anche le strutture dell’accoglienza ravellese, rafforzando il rapporto tra Festival, turismo e territorio.

DA KENTRIDGE AI SOCIAL

Non soltanto musica. Dopo Anselm Kiefer nel 2025, Villa Rufolo ha ospitato quest’anno la mostra dedicata a William Kentridge, realizzata dalla Fondazione Ravello con la Galleria Lia Rumma. Disegni, video, installazioni e sculture compongono il percorso espositivo, prorogato fino al 27 settembre. Lo stesso Kentridge è stato a Ravello il 4 e 5 settembre, in coincidenza con le giornate conclusive del Festival. In aumento anche i numeri digitali. Con il lancio del nuovo sito e il potenziamento dei canali social, nei mesi della manifestazione sono state raggiunte 4,7 milioni di visualizzazioni organiche. La maggior parte è arrivata da utenti che non erano già follower. Le campagne a pagamento hanno invece superato 5,6 milioni di impression e raggiunto oltre 780mila persone, per circa due terzi all’estero.

RAVELLO PUNTA SULLA CULTURA ANCHE FUORI DALL’ESTATE

La Fondazione punta ora a superare sempre di più la dimensione esclusivamente estiva del Festival. In questa strategia rientra il “Ravello Tourism, Culture and Music Program”, progetto internazionale di alta formazione realizzato in partnership con Università IULM e Confcommercio. L’iniziativa mette insieme cultura, spettacolo dal vivo e turismo attraverso un laboratorio rivolto agli operatori del territorio, una Winter School residenziale in inglese e un premio per i migliori progetti sviluppati dai partecipanti. La Winter School sarà rivolta a studenti e professionisti della cultura e del turismo. Al termine del percorso l’Università IULM rilascerà un Graduate Certificate in Culture and Tourism Project Management e 3 ECTS. Un progetto che punta anche alla destagionalizzazione dell’offerta culturale di Ravello. Intanto, chiuso il sipario sull’edizione 2026, il prossimo Festival ha già una data e un protagonista: 4 luglio 2027, Beethoven.