Sono la devastazione e il saccheggio, aggravati dalla matrice camorristica e dalla finalità terroristica-eversiva, le ipotesi di reato della Procura di Napoli che indaga sugli scontri avvenuti a Napoli il 23 ottobre, nell’area ntistante la sede della regione campania.  E’ quanto i magistrati dello speciale pool costituito dal procuratore Giovanni Melillo. Quella sera molte centinaia di soggetti di diversa estrazione, insolitamente insieme, misero a ferro e fuoco la zona circostante il palazzo che ospita la sede della Giunta Regionale della Campania. I decreti di perquisizione riguardano nove persone a ciascuna delle quali gli agenti della Polizia di Stato (Squadra Mobile, Digos e Polizia Postale), i carabinieri del Ros e i carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, hanno sequestato, tra l’altro, indumenti, telefoni cellulari e supporti per la memorizzazione di dati, come schede SD, alla ricerca di informazioni che possano essere utili a ricostruire la genesi di quanto accaduto quella sera dell’entrata in vigore del “coprifuoco” indetto dal governatore Vincenzo De Luca per fronteggiare il crescente contagio da Coronavirus.