La DIA di Napoli ha notificato un decreto di confisca definitiva, nei confronti di Alfonso Letizia, imprenditore attivo in particolare nel settore della produzione e della vendita del calcestruzzo.

Le indagini hanno consentito non solo di ricostruire il suo reale assetto patrimoniale, ma anche di delineare la sua “pericolosità”, derivante dai rapporti emersi con il clan dei casalesi.

Nella relativa inchiesta giudiziaria, infatti, per la quale Alfonso Letizia era stato arrestato dalla DIA nel 2011 erano emersi gli intrecci illeciti del ceto politico di Casal di Principe con l’ala militare e imprenditoriale del clan dei casalesi, che si concretizzavano attraverso l’appoggio ai candidati indicati dall’organizzazione in occasione di elezioni, in cambio dei successivi benefici economici.

Alfonso LETIZIA era considerato il riferimento della famiglia “Schiavone”, poiché metteva a disposizione dell’organizzazione i propri impianti di produzione del calcestruzzo e le proprie strutture societarie ottenendo l’ingresso nel cartello delle aziende che l’associazione imponeva sui cantieri presenti nel mercato casertano.

I beni acquisti dallo Stato, per un valore di circa 100 milioni di euro, sono: 6 aziende, 70 immobili, tra cui terreni e fabbricati, 28 auto e numerosi rapporti finanziari.