Si è chiusa questa mattina con le nomine di sottosegretari e vice ministri (in tutto 42) la  composizione della intera squadra del governo di Giuseppe Conte.

La maggioranza va ai Cinquestelle con 21 esponenti; 18 sono invece in quota Pd (cinque di area renziana) due sono indicati da Leu, uno è del Maie (gli italiani all’estero). I viceministri sono 6 in quota M5S, 4 per il Partito democratico. Solamente quattordici le donne. E per il giuramento bisognerà attendere lunedì mattina.

Per i viceministri. All’Economia vanno Antonio Misiani per il Pd (senatore della commissione bilancio, tesoriere del Pd con Bersani segretario) e Laura Castelli per i 5Stelle (che dunque ha vinto il derby nel Movimento con Buffagni). Stefano Buffagni (M5s) – vicino a Davide Casaleggio – sarà invece viceministro allo Sviluppo economico. Viceministre degli Esteri sono Marina Sereni (Pd) – che Zingaretti ha voluto in segretaria e che nella scorsa legislatura è stata vicepresidente della Camera – e Emanuela Del Re (M5s): per lei si tratta di una riconferma

Gli altri viceministri sono il 5Stelle Giancarlo Cancelleri (leader dei 5Stelle in Sicilia e consigliere regionale) alle Infrastrutture; il 5Stelle Pierpaolo Sileri – un chirurgo – alla Salute, mentre la dem – e renziana ortodossa – Anna Ascaniandrà all’Istruzione (nelle ultime ore erano affiorate perplessità sul suo nome per le critiche nel mondo scolastico nei confronti della riforma della Buona scuola, ma evidentemente sono state superate). All’Interno saranno viceministri Matteo Mauri – Pd, molto vicino a Maurizio Martina – e Vito Crimi(M5s) – l’uomo delle battaglie contro Radio radicale – che perde la casella di sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria.
Per i sottosegretari.  L’importante delega all’editoria va ad Andrea Martella del Pd, che era coordinatore della segreteria dem (quindi uno zingarettiano doc a Palazzo Chigi). L’altro sottosegretario alla presidenza del Consiglio sarà Mario Turco, dei Cinquestelle, alla programmazione economica e investimenti. Sottosegretari ai rapporti con il Parlamento sono Simona Malpezzi, Pd (renziana, della corrente Lotti-Guerini) e Gianluca Castaldi (Cinquestelle e senatore abruzzese). Agli Esteri come sottosegretari vanno Ivan Scalfarotto (Pd) (renziano, promotore dei comitati civici dell’ex premier);  Manlio Di Stefano (Cinquestelle, vicino a Di Maio, riconfermato) e Ricardo Merlo (Maie, il Movimento per gli italiani all’estero, che ha votato la fiducia al governo giallo-rosso. Era già sottosegretario nel governo gialloverde). All’Interno vanno Carlo Sibilia (M5S, riconfermato) e Achille Variati (Pd), ex sindaco di Vicenza.

Alla Giustizia Vittorio Ferraresi (M5S, anche per lui una riconferma) e Andrea Giorgis (deputato Pd e costituzionalista che disse no alla riforma renziana).Agli Affari europei Laura Agea (M5S, ex europarlamentare). Alla Difesa:Angelo Tofalo (M5S, già sottosegretario nel governo gialloverde, noto anche per una serie di gaffe e per la foto in tuta mimetica e mitra) e Giulio Calvisi del Pd, esperto di immigrazione, un passato nella Fgci e nella sinistra giovanile.  All’economia Alessio Villarosa (M5S, riconfermato) Pierpaolo Baretta (Pd, ex sindacalista Cisl, già al Mef con Saccomanni e Padoan) eCecilia Guerra (Leu). Al Mise Alessandra Todde (M5S, ex amministratore delegato di Olidata, prima dei non eletti nella circoscrizione Isole alle europee), Mirella Liuzzi (M5S) , Gianpaolo Manzella (finora assessore nella giunta Zingaretti, fortemente voluto dal segretario dem) e la renziana Alessia Morani (area Lotti-Guerini).

Alle Politiche agricole: Giuseppe L’Abbate (M5S). All’ambiente: Roberto Morassut.  Alle infrastrutture Roberto Traversi (m5s) e Salvatore Margiotta (Pd).  Al Lavoro: Stanislao Di Piazza (M5S) e Francesca Puglisi (Pd).All’Istruzione Lucia Azzolina (M5S) – insegnante e sindacalista – e Giuseppe De Cristofaro (Leu, un passato in Rifondazione e nel Genoa social forum).  Alla Cultura: Anna Laura Orrico (M5S) e Lorenza Bonaccorsi (Pd, con delega al turismo, assessora uscente nella giunta Zingaretti). Alla Salute la dem – e prodiana – Sandra Zampa, cofondatrice del Partito democratico

(ph. Giuseppe Conte/ Fb)